| Anno | 2026 |
| Genere | Horror, |
| Produzione | Italia |
| Durata | 93 minuti |
| Regia di | Dario Germani |
| Attori | Ilde Mauri, Ermanno De Biagi, Giuditta Niccoli, Robert Madison, Mario De Candia Daniel Franchi, Dario Germani. |
| Uscita | lunedì 23 febbraio 2026 |
| Distribuzione | World Movies |
| MYmonetro | Valutazione: 2,50 Stelle, sulla base di 3 recensioni. |
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Ultimo aggiornamento lunedì 23 febbraio 2026
Il proseguimento del personale percorso di Dario Germani nell'ambito dell'horror.
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CONSIGLIATO NÌ
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Budapest. Erika, aspirante scrittrice, si mantiene lavorando come cameriera in un bar. Ha un rapporto molto stretto con il fratello Alex, che si trova al momento nelle Filippine alla ricerca di qualche esemplare di un coleottero così raro da essere forse estinto. La sua ricerca lo porta a entrare in una caverna rimasta sigillata da un muro da tempo immemorabile. All'interno, lui e i suoi collaboratori trovano lo scheletro di una bambina. Erika è preoccupata perché non riesce più a contattare il fratello via telefono. È pertanto al tempo stesso sollevata e stupita nel ritrovarselo in casa, senza preavviso, tornando dal lavoro.
Mentre gli parla contenta, però, Erika riceve una telefonata dall'ospedale, dove viene richiesta immediatamente la sua presenza. Lascia perciò Alex a casa e corre all'ospedale dove riceve la notizia che lo stesso Alex è morto nelle Filippine. Erika non ci crede, ma le mostrano il cadavere, appena rimpatriato. Per Erika è l'inizio di un incubo nel quale comincia ad avvertire la presenza di qualcosa di terribile e soprannaturale che l'ha presa di mira e che è collegato con quanto il fratello aveva involontariamente trovato nelle Filippine. Cerca aiuto presso un anziano sacerdote, ma la lotta contro il Male si presenta oscura e difficile.
Dario Germani prosegue il suo personale viaggio nell'horror occupandosi, dopo vari film con tematiche diverse affrontate con un certo vigore e senza remore (da Antropophagus II a The Slaughter - La mattanza), anche di uno dei filoni più prolifici, quello esorcistico.
Lo fa inizialmente con un approccio almeno in parte diverso, puntando soprattutto a creare un'atmosfera oscura e paranoica, dai riflessi polanskiani (da Rosemary's Baby a L'inquilino del terzo piano), e immergendo la protagonista in un contesto quasi onirico all'interno del quale si trova a essere perseguitata da quelle che possono essere visioni macabre o riflessi concreti di un atteggiamento ostile da parte di chi le sta intorno, generando nel contempo un'inquietante incertezza su cosa sia reale e cosa sia soltanto frutto di un'immaginazione malata e fuorviata dalla possessione e dalla paura. È questa, in particolare nella sua fase centrale, la parte migliore del film che, grazie anche a una solida e credibile interpretazione della protagonista Ilde Mauri, riesce a creare una buona suspense e un concreto interesse per la vicenda. Anche l'introduzione di personaggi significativi e sfuggenti, come l'anziana ex suora affetta, forse, da demenza senile è efficace nel fornire suggestioni ricche di inquietudine e mistero.
Il lavoro sulla struttura della storia, che si articola su più piani temporali e si sposta di continuo in luoghi assai diversi e anche lontani tra loro, con frequenti flashback, tende a vivacizzare il racconto, riuscendovi in parte. La regia è attenta e partecipe, sicura nei movimenti e nelle scelte di ripresa, aiutata da un montaggio serrato e preciso e da una fotografia (dello stesso Germani) curata e ricca di atmosfera.
Dopo aver privilegiato un avvicinamento obliquo e paranoico al genere esorcistico, però, Germani, nell'ultimo terzo del film, abbraccia in modo meno originale - con personaggi piuttosto di maniera, come l'anziano prete - gli stilemi e i luoghi più comuni e prevedibili di un filone fortemente connotato e strutturato, senza trovare la medesima freschezza espositiva che aveva caratterizzato le parti migliori del film, pur riuscendo comunque a mantenere una certa efficacia sotto il profilo spettacolare.
Come ammette lo stesso regista, piccolo epigono sinceramente appassionato dell'horror italiano gore di ieri, già omaggiato in Antropophagus II e The Slaughter - La mattanza, a questo giro la musica cambia. Infatti, dietro la storia di Erika (Ilde Mauri, bella faccia spiritata), scrittrice italiana trasferitasi a Budapest (il nuovo Eldorado produttivo a basso costo), in lutto per la morte del fratello [...] Vai alla recensione »