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domenica 23 luglio 2017

Paola Cortellesi

Non chiederci nulla, Paola!

43 anni, 24 Novembre 1973 (Sagittario), Roma (Italia)
occhiello
Ad Alessandro Preziosi: "Il tuo unico sistema di corteggiamento è la circonvenzione di incapace!"
dal film Maschi contro femmine (2010) Paola Cortellesi è Chiara
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Paola Cortellesi
David di Donatello 2016
Nomination miglior attrice per il film Gli ultimi saranno ultimi di Massimiliano Bruno

Nastri d'Argento 2016
Nomination miglior attrice per il film Gli ultimi saranno ultimi di Massimiliano Bruno

David di Donatello 2015
Nomination miglior attrice per il film Scusate se esisto! di Riccardo Milani

David di Donatello 2014
Nomination miglior attrice per il film Sotto una buona stella di Carlo Verdone

Nastri d'Argento 2014
Nomination miglior attrice per il film Sotto una buona stella di Carlo Verdone

David di Donatello 2011
Nomination miglior attrice per il film Nessuno mi può giudicare di Massimiliano Bruno

David di Donatello 2011
Premio miglior attrice per il film Nessuno mi può giudicare di Massimiliano Bruno

Nastri d'Argento 2011
Nomination miglior attrice per il film Nessuno mi può giudicare di Massimiliano Bruno

Nastri d'Argento 2009
Nomination miglior attrice non protagonista per il film Due partite di Enzo Monteleone

David di Donatello 2008
Nomination miglior attrice non protagonista per il film Piano, solo di Riccardo Milani

Roma Fiction Fest 2007
Premio miglior attrice di fiction italiana per il film Maria Montessori - Una vita per i bambini di Gianluca Maria Tavarelli



Con Gli ultimi saranno ultimi, Massimiliano Bruno cerca un dialogo più fitto con la commedia all'italiana. Dal 12 novembre al cinema.

La ragazza con la pistola nell'Italia che cambia

domenica 15 novembre 2015 - Roy Menarini cinemanews

La ragazza con la pistola nell'Italia che cambia Una delle verità di questi anni è che non è chiaro cosa il nostro pubblico si aspetti dal cinema italiano. Il motivo per il quale la nostra produzione ha insistito tanto sulla commedia, nel nuovo secolo, non è solo un fatto di eredità storiche o di mera obbedienza al botteghino (che ovviamente pesa parecchio), ma anche di incertezza nel target da parte di sceneggiatori e registi. Di recente, la commedia - e con lei tutta la quota del cinema italiano al box office - ha subito un ridimensionamento. Ed è probabile che sia questo il motivo per cui quest'anno stiamo assistendo a progetti diversi e a esperimenti meno prevedibili, come - per rimanere alla stagione in corso - Alaska, Per amor vostro o questo Gli ultimi saranno ultimi, che anche nel solo atto di mettere in mano una pistola a Paola Cortellesi mostra uno scarto abbastanza sorprendente.

   

L'attrice protagonista di Gli ultimi saranno ultimi, dal 12 novembre al cinema, e stasera in Nessuno mi può giudicare, in streaming su MYMOVIESLIVE Nuovo Cinema Repubblica.

