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mercoledì 1 marzo 2017

Antonio Albanese

Tutti per Albanese

52 anni, 10 Ottobre 1964 (Bilancia), Lecco (Italia)
occhiello
'ntu culu!
dal film Qualunquemente (2011) Antonio Albanese è Cetto La Qualunque
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Antonio Albanese
David di Donatello 2011
Nomination miglior attore per il film Qualunquemente di Giulio Manfredonia

David di Donatello 2010
Nomination miglior attore per il film Questione di cuore di Francesca Archibugi

Nastri d'Argento 2009
Nomination miglior attore per il film Questione di cuore di Francesca Archibugi

David di Donatello 2008
Nomination miglior attore per il film Giorni e nuvole di Silvio Soldini

Nastri d'Argento 2008
Nomination miglior attore per il film Giorni e nuvole di Silvio Soldini

David di Donatello 2006
Nomination miglior attore per il film La seconda notte di nozze di Pupi Avati



A colloquio con Antonio Albanese in attesa della proiezione serale di Qualunquemente.

U pilu sopra Berlino

venerdì 11 febbraio 2011 - Giovanni Bogani cinemanews

U pilu sopra Berlino BERLINO. "Ma che cosa si mangia, qui a Berlino?". A un certo punto, la curiosità gli viene. Anche perché è ora di pranzo. E forse per stemperare l'attesa della sera, della proiezione ufficiale del film davanti al pubblico tedesco, e ai giornalisti internazionali. "Si mangia lo stinco", gli dicono. "Ah, bene, allora stinco per tutti!".

È la prima volta di Antonio Albanese a Berlino. Il film, che in Italia ha sbancato i botteghini, venduto già in alcuni paesi stranieri, è alla grande prova internazionale. Stasera si capirà, alla fine della proiezione, come l'avranno presa. Se questa satira grottesca, amara, cinica, spietata dell'Italia vallettata e sgallettata piace o no anche all'estero. Albanese non sembra preoccuparsene, e dopo un attimo di silenzio, dice: "Minchia! U pilu sopra Berlino!".

"Che cosa direi a un tedesco che sta per vedere Qualunquemente? Forse non gli direi proprio niente: vorrei che si gustasse il film da solo. E soprattutto, vorrei che non pensasse che è un film 'su una situazione specifica, su un politico specifico. Secondo me questo personaggio è universale: parla del nostro paese, ma anche dell'Europa. Anche in giro per Berlino ci sono un centinaio di Cetti La Qualunque dappertutto".

"Io non sono capace di giudicare il mio personaggio, in realtà. Lo faccio e basta. Mi piace, mi piaceva questo personaggio: non ho mai pensato che fosse un film sull'attualità. Anzi, il fatto che un film preparato da anni sembri un film giocato sul presente è quasi un danno, per noi".

"È arrivata questa contemporaneità scioccante, che ha strumentalizzato un po' l'anima del film".

Come potrebbe evolvere Cetto?
"Sicuramente vorrà diventare onorevole. È gente che non si ferma più, e che quindi va bloccata all'inizio".

Le è mai venuta paura che il pubblico ridesse "con" Cetto, stando dalla parte sua?
"È un po' come Coppola che fa Il padrino, e tutti poi sperano di fare i padrini... Ma io penso proprio di no, che non si rida insieme a lui, stando dalla sua parte. Se poi questo accadrà, non è colpa mia".

Era mai stato prima a Berlino?
"No, ero stato solo per sbaglio alle terme di Baden Baden. Sono arrivato ieri sera, al buio, non ho visto ancora niente".

Nelle prime recensioni internazionali a Qualunquemente, viene quasi dato per scontato che il film sia un riflesso del Ruby Gate. Che effetto vi fa?
"Dispiace un po', perché il film l'abbiamo scritto anni fa, e il personaggio è nato nel 2003. È solo una coincidenza incredibile che sia scoppiato lo scandalo adesso. E la stampa italiana ha accentuato similitudini, cercando a tutti i costi un parallelo. Per esempio, 'lei ha un corpo da assessoressa', una frase che Cetto dice nel film, io l'avevo scritta anni prima".

