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martedì 28 giugno 2016

Valeria Solarino

Caro Diario, ho un sogno

36 anni, 4 Novembre 1979 (Scorpione), El Morro de Barcelona (Venezuela)
occhiello
Angela: Io è te che voglio.
Sara: Tu la luna vuoi.

dal film Viola di mare (2009) Valeria Solarino è Angela
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Valeria Solarino
Nastri d'Argento 2010
Nomination miglior attrice per il film Viola di mare di Donatella Maiorca

David di Donatello 2008
Nomination miglior attrice per il film Signorinaeffe di Wilma Labate

Festival di Venezia 2007
Premio premio pasinetti per l'attrice per il film Valzer di Salvatore Maira



Placido, Stuart, Solarino, Scianna e Timi parlano del film.

Vita, azione ed espiazione del “bel Renè”

martedì 18 gennaio 2011 - Luca Marra cinemanews

Vita, azione ed espiazione del “bel Renè” Dopo il passaggio in laguna all'ultimo Festival del cinema di Venezia, arriva nelle sale italiane Vallanzasca - Gli angeli del male, vita, azione ed espiazione del “bel Renè” ovvero Renato Vallanzasca, criminale milanese degli anni '70, autore di numerose rapine e omicidi che sconta con 260 anni di carcere. A ritrarlo al cinema ci ha pensato l'ex commissario Cattani, Michele Placido che ha presentato oggi a Roma il film insieme al resto del cast: Kim Rossi Stuart che interpreta Vallanzasca, e poi Valeria Solarino, Francesco Scianna, Filippo Timi e, a sorpresa, c'era anche Giuliano Sangiorgi, leader dei Negramaro, autori della colonna sonora.
Come da copione, ogni film che coinvolge stragi e delitti delle Storia italiana porta con sé polemiche, l'ultima quella dell'onorevole della Lega Nord Cavallotto: “Placido è un cattivo maestro. Boicottate il film!” ha esclamato ieri l'esponente del “carroccio”. Polemiche politiche che non passano chiaramente inosservate: “Strano scandalizzarsi per Vallanzasca che sta pagando con l'ergastolo, e poi non parlare di comportamenti dei politici in questi giorni. Il cinema ha bisogno di lavorare sui lati oscuri dell'uomo, questi moralisti invece usano la morale per tornaconto politico” risponde Placido e continua: “Orribile l'invito a boicottare un film. Roba da Hitler, Mussolini o DC di un certo tipo. Comunque, il popolo della Lega è saggio: l'unico film che ha boicottato è stato 'Barbarossa', quello su Alberto da Giussano. Costato dodici milioni di euro dalle casse degli italiani, ne ha incassati solo trecentomila”.

Fare un film su un argomento non significa giustificarlo
Kim Rossi Stuart è seccato: “Tutto molto noioso. Vallanzasca ha dichiarato di voler esser un fuorilegge e paga per questo. Non ha giustificazioni e i parenti delle vittime hanno il diritto di vigilare e non perdonare chi gli ha condizionato la vita. Però mi sembra strano, per esempio, che c'è gente che si indigna per questo e non per le speculazioni edilizie che creano morte. Che ipocrisia. Poi stiamo parlando sempre e solo di un film, dove ho pensato a far emergere il lato oscuro di un uomo, di intuire la sua follia da far west. Si farebbero ridere i polli se si facesse apologia”. Valeria Solarino, interprete della prima moglie del bel 'Renè' ritiene le polemiche spiacevoli: “Il film non assolve Vallanzasca e poi gli attori non devono giudicare i loro personaggi, se no si perde l'equilibro necessario per interpretarli”. Sintetico ma esauriente Filippo Timi: “Fare un film su un argomento non significa giustificarlo. Ho interpretato Mussolini (in Vincere ndr.) ma mica l'ho giustificato! Comunque Kim è un titano della recitazione, lo dico io che sono molto snob, mi piacciono pochissimi attori”.

A scuola di milanese
L'attenzione poi passa sul film dove l'attore romano è mattatore assoluto e ha imparato il milanese, grazie a un coach e alle audiocassette ascoltate nel dormiveglia: “Ho incontrato Vallanzasca molte volte, oggi è un altro uomo, lo sforzo è stato immaginarlo trent'anni fa, l'ho fatto con approccio laico e dove non arrivava la ricostruzione c'è me stesso. Volevo un personaggio iperbolico e la coabitazione dei contrasti che è la ragione del mio recitare”. L'ex Freddo di Romanzo Criminale fa un accenno anche alla sua precedente prova da cattivo, cinematografico s'intende: “Freddo viene da un libro di fantasia e in un contesto che conoscevo bene perché è la mia città, è nato autonomamente. Vallanzasca è stato molto più rischioso”.