Paola Cortellesi, artista completa

lunedì 9 novembre 2015 - Paola Casella cinemanews

Paola Cortellesi, artista completa Paola Cortellesi è un'artista completa: recita in maniera sublime, canta come Ella Fitzgerald, scrive benissimo, è bella e spiritosa, insomma, è quasi insopportabile". A dirlo è Alessandro Gassmann, coprotagonista di Gli ultimi saranno ultimi, la commedia scritta e diretta da Massimiliano Bruno interpretata dalla Cortellesi prima a teatro e ora al cinema.
Paola Cortellesi sa fare tutto, e bene. Ciò che la salva dall'essere un classico caso di "brava ma basta", e dunque dal diventare insopportabile, è che è umile e simpatica: non c'è un attore o regista che abbia lavorato con lei che non ne decanti la generosità, la gentilezza, lo stile. "Oltre che una grande artista, è una brava persona", ha sintetizzato Walter Veltroni quando, da presidente di giuria del Sabaudia Film Fest, le ha consegnato un premio speciale che va ad aggiungersi al David di Donatello come miglior attrice protagonista per Nessuno mi può giudicare (in streaming su MYMOVIESLIVE Nuovo Cinema Repubblica stasera alle 21), al Premio Nino Manfredi per Scusate se esisto!, al Ciak d'Oro come personaggio del 2011 e al riconoscimento come miglior attrice al Roma Fiction Fest per lo sceneggiato Maria Montessori - Una vita per i bambini.
Il problema, semmai, è se l'Italia sia in grado di valorizzare un talento tanto eclettico: attrice, sceneggiatrice, cantante, imitatrice, showgirl. I rari esempi prima di lei hanno ricevuto nel nostro Paese un'accoglienza mista a metà fra l'ammirazione e il fastidio, come se quel tipo di talento "stroppiasse", e non riuscisse a emergere in nessuna categoria. Proprio per questo Paola Cortellesi si organizza da sola, scrivendosi gli spettacoli teatrali e i copioni cinematografici, scegliendo (spesso, ma non sempre) un regista come Riccardo Milani che esalta le sue possibilità artistiche, e non solo perché è suo marito e padre di sua figlia, e circondandosi di attori che, con lei vicino, danno il meglio di sé: basti pensare al duetto comico in macchina con Carlo Verdone in Sotto una buona stella, o a Raoul Bova che grazie a Paola acquista leggerezza e autoironia.
Al cinema la Cortellesi ha dimostrato che ci si può trasformare da cabarettista ad attrice comica con sfumature anche drammatiche, e che non è necessario essere poco attraente per far ridere il pubblico italiano: qui il suo precedente è Monica Vitti. Privilegia la commedia (o forse è la commedia che privilegia lei), ma si sintonizza soprattutto con storie sui disagi della contemporaneità: da Se fossi in te a C'è chi dice no, da Scusate se esisto! a Gli ultimi saranno ultimi, ha raccontato la malattia mentale, la disoccupazione e la discriminazione di genere. Ne Il posto dell'anima ha descritto fabbriche italiane che chiudono, morti sul lavoro, malattie ambientali. Se fossimo in America si direbbe che Paola Cortellesi ha chutzpa, termine ebraico che in Italia si traduce "con le palle", come se il coraggio fosse un attributo esclusivamente maschile. Se fossimo in America, Paola Cortellesi avrebbe già vinto almeno un Oscar. Qui da noi invece si conquista il suo pubblico pezzettino per pezzettino o, come direbbe lei, "mollichella mollichella".
Il suo appeal sta nella normalità, il suo viso è da vicina di casa, quella simpatica e non strappona che ti presta il sale se ne hai bisogno e ti porta il gelato se sei stata mollata, o ti nasconde la Gazzetta dello Sport se la tua squadra ha perso.
Paola Cortellesi non sarà mai una diva, e meno male. È un diesel, ti entra sottopelle scusandosi per il disturbo, e alla fine la conoscono tutti (per parafrasare il titolo di una commedia di Aldo, Giovanni e Giacomo, i primi a sceglierla per il suo debutto sul grande schermo, Chiedimi se sono felice). Ti fa ridere perché è intelligente ma non saputella, è sexy ma è buffa e impacciata. E l'Italia che sa farle spazio è l'Italia che vorremmo.

   

Al Giffoni l'attrice romana si conferma la più amata dagli italiani.

Tutti pazzi per la Cortellesi

martedì 19 luglio 2011 - Ilaria Ravarino cinemanews

Tutti pazzi per la Cortellesi Per Paola Cortellesi è stato un anno indimenticabile. Dopo tanta gavetta è diventata, quasi senza accorgersene, la più amata dagli italiani. E dalle italiane. Adulti e bambini. Per lei – fresca di David di Donatello e Ciak d’oro - un’ovazione al Giffoni Film Festival, applaudita dai ragazzi che l’hanno scoperta in tv con "Zelig" ma anche dai loro fratelli maggiori che l’hanno amata quest’anno in tre pellicole, Femmine contro maschi di Fausto Brizzi, Nessuno mi può giudicare di Massimiliano Bruno e C’è chi dice no di Giambattista Avellino.
La amano gli uomini, perché è indiscutibilmente una bella donna e non lo ostenta, la amano le donne perché è intelligente e non lo nasconde. Lei si concede, firma decine di autografi e nessun ospite, fino a oggi, ha preso seriamente quanto lei la missione. Parla a lungo con i bambini, sorride a tutti, si lascia fotografare da chi la ferma per strada. Poiché ha il dono di un bel cervello, risponde serena a ogni domanda dei giornalisti, anche a quelle più spinose che tentano di metterla contro la collega Vanessa Incontrada. Solo a una domanda si rifiuta di dire la verità. Ma i suoi occhi radiosi non sanno mentire. E chi l’ha vista in quel momento arrossire, ma solo per un istante, sa che nel suo futuro, oltre al lavoro, c’è un progetto altrettanto importante.