Ribaltiamo la domanda: non avete avuto paura che la realtà vi superasse? Che gli scandali veri risultassero ancora più estremi e grotteschi dei vostri, con il rischio di non fare più ridere?
"No, solo in una scena ci siamo sentiti superati dagli eventi: quando abbiamo immaginato Cetto in una piscina con tre, diciamo così, fidanzate... Beh, abbiamo capito che erano troppo poche! Adesso ne avremmo messe di più!".

Che cosa trova veramente scandaloso, oggi?
"Mettiamola così: è sempre successo che un industriale, o un potente, regalassero beni preziosi alle loro amanti. Pellicce, diamanti. Prima se le compravano, però: adesso le pagano con i soldi nostri!".

Ma insomma, a un tedesco di Potsdamer Platz, lei cosa direbbe: il film parla di Berlusconi o no?
"Ma no, sarebbe troppo facile. Chi conosce questo paese, chi lo osserva, sa che è un modo di gestire il potere che esiste da tanto. E addirittura non è né di destra né di sinistra".

Ora che lei porta "U pilo sopra Berlino", può dircelo: ma lo slogan del pilu ha qualche fondamento reale? È successo davvero?
"È successo eccome, in un paesino calabrese. Uno di quei paesi dove si conoscono tutti. Il politico non riusciva a infiammare gli animi, e alla fine sbottò: 'va', se mi votate vi porto pure o pilu!'. Fu l'applauso più fragoroso della storia dei comizi".

Antonio Albanese torna al cinema con il film Qualunquemente.

Riso amaro

martedì 18 gennaio 2011 - Marianna Cappi cinemanews

Riso amaro Cetto La Qualunque, l'imprenditore corrotto e incorreggibile ideato e impersonato da Antonio Albanese, torna in Calabria dopo una lunga latitanza all'estero. Questa volta, però, non si presenta affacciandosi dal televisore bensì da centinaia di sale cinematografiche sparse per lo stivale. Quale missione lo spinge a cercare tanta visibilità è presto detto: la sua candidatura a sindaco di Marina di Sopra, scritta con Piero Guerrera, inscenata da Giulio Manfredonia e sostenuta dalla Fandango in collaborazione con Rai Cinema. Lo slogan? Qualunquemente.

Come nasce il film?
Manfredonia: Conosco Antonio, personalmente e professionalmente, da tanti anni. Quando mi ha proposto di aiutarlo a portare al cinema Cetto La Qualunque ho pensato che avrebbe funzionato e ci saremmo divertiti. Il personaggio è molto noto, netto, una maschera come quelle della miglior tradizione italiana, ma un film su di lui si prestava anche a contenere molto cinema, vale a dire molti generi. E così è partita quest'avventura.
Albanese: Io sono un figlio dell'immigrazione, sono stato "tatuato" da mio padre, dai suoi ricordi, dal suo bisogno di lavorare. Anche Piero, lo sceneggiatore, viene dal meridione e insieme sentivamo da tempo il bisogno di raccontare il nostro paese. Per prima cosa è nato il personaggio di Cetto La Qualunque, già nel 2003, poi sono nati il contorno, gli altri personaggi, le vicende. Infine è arrivata la grande occasione con Fandango.
Guerrera: Negli ultimi anni ci siamo chiesti spesso se portare Cetto La Qualunque al cinema, perché abbiamo un rapporto ambiguo verso il personaggio: gli dobbiamo molto ma a volte ci auguriamo anche che muoia, che finisca. Invece continuava ad essere attuale, per cui eccoci qui.

Non è facile definirlo un film comico, è piuttosto un film che agghiaccia e suscita un riso molto amaro.
Albanese: La comicità è anche una questione di gusti, io per esempio lo trovo comicissimo, la cosa più comica che ho mai fatto. Nella comicità ci dev'essere il salto mortale, la libertà, l'assenza di condizionamenti e fare comicità in questo paese è molto difficile. Ma capisco anche un'accoglienza di altro segno, perché il film è tutte e due le cose: è sia comico che amaro.

Oggi è più difficile lavorare in libertà? Ci sono più costrizioni?
Albanese: Bisogna ingegnarsi, lavorare. Un modo si trova sempre, c'è sempre.

