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sabato 17 aprile 2021

Paola Cortellesi

Non chiederci nulla, Paola!

47 anni, 24 Novembre 1973 (Sagittario), Roma (Italia)
occhiello
Ad Alessandro Preziosi: "Il tuo unico sistema di corteggiamento è la circonvenzione di incapace!"
dal film Maschi contro femmine (2010) Paola Cortellesi  Chiara
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Paola Cortellesi
David di Donatello 2021
Nomination miglior attrice per il film Figli di Giuseppe Bonito

Nastri d'Argento 2020
Nomination miglior attrice commedia per il film Figli di Giuseppe Bonito

Nastri d'Argento 2020
Premio miglior attrice commedia per il film Figli di Giuseppe Bonito

Nastri d'Argento 2019
Nomination miglior attrice commedia per il film Ma cosa ci dice il cervello di Riccardo Milani

Nastri d'Argento 2019
Premio miglior attrice commedia per il film Ma cosa ci dice il cervello di Riccardo Milani

David di Donatello 2018
Nomination miglior attrice per il film Come un gatto in tangenziale di Riccardo Milani

Nastri d'Argento 2018
Nomination miglior attrice commedia per il film Come un gatto in tangenziale di Riccardo Milani

Nastri d'Argento 2018
Premio miglior attrice commedia per il film Come un gatto in tangenziale di Riccardo Milani

David di Donatello 2016
Nomination miglior attrice per il film Gli ultimi saranno ultimi di Massimiliano Bruno

Nastri d'Argento 2016
Nomination miglior attrice per il film Gli ultimi saranno ultimi di Massimiliano Bruno

David di Donatello 2015
Nomination miglior attrice per il film Scusate se esisto! di Riccardo Milani

David di Donatello 2014
Nomination miglior attrice per il film Sotto una buona stella di Carlo Verdone

Nastri d'Argento 2014
Nomination miglior attrice per il film Sotto una buona stella di Carlo Verdone

David di Donatello 2011
Nomination miglior attrice per il film Nessuno mi può giudicare di Massimiliano Bruno

David di Donatello 2011
Premio miglior attrice per il film Nessuno mi può giudicare di Massimiliano Bruno

Nastri d'Argento 2011
Nomination miglior attrice per il film Nessuno mi può giudicare di Massimiliano Bruno

Nastri d'Argento 2009
Nomination miglior attrice non protagonista per il film Due partite di Enzo Monteleone

David di Donatello 2008
Nomination miglior attrice non protagonista per il film Piano, solo di Riccardo Milani

Roma Fiction Fest 2007
Premio miglior attrice di fiction italiana per il film Maria Montessori - Una vita per i bambini di Gianluca Maria Tavarelli



Con le 4 storie Sky Original dirette da Maria Sole Tognazzi e tratte dai romanzi di Alicia Giménez Bartlett, la Cortellesi si conferma un'interprete versatile e perfettamente a suoi agio nei ruoli drammatici. Il secondo episodio è da oggi disponibile su Sky e in streaming su NOW TV.

Paola Cortellesi non è solo un'attrice 'da commedia'. Petra ne è la conferma

lunedì 21 settembre 2020 - Paola Casella cinemanews

Paola Cortellesi non è solo un'attrice 'da commedia'. Petra ne è la conferma Paola Cortellesi è un'attrice a tutto tondo. Può sembrare una banalità specificarlo, e invece è necessario, perché persiste ancora l'equivoco che sia semplicemente "un'attrice comica", oppure, senza nemmeno usare la parola attrice, "una comica". È vero, Cortellesi è molto spiritosa, sa fare cabaret, ha creato maschere spassose come l'argentina di Macao o la Signorina Felicina, la Mapi, Sharon o Silvana, ed è stata brillante co-conduttrice di Mai dire gol e di Zelig, dove si è dimostrata bravissima nelle imitazioni.

È anche vero che spesso l'abbiamo vista in commedie anche molto divertenti, in cui faceva molto, molto ridere. Ma questo fa di lei "un'attrice di commedia", non necessariamente "un'attrice comica". E spesso - fateci caso, perché lei l'ha fatto - Paola ha scelto ruoli in cui, dietro alle gag e alle battute, c'era un disagio autentico, un dolore percettibile, una differenza economica e sociale che faceva male, oltre a far sorridere.

Pensiamo ad esempio alla neovedova di Nessuno mi può giudicare, che si ritrova al Quarticciolo senza un soldo e si improvvisa escort, o alla dottoressa di C'è chi dice no, scalzata dal solito raccomandato nel Paese del demerito premiante, o all'architetto piena di idee per rinnovare il Corviale cui tocca farsi passare per un uomo per essere presa sul serio in Scusate se esisto! Anche Monica, che tira su da sola il proprio figlio in un quartiere periferico in Come un gatto in tangenziale, è conscia dei limiti della sua condizione sociale e vorrebbe una vita migliore.

Poi però nel curriculum di Cortellesi ci sono anche i ruoli drammatici: quelli per il piccolo schermo, da Maria Montessori a Nilde Iotti passando per il personaggio di Nora in Le cose che restano, e quelli per il grande, come Nina ne Il posto dell'anima o Claudia in Passato Prossimo, come Baba, la sorella di Luca Flores in Piano, solo o la tenerissima Luciana, operaia incinta che deve confrontarsi con la perdita del lavoro e la disoccupazione cronica (nonché le distrazioni) del marito. Infine Sara, coprotagonista di Figli, riesce a incarnare molto bene la disperazione di certe madri che faticano a ritrovare la propria identità di donna e di lavoratrice e si confrontano con genitori egocentrici, un'economia allo sbando e la mancanza totale di aiuti sociali nei confronti di chi ha l'ardire di mettere su famiglia in Italia.

Dunque Paola Cortellesi è perfetta per calarsi nei panni di Petra Delicato, la detective di Barcellona protagonista delle opere della scrittrice spagnola Alicia Giménez Bartelett, nelle quattro storie crime intitolate appunto Petra e prodotte da Sky, disponibili da lunedì 14 settembre, per 4 lunedì, su Sky e in streaming su NOW TV.

