Signorinaeffe

Film 2007 | Drammatico, 95 min.

Regia di Wilma Labate. Un film con Filippo Timi, Valeria Solarino, Sabrina Impacciatore, Fausto Paravidino, Clara Bindi. Cast completo Genere Drammatico, - Italia, 2007, durata 95 minuti. Uscita cinema venerdì 18 gennaio 2008 distribuito da 01 Distribution. - MYmonetro 2,07 su 13 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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È il settembre 1980, la Fiat annuncia che licenzierà quindicimila addetti. Ha inizio il lungo durissimo sciopero che durerà 37 giorni. La vita di Emma viene sconvolta da un incontro che rivoluzionerà la sua vita. Il film ha ottenuto 2 candidature ai Nastri d'Argento, 2 candidature a David di Donatello, In Italia al Box Office Signorinaeffe ha incassato nelle prime 6 settimane di programmazione 346 mila euro e 127 mila euro nel primo weekend.

Consigliato no!
2,07/5
MYMOVIES 2,25
CRITICA 1,86
PUBBLICO 2,77
CONSIGLIATO NÌ
Film senza ritmo, girato con uno stile televisivo incapace di registrare le sfumature.
Recensione di Stefano Cocci
giovedì 17 gennaio 2008
Recensione di Stefano Cocci
giovedì 17 gennaio 2008

Torino, 1980. Sullo sfondo delle lotte sindacali contro la riorganizzazione aziendale in casa FIAT - che sarebbe dovuta procedere al prezzo del sacrificio di migliaia di posti di lavoro tra gli operai - Emma e Sergio si incontrano e si amano, nel breve lasso dei 35 giorni di proteste che furono chiusi dalla marcia dei 40 mila colletti bianchi. In questo pezzo di storia d'Italia, i due protagonisti rappresentano le parti che la proprietà vorrebbe mettere l'una contro l'altra: Emma è laureanda in matematica, lavora ai piani amministrativi di FIAT e sta con un ingegnere. Sergio è un operaio, una testa calda, in prima linea nella lotta. Lei comprometterà tutto per lui; Sergio la lascia andare verso un futuro forse migliore e che, come scopriremo alla fine, sarà stato deludente come la realtà che vivono. Malgrado gli elogi ottenuti al Torino Film Festival, Signorinaeffe è un film senza ritmo, girato con uno stile televisivo incapace di registrare le sfumature e che rievoca più una fiction che un grande capitolo di cinema civile: Sergio imbarazzato in giacca in un ristorante chic per far colpo su Emma; l'amico operaio - barricadero - tossicodipendente che ritrova la voglia di vivere fra le braccia di una maestrina d'asilo e su un prato le confessa di volere decine di figli. Altro che Ken Loach!
Purtroppo anche la recitazione ricorda spesso stilemi adatti al pubblico televisivo, evidentemente didascaliche, con occhiate fin troppo esplicite tra i protagonisti, con lunghe discussioni intorno all'ormai classico bicchiere di vino in cui non si ragiona di un mondo che cambia ma si lanciano frasi lapidarie ormai consunte dal tempo. Gli unici momenti "vivi" sono quelli affidati ai filmati d'epoca che ricostruiscono un'Italia ad un bivio e sulle barricate e che ci danno la misura del dramma sociale che si andava vivendo. Però, Valeria Solarino, nei panni di Emma, è troppo bella per quegli anni cupi.

Sei d'accordo con Stefano Cocci?
Su MYmovies il Dizionario completo dei film di Laura, Luisa e Morando Morandini