Stando ai giornali degli ultimi tempi, pare che la realtà superi di gran lunga la fantasia, al punto che Cetto rischia di apparire un moderato...
Albanese: È vero. Non ci posso fare niente. Posso solo raccontarvi che due anni fa io e Piero ci dicevamo "Ah, se il film uscisse adesso..." e così abbiamo pensato un anno fa e sei mesi fa. Forse anche mio padre 25 anni fa avrebbe detto lo stesso. È il nostro paese. La verità è che in questo film non scopriamo niente, la risata viene dal fatto che tutto ci era già noto. Noi comici rappresentiamo il nostro tempo, lo studiamo, non lo giudichiamo.

In quali precedenti cinematografici avete cercato ispirazione?
Manfredonia: Quando si progetta un film spesso si ricorre a dei paragoni per raccontare che genere di film si ha in testa e cercare di farsi capire. Io ho pensato a Fantozzi, a qualcosa di Sergio Leone, addirittura qualcuno mi ha citato Indagine su un cittadino.., dopo aver visto il film, ma in realtà nessun confronto si adatta davvero. C'è un sapore di malavita, di Sud America, di western, ma ci sono più nelle singole scene che non nel film nella sua interezza.

Il film termina su una fotografia del Quirinale. È immaginabile un proseguimento della carriera politica di Cetto La Qualunque?
Albanese: Il Quirinale era un divertimento. L'emblema del fatto che ogni piccolo politico punta al potere e il potere mira poi sempre più in alto.

Il Sud ultimamente va molto bene al cinema. Quello fotografato in questo film è il vero Sud? È reale?
Rubini: Il Sud è questo ma non solo questo. In un film comico è importante semplificare, per far ridere. Il Sud è più complesso, per certi versi persino più povero e più violento, ma anche più ricco.

Cetto La Qualunque è di destra o di sinistra?
Albanese: Cetto La Qualunque è orizzontale.

Si espongono i problemi, si fanno film, ma il Paese sembra non voler rialzare la testa.
Albanese: È vero. Ma abbiamo fatto il film perché siamo ottimisti, volevamo rendere ridicoli questi personaggi. Volevamo far capire alle nuove generazioni quanto sono ridicoli, perdenti, dei cattivi esempi. In ogni cosa che faccio penso sempre ai nostri figli, alla generazione futura, perché spero in loro.
Lorenza Indovina: Ricordo, però, che nel film si parla di un Sud che reagisce e vota De Santis, anche se poi Cetto imbroglia.
Burruano: Il film, a mio parere, è un ritratto dell'immoralità in cui viviamo e alla quale purtroppo ci siamo assuefatti.

Produttivamente, come è stata vissuta la prossimità del contenuto del film con la realtà politica del Paese?
Procacci: è la prima volta che la Fandango fa un film comico, ma non era questo il punto, come non era l'attinenza con la realtà. Abbiamo lavorato per fare un film che fosse più "film" possibile, agendo sul cast, sulla troupe, come per qualsiasi altro progetto. Il personaggio aveva una sua attualità già da otto anni, per cui nessuno poteva indovinare gli accadimenti degli ultimi giorni, anche se per lo più erano già prevedibili da mesi. La presenza di Giulio Manfredonia, poi, era di per sé una garanzia e il personaggio di Cetto La Qualunque aveva le caratteristiche per poter raccontare una storia. Queste sono le cose che mi hanno convinto a portare avanti un progetto che era comunque rischiosissimo, perché c'è bisogno di un gran lavoro per costruire un film attorno ad un personaggio televisivo o teatrale. Infine, mi ha stupito piacevolmente il fatto che da parte di Rai Cinema non sia mai stata sollevata nessuna preoccupazione rispetto al contenuto politico del film, il che mi pare un segnale positivo.

Le location sembrano frutto di una sfrenata fantasia, invece risultano essere reali...
Manfredonia: La villa di Cetto è un Bed&Breakfast sul Raccordo, dopo Boccea; la moglie del proprietario è Svetlana, la fidanzata di Pino nel film; il paese, Marina di Sopra, non è ubicato sul pianeta Terra ma è molto realistico, è un'unica e continua colata di cemento lungo il mare di Calabria, come purtroppo ce ne sono sempre più. Noi l'abbiamo girato vicino a Tivoli, in una proprietà che il comune di quel luogo non sapeva nemmeno di avere. Realtà e surrealtà si sono mischiate, fuori e dentro il film.