I limiti alla recitazione
Iperbolica è anche la prestazione di Filippo Timi, “il fratellino” del Renè, Enzo, nel film: “Placido mette tanti limiti prima di recitare e poi da questa gabbia fa uscire la tigre che c'è in te e ti fa lanciare senza freni. Stavo quasi per perdere un occhio”. Concorda Francesco Scianna: “Michele è molto passionale, spero di incontrarlo di nuovo, il suo talento è farsi guidare dalla 'pancia'”. Una passionalità che però non è indulgente come spiega lo stesso autore della pellicola: “Vallanzasca ha detto sui giornali che l'ho fatto apparire più cattivo, io ho riportato le sue parole nei dialoghi. La mia immagine di Renato Vallanzasca è quella che avete visto e vedrete. Non faccio sconti a un uomo che è arrivato alla follia ma che ha avuto anche il suo cammino di espiazione. Come il Vangelo anche l'uomo dovrebbe dare la possibilità ai suoi simili di redimersi”.

Finanziamenti all'estero
La pellicola è coprodotta dalla 20th Century Fox ma è stata rifiutata dalla Rai. “Il Servizio Pubblico mi ha detto che non era un film da 01 (distributore Rai ndr.) ma poi ha finanziato 'Barbarossa', su spinta politica” spiega il regista di Vallanzasca che allarga il discorso su tutto il cinema italiano: “Ci stanno mettendo il bavaglio. Bellocchio non potrà fare il film sul malessere dei politici italiani perché nessuno lo finanzia. Gravissimo. Gianni Amelio ha trovato fondi in Francia per i suoi progetti. Il mio futuro lungometraggio su 'mani pulite', non si può fare ora in Italia. Lo produrrò in Francia e penso possa essere una strategia comune far partire i nostri film all'estero, la comunità europea finanzia il cinema, non taglia i fondi al FUS come fa l'Italia”.

Suoni e moralità
Finale in musica con Giuliano Sangiorgi: “Non abbiamo usato musiche d'epoca ma suoni contemporanei, quelli che ci trasmettevano le loro facce, perché quelle azioni mostruose non sono solo degli anni Settanta ma sono ancora attuali. Il film non è apologia ma dimostra come ci si autodistrugge con l'edonismo e l'egoismo”. La migliore risposta alle polemiche anche per Placido: “Riprendendo le parole di un sacerdote che ha visto il film a Venezia” spiega il cineasta pugliese dico che questo film è morale, che farà bene ai ragazzi vedere come l'autodistruzione porta alla fine della personalità e della vita. Più morale di così, cosa può esserci?”.

L'attore presenta a Roma Manuale d'amore 3.

L'amore è qualcosa di fantastico. Parola di Robert De Niro.

mercoledì 20 ottobre 2010 - Edoardo Becattini cinemanews

L'amore è qualcosa di fantastico. Parola di Robert De Niro. Sarà un caso che, dopo un (non)giovane di nome Dante (Francesco Mandelli) e un disc-jockey interpretato da Claudio Bisio, il narratore che sfoglierà per noi i nuovi capitoli del compendio amoroso di Giovanni Veronesi sia un tassista chiamato Cupido (Emanuele Propizio)? Forse no, considerando che il protagonista di Manuale d'amore 3 è il taxi driver per eccellenza della storia del cinema, l'uomo più emulato da varie generazioni di attori posti davanti a uno specchio in cerca di uno sguardo paranoico ed esaltato. C'è voluta una conferenza stampa allestita durante una pausa di lavorazione per vedere e credere ciò che era stato già da tempo annunciato: Robert De Niro protagonista dell'ultima delle ricette sentimentali di Giovanni Veronesi e Aurelio De Laurentiis. I quali, dopo le "appendici" sugli italiani all'estero (Italians) e sul gap generazionale (Genitori & Figli), tornano così alla manualistica più rodata (35 milioni di euro gli incassi complessivi dei primi due film) con un terzo tomo che si porta dietro molti degli attori delle puntate precedenti (Verdone, Scamarcio, Bellucci) più qualche nuova entrata (Michele Placido, Donatella Finocchiaro, Laura Chiatti e Valeria Solarino), tutti uniti a sostenere e controbilanciare la mole del mostro sacro newyorkese.
Dopo il ricco proprietario terriero di Novecento di Bertolucci e il gangster Noodles di C'era una volta in America di Sergio Leone, De Niro rientra in Italia dopo più di venticinque anni per assecondare il genere che da un po' di tempo gli risulta più congeniale (sta per uscire in America la terza parte di Ti presento i miei) e per interpretare (in italiano!) un maturo professore di storia dell'arte destinato a innamorarsi delle forme giunoniche di Monica Bellucci. L'episodio in questione si intitola "Oltre" (in merito a quella fase del percorso amoroso che segue "Giovinezza" e "Maturità", gli altri due episodi previsti del film), ma è davvero difficile anche per gli altri attori presenti andare "oltre" e parlare liberamente, al di là della presenza di De Niro al loro fianco. Così che anche le loro parole si concentrano sugli aneddoti riguardanti l'attore italo-americano. Il quale, a sua volta, ricambia la stima con molta umiltà e qualche lacrima, a dispetto di un'atmosfera a dir poco festante.

