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Stefano AccorsiPrima e dopo la crisi di un trentenne42 anni, 2 Marzo 1971 (Pesci), Bologna (Italia) |
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![]() Che stupidi che siamo, quanti inviti respinti, quante parole non dette, quanti sguardi non ricambiati. Tante volte la vita ci passa accanto e noi non ce ne accorgiamo nemmeno.
dal film Le fate ignoranti (2001)
Stefano Accorsi è Michele
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La prima parte della carriera di Stefano Accorsi è costellata da ruoli che lo etichettano come trentenne che non vuole crescere. Una categoria sociale che paradossalmente gli ha portato fortuna e lo ha fatto conoscere al grande pubblico. Scegliendo i copioni con cura e cercando di non scadere in un cinema sempre uguale che racconti sempre le stesse storie, l'attore è riuscito a staccarsi di dosso lo stereotipo dell'uomo che non vuole responsabilità. E con il nuovo millennio è approdato a un cinema più difficile da rappresentare, decretando un successo di pubblico e di critica capace di andare oltre il confine italiano.
Formazione e gli anni giovanili al cinema
Il sogno di Stefano Accorsi bambino è sempre stato quello di affermarsi come attore. A Bologna, la sua città natale, frequenta il liceo scientifico e nel frattempo continua a pensare alla passione per la recitazione. Prima di concludere gli studi, si allontana da scuola durante l'ora di religione per raggiungere la Scuola di Teatro dove chiederà informazioni sull'iscrizione. Decide di aspettare prima di tentare quella strada e nel frattempo si diploma e trascorre l'estate a fare il bagnino sulle spiagge della riviera romagnola e ad aiutare i genitori nel bar a Comacchio.
Il primo vero approccio con il cinema è un fallimento: si presenta a un provino per un film di Pupi Avati ma, con nessuna esperienza di recitazione alle spalle, non riesce a farsi accettare. Qualche tempo dopo però sarà proprio Avati a richiamarlo per una parte in Fratelli e sorelle (1992), commedia girata negli Stati Uniti, con la quale vincerà un premio come miglior attore esordiente.
Superata questa prova, ritorna in Italia e si iscrive alla Scuola di Teatro di Bologna diretta da Alessandra Galante Garrone, dove si diploma nel 1993. Dopodichè entra nella Compagnia del Teatro Stabile dell'Arena del Sole di Bologna, con la quale avrà l'occasione di recitare in diverse rappresentazioni di testi classici, tra i quali compare anche l'opera "Sei personaggi in cerca d'autore" di Pirandello.
Lo spot del successo dà inizio alla sua carriera
L'anno successivo viene preso per girare Prove di abbordescion di Daniele Luchetti, uno spot di una nota marca di gelati. La battuta al centro della pubblicità, detta in un inglese maccheronico, diventa un tormentone che lo porta a farsi riconoscere per strada e a raggiungere una certa popolarità. Malgrado questa esperienza non abbia messo in luce le sue doti attoriali ma si sia concentrata soprattutto sul suo volto da bravo ragazzo adatto a quel tipo di pubblicità, le proposte dal mondo cinematografico cominciano ad arrivare numerose.
Dopo il film tv Voci notturne di Fabrizio Laurenti e Pupi Avati, il 1996 è un anno ricchissimo per il giovane esordiente; è un cameriere in Vesna va veloce di Carlo Mazzacurati, un carabiniere ne La mia generazione di Wilma Labate, ma soprattutto è Alex, l'adolescente tormentato di Jack Frusciante è uscito dal gruppo di Enza Negroni, tratto dall'omonimo romanzo di Enrico Brizzi. Con quest'ultimo titolo entra nel cuore delle ragazzine e comincia a farsi notare dalla critica cinematografica che apprezza il suo stile recitativo, ancora acerbo ma istintivo al punto da lasciar intravedere delle potenzialità.
Diversi sono gli spettacoli teatrali che lo coinvolgono (da "Le donne curiose" a "Naja", dal quale poi verrà tratto un film con Accorsi ed Enrico Lo Verso) e, dopo un "Seminario intensivo di movimento scenico ed introduzione alla biomeccanica teatrale", viene richiamato da Luchetti per il ruolo di protagonista ne I piccoli maestri (1997), racconto intenso di un gruppo di giovani universitari che decidono di unirsi ai partigiani durante la Resistenza.
Dopo l'interessante film tv Più leggero non basta (con Giovanna Mezzogiorno che diventerà la sua compagna), sarà la volta di Radiofreccia, esordio cinematografico del cantante Luciano Ligabue. L'intensità con la quale sostiene la parte di Freccia, dj radiofonico degli anni Settanta morto di overdose, lo consacra definitivamente come attore e lo gratifica con il premio Amidei e il Ciak d'oro.