L'uscita in sala il 21 gennaio espone il film al confronto obbligato col campione d'incassi Checco Zalone. Si sente in contrapposizione?
Albanese: Non ho visto il film e non conosco bene Checco Zalone. Sono certo che la Fandango e Rai Cinema hanno fatto bene i loro calcoli e spero di soddisfare il mio pubblico e anche di fare i numeri che al cinema servono e che non sono quelli del teatro, ma sono molto maggiori. Il cinema è industria e ha bisogno di molte persone in sala, anche se poi è chiaro che sono tante le volte che vediamo un film andare male al botteghino ma ci ricordiamo di quanto ci era piaciuto, di quanto era bello.

Il gemellaggio indicato nel cartello stradale tra Marina di Sopra e Weimar, la repubblica prenazista, lascia intendere che temete per l'Italia una svolta autoritaria?
Albanese: quando fai un film ti diverti con i particolari, siamo un gruppo di amici e ci divertiamo, tutto qui.
Manfredonia: Nel costruire un film su un personaggio singolo, che parla di un mondo che in tv non si vede mai, il lavoro maggiore è stato quello di costruire per la prima volta proprio quel mondo. Il cast ha dovuto mettersi sulla lunghezza d'onda di un attore che ha un registro comico unico, cercando di non imitarlo ma di adeguarsi. Sono stati bravissimi. Il resto sono particolari, di cui conserviamo le nostre personali interpretazioni e ne lasciamo libere molte altre.

In quali e quante occasioni avete rivisto la sceneggiatura alla luce delle parole o delle azioni di Berlusconi?
Albanese: Mai. Mai e poi mai, mi dovete credere. Il personaggio è nato pensando a certi fisici, all'esuberanza, alla "maschietà" di questa gente. Rispetto alle uscite di Berlusconi abbiamo cercato piuttosto di andare apposta in un'altra direzione. Anche da Fazio, dove avevo uno spazio settimanale, non abbiamo mai commentato l'attualità, ma abbiamo fatto un altro tipo di percorso. Siamo dei bravi lavoratori.

Il personaggio più bizzarro è senza dubbio quello di Rubini nelle vesti di spin doctor elettorale...
Albanese: Del cast io sono innamorato, ma secondo me quel ruolo lo poteva fare solo Sergio in Italia, perché ha la capacità di avere vari ritmi e caratteri, che non è da tutti. Nella comicità Sergio è un gigante.
Rubini: Sono stato molto felice di partecipare a questo film, perché Antonio ha qualcosa di tecnicamente irraggiungibile come attore, lo stimo molto. Inoltre mi era piaciuto molto l'ultimo film di Giulio Manfredonia che non conoscevo personalmente, infine il fatto che la telefonata che mi proponeva la parte sia venuta da Procacci mi ha convinto del tutto.

Dal romanzo di Umberto Contarello il nuovo film di Francesca Archibugi.

Amici di cuore

mercoledì 8 aprile 2009 - Marianna Cappi cinemanews

Amici di cuore Alberto e Angelo vengono colpiti da un infarto nella stessa notte, nella stessa città. Il primo è un noto sceneggiatore, il secondo un giovane carrozziere: due vite distanti, destinate a non incrociarsi mai, che s'incontrano niente meno che davanti allo spettro della morte. Dove si dice che ognuno sia solo, loro si ritrovano in due. Ne nasce un'amicizia che riscrive ogni cosa e che fa dell'approccio alla vita e alla scrittura "una questione di cuore". Dal romanzo omonimo di Umberto Contarello, Francesca Archibugi ha tratto un film con Antonio Albanese (Alberto) e Kim Rossi Stuart (Angelo) che parla della relatività delle distanze e della necessità, per il cinema italiano, di tornare sulla strada.

Mamma o Papà?