Qual è la sua opinione sul Giffoni Film Festival?
Ce ne vorrebbero tanti, di festival così. È una bellissima maratona che riunisce artisti di ambienti diversi, e che ha in programmazione film stupendi come In un mondo migliore di Susanne Bier. È fondamentale che i giovanissimi vedano un film di quel genere a questa età.

Lei ha successo al cinema, in radio, in tv. Ha ancora bisogno del teatro?
Certo. Mi sono dedicata al mio ultimo spettacolo per 3 anni, perché amo il teatro e perché volevo ricambiare l’affetto del pubblico. A teatro hai davvero la sicurezza che lo spettatore ti abbia scelto, che esca di casa per vedere te e soltanto te.

Infatti con Gli ultimi saranno gli ultimi ha messo a segno 189 repliche. È record?
Non credo. Il testo era scritto da Massimiliano Bruno, mio collega, amico e regista di Nessuno mi può giudicare. È la storia che ha funzionato: era il racconto tragicomico e umoristico, trattato col registro della commedia, di una precaria incinta che è tra i primi silurati per smaltire il personale di una fabbrica.

Tornerà anche al cinema con Massimiliano Bruno?
Lui sta scrivendo il prossimo film e spero davvero di essere coinvolta. Ma non è detto. Di certo, a meno che non ci cada un meteorite sulla testa, prima o poi torneremo a lavorare insieme.

Al cinema meglio comica o drammatica?
Mi piace molto cambiare registro e ruoli. L’importante, comunque, non è tanto il registro che bisogna usare quanto la storia che si deve a raccontare.

Come giudica l’esperienza a "Zelig"?
Benissimo. Ma "Zelig" funzionava anche senza di me, grazie soprattutto al grande mattatore Claudio Bisio. Quella sì che è una scuola tutta italiana, una rassegna di comici divertenti e professionali.

Per Vanessa Incontrada, che ha lavorato prima di lei a "Zelig", l’ambiente è maschilista.
Posso parlare della mia esperienza personale. Conosco Vanessa solo artisticamente e non so commentare le sue dichiarazioni. L’ambiente a "Zelig" per me è ideale, non credo che sia maschilista.

Tornerà alla conduzione del programma?
Sì, ripeterò l’avventura in tv l’anno prossimo. Gli autori mi hanno chiesto di aggiungere un pizzico di varietà all’italiana alla trasmissione. È un’occasione unica che mi rende felice, perché spettacoli come "Fantastico" erano un’eccellenza nel nostro paese, e recuperarli attraverso "Zelig" non sarebbe male.

In tv ha floppato solo su Rai Tre. Ha capito perché?
Non ho idea di come funzioni il calcolo dello share. Noi abbiamo fatto del nostro meglio nell’unica rete che ce lo permetteva, soprattutto grazie a Ruffini che ci lasciava una grande libertà d’espressione. Quello show non era affatto facile. Abbiamo scelto di portare in video cose più teatrali e meno televisive, e per questo credo meno digeribili.

Della fiction cosa pensa?
Le due fiction cui ho partecipato, quella su Maria Montessori e Le cose che restano, erano bellissime e dedicate a grandi momenti storici. Adesso farò una parte in Tutti pazzi per Amore, perché mi piace fare qualcosa di musicale. Funny Girl è uno dei miei film preferiti, vorrei tanto diventare una nuova Barbra Streisand.

È vero che sarebbe vicina al matrimonio?
Eddai.…

   

Cortellesi e Argentero in un film di denuncia sulle raccomandazioni.