La classe operaia deve gratitudine al cinema italiano - alla Labate, ai documentari di Daniele Segre e Francesca Comencini - perché "è tornato in fabbrica". Film rischioso e difficile da fare: è la storia di una sconfitta che incorpora la storia di un amore di 35 giorni, quelli dello sciopero della Fiat di Torino (Mirafiori, Lingotto) durante "l'autunno caldo" 1980. Finì il 15 ottobre, data che per alcuni segna il funerale del movimento operaio. Dunque, è anche un film storico. La bella Solarino dev'essere grata alla regista che, nel suo film più maturo e coraggioso, le ha offerto il bel personaggio di Emma che, uscita da una famiglia siculo-napoletana, ha lavorato sodo per fare il salto di classe. L'improvviso amore per Sergio, combattivo operaio, la spinge a fermare la propria scalata, ma poi si arrende. Scritto dalla regista con Domenico Starnone e Carla Vangelista, è un film di asciutta malinconia con un piccolo margine nostalgico per una stagione utopica. Mescola la descrizione di un ambiente e di un'atmosfera, il trauma dei grandi eventi e la leggerezza delle piccole cose, la sensualità, gli intenti conoscitivi e le emozioni. Fotografia: Fabio Zamarion. Prodotto da Bianca Film e Rai Cinema. Sottovalutato dai critici, ignorato dal pubblico, resisterà al tempo.

Tutte le recensioni de ilMorandini
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RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
giovedì 7 marzo 2013
sorella luna

Decisamente un film di poco conto... Mediocre sotto tutti gli aspetti. Valeria Solarino è più brutta del solito, infatti io avrei scelto la sorella...Girato male, non coinvolge, non entusiasma, non rievoca...se non fosse per i filmati originali dell'epoca, con Enrico Berlinguer. La nonna è di gran lunga il personaggio migliore! Filippo Timi è Filippo Timi.

giovedì 6 agosto 2009
SoloChiara

Premessa numero uno: "Signorina Effe" è un film che mi ha incuriosito fin dai primissimi lanci di trailer. Premessa numero due: "Signorina Effe" parla di una realtà a cui, per studi e vita, mi sento piuttosto vicina. Torino è la mia città di acquisizione. La Fiat è indissolubilmente legata a Torino. Conclusa la noia delle premesse, vorrei soltanto provare a trasmettere uno spunto di riflessione che [...] Vai alla recensione »

martedì 16 febbraio 2010
MiPiaceIlCinema

Ho visto il film ieri sera, mi è sembrato molto interessante, ambientato nel 1980 ma ancora purtroppo attuale, bravissimi Timi e la Solarino. Completamente in disaccordo con la recensione della critica, consiglio di vederlo.

Frasi
"Guardami. Scommettiamo che se mi vedi da vicino non ti faccio più paura? Ho solo te nella testa, e mi scivoli giù nella bocca, e ancora più giù nelle mani…"
Sergio (Filippo Timi)
dal film Signorinaeffe
STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Paolo D'Agostini
La Repubblica

Tutt'altro che brutto Signorinaeffe, realizzato con molta cura. Interessante e coinvolgente. Ma è difficile sottrarsi a qualche dubbio. 1980 a Torino. La Fiat annuncia 15 mila licenziamenti. 35 giorni di sciopero con il sostegno di Berlinguer davanti a Mirafiori. Per la prima volta dall'inizio del ciclo di lotte partito nel '68, si organizza un'imponente reazione di capi, impiegati e quadri che, con [...] Vai alla recensione »

Silvio Danese
Quotidiano Nazionale

Melodramma d'amore, quasi un fotoromanzo, incastrato in scelte storiche in un momento cruciale della società italiana, la crisi industriale di fine anni '70, a partire dalla notizia del licenziamento di 14mila operai Fiat nel settembre '80. Il triangolo è composto dall' impiegata Emma (una Solarino impagliata), figlia di immigrati, dal fidanzato ingegnere (Gifuni) e dal sindacalista che la coinvolge [...] Vai alla recensione »

Roberta Ronconi
Liberazione

Anno 1980, Torino è la Fiat. Soprattutto per una famiglia come quella dei Martano che, abbandonata la Sicilia, ora punta al riscatto. Il padre è stato a lungo operaio, di quelli fedeli e grati all'avvocato per i regali alla befana e le colonie estive gratis per i figli. La sua primogenita Emma ora sta per finire l'università ed è già impiegata nel reparto "dei cervelloni" della fabbrica, quello in [...] Vai alla recensione »

Michele Anselmi
Il Riformista

Vi siete mai chiesti perché i film americani sulla classe operaia, inclusi quelli prodotti dalle majors, sembrano più «veri» dei nostri? Jane Fonda in Lettere d'amore, Sally Field in Norma Rae, Meryl Streep in Silkwood, perfino Charlize Theron nel recente North Country. Le vedi sullo schermo in ruoli da operaie tessili o metallurgiche e ci credi; eppure sappiamo bene che sono (erano) star hollywoodiane, [...] Vai alla recensione »