* * - - -
(mymonetro: 2,01)
Un film di Riccardo Milani. Con Paola Cortellesi, Antonio Albanese, Luca Marino, Marianna Cogo, Alvise Marascalchi.
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Genere Commedia, - Italia 2017. Uscita 14/02/2017.

L'abbiamo fatta grossa

* * - - -
(mymonetro: 2,40)
Un film di Carlo Verdone. Con Carlo Verdone, Antonio Albanese, Anna Kasyan, Francesca Fiume, Clotilde Sabatino.
continua»

Genere Commedia, - Italia 2016. Uscita 28/01/2016.

La sedia della felicità

* * * - -
(mymonetro: 3,04)
Un film di Carlo Mazzacurati. Con Valerio Mastandrea, Isabella Ragonese, Giuseppe Battiston, Katia Ricciarelli, Raul Cremona.
continua»

Genere Commedia, - Italia 2013. Uscita 24/04/2014.

L'intrepido

* * 1/2 - -
(mymonetro: 2,64)
Un film di Gianni Amelio. Con Antonio Albanese, Livia Rossi, Gabriele Rendina, Alfonso Santagata, Sandra Ceccarelli
Genere Commedia, - Italia 2013. Uscita 05/09/2013.

Tutto tutto niente niente

* * - - -
(mymonetro: 2,27)
Un film di Giulio Manfredonia. Con Antonio Albanese, Lorenza Indovina, Nicola Rignanese, Davide Giordano, Lunetta Savino.
continua»

Genere Commedia, - Italia 2012. Uscita 13/12/2012.
Filmografia di Antonio Albanese »

lunedì 20 febbraio 2017 - Al secondo posto Mamma o papà, con oltre 2 milioni di euro.

Cinquanta sfumature di nero, secondo weekend da dominatore al box office

Andrea Chirichelli cinemanews

Cinquanta sfumature di nero, secondo weekend da dominatore al box office Box office Italia
Gran successo per Cinquanta sfumature di nero, Mamma o papà? e Ballerina, i film che occupano il podio del weekend appena trascorso. Il film con la Cortellesi e Albanese mette a referto oltre 2 milioni di euro dal giorno della sua release, mentre Cinquanta sfumature arriva a 12,1 milioni complessivi, supera Suicide Squad e va ad occupare la sesta posizione assoluta della classifica stagionale italiana. Pets - Vita da animali dovrebbe essere raggiunto e superato già alla fine di questa settimana. Sempre bene vanno La La Land e La battaglia di Hacksaw Ridge, mentre esordi non particolarmente memorabili sono quelli di Manchester by the Sea e Moonlight (che non è mai riuscito ad entrare nella top ten). Oggi arrivano in sala i documentari Alla ricerca di un senso, Crazy for football e David Lynch: the Art Life, il 21 Gimme Danger, mentre dal 23 si chiude con Barriere, Beata ignoranza, Jackie, La marcia dei pinguini 2, The Great Wall e Trainspotting 2.

Box office USA
Negli USA pronostici rispettati. Lego Batman - il film vince il weekend con 34,2 milioni di dollari e tocca quota 98 milioni complessivi, mentre Cinquanta sfumature di nero si ferma a 20,9 per un totale di 89,6 milioni, comunque migliore delle previsioni. Sul podio alla fine la spunta The Great Wall, migliore delle new entry settimanali, che porta a casa 18 milioni di dollari. John Wick: Chapter 2 scende dal podio, ma l'incasso di 16,5 milioni è soddisfacente, visto che il film ha già superato l'incasso totale del primo film, cosa che non si vede molto spesso di questi tempi (l'anno scorso quasi tutti i sequel finirono peggio dei film originali). Botte da Prof. apre con 12 milioni di dollari, un buon risultato per una commedia R-rated. Il flop (annunciato) della settimana è invece A Cure for Wellness, appena decimo con soli 4,2 milioni di dollari. Ultima settimana per Il diritto di contare, Split e La La Land, con quest'ultimo che ha aperto con oltre 20 milioni di dollari in Cina, trasformando il suo successo in un exploit su scala globale. La prossima settimana arrivano l'action Collide, l'animato Rock Dog e l'horror Get Out, tutte uscite di secondo piano in attesa dell'arrivo in sala di Logan, primo vero blockbuster del 2017.