Amore è il filo conduttore di numerose pellicole
Da questo momento in poi ha inizio un elenco corposo di film che lo portano a indossare la maschera un po' stereotipata del ragazzo dannato, perennemente in crisi per amore, sempre in bilico tra un'adolescenza che non vuole abbandonare e una maturità che non vuole raggiungere. È l'anarchico Horst Fantazzini, il famoso ladro che minacciava i bancari con una pistola giocattolo in Ormai è fatta! (1999) di Enzo Monteleone, ma è anche Carlo, trentenne impaurito dalla serietà di un matrimonio, in L'ultimo bacio (2000) di Gabriele Muccino. O ancora un neolaureato alla soglia dei trenta in Santa Maradona (2001) di Marco Ponti.
Lavora con registi italiani affermati come Ferzan Ozpetek ne Le fate ignoranti (2001) dov'è un omosessuale che accoglie la moglie dell'amante morto da poco nella sua piccola comunità di emarginati e in Saturno contro (2006), nuovamente in coppia con Margherita Buy. Chiamato da un autore difficile come Nanni Moretti a interpretare un maniaco del sesso in cura nel drammatico La stanza del figlio (2001) al fianco di Silvio Orlando, Laura Morante e Jasmine Trinca, per Accorsi si aprono nuove strade e ruoli più maturi.
Il filo conduttore dell'amore sembra unire molte pellicole della sua carriera: recita i versi di Dino Campana e vive una storia ai limiti della follia con Sibilla Aleramo in Un viaggio chiamato amore (2002) di Michele Placido (aggiudicandosi la coppa Volpi a Venezia) e con lo stesso regista è un redivivo innamorato di Violante Placido nel mediocre Ovunque sei (2004). Ma rivive la passione anche in L'amore ritrovato (2004) di Carlo Mazzacurati. Da ricordare anche il rapporto senza regole con Silvia (Valentina Cervi) di Provincia meccanica del documentarista Stefano Mordini, presentato al Festival di Berlino.
Gli anni francesi, l'amore con la Casta e il ritorno in Italia
Nel frattempo si trasferisce in Francia per imparare la lingua e qui conosce la modella Laetitia Casta, con la quale inizia un'intensa storia d'amore che gli darà un figlio nel settembre 2006, Orlando, a cui si aggiungerà la secondogenita Athena nel'agosto 2009.
Il 2005 è l'anno di Romanzo criminale, storia incentrata sulla banda della Magliana, terza collaborazione con Michele Placido; dopodichè lavora soprattutto all'estero dove si dimostra convincente anche quando gioca fuori casa. Le prime esperienze in terra straniera risalgono ancora al 2001 quando è nel cast di Capitani d'aprile dell'affascinante portoghese Maria de Medeiros e in Tabloid, thriller girato in Gran Bretagna da David Blair.
Ma è la Francia ad accoglierlo con maggiori consensi: al fianco di Diane Kruger è in Triplice inganno (2005), e lavora al fianco di Julie Depardieu nella commedia Tutta colpa di Fidel. É soprattutto con il sentimentale Un baiser, s'il vous plaît con Virginie Ledoyen che si afferma uno dei migliori attori italiani capaci di affrontare lo stile del cinema francese.
Nel 2007 è nel film sentimentale di Emmanuel Mouret, Solo un bacio per favore e il 2010 lo vede protagonista dell'atteso sequel de L'ultimo bacio, Baciami ancora di Gabriele Muccino. Sempre in prodotti nostrano dà sfoggio delle proprie doti: nel 2011 lo vediamo in La vita facile, con Pierfrancesco Favino e Vittoria Puccini, e nel drammatico Ruggine, che racconta la storia di quattro bambini alle prese con un adulto perverso. Il film, con Filippo Timi e Valeria Solarino, è presentato al Festival di Venezia 2011 nella sezione Controcampo italiano.
David di Donatello 2013
Festival di Venezia 2002
Nastri d'Argento 2001
"Forse è vero. Forse potrebbe sembrare un film vagamente misogino". La nuova commedia di Lucio Pellegrini, La vita facile, ha diviso il pubblico e lui lo sa. Perché una metà del cielo, quella che (al cinema) non porta ancora i pantaloni, ieri è uscita dalla sala un po' meno contenta dell'altra. "Il film si focalizza sui personaggi di Favino e Accorsi, perché è la loro amicizia che volevo raccontare – ha detto Pellegrini a margine della conferenza stampa romana - Capisco che il personaggio di Vittoria Puccini possa innervosire, che sia difficile empatizzare con una dark lady viziata, capricciosa e pariolina. Ma questo è un film di maschi".