Si può dire no: anche alla commedia all'italiana

martedì 5 aprile 2011 - Ilaria Ravarino cinemanews

Si può dire no: anche alla commedia all'italiana C’è chi dice no, un titolo che è tutto un programma. In sala dall’otto aprile, il film di Giambattista Avellino con Luca Argentero, Paola Cortellesi e Giorgio Albertazzi, dice no a molte cose. No alla risata fine a se stessa e no alla stucchevole leggerezza con cui da tempo si dipinge la giungla del precariato, bomba sociale addomesticata dalla nuova commedia all’italiana che in questo film non esplode ma scoppietta, meno innocua del normale. No ai raccomandati nel cast, e la garanzia è nei nomi: prima di tutti quelli di Paola Cortellesi e Luca Argentero, due vittime del piccolo schermo abilitate con sospetto al cinema dalla lunga gavetta delle fiction. E no all’happy-happy end, nessuna rassicurante pacca sulle spalle prima di uscire dal cinema, perché al centro del film c’è un dramma, la raccomandazione e il precariato, «che abbiamo scelto di raccontare dopo aver osservato situazioni analoghe a quelle del film vissute sulla pelle di molte persone care - ha detto il produttore Marco Chimenz - che ci hanno spiegato come funzionano questi meccanismi umilianti nelle università e negli ospedali, e il torbido sistema dei concorsi»

Giovedì 7 aprile i tre protagonisti del film hanno incontrato i lettori.

C'è chi dice no su MYmovies LIVE!Chat

mercoledì 30 marzo 2011 - a cura della redazione cinemanews

C'è chi dice no su MYmovies LIVE!Chat Giovedì 7 aprile i lettori di MYmovies hanno avuto la possibilità di chattare con Luca Argentero, Paola Cortellesi e Paolo Ruffini, i protagonisti del film C'è chi dice no di Giambattista Avellino, nelle sale da venerdì 8 aprile. Un nuovo evento che ha portato i protagonisti del cinema a contatto diretto con il pubblico: durante l'appuntamento i partecipanti hanno potuto chattare e porre liberamente domande agli ospiti i quali hanno risposto in video dalla piattaforma MYmovies LIVE!.

   

Con Nessuno mi può giudicare, l'attrice affronta con leggerezza un argomento scottante.

Cortellesi, escort per fiction

venerdì 11 marzo 2011 - Ilaria Ravarino cinemanews

Cortellesi, escort per fiction «Il film l’abbiamo scritto un anno prima che scoppiasse lo scandalo dell’Olgettina»: alla conferenza stampa di Nessuno mi può giudicare, la commedia di Massimiliano Bruno sul mondo del sesso a pagamento al cinema dal 16, il regista mette le mani avanti di fronte a qualsiasi riferimento all’attualità politica. Resta il fatto che il titolo originale della pellicola, "Escort in love", è diverso da quello che oggi campeggia sul cartellone: «Per preparare il film ho parlato con molte escort, che mi hanno raccontato cose che sono emerse dopo – dice Bruno – È inevitabile che al cinema si parli anche di attualità: se in questo momento la nostra classe politica non ci rende orgogliosi, non si può tacere. Ma la verità è che io volevo girare una commedia sui sentimenti e sull’umanità delle persone, soprattutto quelle che amo, e cioè chi si fa il mazzo onestamente». Nel cast vecchi compagni di palcoscenico del regista-attore come Anna Foglietta, Caterina Guzzanti e Rocco PapaleoMax Bruno è il più grande sostenitore del teatro romano»), oltre a un inaspettato, sorprendentemente “coatto” Raoul Bova in coppia con la reginetta del film Paola Cortellesi. Che nei panni di Alice, escort viziata e snob della Roma bene, dice di essersi sentita perfettamente a suo agio: «Con Massimiliano è facile lavorare, abbiamo cominciato insieme in quelle cantine romane che oggi si chiamano teatri off. Lui è in grado di affrontare temi anche sgradevoli con una leggerezza mai superficiale. Quando mi ha proposto il ruolo, ho accettato subito».

Un thriller psicologico che scorre attraverso l'immaginario infantile.