Come è stato coinvolto in questo progetto?
Robert De Niro: Avevo sentito dire che Giovanni Veronesi era interessato a farmi interpretare un ruolo in un suo nuovo film. Per convincermi, mi ha mandato i primi due Manuali. Li ho visti e mi sono piaciuti molto, così come mi è piaciuta l'idea del ruolo scritto per me. Così, mi ha mandato la storia e quando ci siamo incontrati in Sicilia l'estate scorsa, mi sono reso conto che era una persona intelligente e ho deciso di accettare il ruolo.

È stato molto difficile recitare in italiano?
Robert De Niro: Un po' d'italiano lo parlo in realtà, ma la qualità dell'italiano richiesto dalle mie battute era davvero difficile e sofisticato, così ho dovuto imparare a memoria la giusta pronuncia. Non che sia stato difficilissimo, ma devo anche ammettere che non è stato sempre semplice, mi auguro solo di aver recitato con un italiano sufficientemente buono da non dover essere doppiato. Molto dell'umorismo sta anche nel fatto che il mio personaggio deve parlare un accento un po' strano.

Cos'è per lei l'amore?
Robert De Niro: L'amore è sempre lo stesso, a ogni età, ed è sempre meraviglioso: solo che, invecchiando, si è più consapevoli del fatto che tutte le cose hanno una fine. Giovanni Veronesi ha scritto il mio episodio con tanta dolcezza, dando al personaggio una seconda possibilità. D'altronde l'amore è qualcosa di fantastico. Di dolce e di fantastico.

Cosa la attira così tanto nella commedia contemporanea?
Robert De Niro: Le commedie generalmente hanno meno restrizioni. Nella commedia puoi provare su ogni cosa, puoi osare di più. Puoi essere molto più spregiudicato rispetto a un dramma. Mi piace fare commedie e devo dire che recitare in una commedia italiana è stato ancor più piacevole, grazie a una grande tradizione che gli permette in modo unico di coniugare comico e drammatico.

Le tre fasi evolutive dell'amore: Oltre
Giovanni Veronesi: Con "Oltre", volevo parlare di quella fase dell'uomo dopo la maturità, quella fase molto delicata e molto dolce, in cui non si chiede più molto dalla vita. L'idea vincente dell'episodio con Bob è stata quella di affiancargli Michele Placido e Monica Bellucci: assieme li ho resi davvero un trio esplosivo! Standogli vicino, ho imparato molto cercando di osservare la sua dedizione: all'interno di un piccolo film italiano con attori a lui sconosciuti, lui dà il massimo e passa anche ore a imparare una singola battuta. Diciamo che sono andato a scuola e ho imparato abbastanza.
Monica Bellucci: Finalmente un ruolo femminile così bello e due grandi accompagnatori. Inizialmente ero molto stupita dall'idea di lavorare con questi attori: non sapevo cosa poteva venirne fuori. Inoltre eravamo tutti in qualche modo intimiditi dal De Niro star. Fortunatamente siamo presto riusciti a conoscere anche l'uomo e ce ne siamo davvero tutti innamorati. Si tratta davvero di una bellissima esperienza di cinema.
Michele Placido: Credo che siamo a un'età in cui si comunica molto di più fra colleghi parlando della vita e dei nostri piaceri che del nostro lavoro. A casa De Laurentiis, Bob ha rotto il ghiaccio subito facendosi una foto con tutti quanti. Poi abbiamo passato serate intere a dissertare sulla qualità delle mozzarelle del Sud, si è creata una grande atmosfera amichevole.