   

giovedì 16 febbraio 2017 - Potrebbe diventare il miglior incasso assoluto di stagione.

Cinquanta sfumature incontenibile, in media 1 milione al giorno

Andrea Chirichelli cinemanews

Cinquanta sfumature incontenibile, in media 1 milione al giorno Cinquanta sfumature di nero viaggia alla media di quasi un milione di euro al giorno e tocca così quota 9 milioni di euro: entro al fine del weekend potrebbe essere diventato il miglior incasso assoluto di stagione. Ottimo risultato per Io, Claude Monet, il documentario di Nexo Digital che con 158mila euro migliora rispetto al giorno precedente e fa meglio di Mamma o Papà, con la coppia Cortellesi/Albanese. Sostanzialmente invariate le altre posizioni della classifica che oggi dovrebbe ricevere qualche scossone dall'arrivo dei nuovi film della settimana: arrivano Manchester by the Sea e Moonlight, con l'animato Ballerina e Resident Evil: The Final Chapter a completare il roster delle uscite. Prime stime degli analisti sui film in arrivo negli USA questa settimana. Sulla carta il migliore dovrebbe essere il kolossal cinese (con Matt Damon protagonista) The Great Wall, che in patria ha incassato 170 milioni di dollari e che gli analisti danno attorno ai 15-20 milioni negli States. Botte da Prof., la commedia con Ice Cube se la dovrebbe giocare quasi alla pari, con la stessa finestra d'incasso, anche se il film dovrebbe avere meno sale rispetto all'altro. Tutti concordano invece sulla scarsa attenzione nei confronti di La cura dal benessere, che non dovrebbe superare nemmeno i 10 milioni. Per la vetta non dovrebbe esserci alcun cambiamento con Lego Batman - Il Film davanti a Cinquanta sfumature di nero e John Wick: Capitolo 2 a lottare per restare sul podio.
Chiudiamo coi dati giapponesi: facce nuove in testa alla classifica con Aibou: The Movie IV primo e Survival Family secondo. Miss Peregrine è terzo, mentre dopo venticinque settimane di permanenza nella top 5, Your Name. scende al sesto posto con un incasso complessivo di 211 milioni di dollari e 18,6 milioni di spettatori.
Ieri su MYmovies.it 640.993 visitatori: (+153,50% vs Comingsoon.it). Fonte Audiweb - dati della giornata di mercoledì 15 febbraio 2017.

Box Office Italia del 15/02/2017
1. Cinquanta sfumature di nero: Euro 931.099
2. Io, Claude Monet: Euro 158.604
3. Mamma o Papà?: Euro 134.719
4. La La Land: Euro 89.858
5. Lego Batman - Il film: Euro 76.921
6. La battaglia di Hacksaw Ridge: Euro 66.345
7. Smetto quando voglio - Masterclass: Euro 53.845
8. Split: Euro 41.119
9. L'ora legale: Euro 35.696
10. Incarnate - Non potrai nasconderti: Euro 23.582

mercoledì 15 febbraio 2017 - Podio tutto nuovo con Mamma o Papà? e Io, Claude Monet.