La fisica dell'acqua: Traumi liquidi

giovedì 22 aprile 2010 - Edoardo Becattini cinemanews

La fisica dell'acqua: Traumi liquidi Madre e matrigna allo stesso momento, nella nostra cultura l'acqua vive la contraddizione di essere sorgente vitale per eccellenza al cui interno si annida una pulsione mortifera. La vita umana ha inizio nell'acqua e in essa trova una sua parte fondamentale, ma la sua natura mutevole e non accogliente ne mette in luce fin dalla prima infanzia anche un lato oscuro. Il cinema ha fatto proprio nel corso del tempo questo stato perturbante e inquieto dell'acqua, questa sospensione fra purezza e paura, trasformandola di volta in volta nel luogo del sogno, dell'astrazione, dell'ignoto, dei meccanismi della memoria. Unire l'elemento acqua alla perdita dell'innocenza è il presupposto de La fisica dell'acqua, film che affronta le paure dei bambini e la complessità con cui essi guardano alle figure adulte all'interno delle pratiche del thriller psicologico. Il bambino che guarda è in questo caso Alessandro, sette anni e un'ossessione per i principi fisici e le dinamiche biologiche naturali. Da quando il padre è morto, Alessandro vive solo con la madre Giulia in una casa che si affaccia sul lago. L'arrivo improvviso dell'ambiguo zio Claudio scatenerà una serie di complessi, piccole gelosie e diaboliche macchinazioni. Nel mettere in scena questo conflitto amletico, la doppia sfida del regista Felice Farina vede da una parte la scelta di affidare a due attori di popolarità televisiva le dinamiche tensive del thriller, e dall'altra la decisione di affrontare un genere che sfugge alle consuetudini produttive italiche e che è costato al film un lungo travaglio produttivo.

La pièce di Cristina Comencini diventa un film diretto da Enzo Monteleone, regista di uomini ‘convertito’ (meravigliosamente) alle donne.

Due partite: le amiche (complici, amanti, mamme)

lunedì 2 marzo 2009 - Marzia Gandolfi cinemanews

Due partite: le amiche (complici, amanti, mamme) Dopo aver diretto, lungo la linea del fuoco, la ricostruzione della tragica disfatta dell'esercito italiano nel deserto africano durante la Seconda Guerra Mondiale, un film di guerra ma anche un film contro la guerra, Enzo Monteleone traspone al cinema la pièce di successo di Cristina Comencini. Il regista di uomini, di loser, di rapinatori gentili e di storie "vere", guarda il mondo femminile raccolto dentro un salotto e intorno a un tavolo a "giocarsi" la partita. Dirigendo otto attrici "in stato di grazia", l'autore padovano filma e racconta la bellezza irraggiungibile delle donne. In tempi storici diversi ma nello stesso luogo, quattro madri e quattro figlie confessano dietro alle carte la loro infelicità e il loro male di vivere. Margherita Buy, Isabella Ferrari, Marina Massironi, Paola Cortellesi, Carolina Crescentini, Valeria Milillo, Claudia Pandolfi e Alba Rohrwacher danno vita a un campionario femminile sospeso tra il desiderio di maternità e quello di incarnare l' "umanità femminile" di Rilke. A Roma per presentare il loro film, le attrici "di ieri e di oggi" ci introducono ai loro personaggi e ai condizionamenti culturali che ne hanno determinato il destino e compromesso lo splendore.

Mamma o Papà?

* * - - -
(mymonetro: 2,06)
Un film di Riccardo Milani. Con Paola Cortellesi, Antonio Albanese, Luca Marino, Marianna Cogo, Alvise Marascalchi.
continua»

Genere Commedia, - Italia 2017. Uscita 14/02/2017.

Qualcosa di nuovo

* * 1/2 - -
(mymonetro: 2,60)
Un film di Cristina Comencini. Con Paola Cortellesi, Micaela Ramazzotti, Eduardo Valdarnini, Eleonora Danco
Genere Commedia, - Italia 2016. Uscita 13/10/2016.

Il piccolo principe

* * * - -
(mymonetro: 3,46)
Un film di Mark Osborne. Con Riley Osborne, Jacquie Barnbrook, Paola Cortellesi, Stefano Accorsi, Micaela Ramazzotti.
continua»

Genere Animazione, - Francia 2015. Uscita 01/01/2016.

Gli ultimi saranno ultimi

* * 1/2 - -
(mymonetro: 2,91)
Un film di Massimiliano Bruno. Con Paola Cortellesi, Alessandro Gassman, Fabrizio Bentivoglio, Stefano Fresi, Ilaria Spada.
continua»

Genere Commedia, - Italia 2015. Uscita 12/11/2015.