La protagonista diventa qui un'ispettrice della Squadra Mobile di Genova, catapultata dall'archivio in prima linea. Diretta e sbrigativa, single alla ricerca del proprio posto nel mondo dopo due matrimoni falliti, la Petra di Paola Cortellesi ha anche una vena ironica che ben si adatta alla sua sagacia naturale. La regia è di Maria Sole Tognazzi, che già aveva diretto Paola in Passato prossimo, e alla sceneggiatura, oltre a Furio Andreotti, Ilaria Macchia ed Enrico Audenino, c'è Giulia Calenda, che ha già lavorato insieme alla Cortellesi ai copioni di tutti gli ultimi film diretti da Riccardo Milani, compagno di vita dell'attrice, da lei interpretati.

E se avessimo ancora dubbi sul potenziale drammatico di Paola Cortellesi, basta riascoltare certi suoi celebri monologhi: quello sulla "vostra generazione che si è mangiata tutto" alla madre in Figli, quello contro il bullismo e quello contro la violenza sulle donne durante il two women show Laura & Paola, quello sul valore delle parole declinate al femminile ai David di Donatello. Monologhi anche ironici, certo, ma di grande spessore drammatico: ovvero "comici un par de ciufoli", come direbbe Paola.

Con Gli ultimi saranno ultimi, Massimiliano Bruno cerca un dialogo più fitto con la commedia all'italiana. Dal 12 novembre al cinema.

La ragazza con la pistola nell'Italia che cambia

domenica 15 novembre 2015 - Roy Menarini cinemanews

La ragazza con la pistola nell'Italia che cambia Una delle verità di questi anni è che non è chiaro cosa il nostro pubblico si aspetti dal cinema italiano. Il motivo per il quale la nostra produzione ha insistito tanto sulla commedia, nel nuovo secolo, non è solo un fatto di eredità storiche o di mera obbedienza al botteghino (che ovviamente pesa parecchio), ma anche di incertezza nel target da parte di sceneggiatori e registi. Di recente, la commedia - e con lei tutta la quota del cinema italiano al box office - ha subito un ridimensionamento. Ed è probabile che sia questo il motivo per cui quest'anno stiamo assistendo a progetti diversi e a esperimenti meno prevedibili, come - per rimanere alla stagione in corso - Alaska, Per amor vostro o questo Gli ultimi saranno ultimi, che anche nel solo atto di mettere in mano una pistola a Paola Cortellesi mostra uno scarto abbastanza sorprendente.

   

L'attrice protagonista di Gli ultimi saranno ultimi, dal 12 novembre al cinema, e stasera in Nessuno mi può giudicare, in streaming su MYMOVIESLIVE Nuovo Cinema Repubblica.

Paola Cortellesi, artista completa

lunedì 9 novembre 2015 - Paola Casella cinemanews

Paola Cortellesi, artista completa Paola Cortellesi è un'artista completa: recita in maniera sublime, canta come Ella Fitzgerald, scrive benissimo, è bella e spiritosa, insomma, è quasi insopportabile". A dirlo è Alessandro Gassmann, coprotagonista di Gli ultimi saranno ultimi, la commedia scritta e diretta da Massimiliano Bruno interpretata dalla Cortellesi prima a teatro e ora al cinema.
Paola Cortellesi sa fare tutto, e bene. Ciò che la salva dall'essere un classico caso di "brava ma basta", e dunque dal diventare insopportabile, è che è umile e simpatica: non c'è un attore o regista che abbia lavorato con lei che non ne decanti la generosità, la gentilezza, lo stile. "Oltre che una grande artista, è una brava persona", ha sintetizzato Walter Veltroni quando, da presidente di giuria del Sabaudia Film Fest, le ha consegnato un premio speciale che va ad aggiungersi al David di Donatello come miglior attrice protagonista per Nessuno mi può giudicare (in streaming su MYMOVIESLIVE Nuovo Cinema Repubblica stasera alle 21), al Premio Nino Manfredi per Scusate se esisto!, al Ciak d'Oro come personaggio del 2011 e al riconoscimento come miglior attrice al Roma Fiction Fest per lo sceneggiato Maria Montessori - Una vita per i bambini.
Il problema, semmai, è se l'Italia sia in grado di valorizzare un talento tanto eclettico: attrice, sceneggiatrice, cantante, imitatrice, showgirl. I rari esempi prima di lei hanno ricevuto nel nostro Paese un'accoglienza mista a metà fra l'ammirazione e il fastidio, come se quel tipo di talento "stroppiasse", e non riuscisse a emergere in nessuna categoria. Proprio per questo Paola Cortellesi si organizza da sola, scrivendosi gli spettacoli teatrali e i copioni cinematografici, scegliendo (spesso, ma non sempre) un regista come Riccardo Milani che esalta le sue possibilità artistiche, e non solo perché è suo marito e padre di sua figlia, e circondandosi di attori che, con lei vicino, danno il meglio di sé: basti pensare al duetto comico in macchina con Carlo Verdone in Sotto una buona stella, o a Raoul Bova che grazie a Paola acquista leggerezza e autoironia.
Al cinema la Cortellesi ha dimostrato che ci si può trasformare da cabarettista ad attrice comica con sfumature anche drammatiche, e che non è necessario essere poco attraente per far ridere il pubblico italiano: qui il suo precedente è Monica Vitti. Privilegia la commedia (o forse è la commedia che privilegia lei), ma si sintonizza soprattutto con storie sui disagi della contemporaneità: da Se fossi in te a C'è chi dice no, da Scusate se esisto! a Gli ultimi saranno ultimi, ha raccontato la malattia mentale, la disoccupazione e la discriminazione di genere. Ne Il posto dell'anima ha descritto fabbriche italiane che chiudono, morti sul lavoro, malattie ambientali. Se fossimo in America si direbbe che Paola Cortellesi ha chutzpa, termine ebraico che in Italia si traduce "con le palle", come se il coraggio fosse un attributo esclusivamente maschile. Se fossimo in America, Paola Cortellesi avrebbe già vinto almeno un Oscar. Qui da noi invece si conquista il suo pubblico pezzettino per pezzettino o, come direbbe lei, "mollichella mollichella".
Il suo appeal sta nella normalità, il suo viso è da vicina di casa, quella simpatica e non strappona che ti presta il sale se ne hai bisogno e ti porta il gelato se sei stata mollata, o ti nasconde la Gazzetta dello Sport se la tua squadra ha perso.
Paola Cortellesi non sarà mai una diva, e meno male. È un diesel, ti entra sottopelle scusandosi per il disturbo, e alla fine la conoscono tutti (per parafrasare il titolo di una commedia di Aldo, Giovanni e Giacomo, i primi a sceglierla per il suo debutto sul grande schermo, Chiedimi se sono felice). Ti fa ridere perché è intelligente ma non saputella, è sexy ma è buffa e impacciata. E l'Italia che sa farle spazio è l'Italia che vorremmo.