Giovinezza
Valeria Solarino: La giovinezza è quella fase in cui non si è ancora presa una direzione, quando ci ferma a pensare e si cerca di crescere oppure si cambia improvvisamente percorso di vita per una svolta esistenziale. Per quanto riguarda me stessa, sento di essermi arricchita molto in questi ultimi anni e anche grazie a questa esperienza.
Riccardo Scamarcio: Interpreto un giovane avvocato, un uomo che si trova in quella fase della vita in cui occorre fare scelte importanti, ma poi per una cosa di lavoro vengo mandato in un paesino di provincia della Toscana. A Castiglion della Pescaia vivrò grazie a una sbandata per il personaggio di Laura Chiatti un ritorno adolescenziale che metterà in crisi le mie prospettive sulla stabilità.
Laura Chiatti: Sono davvero molto onorata di partecipare a questo film, fin dalla prima volta in cui ho conosciuto De Niro non ho avuto il coraggio di dire niente. Tuttora credo di dover ancora realizzare. Il mio personaggio è una ragazza energica e brillante, con un carattere forte. Sono tuttavia il seme della discordia, quello che creerà problemi alla coppia Scamarcio-Solarino.

Maturità
Carlo Verdone: Ho preso parte a Manuale 3 un po' in extremis. Dovevo cominciare a girare il mio nuovo film in questo periodo ma mi sono reso conto che non sarei riuscito a finire di scriverlo per tempo. Così, di comune accordo col produttore De Laurentiis, mi sono preso un po' di tempo e ho trovato qualche spazio libero che ho cercato subito di impiegare chiedendo a Giovanni di poter occupare con una partecipazione al suo film. Mi ha risposto subito sì e ha creato un episodio alla Attrazione fatale con Donatella Finocchiaro, tanto bella e simpatica, quanto pericolosa e compulsiva. Lavorando a stretto contatto con De Niro, abbiamo avuto il privilegio di incontrare un grandissimo attore, una grandissima persona dotata di signorilità e di grande umiltà. Quando l'ho conosciuto avrei voluto parlargli per ore di Taxi Driver o Il cacciatore e invece siamo finiti a mostrarci le foto delle vacanze con la famiglia sul cellulare! Abbiamo creato un legame attraverso il telefonino.
Donatella Finocchiaro: Nell'episodio interpreto una donna affetta da una sindrome bipolare, una tendenza ossessivo-compulsiva. La sua ossessione per Carlo diventa follia vera, finché non divento per lui una minaccia seria. Ma non abbiamo voluto banalmente ridicolizzare una malattia seria, vedrete che l'episodio ha anche una sua complessità.

Valeria Solarino e Isabella Ragonese presentano il film.

Viola di mare: due donne, due amanti nella Sicilia di fine '800

venerdì 16 ottobre 2009 - Gabriele Niola cinemanews

Viola di mare: due donne, due amanti nella Sicilia di fine '800 È un plotone di donne quello che si presenta al Festival di Roma per parlare di Viola di mare, l'ultimo film di Donatella Maiorca, qui in concorso. Oltre alla regista ci sono la sceneggiatrice Pina Mandolfo, la produttrice Maria Grazia Cucinotta, le protagoniste Valeria Solarino e Isabella Ragonese e anche Gianna Nannini, autrice della colonna sonora.
Il film prodotto da Medusa ruota intorno a un fatto vero che, come dice la regista: "passa per molti tradimenti", ovvero quelli del libro "Minchia di re" e poi quelli del film. Tradimenti che sono concessioni artistiche, licenze utili a creare una storia godibile intorno a un nucleo reale. E quel nucleo è la storia di due donne, due amanti nella Sicilia di fine '800, che scelgono di andare contro il sentire comune e vivere insieme.
"Non voglio parlare di politica" precisa subito la produttrice Cucinotta "trovo che uno dei problemi di oggi sia il fatto che ne parla chi non la fa, io porto avanti le mie idee con il mio lavoro e cioè con il cinema", come dire che il film parla per lei e in maniera abbastanza inequivocabile.

Cinque donne e un festival.