Maraviglioso Boccaccio

* * 1/2 - -
(mymonetro: 2,62)
Un film di Paolo Taviani, Vittorio Taviani. Con Lello Arena, Paola Cortellesi, Carolina Crescentini, Flavio Parenti, Vittoria Puccini.
continua»

Genere Drammatico, - Italia 2015. Uscita 26/02/2015.
Filmografia di Paola Cortellesi »

lunedì 26 giugno 2017 - Tanti i progetti interessanti annunciati oggi dalla distribuzione.

All the money in the world, Lucky Red annuncia l'uscita in Italia del film di Ridley Scott

Marianna Cappi cinemanews

All the money in the world, Lucky Red annuncia l'uscita in Italia del film di Ridley Scott Quando si compiono trent'anni non si può scappare, si è ufficialmente adulti. Si può vivere il taglio del traguardo con sgomento o con fiducia, a seconda dei casi, e la Lucky Red di Andrea Occhipinti e dei suoi compagni di viaggio può certamente farlo con motivato orgoglio, perché in questi trent'anni ha portato sui nostri schermi molto del miglior cinema nazionale e mondiale, senza preclusioni di genere o di sorta. Con questa consapevolezza, in occasione dell'anniversario, la società ha invitato la stampa e gli addetti ai lavori alla presentazione dei progetti in programma per i prossimi mesi. Un modo alternativo rispetto all'invio del listino via email, che offre l'opportunità di una piccola celebrazione del cinema stesso, fatta di immagini ricordo, nuovi protagonisti, e della volontà di confermare la propria mission in un'epoca in cui non sempre i risultati in sala invitano all'ottimismo. Occhipinti ricorda Let's get lost, il documentario di Bruce Weber su Chet Baker, del 1988, che fu il primo titolo distribuito nelle sale dalla neonata Lucky Red, e poi la prima stagione importante, nel '93, con Caro diario di Nanni Moretti, Molto rumore per nulla di Kenneth Branagh e Banchetto di nozze, vincitore a Berlino, che fece conoscere in Italia il taiwanese Ang Lee. Ma anche la prima produzione, due anni dopo: L'amore molesto di Mario Martone, i grandi premi (gli Oscar a Shine, The Millionaire), i grandi incassi (Il Piccolo Principe e, su scala italiana, Lo chiamavano Jeeg Robot) fino ai recenti successi di Famiglia all'improvviso e Moonlight. Nel futuro prossimo, svela Occhipinti, potremo godere delle acquisizioni che la Lucky Red ha fatto il mese scorso al festival di Cannes. Ci saranno, tra gli altri, il nuovo Ridley Scott, All the money in the world, che verrà girato principalmente in Italia e racconterà la storia del rapimento di John Paul Getty e la battaglia parallela della madre (Michelle Williams) per riabbracciarlo; Logan Lucky di Soderbergh, action comedy con Channing Tatum e Adam Driver, All the old knives di James Marsh, il regista premio Oscar per La teoria del tutto, Bruised di Nick Cassavetes con Blake Lively, Stanlio e Ollio con Steve Coogan e John C. Reilly, e il nuovo film di Asghar Farhadi con Penelope Cruz e Javier Bardem.

Se il core business della Lucky Red resta la distribuzione, e non va dimenticato l'esercizio (C+C) e la recente avventura, insieme alla Indigo Film, nel settore delle vendite estere (True Colors), appare evidente che è però alla presentazione del nuovo investimento sul fronte della produzione che è dedicato in primo luogo l'incontro. Anche in questo caso i progetti sono stati selezionati con cura, grande attenzione è stata posta alla fase di sceneggiatura e ai registi che, con il primo film, avevano mostrato di collocarsi su una strada di ricerca, in termini soprattutto stilistici. I titoli in cantiere, oltre agli adattamenti da Lattanzi (Una storia nera, Mondadori), Ciabatti (La più amata, Mondadori) e Ceccotti (il grafic novel Golem, Bao Publishing), saranno firmati Michele Soavi - La befana vien di notte, family fantasy con Paola Cortellesi e sceneggiatura di Nicola Guaglianone e Francesca Archibugi, Gli sdraiati da Michele Serra con Claudio Bisio e Alessio Cremonini e Sulla mia pelle, drammatico racconto degli ultimi sei giorni di vita di Stefano Cucchi, con Jasmine Trinca nei panni delicati e coraggiosi di Ilaria Cucchi, e Fabio e Fabio (Guaglione e Resinaro), che faranno seguito a Mine con il film Ride, interamente girato con telecamerine go-pro. Completa il quadro delle attese il nuovo film di Gabriele Mainetti, sul quale vige ancora un regime di strategico mistero.