   

Al Giffoni l'attrice romana si conferma la più amata dagli italiani.

Tutti pazzi per la Cortellesi

martedì 19 luglio 2011 - Ilaria Ravarino cinemanews

Tutti pazzi per la Cortellesi Per Paola Cortellesi è stato un anno indimenticabile. Dopo tanta gavetta è diventata, quasi senza accorgersene, la più amata dagli italiani. E dalle italiane. Adulti e bambini. Per lei – fresca di David di Donatello e Ciak d’oro - un’ovazione al Giffoni Film Festival, applaudita dai ragazzi che l’hanno scoperta in tv con "Zelig" ma anche dai loro fratelli maggiori che l’hanno amata quest’anno in tre pellicole, Femmine contro maschi di Fausto Brizzi, Nessuno mi può giudicare di Massimiliano Bruno e C’è chi dice no di Giambattista Avellino.
La amano gli uomini, perché è indiscutibilmente una bella donna e non lo ostenta, la amano le donne perché è intelligente e non lo nasconde. Lei si concede, firma decine di autografi e nessun ospite, fino a oggi, ha preso seriamente quanto lei la missione. Parla a lungo con i bambini, sorride a tutti, si lascia fotografare da chi la ferma per strada. Poiché ha il dono di un bel cervello, risponde serena a ogni domanda dei giornalisti, anche a quelle più spinose che tentano di metterla contro la collega Vanessa Incontrada. Solo a una domanda si rifiuta di dire la verità. Ma i suoi occhi radiosi non sanno mentire. E chi l’ha vista in quel momento arrossire, ma solo per un istante, sa che nel suo futuro, oltre al lavoro, c’è un progetto altrettanto importante.

Qual è la sua opinione sul Giffoni Film Festival?
Ce ne vorrebbero tanti, di festival così. È una bellissima maratona che riunisce artisti di ambienti diversi, e che ha in programmazione film stupendi come In un mondo migliore di Susanne Bier. È fondamentale che i giovanissimi vedano un film di quel genere a questa età.

Lei ha successo al cinema, in radio, in tv. Ha ancora bisogno del teatro?
Certo. Mi sono dedicata al mio ultimo spettacolo per 3 anni, perché amo il teatro e perché volevo ricambiare l’affetto del pubblico. A teatro hai davvero la sicurezza che lo spettatore ti abbia scelto, che esca di casa per vedere te e soltanto te.

Infatti con Gli ultimi saranno gli ultimi ha messo a segno 189 repliche. È record?
Non credo. Il testo era scritto da Massimiliano Bruno, mio collega, amico e regista di Nessuno mi può giudicare. È la storia che ha funzionato: era il racconto tragicomico e umoristico, trattato col registro della commedia, di una precaria incinta che è tra i primi silurati per smaltire il personale di una fabbrica.

Tornerà anche al cinema con Massimiliano Bruno?
Lui sta scrivendo il prossimo film e spero davvero di essere coinvolta. Ma non è detto. Di certo, a meno che non ci cada un meteorite sulla testa, prima o poi torneremo a lavorare insieme.

Al cinema meglio comica o drammatica?
Mi piace molto cambiare registro e ruoli. L’importante, comunque, non è tanto il registro che bisogna usare quanto la storia che si deve a raccontare.

Come giudica l’esperienza a "Zelig"?
Benissimo. Ma "Zelig" funzionava anche senza di me, grazie soprattutto al grande mattatore Claudio Bisio. Quella sì che è una scuola tutta italiana, una rassegna di comici divertenti e professionali.

Per Vanessa Incontrada, che ha lavorato prima di lei a "Zelig", l’ambiente è maschilista.
Posso parlare della mia esperienza personale. Conosco Vanessa solo artisticamente e non so commentare le sue dichiarazioni. L’ambiente a "Zelig" per me è ideale, non credo che sia maschilista.

Tornerà alla conduzione del programma?
Sì, ripeterò l’avventura in tv l’anno prossimo. Gli autori mi hanno chiesto di aggiungere un pizzico di varietà all’italiana alla trasmissione. È un’occasione unica che mi rende felice, perché spettacoli come "Fantastico" erano un’eccellenza nel nostro paese, e recuperarli attraverso "Zelig" non sarebbe male.

In tv ha floppato solo su Rai Tre. Ha capito perché?
Non ho idea di come funzioni il calcolo dello share. Noi abbiamo fatto del nostro meglio nell’unica rete che ce lo permetteva, soprattutto grazie a Ruffini che ci lasciava una grande libertà d’espressione. Quello show non era affatto facile. Abbiamo scelto di portare in video cose più teatrali e meno televisive, e per questo credo meno digeribili.

Della fiction cosa pensa?
Le due fiction cui ho partecipato, quella su Maria Montessori e Le cose che restano, erano bellissime e dedicate a grandi momenti storici. Adesso farò una parte in Tutti pazzi per Amore, perché mi piace fare qualcosa di musicale. Funny Girl è uno dei miei film preferiti, vorrei tanto diventare una nuova Barbra Streisand.

È vero che sarebbe vicina al matrimonio?
Eddai.…

   

Cortellesi e Argentero in un film di denuncia sulle raccomandazioni.

Si può dire no: anche alla commedia all'italiana

martedì 5 aprile 2011 - Ilaria Ravarino cinemanews

Si può dire no: anche alla commedia all'italiana C’è chi dice no, un titolo che è tutto un programma. In sala dall’otto aprile, il film di Giambattista Avellino con Luca Argentero, Paola Cortellesi e Giorgio Albertazzi, dice no a molte cose. No alla risata fine a se stessa e no alla stucchevole leggerezza con cui da tempo si dipinge la giungla del precariato, bomba sociale addomesticata dalla nuova commedia all’italiana che in questo film non esplode ma scoppietta, meno innocua del normale. No ai raccomandati nel cast, e la garanzia è nei nomi: prima di tutti quelli di Paola Cortellesi e Luca Argentero, due vittime del piccolo schermo abilitate con sospetto al cinema dalla lunga gavetta delle fiction. E no all’happy-happy end, nessuna rassicurante pacca sulle spalle prima di uscire dal cinema, perché al centro del film c’è un dramma, la raccomandazione e il precariato, «che abbiamo scelto di raccontare dopo aver osservato situazioni analoghe a quelle del film vissute sulla pelle di molte persone care - ha detto il produttore Marco Chimenz - che ci hanno spiegato come funzionano questi meccanismi umilianti nelle università e negli ospedali, e il torbido sistema dei concorsi»

Giovedì 7 aprile i tre protagonisti del film hanno incontrato i lettori.