Anche in conferenza stampa i mattatori sono Pierfrancesco Favino e Stefano Accorsi. Irresistibile il primo, spalla sorprendentemente vivace il secondo, invisibili le donne: la Puccini che si limita a trovare la sua dark lady "buffa e divertente, un po' manipolatrice e un po'ragazza fragile", e la sempre più brava Camilla Filippi, capace di dare corpo al carattere più involuto, madre e santa donna "la cui consapevolezza serve a far risaltare la natura complessa degli altri".
Storia d'amore e amicizia tra medici, impegnati in un ospedale del Kenya settentrionale, per Pellegrini "il film non fa retorica sul mondo africano. Mi interessava l'Africa come teatro in cui far emergere per contrasto le caratteristiche di questi uomini così profondamente italiani. Personaggi sfaccettati, complessi e anche negativi". Favino dribbla con eleganza l'inevitabile paragone con la vecchia commedia all'italiana, "un ritorno sociologicamente preoccupante – dice – perché se ancora oggi continuiamo a rappresentare italiani simpatici e farabutti, vuol dire che forse siamo proprio così". Il clima da spogliatoio, che ha regalato al film ottimi momenti di improvvisazione, si respira anche dal vivo. Vola qualche battuta sul calcio, Favino lancia stoccate alla Roma, squadra del cuore, e l'emigrante Accorsi ricorda gli insulti dei francesi "subito dopo i maledetti Europei". Applausi a fine conferenza, il team funziona, il film è benedetto in chiusura dal produttore Domenico Procacci. La sala si svuota e Pellegrini resta accanto alla moglie, Camilla Filippi, impegnata in un'intervista. "Il prossimo film – promette sottovoce, e c'è da credergli – lo faccio con un cast tutto al femminile. Una storia di donne, che tocchi temi che il nostro cinema, purtroppo, non riesce ancora a raccontare".
Sono state ufficializzate oggi le nomination dei David di Donatello 2013, i premi dell'Accademia del Cinema Italiano che verranno consegnati il 14 giugno durante una cerimonia condotta da Lillo e Greg (in onda su Raiuno alle 21.20).
Quest'anno a farla da padroni sono Diaz di Daniele Vicari e La migliore offerta di Giuseppe Tornatore, che hanno ottenuto ciascuno 13 candidature. A seguire Viva la libertà di Roberto Andò, con 12 candidature, ed Educazione siberiana di Salvatores e Reality di Garrone (entrambi a 11).
Tra gli attori sei nominati (Servillo, Mastandrea - nominato anche come non protagonista, Luca Marinelli, Sergio Castellitto, Aniello Arena e Roberto Herlitzka), mentre tra le attrici troviamo Margherita Buy (Viaggio sola), Jasmine Trinca (Un giorno devi andare), Valeria Bruni Tedeschi (Viva la libertà), Thony (Tutti i santi giorni) e Tea Falco (Io e te).
Tutte le nomination
Miglior Film:
Diaz
Educazione siberiana
Io e te
La migliore offerta
Viva la libertà
Miglior Regista:
Bernardo Bertolucci (Io e te)
Matteo Garrone (Reality)
Gabriele Salvatores (Educazione siberiana)
Giuseppe Tornatore (La migliore offerta)
Daniele Vicari (Diaz)
Miglior Regista esordiente:
Leonardo di Costanzo (L'intervallo)
Giorgia Farina (Amiche da morire)
Alessandro Gassman (Razzabastarda)
Luigi Lo Cascio (La città ideale)
Laura Morante (Ciliegine)
Miglior Sceneggiatura:
Niccolò Ammaniti (in Io e te)
Umberto Contarello (Io e te)
Francesca Marciano (in Io e te)
Bernardo Bertolucci (in Io e te)
Giuseppe Tornatore (in La migliore offerta)
Matteo Garrone (in Reality)
Ugo Chiti (in Reality)
Maurizio Braucci (in Reality)
Massimo Gaudioso (in Reality)
Maria Sole Tognazzi (in Viaggio Sola)
Ivan Cotroneo (in Viaggio Sola)
Francesca Marciano (in Viaggio Sola)
Roberto Andò (in Viva la libertà)
Angelo Pasquini (in Viva la libertà)
Miglior Musicista:
Teho Teardo (in Diaz)
Mauro Pagani (in Educazione siberiana)
Franco Piersanti (in Io e te)
Ennio Morricone (in La migliore offerta)
Alexandre Desplat (in Reality)
Miglior Produttore:
Fabrizio Mosca (in Alì ha gli Occhi Azzurri)
Domenico Procacci (in Diaz)
Riccardo Tozzi (in Educazione siberiana)
Marco Chimenz (in Educazione siberiana)
Giovanni Stabilini (in Educazione siberiana)
Isabella Cocuzza (in La migliore offerta)
Arturo Paglia (in La migliore offerta)
Angelo Barbagallo (in Viva la libertà)
Miglior Trucco:
Mario Michisanti (in Diaz)
Enrico Iacoponi (in Educazione siberiana)
Maurizio Nardi (in Educazione siberiana)
Luigi Rocchetti (in La migliore offerta)
Dalia Colli (in Reality)
Enrico Iacoponi (in Viva la libertà)
Migliore Attore Non Protagonista:
Marco Giallini (in Buongiorno Papà)
Claudio Santamaria (in Diaz)
Giuseppe Battiston (in Il Comandante e la Cicogna)
Stefano Accorsi (in Viaggio Sola)
Valerio Mastandrea (in Viva la libertà)
Migliore Attore Protagonista:
Aniello Arena (Reality)
Valerio Mastandrea (in Gli Equilibristi)
Roberto Herlitzka (in Il Rosso e il Blu)
Luca Marinelli (in Tutti i Santi Giorni)
Sergio Castellitto (in Una Famiglia Perfetta)
Toni Servillo (in Viva la libertà)
Migliore Attrice Non Protagonista:
Maya Sansa (in Bella Addormentata)
Rosabell Laurenti Sellers (in Gli Equilibristi)
Francesca Neri (in Una Famiglia Perfetta)
Fabrizia Sacchi (in Viaggio Sola)
Ambra Angiolini (in Viva l'Italia)
Anna Bonaiuto (in Viva la libertà)
Migliore Attrice Protagonista:
Tea Falco (in Io e te)
Federica Victoria "Thony" Caiozzo (in Tutti i Santi Giorni)
Jasmine Trinca (in Un Giorno devi andare)
Margherita Buy (in Viaggio Sola)
Valeria Bruni Tedeschi (in Viva la libertà)
Migliore Canzone Originale:
Laura Marafiotti (in Buongiorno Papà)
Gianluca Misiti (in Buongiorno Papà)
Mauro Pagani (in Educazione siberiana)
Pivio (in Razzabastarda)
Aldo De Scalzi (in Razzabastarda)
Virginiana Miller (in Tutti i Santi Giorni)
Arturo Annecchino (in Venuto al Mondo)
Migliore Fotografia:
Gherardo Gossi (in Diaz)
Italo Petriccione (in Educazione siberiana)
Fabio Cianchetti (in Io e te)
Fabio Zamarion (in La migliore offerta)
Marco Onorato (in Reality)
Migliore Scenografia:
Marta Maffucci (in Diaz)
Rita Rabassini (in Educazione siberiana)
Marco Dentici (in È stato il Figlio)
Maurizio Sabatini (in La migliore offerta)
Raffaella Giovannetti (in La migliore offerta)
Paolo Bonfini (in Reality)
Migliori Costumi:
Alessandro Lai (in Appartamento ad Atene)
Roberta Vecchi (in Diaz)
Francesca Vecchi (in Diaz)
Patrizia Chericoni (in Educazione siberiana)
Grazia Colombini (in È stato il Figlio)
Maurizio Millenotti (in La migliore offerta)
Margherita Buy è Irene, una donna di circa quarant'anni, senza marito né figli e un lavoro che è il sogno di molti, quello dell'ospite a sorpresa, il temutissimo cliente in incognito che annota, valuta e giudica gli standard degli alberghi di lusso. In questa clip in esclusiva è alle prese con l'ex fidanzato Andrea (Stefano Accorsi), spaventata dall'arrivo di un bambino che potrebbe separarli. Nel film Viaggio sola la donna si troverà costretta a mettere in dubbio le sue certezze e a domandarsi se questa sua vita libera sia davvero un privilegio, o piuttosto un luogo di solitudine.
Dopo Le fate ignoranti e Saturno contro, il grande ritorno della coppia Margherita Buy e Stefano Accorsi, qui diretti da Maria Sole Tognazzi in un film che mette al centro un'inedita figura femminile alle prese con l'amore, l'amicizia, il lavoro, la famiglia e il dubbio che la libertà confini con la solitudine.
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