   

domenica 11 giugno 2017 - I riconoscimenti sono dedicati dedicati a quelle personalità che nel corso degli ultimi mesi si sono distinti per bravura nel panorama culturale italiano.

Splendor Awards, un premio al meglio del cinema e della cultura

a cura della redazione cinemanews

Splendor Awards, un premio al meglio del cinema e della cultura Due appuntamenti inediti del programma Splendor che ha ideato, in collaborazione con l'Istituto Luce Cinecittà e Cinecittà News, gli Splendor Awards, riconoscimenti dedicati a chi il cinema lo fa, a chi è dietro la macchina da presa e a personalità della cultura che nel corso degli ultimi mesi si sono distinti per bravura. Nel corso delle ultime due puntate di questa prima parte di stagione, condotte dal critico cinematografico Mario Sesti e prodotte da Massimiliano De Carolis per Erma Production, volti celebri del piccolo e grande schermo si sono alternati sul palco del Teatro Rossellini di Roma per la consegna dei premi volti a celebrare i loro ultimi lavori al cinema, in teatro, in concerto o ancora le loro opere di scrittura.   Hanno ricevuto lo Splendor Awards: l'attore e regista Sergio Castellitto per la destrezza e la velocità del movimento davanti e dietro la camera; Sabina Guzzanti, cortocircuito vivente di scrittura e recitazione, che ha trasformato la satira in un'avventura di linguaggio; Isabella Ragonese perché grazie alla sua gamma espressiva dà vita ad alcuni dei più bei personaggi non borghesi del cinema contemporaneo; Sabrina Impacciatore premiata per il teatro, che ha reso incandescente di carne e allegria con la sua "Venere in pelliccia". Ed ancora Splendor Awards a Paola Cortellesi e Riccardo Milani per lo stile diverso con il quale abitano il cinema e probabilmente tutto ciò che fanno insieme; a Leonardo Di Costanzo per l'esperienza documentaria e due bellissimi film, L'intervallo e L'intrusa, che hanno dato vita a volti e mondi sconosciuti e indimenticabili; a Nicola Guaglianone, perché i suoi recenti lavori da sceneggiatore hanno ridato vitalità al cinema e alle nostre di vite; alle esordienti Marianna e Angela Fontana che in Indivisibili hanno dato valore allo stupore; ad Andrea Carpenzano per la sua inquieta ed elegante interpretazione in Tutto quello che vuoi. Infine, premiati Tommaso Paradiso, per la sua musica zuppa di citazioni e coloriture, Giulia Ambrogi, per il suo impegno e la sua dedizione nella street art, e allo scrittore Mauro Covacich per la falcata ostinata e avida della sua scrittura e del suo sguardo così palese ne "La città interiore". 

Cinecittà News, il web daily ufficiale di Luce Cinecittà diretto da Giancarlo Di Gregorio, ha conferito il suo Premio al giornalista, organizzatore culturale, fondatore del Future Film Festival di Bologna e oggi anima del Biografilm Festival, Andrea Romeo che dal 2013, attraverso I Wonder Pictures da lui fondata, contribuisce alla scoperta e diffusione in Italia di importanti opere documentaristiche.

Splendor Awards anche ad attori e attrici che, in alcuni casi, fanno della musica un mestiere ed una passione, proprio la loro musica e le inedite esibizioni hanno accompagnato la consegna dei premi: così al fianco della band Splendor si sono esibiti Stefano Fresi a la sua compagna Cristiana Polegri, che insieme danno un nuovo significato alla parola polistrumentista e alla espressione "avere delle passioni", Roberta Mattei, per la personalità e versatilità del suo lavoro di attrice, Violante Placido, per il mix di voce, sussurri e grida, Margherita Vicario, per il recitato della sua voce, e la sua musica, dal gioco classico e la grazia ironica, e Jack Jaselli, che in Italia fa musica in inglese e con un sound internazionale.

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