C'è chi dice no su MYmovies LIVE!Chat

mercoledì 30 marzo 2011 - a cura della redazione cinemanews

C'è chi dice no su MYmovies LIVE!Chat Giovedì 7 aprile i lettori di MYmovies hanno avuto la possibilità di chattare con Luca Argentero, Paola Cortellesi e Paolo Ruffini, i protagonisti del film C'è chi dice no di Giambattista Avellino, nelle sale da venerdì 8 aprile. Un nuovo evento che ha portato i protagonisti del cinema a contatto diretto con il pubblico: durante l'appuntamento i partecipanti hanno potuto chattare e porre liberamente domande agli ospiti i quali hanno risposto in video dalla piattaforma MYmovies LIVE!.

   

Con Nessuno mi può giudicare, l'attrice affronta con leggerezza un argomento scottante.

Cortellesi, escort per fiction

venerdì 11 marzo 2011 - Ilaria Ravarino cinemanews

Cortellesi, escort per fiction «Il film l’abbiamo scritto un anno prima che scoppiasse lo scandalo dell’Olgettina»: alla conferenza stampa di Nessuno mi può giudicare, la commedia di Massimiliano Bruno sul mondo del sesso a pagamento al cinema dal 16, il regista mette le mani avanti di fronte a qualsiasi riferimento all’attualità politica. Resta il fatto che il titolo originale della pellicola, "Escort in love", è diverso da quello che oggi campeggia sul cartellone: «Per preparare il film ho parlato con molte escort, che mi hanno raccontato cose che sono emerse dopo – dice Bruno – È inevitabile che al cinema si parli anche di attualità: se in questo momento la nostra classe politica non ci rende orgogliosi, non si può tacere. Ma la verità è che io volevo girare una commedia sui sentimenti e sull’umanità delle persone, soprattutto quelle che amo, e cioè chi si fa il mazzo onestamente». Nel cast vecchi compagni di palcoscenico del regista-attore come Anna Foglietta, Caterina Guzzanti e Rocco PapaleoMax Bruno è il più grande sostenitore del teatro romano»), oltre a un inaspettato, sorprendentemente “coatto” Raoul Bova in coppia con la reginetta del film Paola Cortellesi. Che nei panni di Alice, escort viziata e snob della Roma bene, dice di essersi sentita perfettamente a suo agio: «Con Massimiliano è facile lavorare, abbiamo cominciato insieme in quelle cantine romane che oggi si chiamano teatri off. Lui è in grado di affrontare temi anche sgradevoli con una leggerezza mai superficiale. Quando mi ha proposto il ruolo, ho accettato subito».

Un thriller psicologico che scorre attraverso l'immaginario infantile.

La fisica dell'acqua: Traumi liquidi

giovedì 22 aprile 2010 - Edoardo Becattini cinemanews

La fisica dell'acqua: Traumi liquidi Madre e matrigna allo stesso momento, nella nostra cultura l'acqua vive la contraddizione di essere sorgente vitale per eccellenza al cui interno si annida una pulsione mortifera. La vita umana ha inizio nell'acqua e in essa trova una sua parte fondamentale, ma la sua natura mutevole e non accogliente ne mette in luce fin dalla prima infanzia anche un lato oscuro. Il cinema ha fatto proprio nel corso del tempo questo stato perturbante e inquieto dell'acqua, questa sospensione fra purezza e paura, trasformandola di volta in volta nel luogo del sogno, dell'astrazione, dell'ignoto, dei meccanismi della memoria. Unire l'elemento acqua alla perdita dell'innocenza è il presupposto de La fisica dell'acqua, film che affronta le paure dei bambini e la complessità con cui essi guardano alle figure adulte all'interno delle pratiche del thriller psicologico. Il bambino che guarda è in questo caso Alessandro, sette anni e un'ossessione per i principi fisici e le dinamiche biologiche naturali. Da quando il padre è morto, Alessandro vive solo con la madre Giulia in una casa che si affaccia sul lago. L'arrivo improvviso dell'ambiguo zio Claudio scatenerà una serie di complessi, piccole gelosie e diaboliche macchinazioni. Nel mettere in scena questo conflitto amletico, la doppia sfida del regista Felice Farina vede da una parte la scelta di affidare a due attori di popolarità televisiva le dinamiche tensive del thriller, e dall'altra la decisione di affrontare un genere che sfugge alle consuetudini produttive italiche e che è costato al film un lungo travaglio produttivo.

La pièce di Cristina Comencini diventa un film diretto da Enzo Monteleone, regista di uomini ‘convertito’ (meravigliosamente) alle donne.

Due partite: le amiche (complici, amanti, mamme)

lunedì 2 marzo 2009 - Marzia Gandolfi cinemanews

Due partite: le amiche (complici, amanti, mamme) Dopo aver diretto, lungo la linea del fuoco, la ricostruzione della tragica disfatta dell'esercito italiano nel deserto africano durante la Seconda Guerra Mondiale, un film di guerra ma anche un film contro la guerra, Enzo Monteleone traspone al cinema la pièce di successo di Cristina Comencini. Il regista di uomini, di loser, di rapinatori gentili e di storie "vere", guarda il mondo femminile raccolto dentro un salotto e intorno a un tavolo a "giocarsi" la partita. Dirigendo otto attrici "in stato di grazia", l'autore padovano filma e racconta la bellezza irraggiungibile delle donne. In tempi storici diversi ma nello stesso luogo, quattro madri e quattro figlie confessano dietro alle carte la loro infelicità e il loro male di vivere. Margherita Buy, Isabella Ferrari, Marina Massironi, Paola Cortellesi, Carolina Crescentini, Valeria Milillo, Claudia Pandolfi e Alba Rohrwacher danno vita a un campionario femminile sospeso tra il desiderio di maternità e quello di incarnare l' "umanità femminile" di Rilke. A Roma per presentare il loro film, le attrici "di ieri e di oggi" ci introducono ai loro personaggi e ai condizionamenti culturali che ne hanno determinato il destino e compromesso lo splendore.