Aldo Fittante
Film TV

Dispiace non dire tutto il bene possibile di un film che, quanto meno, ha il coraggio di affogare nella Torino operaia, pressoché dimenticata dalla politica, dalla sociologia e finanche dall’ultimo cinema. Anche se lo fa tornando indietro, in quell’inizio di decennio dominato dall’edonismo reaganiano, quando a scendere in piazza furono i colletti bianchi, nell’ormai famosa “marcia dei quarantamila”. [...] Vai alla recensione »

Fabio Ferzetti
Il Messaggero

Bianco e nero, 1931, la Fiat è ancora un sogno, la pista sul tetto del Lingotto una strada verso il cielo, il lungo spot d'epoca che apre Signorinaeffe un capolavoro di furbizia e seduzione. Stesso luogo, il Lingotto, oggi. L'ex-fabbrica è uno shopping center, irriconoscibile, come i due protagonisti invecchiati. Che nel resto del film vivono e simboleggiano con il loro amore il fatale ottobre 1980, [...] Vai alla recensione »

Gerhard Mumelter
Der Standard

Ero preparato al peggio quando in un grigio pomeriggio romano si sono spente le luci nel cinema Greenwich. Ma ho capito ben presto di aver fatto bene a non fidarmi del coro di stroncature feroci che hanno accompagnato l'uscita di Signorinaeffe. Il film di Wilma Labate racconta una storia d'amore sullo sfondo delle lotte operaie degli anni settanta e ottanta a Torino.

Alberto Castellano
Il Mattino

In perfetta sintonia con l'attuale vertenza dei metalmeccanici, esce «Signorinaeffe» di Wilma Labate - presentato in anteprima al Torino Film Festival - che racconta proprio i lavoratori che furono protagonisti di una stagione sindacale e le lotte che nel 1980 culminarono in un accordo che pose fine al movimento operaio italiano. Per raccontare una storia privata e collettiva al tempo stesso, la regista [...] Vai alla recensione »

Maurizio Cabona
Il Giornale

Camuffato da film sulla Fiat del 1980, alla vigilia della torinese «marcia dei quarantamila» impiegati, quadri e dirigenti, Signorinaeffe (come Fiat) di Wilma Labate racconta meno una contingenza che l'eterno dilemma femminile: andare dove porta il cuore o dove porta l'interesse. Un'impiegata (Valeria Solarino) laureanda in matematica, di famiglia siciliana e operaia, s'innamora di un operaio rivoluzionario [...] Vai alla recensione »

Roberto Escobar
Il Sole-24 Ore

È imbarazzante, Signorina Effe (Italia, 2007, 95'). Wilma Labate e i suoi cosceneggiatori Domenico Starnone e Carla Vangelista si son dati un compito ambizioso: tornare all'occupazione della Fiat nel 1980, e alla marcia dei 40mila che tanto peso ebbe nelle vicende del nostro Paese. Oltre che ambizioso, il compito si direbbe doveroso, almeno nel senso che il cinema italiano troppo spesso rinuncia ad [...] Vai alla recensione »

Mariarosa Mancuso
Il Foglio

Verbale di una riunione preparatoria di "Signorina Effe", come la immaginiamo dopo aver visto il film. Presenti: la regista, soggettista e sceneggiatrice Wilma Labate; la soggettista semplice Francesca Marciano; la soggettista e sceneggiatrice Carla Vangelista; lo sceneggiatore semplice Domenico Starnone (speriamo di averli ricopiati giusti, l'intreccio e la moltiplicazione delle qualifiche ricorda [...] Vai alla recensione »

Bruno Babando
Il Domenicale

Tremila battute, quanto conta questo pezzullo, sono troppe. Sarebbe sufficiente emulare Fantozzi, autore della più efficace recensione cinematografica della storia, e liquidare La signorina Effe in due parole: una cagata pazzesca. E non solo per l'imbarazzante sceneggiatura (scritta a otto mani, tra cui quelle di Domenico Starnone), la più che sconcertante recitazione (stendiamo un velo pietoso sul [...] Vai alla recensione »

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