| Titolo internazionale | The Legend of the Christmas Witch |
| Anno | 2018 |
| Genere | Commedia, |
| Produzione | Italia |
| Durata | 98 minuti |
| Regia di | Michele Soavi |
| Attori | Paola Cortellesi, Stefano Fresi, Odette Adado, Jasper Gonzales Cabal, Diego Delpiano Robert Ganea, Francesco Mura, Cloe Romagnoli, Fausto Maria Sciarappa, Giovanni Calcagno, Giuseppe Lo Piccolo, Luca Avagliano, Nicholas Cristalli, Chiara Sartori, Mario Scelbo, Lidia Cocciolo, Cristina Cavalletti, Nicolas Bongiorno, Jacopo Bongiorno, Jordan Cole, Joshua Turchin. |
| Uscita | giovedì 27 dicembre 2018 |
| Distribuzione | Universal Pictures, Lucky Red |
| Rating | Consigli per la visione di bambini e ragazzi: |
| MYmonetro | 2,44 su 9 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento martedì 15 gennaio 2019
Quando la Befana viene rapita sei bambini fanno di tutto per cercare di salvarla. Il film ha ottenuto 1 candidatura a David di Donatello, In Italia al Box Office La befana vien di notte ha incassato 7,7 milioni di euro .
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CONSIGLIATO NÌ
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Di giorno Paola è un'insegnante molto amata dai suoi alunni. Di notte però si trasforma nella Befana, con tutti gli acciacchi della terza (anzi, cinquecentesima) età e le incombenze di chi è preposto ad accontentare i desideri dei bambini, per di più in competizione con "quel maschilista di Babbo Natale". La Befana ha anche un nemico in terra: Mr. Johnny, un fabbricante di giocattoli che vuole sostituirsi a lei nel ruolo di dispensatore di regali il 6 gennaio. Ma quando Mr. Johnny fa rapire Paola, un gruppetto di alunni che ha scoperto la sua identità segreta accorre coraggiosamente in suo soccorso. Riusciranno i sei ragazzini a salvare la maestra, e con lei l'Epifania?
Nicola Guaglianone ha scritto una sceneggiatura ispirata al cinema per ragazzi anni Ottanta, e il regista Michele Soavi sposa la sua scelta replicando visivamente quell'epoca, anche se la storia è ambientata ai giorni nostri.
Le citazioni cinefile abbondano, da Stand By Me - Ricordo di un'estate a Ritorno al futuro, da Willie Wonka a Toys, da John Hughes a Chris Columbus a Steven Spielberg. Ma l'ambientazione - Castelrotto, Caldaro, Merano e l'Alpe di Siusi, giacché la Film Commission Sud Tirolo e Alto Adige ha contribuito a finanziare il film - è italianissima, così come il cast: Paola Cortellesi è la Befana, Stefano Fresi è Mr. Johnny e i sei ragazzini che interpretano il gruppetto hanno accumulato una discreta esperienza sul piccolo e grande schermo nazionale.
Soavi mette la sua esperienza come regista di genere a servizio di un film dichiaratamente per ragazzini (e per i genitori che li accompagneranno al cinema), e Guaglianone costruisce un'avventura che ha al suo centro l'empowerment di una generazione cresciuta nell'incertezza e nella paura di non farcela in un mondo (adulto) precario e ostile. La sceneggiatura, per bocca della maestra, non nega né i pericoli della contemporaneità né la cattiveria, compresa quella dei bulli scolastici, ed espone i suoi piccoli protagonisti a rischi veri (benché raccontati a misura di bambino). La dolcezza e l'ironia fanno da contrappeso all'ovvietà di alcune scelte narrative e ci fanno riscoprire un sapore artigianale e nostalgico.
C'è molta cura in questa confezione natalizia, dai costumi di Ornella e Marina Campanale alle scenografie di Massimo Santomarco, e il picco di eccellenza è il commento musicale di Andrea Farri, che non ha nulla da invidiare ai compositori di colonne sonore d'oltreoceano specializzati in film per famiglie. Cortellesi è una Befana tenerissima e Fresi si diverte a interpretare un villain da grande schermo, con l'inattesa leggerezza della sua mole esibita a ritmo di musica. Soavi invece si diletta ad inventare inquadrature da fumetto che danno al film una dimensione surreale.