Figli

Figli

* * * - -
(mymonetro: 3,02)
Un film di Giuseppe Bonito. Con Paola Cortellesi, Valerio Mastandrea, Stefano Fresi, Valerio Aprea, Paolo Calabresi.
continua»

Genere Commedia, - Italia 2020. Uscita 23/01/2020.

Ma cosa ci dice il cervello

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(mymonetro: 2,39)
Un film di Riccardo Milani. Con Paola Cortellesi, Stefano Fresi, Remo Girone, Tomas Arana, Teco Celio.
continua»

Genere Commedia, - Italia 2019. Uscita 18/04/2019.
Detective per caso

Detective per caso

* * - - -
(mymonetro: 2,33)
Un film di Giorgio Romano. Con Emanuela Annini, Alessandro Tiberi (II), Giulia Pinto, Giordano Capparucci, Giuseppe Rappa, Lorenzo Salvatori, Tiziano Donnici, Matteo Panfilo, Claudia Gerini, Paola Cortellesi.
continua»

Genere Commedia, - Italia 2019. Uscita 18/03/2019.
La befana vien di notte

La befana vien di notte

* 1/2 - - -
(mymonetro: 1,97)
Un film di Michele Soavi. Con Paola Cortellesi, Stefano Fresi, Odette Adado, Jasper Gonzales Cabal, Diego Delpiano.
continua»

Genere Commedia, - Italia 2018. Uscita 27/12/2018.
I primitivi

I primitivi

* * * - -
(mymonetro: 3,22)
Un film di Nick Park. Con Riccardo Scamarcio, Paola Cortellesi, Salvatore Esposito, Claudio Gregori, Gabriele Rubini.
continua»

Genere Animazione, - Gran Bretagna, Francia 2018. Uscita 08/02/2018.
Filmografia di Paola Cortellesi »

venerdì 26 marzo 2021 - Cambia il regolamento e anche i film delle piattaforme entrano tra i candidati. Volevo nascondermi leader delle nomination.

David di Donatello 2021, è l’edizione delle donne e dello streaming - Tutte le nomination

Paola Casella cinemanews

David di Donatello 2021, è l’edizione delle donne e dello streaming - Tutte le nomination È quella delle donne e delle piattaforme in streaming, questa edizione dei David di Donatello che verranno consegnati l’11 maggio con una cerimonia in prima serata Rai1 condotta (per la sesta volta) da Carlo Conti, almeno a giudicare dalle cinquine annunciate oggi. “Sono nominate due registe (Emma Dante e Susanna Nicchiarelli, rispettivamente per Le sorelle Macaluso e Miss Marx, ndr), sia per il miglior film che come miglior regia: in 66 anni di David solo una volta una donna ha vinto per il miglior film, e mai per la regia”, sottolinea Piera Detassis, Presidente e Direttore Artistico dell’Accademia. “Ci sono anche due regie di esordio al femminile (Alice Filippi per Sul più bello e Ginevra Elkann per Magari, ndr) e due registe candidate per la regia dei documentari (Valentina Pedicini, purtroppo recentemente scomparsa, per Faith e Francesca Mazzoleni per Punta sacra). E se l’anno scorso abbiamo patito l’assenza del racconto delle donne, quest’anno le storie femminili ci sono, eccome. Stiamo facendo un percorso, giacché i dati precedenti erano agghiaccianti non solo per le donne, ma anche per il Paese e per l’umanità”. 
 
Le piattaforme entrano ai David perché, spiega sempre Detassis, “abbiamo dovuto cambiare il nostro regolamento e ammettere alla competizione anche i film che sarebbero dovuti uscire in sala e che invece hanno dovuto scegliere un’altra strada. Non volevamo che nessuno rimanesse indietro per continuare ad onorare il lavoro di tutti”. Netflix inoltre compare anche come produttore de L’incredibile storia dell’Isola delle Rose, che riporta ben 11 candidature come Miss Marx, mentre il leader per nomination è Volevo nascondermi (15), seguito da Hammamet e Favolacce (13). Detassis ci tiene però a sottolineare il valore della sala cinematografica, precisando che “quasi tutti film hanno avuto una uscita sala brevissima perché interrotti dalla pandemia, ma solo una parte sono stati visti quasi solo in piattaforma. Molto hanno fatto anche i passaggi ai festival” (Venezia e Roma sono avvenuti ancora in presenza, ndr)”.

La categoria più forte è senz’altro quella del miglior attore protagonista, che vede disputarsi la statuetta Kim Rossi Stuart per Cosa sarà (candidato anche per la sceneggiatura originale insieme a Francesco Bruni), Valerio Mastandrea per Figli, Pierfrancesco Favino per Hammamet, Elio Germano per Volevo nascondermi e l’unica entry inattesa, Renato Pozzetto per Lei mi parla ancora

Fra le nomination alla sceneggiatura originale commuove la presenza di Mattia Torre, recentemente scomparso, per Figli. Per il resto il mix, che Detassis definisce “pop”, vede “vecchie glorie” come Pozzetto e Sophia Loren, candidata come migliore attrice per La vita davanti a sé (in gara anche con la canzone Io sì di Laura Pausini), ed esordienti come Pietro Castellitto, candidato sia come miglior regista esordiente e per la sceneggiatura originale di I predatori

Tre attrici giovani – Benedetta Porcaroli, Barbara Chichiarelli e Matilda De Angelis – compaiono fra le candidate non protagoniste (peccato non trovare qui Barbara Ronchi), e si nota una rosa più ampia per le candidate come attrici protagoniste rispetto alla penuria dello scorso anno, con Vittoria Puccini, Paola Cortellesi, Micaela Ramazzotti e Alba Rohrwacher, oltre alla già citata Loren.

Due nomi meno conosciuti al pubblico nella categoria miglior attore non protagonista - Gabriel Montesi e Lino Musella, entrambi per Favolacce (ma Musella è anche in Lei mi parla ancora) - se la battono invece con i “veterani” Fabrizio Bentivoglio, Giuseppe Cederna e Silvio Orlando.