5x1: A Roma, la festa delle donne

martedì 13 ottobre 2009 - Stefano Cocci cinemanews

5x1: A Roma, la festa delle donne A pochi giorni dall'inizio dell'ormai ex festa veltroniana si può dire che il Festival Internazionale del Film di Roma sta finalmente assumendo una sua dimensione. Lontana dal padre putativo – e anche dalla madre adottiva Goffredo Bettini che lo ha diretto agli inizi – la quarta edizione può essere considerata quella dello slancio in avanti definitivo. Messe da parte velleità autoriali e appetito da aperitivo accanto al tappeto rosso, la selezione in concorso del 2009 si dimostra sobria ma anche attenta alle esigenze del pubblico, come dimostra Up in the air di Reitman con Clooney, e le ricche selezioni parallele, tra documentari e voglia di sperimentare.
Scartabellando tra le pieghe del Festival tra ruggiti di vecchi leoni come Ivory, Littin e Hallstrom, fa piacere leggere i nomi di donne, giovani e meno giovani, che rappresentano il passato, il presente e soprattutto il futuro del nostro cinema. Con madrina del festival Margherita Buy e l'opera prima di Stefani Sandrelli regista, a Roma sfileranno sul tappeto rosso cinque stelle emergenti – ma anche un po' di più – della celluloide del Belpaese: Maya Sansa, Isabella Ragonese, Valeria Solarino, Alba Rohrwacher e Moran Atias. Ed è il caso di esclamare: è veramente un bel cinema.

Wilma Labate racconta la "marcia dei quarantamila" e quei caldi giorni di sciopero attraverso una storia d'amore.

SignorinaEffe: innamorarsi a Torino (ai tempi della lotta operaia)

mercoledì 16 gennaio 2008 - Tirza Bonifazi Tognazzi cinemanews

SignorinaEffe: innamorarsi a Torino (ai tempi della lotta operaia) Nel suo nuovo film Wilma Labate, da sempre impegnata a dare voce all'Italia delle minoranze e a descrivere inquietudini, ribellioni e umiliazioni, riporta all'attenzione del pubblico alcuni dei giorni più caldi del 1980 quando Torino era una "città operaia che aveva un grigio dignitoso e un'austerità delle persone e delle masse che non ci sono più". "Di operai si parla sempre meno", ha spiegato la regista nelle note introduttive di SignorinaEffe. "Via via che si dismettono le grandi fabbriche, si smantellano i quartieri dormitorio, l'universo del lavoro non si racconta più. Ha perso di smalto e di spettacolarità". Ispirato al documentario Signorina Fiat di Giovanna Boursier, SignorinaEffe vede Valeria Solarino nel ruolo di Emma. Figlia di operai e impiegata alla Fiat, Emma è decisa a passare dall'altra parte della classe sociale sposando il suo amante dirigente finché non conosce Sergio, un operaio militante.

Era d'estate

* * * - -
(mymonetro: 3,25)
Un film di Fiorella Infascelli. Con Massimo Popolizio, Beppe Fiorello, Valeria Solarino, Claudia Potenza, Elisabetta Piccolomini.
continua»

Genere Drammatico, - Italia 2015. Uscita 23/05/2016.

Mi chiamo Maya

* * 1/2 - -
(mymonetro: 2,50)
Un film di Tommaso Agnese. Con Matilda Anna Ingrid Lutz, Melissa Monti, Carlotta Natoli, Valeria Solarino, Giovanni Anzaldo.
continua»

Genere Drammatico, - Italia 2015. Uscita 07/05/2015.

La scelta

* * * 1/2 -
(mymonetro: 3,52)
Un film di Michele Placido. Con Raoul Bova, Ambra Angiolini, Michele Placido, Valeria Solarino, Manrico Gammarota.
continua»

Genere Drammatico, - Italia 2015. Uscita 02/04/2015.

La terra dei santi

* * * - -
(mymonetro: 3,00)
Un film di Fernando Muraca. Con Valeria Solarino, Ninni Bruschetta, Lorenza Indovina, Tommaso Ragno, Marco Aiello.
continua»

Genere Thriller, - Italia 2015. Uscita 26/03/2015.

Una donna per amica

* * 1/2 - -
(mymonetro: 2,68)
Un film di Giovanni Veronesi. Con Fabio De Luigi, Laetitia Casta, Valentina Lodovini, Adriano Giannini, Valeria Solarino.
continua»

Genere Commedia, - Italia 2014. Uscita 27/02/2014.
Filmografia di Valeria Solarino »
Era d'estate (2015) Mi chiamo Maya (2015)
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