Cinquanta sfumature record a San Valentino. 1 milione al box office

Andrea Chirichelli cinemanews

Cinquanta sfumature record a San Valentino. 1 milione al box office Cinquanta sfumature di nero capitalizza al massimo il giorno di San Valentino e guadagna 1 milione di euro, portandosi ben oltre gli 8 milioni complessivi: prima che inizi il weekend il film dovrebbe entrare nella top ten italiana stagionale e con questi ritmi il primo posto assoluto dovrebbe essere questione di giorni. Podio tutto nuovo: al secondo posto c'è infatti Mamma o Papà?, con la coppia Cortellesi/Albanese che apre con 222mila euro davanti alla sorpresa Io, Claude Monet, il documentario di Nexo Digital che si porta a casa ben 143mila euro. L'unico altro film della top a stare sopra a quota 100mila euro è La La Land, mentre le altre posizioni della classifica restano quasi invariate. Giovedì arrivano Manchester by the Sea e Moonlight, con l'animato Ballerina e Resident Evil: The Final Chapter a completare il roster delle uscite. Negli States Cinquanta sfumature di nero si riprende la vetta con 3,9 milioni davanti a Lego Batman - Il film, che viene insediato anche da John Wick: Capitolo 2 (2,7 contro 2,6 milioni di dollari). Durante la settimana Cinquanta sfumature di nero dovrebbe mantenere la vetta, almeno fino all'arrivo della new entry che però non spaventano: Fist Fight, The Great Wall e La cura dal benessere non paiono in grado di detronizzare i tre film attuali leader.
Focus Oriente: l'attore americano più celebre in Cina? Vin Diesel e per distacco, altrimenti non si spiegherebbe il monumentale successo ottenuto da xXx: The Return of Xander Cage che ha aperto con 60 milioni di dollari. Non osiamo immaginare quanto potrebbe ottenere il prossimo Fast and Furious.... Intanto due film hanno già superato i 200 milioni di dollari: Kung Fu Yoga (228) e Journey to the West: The Demons Strike Back (232), mentre The Great Wall, che aprirà la prossima settimana negli States si è fermato a 170. Un mercato in straripante salute, non c'è che dire. In Corea del Sud il nuovo leader è Fabricated City, che apre con 6,5 milioni davanti a Confidential Assignment che perde la vetta ma arriva a 52 milioni complessivi, primo "fenomeno" del 2017. Qui Cinquanta sfumature di nero ha floppato con nemmeno mezzo milione di dollari incassato e una media per sala ridicola. Dati giappponesi ancora non disponibili.
Ieri su MYmovies.it 713.748 visitatori: (+179,19% vs Comingsoon.it). Fonte Audiweb - dati della giornata di martedì 14 febbraio 2017.

Box Office Italia del 14/02/2017
1. Cinquanta sfumature di nero: Euro 1.025.355
2. Mamma o Papà?: Euro 222.573
3. Io, Claude Monet: Euro 143.245
4. La La Land: Euro 115.734
5. Smetto quando voglio - Masterclass: Euro 79.329
6. La battaglia di Hacksaw Ridge: Euro 79.323
7. Lego Batman - Il film: Euro 65.747
8. L'ora legale: Euro 62.474
9. Split: Euro 60.689
10. Incarnate - Non potrai nasconderti: Euro 38.299

martedì 14 febbraio 2017 - In Italia il film supera quota 7 milioni.

Cinquanta sfumature, miglior partenza del 2017 al box office internazionale

Andrea Chirichelli cinemanews

Cinquanta sfumature, miglior partenza del 2017 al box office internazionale È lunedì per tutti ma non per Cinquanta sfumature di nero che nel giorno più loffio della settimana porta a casa quasi 800mila euro, superando quota 7 milioni di euro. Entro domenica sera il film potrebbe già essere diventato leader della classifica generale stagionale italiana. Gli altri film si difendono come possono: La La Land resta sempre stabile al secondo posto, con 62mila euro, mentre La battaglia di Hacksaw Ridge è terzo. In calo gli italiani Smetto quando voglio - Masterclass e L'Ora Legale. In coda alla classifica si rivede Collateral Beauty, rivelazione e sorpresa (una delle poche) dell'inverno cinematografico nostrano. Oggi arriva in sala per San Valentino Mamma o papà? con la coppia Albanese/Cortellesi, mentre giovedì sarà la volta dei film da Oscar Manchester by the Sea e Moonlight, con l'animato Ballerina e Resident Evil: The Final Chapter a completare il roster delle uscite. A livello internazionale Cinquanta sfumature di nero domina gli incassi con ben 144,6 milioni incassati nel primo weekend di programmazione: per ora è la migliore partenza del 2017. Il film sta per raggiungere e superare i due titoli che fino alla settimana scorsa guidavano la classifica degli incassi mondiale, ossia xXx: The Return of Xander Cage, con 229 milioni e The Great Wall che coi soli incassi cinesi ha portato a casa ben 224,5 milioni di dollari. Lego Batman - Il film è partito bene con 92,8 milioni di dollari incassati in tutto il mondo, anche se il dato americano è stato inferiore alle aspettative. Il film dovrebbe comunque raggiungere quota 200 milioni senza troppi problemi. Ottimi dati anche per Resident Evil: The Final Chapter che, snobbato in patria, continua ad avere successo fuori dagli States, con un totale di 135,6 milioni di dollari (più dell'80% ottenuto "all'estero").
Ieri su MYmovies.it 753.350 visitatori: (+176,98% vs Comingsoon.it). Fonte Audiweb - dati della giornata di lunedì 13 febbraio 2017.