TUTTE LE NOMINATION

MIGLIOR FILM
Favolacce
Hammamet 
Le sorelle Macaluso
Miss Marx
Volevo Nascondermi 
 
MIGLIOR REGIA
Gianni Amelio (Hammamet)
Emma Dante (Le sorelle Macaluso)
Giorgio Diritti (Volevo Nascondermi)
Fabio e Damiano D'Innocenzo (Favolacce)
Susanna Nicchiarelli (Miss Marx)
 
MIGLIOR REGISTA ESORDIENTE
Pietro Castellitto (I predatori)
Ginevra Elkann (Magari)
Alice Filippi (Sul più bello)
Mauro Mancini (Non odiare)
Luca Medici (Tolo Tolo)
 
MIGLIOR PRODUTTORE
Favolacce
I Predatori
L'incredibile storia dell'Isola delle Rose
Miss Marx
Volevo Nascondermi
 
MIGLIOR ATTORE PROTAGONISTA
Pierfrancesco Favino (Hammamet)
Elio Germano (Volevo Nascondermi )
Valerio Mastandrea (Figli)
Renato Pozzetto (Lei mi parla ancora)
Kim Rossi Stuart (Cosa sarà)
 
MIGLIOR ATTRICE PROTAGONISTA
Paola Cortellesi (Figli)
Sophia Loren (La vita davanti a sé)
Vittoria Puccini (18 regali)
Micaela Ramazzotti (Gli anni più belli)
Alba Rohrwacher (Lacci)
 
MIGLIOR ATTORE NON PROTAGONISTA
Fabrizio Bentivoglio (L'incredibile storia dell'Isola delle Rose)
Giuseppe Cederna (Hammamet)
Gabriel Montesi (Favolacce)
Lino Musella (Favolacce)
Silvio Orlando (Lacci)
 
MIGLIOR ATTRICE NON PROTAGONISTA
Benedetta Porcaroli (18 regali)
Barbara Chichiarelli (Favolacce)
Claudia Gerini (Hammamet)
Matilda De Angelis (L'incredibile storia dell'Isola delle Rose)
Alba Rohrwacher (Magari)
 
MIGLIOR SCENEGGIATURA ORIGINALE
Cosa sarà
Favolacce
Figli 
I predatori
Volevo Nascondermi 

MIGLIOR SCENEGGIATURA ADATTATA
Assandira
Lacci
Lasciami andare
Lei mi parla ancora
Lontano lontano
 
MIGLIOR SCENOGRAFIA
Favolacce
Hammamet
L'incredibile storia dell'Isola delle Rose
Miss Marx
Volevo Nascondermi 
 
MIGLIOR COLONNA SONORA
Marco Biscarini - Daniele Furlati (Volevo Nascondermi)
Michele Braga (L'incredibile storia dell'Isola delle Rose)
Niccolò Contessa (I predatori)
Gatto Ciliegia contro il Grande Freddo - Down Boys (Miss Marx)
Pivio & Aldo De Scalzi (Non odiare)
Nicola Piovani (Hammamet)
 
MIGLIOR CANZONE
"Gli anni più belli" (Gli anni più belli)
"Immigrato" (Tolo Tolo)
"Invisible" (Volevo Nascondermi)
"Io sì (Seen)" (La vita davanti a sé)
"Miles Away" (Non odiare)
 
MIGLIOR FOTOGRAFIA
Favolacce
Hammamet
Le sorelle Macaluso
Miss Marx
Padrenostro
Volevo Nascondermi 
 
MIGLIOR TRUCCO
Hammamet
L'incredibile storia dell'Isola delle Rose
Le sorelle Macaluso
Miss Marx
Volevo Nascondermi 
 
MIGLIORI COSTUMI
Hammamet
L'incredibile storia dell'Isola delle Rose
Le sorelle Macaluso
Miss Marx
Volevo Nascondermi 

MIGLIORI ACCONCIATURE
Favolacce
Hammamet
Le sorelle Macaluso
Miss Marx
Volevo Nascondermi 
 
MIGLIOR MONTAGGIO
Favolacce
Figli 
Hammamet
L'incredibile storia dell'Isola delle Rose
Volevo Nascondermi 
 
MIGLIOR SUONO
Favolacce
Hammamet
L'incredibile storia dell'Isola delle Rose
Miss Marx
Volevo Nascondermi 

MIGLIORI EFFETTI VISIVI
Hammamet
L'incredibile storia dell'Isola delle Rose
Miss Marx
The Book of Vision
Volevo Nascondermi 
 
MIGLIOR DOCUMENTARIO
Faith
Mi chiamo Francesco Totti
Notturno
Punta sacra
The Rossellinis
 
MIGLIOR CORTOMETRAGGIO
Anne 
Gas Station
Il gioco
L'oro di famiglia
Shero

 
MIGLIOR FILM STRANIERO
1917 
I miserabili 
JoJo Rabbit
Richard Jewell 
Sorry we missed you 

DAVID GIOVANI
18 regali 
Favolacce
Gli anni più belli 
L'incredibile storia dell'Isola delle Rose
Tolo Tolo

   

venerdì 26 marzo 2021 - Regia di Maria Sole Tognazzi. Una serie con Paola Cortellesi, Andrea Pennacchi, Matteo Berardinelli, Andrei Nova, Federica Rosellini. Prossimamente su Sky e NOW

Petra, al via le riprese delle nuove storie con Paola Cortellesi

a cura della redazione cinemanews

Petra, al via le riprese delle nuove storie con Paola Cortellesi Sono ufficialmente partite le riprese delle nuove quattro nuove storie di Petra con protagonista Paola Cortellesi insieme all'immancabile Andrea Pennacchi diretti da Maria Sole Tognazzi. Le nuove storie sono scritte da Giulia Calenda, Furio Andreotti e Ilaria Macchia e le sceneggiature sono scritte con la collaborazione di Paola Cortellesi. L'ispettrice Petra Delicato (Paola Cortellesi) è ora stabilmente in forze nel settore operativo della mobile di Genova. Al suo fianco c'è sempre il vice ispettore Antonio Monte (Andrea Pennacchi). Il loro rapporto di reciproca stima e amicizia si è ormai consolidato, nonostante le differenze di età, genere, esperienza di vita e visione del mondo. Insieme sono una coppia investigativa senza precedenti e due compagni di bevute inarrivabili. I quattro nuovi casi su cui lavoreranno fianco a fianco Petra e Antonio sono crimini molto diversi fra loro: un omicidio all'interno di un comprensorio esclusivo, una catena di morti tra i senza fissa dimora, un duplice assassinio legato al passato, il furto di una pistola che svela il drammatico universo delle baby gang. Forti del loro rapporto ormai consolidato, Petra e Antonio sembrano avere trovato l'equilibrio perfetto e si potrebbe pensare che non abbiano bisogno d'altro. Ma la vita riserva sempre delle sorprese. Soprattutto quando si è pronti a rimettersi in discussione, ad accogliere con curiosità i nuovi incontri e a dare ascolto a un ulteriore, inaspettato, desiderio di cambiamento.