Le perplessità riguardano l'esilità della trama, ben lontana dalla complessità dei migliori film per famiglie americani, e il target cui La befana vien di notte si rivolge. Infatti, pur avendo buona parte dei giovani protagonisti un'età da scuola media (anche se dovrebbero frequentare le elementari), non sembrano possedere l'eloquio dissacrante e l'attitudine ipercritica dei loro coetanei, abituati più alle serie americane come Stranger Things che alle sitcom italiane. Gli under 10, probabilmente, staranno più volentieri al gioco.
Un fantasy per famiglie tutto italiano. Scritto da Nicola Guaglianone e diretto da Michele Soavi, vede protagonista Paola Cortellesi nei duplici panni della maestra Paola di giorno e della Befana la notte. Una metamorfosi che avviene ogni giorno a mezzanotte in punto, da sempre, rendendola immortale ma anche 'mortalmente' condannata a un'esistenza di segreti e omissioni, in cui è difficile trovare spazio per la vita privata.
Quando mi hanno proposto questo personaggio mi ripetevano 'Puoi farlo solo tu, sei tu, sei tu... la Befana'. Ci sono rimasta, pensavo 'Ah però, che cari!'.
Paola Cortellesi
"Ho accettato pensando che fosse una cosa nuova e positiva, mi piace questa strega buona che consegna regali, malvestita ma puntualissima... un tipo particolare, un'immortale la cui vita privata è un disastro perché, come ogni immortale, sopravvive a tutti quelli di cui si innamora. Ha uno spasimante che però è ignaro, come molti uomini, di molte cose".
I primi cinque minuti del film sono assai suggestivi e inquadrano al meglio il personaggio. Con le tipiche scarpe rotte, a bordo di una scopa pazzerella che minaccia di licenziare e con un naso esageratamente adunco, la Befana fa il suo giro di consegne sfrecciando in volo tra comignoli e tetti. Vestita di stracci e con un cappellaccio addosso, distribuisce caramelle e carbone ai bambini che dormono, finché un cagnolino non le strappa un pezzetto del suo inseparabile taccuino. È l'inizio della fine: per la prima volta nella sua vita la Befana manca una consegna. E quel bambino infelice che non troverà nulla da scartare le giurerà vendetta e, da grande, assumerà le sembianze di un cattivo (più ignorante che crudele) Stefano Fresi, allergico alle buone maniere come alla consecutio temporum.
Esilarante il (non) rapporto tra Befana e Babbo Natale, di cui non solo non è la compagna ma ne è la prima convinta detrattrice, tacciandolo di maschilismo: laddove lui viaggia a bordo di una comoda slitta trainata da renne con un elegante costume addosso ed è testimonial della bevanda più famosa al mondo, lei si ritrova tra scopa, stracci, e senza mezza proposta pubblicitaria "neanche di un lassativo".
La sua fortuna è essere una maestra di giorno: saranno proprio i suoi piccoli quanto intelligenti alunni a salvarla perché, conclude Cortellesi, "alla maestra si vuole sempre un gran bene, se poi è la Befana ancora di più".
Sicuramente uno dei film peggiori che io abbia mai visto, non capisco come sia stato possibile concepire un qualcosa di tale stupidità e insensatezza. Non è adatto a nessun tipo di pubblico perché per bambini risulta a mio avviso inadatto (vengono dette molte parolacce, c’è una scena con un bambino che spia la madre della sua fidanzatina) e allo stesso tempo per un [...] Vai alla recensione »
Come Batman o Spider Man, anche la Befana ha un'identità segreta. Di giorno è Paola, insegna nella scuola di un pittoresco paese dell'Alpe di Siusi e somministra ai ragazzini moderate dosi di educazione civica. Dopo la mezzanotte si trasforma nella Befana, con relativi nasone, scopa volante e acciacchi assortiti. Le sta sul gozzo Babbo Natale, sponsorizzato dalle bibite e molto più popolare di lei, [...] Vai alla recensione »