Sono lusinghieri e sorprendenti gli incassi di C’è ancora domani, film d’esordio alla regia per Paola Cortellesi. Nel momento in cui scriviamo, il film sta sfiorando i dieci milioni di euro di incassi. Un traguardo che il cinema italiano non vedeva da molto tempo. Il doppio, per dire, di Killers of the Flower Moon di Martin Scorsese, che si ferma per il momento a 4 milioni e 600mila euro di incassi sul territorio italiano. È il maggior incasso italiano post-pandemia. E si avvia ad essere anche il miglior incasso nella carriera di Paola Cortellesi: più dei 7,7 milioni di euro de La befana vien di notte (guarda la video recensione), dei 7,9 di Nessuno mi può giudicare, e potrebbe superare anche i circa 11 milioni di euro di Come un gatto in tangenziale.
C’è ancora domani è diventato un film amatissimo, con un passaparola che non si vedeva da Perfetti sconosciuti (guarda la video recensione), e si avvia ad essere il maggior incasso degli ultimi tre anni. C’è ancora pubblico, dunque, verrebbe da dire.
Se si pensa all’altro grande successo della stagione, Barbie di Greta Gerwig, ci si trova davanti ad una situazione nuova: i due film di maggior successo della stagione – il campione d’incassi, ed il film italiano più visto – sono diretti da due donne. Peraltro, due attrici che si misurano con la regia – anche la Gerwig si era rivelata prima come attrice, in Frances Ha. E sono due film che prendono, se si vuole, due miti dell’immaginario – la bambola Barbie e il Neorealismo con le sue situazioni, i suoi arredi, i suoi vestiti – per smontarli, per raccontare attraverso di essi due storie diverse, due storie di autodeterminazione femminile. E il pubblico le premia, si riconosce in queste due storie, nella loro prospettiva femminista. Ma più in generale, c’è un fenomeno che è impossibile non notare. In questi ultimi mesi, abbiamo visto molti interessanti esordi alla regia di attrici italiane.