   

mercoledì 10 marzo 2021 - Mi chiamo Francesco Totti è il Nastro d'Argento 2021 per il Cinema del reale, The Rossellinis il miglior documentario sul cinema.

Nastri d’Argento - Documentari, tutti i vincitori

a cura della redazione cinemanews

Nastri d’Argento - Documentari, tutti i vincitori Mi chiamo Francesco Totti di Alex Infascelli è il Nastro d’Argento 2021 per il Cinema del reale, The Rossellinis di Alessandro Rossellini, ritratto di una famiglia allargata decisamente speciale, il miglior documentario sul cinema. Oggi l’annuncio dei Giornalisti Cinematografici che hanno assegnato il Premio per la docufiction a Il caso Braibanti di Carmen Giardina e Massimiliano Palmese segnalando anche con una menzione speciale La verità su La dolce vita di Giuseppe Pedersoli.
 
Significativi i premi con i quali il Direttivo Nazionale del Sngci, che assegna i Nastri, ha deciso di sottolineare l’importanza del ‘cinema del reale’ in un’edizione dedicata quest’anno alla memoria di Cecilia Mangini, per cui parla ancora una volta il suo straordinario lavoro nell’ ultimo documentario - in ‘cinquina’ - realizzato con Paolo Pisanelli. Il Direttivo del Sindacato ha voluto inoltre sottolineare la qualità e l’importanza di due titoli, fuori selezione, nati per lo schermo televisivo: SanPa - Luci e tenebre di San Patrignano di Cosima Spender, serie originale Netflix realizzata da un gruppo produttivo e creativo composto, con la regista, da Gianluca Neri, Valerio Bonelli, Andrea Romeo, Nicola Allieta, Christine Reinhold e Edizione Straordinaria di Walter Veltroni, proposto da Rai Cultura con il materiale di Rai Teche.

Due opere che rappresentano un valore aggiunto al miglior giornalismo d’inchiesta come a quello televisivo: percorsi della memoria con cui si può rileggere – nel racconto di una stagione controversa come nelle ‘aperture’ sulla grande cronaca nazionale - la Storia del Paese. Il Sngci lancia, inoltre, da quest’anno, segnalando Punta Sacra di Francesca Mazzoleni - viaggio d’autore alla foce del Tevere dove ancora è vivo il ricordo di Pier Paolo Pasolini - la prima edizione del Premio Valentina Pedicini che nasce per valorizzare sempre di più nel cinema del reale, lo sguardo di una nuova generazione di autrici e autori, in collaborazione con la Sede di Palermo dedicata al Documentario del Centro Sperimentale di Cinematografia diretta da Costanza Quatriglio.

Tornando ai vincitori dei Nastri Mi chiamo Francesco Totti di Alex Infascelli è prodotto da The Apartment e Wildside, entrambe del gruppo Fremantle, con Capri Entertainment e Fremantle, con Vision Distribution e Rai Cinema in collaborazione con Sky e Amazon Prime Video. Distribuito in Italia da Vision e all'estero da Vision e NBC Universal, il film riceve nel palmarès dei Nastri anche il Premio per il protagonista dell’anno, ovviamente Francesco Totti che ha messo in campo, oltre il pallone, la sua immagine, la sua vicenda umana e professionale e le sue emozioni più intime.

Entra invece nella storia di un vero e proprio ‘clan’ familiare che non si è mai raccontato con tanta sincerità, The Rossellinis diretto da Alessandro Rossellini che del grande regista è nipote (prodotto da B&B Film e VFS Films con Rai Cinema, in associazione con Luce Cinecittà con il sostegno del Mibact e altre collaborazioni anche internazionali). I protagonisti, insieme ad Alessandro sono - con le loro confidenze inedite - Isabella, Renzo, Robin, Ingrid, Gil, Nur, ovviamente il grande Roberto. Alessandro, che ha avuto al suo fianco come co-regista Lorenzo D’amico De Carvalho, presenta il film come il racconto e “l’iperbole di una famiglia affascinante, appassionata ed anche bugiarda” E dice: ”L'arte di narrarsi al meglio è forse l'unico pezzetto di genio creativo che abbiamo ereditato da nonno Roberto”. Ecco perché The Rossellinis è il suo personale tentativo di restituire “un’immagine sincera di una grande, amata e complicata famiglia”.
Il caso Braibanti, che i Nastri premiano per la docufiction è, infine, un film importante e necessario perché attraverso il lavoro di ricostruzione tra molte testimonianze - da Piergiorgio Bellocchio a Dacia Maraini, da Lou Castel a Maria Monti nonché quella del nipote di Braibanti - offre l'occasione di ripercorrere una vicenda processuale che, per  un reato codificato dal Codice Rocco dell'era fascista (poi cancellato dalla Corte Costituzionale nel 1981) fu di fatto un processo all'omosessualità.
 
Nel complesso un palmarès, quest’anno, particolarmente ricco di temi, storie e personaggi che non ha dimenticato l’attualità in un’annata difficile, siglata da interessanti testimonianze sul lockdown come dalla musica (gli Extraliscio di Elisabetta Sgarbi), dall’arte (Pino, su Pascali, di Walter Fasano) o dalla memoria anche privata di Molecole, che ha inaugurato l’ultima Mostra di Venezia. E anche un’incursione nella vita e nei pensieri più intimi che riguardano il corpo o l’esperienza della malattia vissuta nel lockdown (come testimoniano gli italiani che racconta Gabriele Salvatores e svela con coraggio Elisa Fuksas nel suo iSola) ma anche il vissuto nelle tragedie italiane dei terremoti (con un esordio alla regia di Alessandro Preziosi).