Box Office Italia del 13/02/2017
1. Cinquanta sfumature di nero: Euro 792.436
2. La La Land: Euro 62.033
3. La battaglia di Hacksaw Ridge: Euro 59.281
4. Lego Batman - Il film: Euro 53.105
5. Smetto quando voglio - Masterclass: Euro 44.763
6. Split: Euro 41.549
7. L'ora legale: Euro 34.872
8. Incarnate - Non potrai nasconderti: Euro 25.714
9. Collateral Beauty: Euro 23.610
10. Sleepless - Il Giustiziere: Euro 11.089

lunedì 13 febbraio 2017 - Il film chiude il 1° weekend con 860mila spettatori.

Cinquanta sfumature domina tutto. Anche il box office

Andrea Chirichelli cinemanews

Cinquanta sfumature domina tutto. Anche il box office Box Office Italia
Cinquanta sfumature di nero domina il weekend e chiude con 6,4 milioni di euro complessivi e 860mila spettatori e annichilendo tutta la concorrenza. Lego Batman - Il film, dopo una pessima partenza si riprende e riesce a superare il milione di euro, anche se di poco. Sempre ottimi gli incassi di La La Land, La battaglia di Hacksaw Ridge e degli italiani Smetto quando voglio - Masterclass e L'Ora Legale. Il film con Ficarra e Picone è ora a quota 9,6 milioni di euro, a mezzo milione da Mister Felicità, che resta, per ora, il miglior incasso italiano di stagione, all'ottavo posto della top ten stagionale. Poco incisivo Incarnate, mentre Sing e Split celebrano l'ultima settimana di presenza nella top ten. Questa settimana arrivano Mamma o papà? con la coppia Albanese/Cortellesi (domani, per San Valentino), mentre giovedì sarà la volta dei film da Oscar Manchester by the Sea e Moonlight, con l'animato Ballerina e Resident Evil: The Final Chapter a completare il roster delle uscite. Cinquanta sfumature di nero non dovrebbe avere difficoltà a mantenere la prima posizione e superare già in settimana quota 10 milioni di euro.

Box Office USA
Il miglior weekend del 2017 negli USA lo vince, molto a fatica, Lego Batman - Il film, che grazie a un bel recupero tra sabato e domenica, ottiene la leadership con 55,6 milioni di dollari, un dato però molto al di sotto delle aspettative degli analisti, che lo davano tra i 70 e gli 80 milioni. Ottimo secondo è Cinquanta sfumature di nero, che porta a casa 46,7 milioni di dollari, con un'ottima media per sala, anche se il dato è inferiore rispetto al prequel, in molti si aspettavano una cifra totale leggermente più bassa. Fantastica partenza per John Wick: Capitolo 2, che riesce nell'impresa di superare i 30 milioni di dollari, un netto margine in positivo rispetto al primo capitolo. A questo punto il terzo episodio è praticamente certo. Cali contenuti per gli altri film, con Split che porta a casa altri 9,3 milioni e supera quota 110 milioni. Sempre ottimi i dati per Il Diritto di contare e La La Land, mentre l'unico crollone della settimana è quello di The Ring 3, che passa dalla seconda alla settima posizione perdendo il 55%. Rogue One: A Star Wars Story, 12esimo, tocca quota 527 milioni di dollari ed ora a soli 3 milioni dal 56esimo posto della classifica all-time americana, occupato da L'Inferno di cristallo, film del 1974. La prossima settimana arrivano in sala il blockbuster cinese The Great Wall (con Matt Damon), Botte da Prof., commedia con Ice Cube e La cura dal benessere, sofisticato horror di Gore Verbinski, che ai critici locali non è piaciuto molto.

   

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