I Nastri ricordano che tra i titoli finalisti è stata ancora una volta grande protagonista la memoria del cinema con il fascino di Alida Valli (Alida di cent’anni in questi giorni, e l’immenso patrimonio felliniano, nel centenario della nascita, con l’originalissimo Fellini degli spiriti di Anselma Dell’Olio. Tra le storie che ha raccontato la selezione delle Docufiction finaliste anche il viaggio di Nella Condorelli ne La storia vergognosa, racconto di lotta contro antiche vessazioni nella memoria della Sicilia contadina. Dalla Storia alla politica, infine, il ritratto, mai tanto attuale, di una donna speciale come Nilde Iotti, attraverso un film siglato anche da un reading dei suoi discorsi affidato alla voce e all’immagine di Paola Cortellesi.

   

lunedì 8 marzo 2021 - Da Letizia Battaglia a Nilde Iotti, da M.I.A. a Nico 1988, in occasione dell'8 marzo otto film in regalo sulla piattaforma streaming di I Wonder Pictures. ENTRA GRATIS - SCOPRI IWONDERFULL.

International Women Day, in regalo su IWONDERFULL 8 storie di 8 grandi donne

a cura della redazione cinemanews

International Women Day, in regalo su IWONDERFULL 8 storie di 8 grandi donne Da Letizia Battaglia a Nilde Iotti, da M.I.A. a Nico 1988, in occasione della Festa della Donna, I WonderFull, la piattaforma streaming di I Wonder Pictures, presenta otto film in regalo. In più, solo per oggi, il carnet da 10 titoli è acquistabile in promozione a 10 euro.

Ecco i titoli in regalo per la Festa della Donna:

NILDE IOTTI - IL TEMPO DELLE DONNE
Con la partecipazione di Paola Cortellesi, che ne ripropone il pensiero, il documentario di Peter Marcias racconta la vicenda umana e politica di Nilde Iotti, viene ricostruita grazie alle testimonianze di chi l'ha conosciuta e ha collaborato con lei. Si forma così progressivamente il ritratto di una donna che ha lasciato un segno nella politica italiana del secolo scorso in favore di tutte le donne.
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LETIZIA BATTAGLIA - SHOOTING THE MAFIA
Vita e carriera di Letizia Battaglia, fotografa palermitana e fotoreporter per il quotidiano L’Ora, raccontata con taglio intimo e privato, a partire dalla sua turbolenta giovinezza. Dal lavoro sulle strade per documentare i morti di mafia, all’impegno in politica con i Verdi e la Rete, Battaglia è stata una figura fondamentale nella Palermo tra gli anni Settanta e Novanta.
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NICO, 1988
Pluripremiato film diretto da Susanna Nicchiarelli e interpretato da Trine Dyrholm. Gli ultimi anni di vita di Christa Päffgen, in arte Nico. Musa di Warhol, cantante dei Velvet Underground e donna la cui bellezza era indiscussa, Nico vive una seconda vita quando inizia la sua carriera da solista. Qui seguiamo gli ultimi tour di Nico e della band che l'accompagnava in giro per l'Europa negli anni '80: anni in cui la "sacerdotessa delle tenebre", così veniva chiamata, si è liberata del peso della sua bellezza e inizia a ricostruire un rapporto con il figlio.
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M.I.A. LA CATTIVA RAGAZZA DELLA MUSICA
Classe 1975, Mathangi Arulpragasam, internazionalmente nota come M.I.A., nel 1985 è fuggita dalla guerra civile nello Sri Lanka, paese originario dei genitori, da rifugiata. Voluta da Madonna (insieme a Nicky Minaj) per apparire insieme a lei nella performance del Super Bowl 2012, si è imposta a metà anni 2000 come la prima pop star di origine Tamil, distinguendosi come portavoce nel denunciare la situazione politica della sua terra, e attirandosi anche le critiche di "sfruttamento" delle proprie origini, come trapela da un ambiguo incontro con il "New York Times", qui documentato.
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IL MIO PROFILO MIGLIORE
Juliette Binoche veste i panni di Claire Millaud, una docente universitaria sulla cinquantina e con due figli, che ha una relazione sessuale con Ludo, un uomo più giovane di lei e che, ad un certo punto, decide di crearsi una falsa identità su Facebook. Entra così in contatto con Alex, un giovane fotografo che collabora con il suo amante. Tra i due nasce un'attrazione virtuale anche perché Claire, ora diventata Clara, si fa passare per una ventiquattrenne. Riuscirà a mantenere la relazione confinata solo sul web?
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LOVEMILLA
Una commedia ricca di personaggi bizzarri. Milla e il suo ragazzo Aomi, protagonisti di questo colorato racconto scanzonato e su di giri, attraversano una crisi di coppia. Di sicuro il contesto esterno è in parte responsabile di questa crisi; il fatto di vivere sotto lo stesso tetto con i genitori zombi di Milla, presenze ingombranti e chiassose, non aiuta. Ma un altro fattore è determinante: l'insicurezza di Aomi, body builder dai modi gentili, che per il timore di non essere abbastanza attraente agli occhi di Milla e per la paura di perderla per sempre, si perderà lui stesso.
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LA PRINCIPESSA E L'AQUILA
La tradizione dei cacciatori con le aquile, presso le popolazioni nomadi della Mongolia, ha duemila anni di storia. Il metodo per questo tipo di caccia, a volpi, lupi e altri animali, si tramanda di padre in figlio. Aishoplan è una ragazzina di tredici anni che, diversamente dalle amiche, non ha mai avuto paura di un'aquila né di arrampicarsi in altissima montagna per catturare il suo personale aquilotto. Incredibilmente dotata e determinata, con il supporto della famiglia, Aishoplan ha scelto di diventare la prima cacciatrice con le aquile di sesso femminile, nonostante il parere contrario di molti anziani della sua comunità.
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LE STAGIONI DI LOUISE
Con la voce e l'interpretazione di Piera Degli Esposti. L'ultimo treno dell'estate parte dalla località balneare di Biligen, riportando in città gli ultimi vacanzieri e dimenticando l'anziana Louise. Poco male, pensa la donna, i parenti si accorgeranno presto della sua assenza e verranno a prenderla. Ma così non è. Completamente sola nella cittadina deserta, Louise si trova a doversi arrangiare per recuperare il cibo e tutto ciò che le serve. Come una novella Robinson, si scoprirà più forte e intraprendente del previsto e troverà il suo Venerdì nel cane Pepper.
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