Lavoreremo da grandi

Film 2026 | Commedia, 91 min.

Regia di Antonio Albanese. Un film con Antonio Albanese, Giuseppe Battiston, Nicola Rignanese, Niccolò Ferrero. Cast completo Genere Commedia, - Italia, 2026, durata 91 minuti. Uscita cinema giovedì 5 febbraio 2026 distribuito da PiperFilm. Oggi tra i film al cinema in 328 sale cinematografiche - MYmonetro 2,45 su 8 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Ultimo aggiornamento martedì 3 febbraio 2026

Una lunga notte di colpi di scena, situazioni paradossali e ridicole per la sesta regia di Antonio Albanese. Lavoreremo da grandi è 5° in classifica al Box Office. giovedì 5 febbraio ha incassato € 48.502,00 e registrato 8.142 presenze.

Consigliato nì!
2,45/5
MYMOVIES 2,00
CRITICA 2,56
PUBBLICO 2,80
CONSIGLIATO NÌ
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Un colpo sparato a salve. La sesta regia di Antonio Albanese gira a vuoto.
Recensione di Paola Casella
lunedì 2 febbraio 2026
Recensione di Paola Casella
lunedì 2 febbraio 2026

Umberto ha dilapidato i soldi del padre e continua ad immaginarsi grande musicista, ma partorisce solo creazioni sonore cacofoniche. Ha due ex mogli che l'hanno sfruttato e ora lo detestano, e due figli: Toni, che entra ed esce di prigione, dalla prima moglie, e la malmostosa Giulia dalla seconda. Beppe fa l'idraulico e abita con una mamma asfissiante, è innamorato della cugina poliziotta che non lo degna di uno sguardo e bersagliato dalle chiamate notturne di una cliente impaziente. Gigi contava sull'eredità di una zia facoltosa, ma lei gli ha lasciato solo parrucche e trucchi, che lui indossa per protesta, ubriacandosi e ingerendo pillole.

Una notte, mentre trasportano Gigi in stato semicomatoso, Umberto, Beppe e Toni (sotto misura cautelare in vista dell'ennesimo processo, questa volta per truffa ai danni del Fisco) fanno un incidente del quale dovranno affrontare le conseguenze, dando il via ad una catena di equivoci e di sorprese atte a sconvolgere la loro vita senza direzione.

Lavoreremo da grandi è la sesta regia di Antonio Albanese, anche autore della sceneggiatura insieme al consueto sodale Piero Guerrera, già autore di vari film con e di Albanese, che qui si ritaglia il ruolo di Umberto.

Il film ha la sventura di arrivare dopo, come tempi di uscita, al meritato successo di Le città di pianura, storia sbullonata di due amici scioperati che, insieme ad un giovane malcapitato, attraversano il Nord Italia. Anche qui i protagonisti sono due amici scioperati (il terzo è incosciente per quasi tutto il film) e un giovane uomo nel Nord del Paese, e anche qui la cifra dovrebbe essere stralunata e lievemente surreale, ma il confronto pesa notevolmente dalla parte del film di Francesco Sossai, che dietro la comicità della narrazione lasciava spazio anche alla malinconia e all'amarezza di due vite allo sbando, facendo leva su un'attenta osservazione del reale.

In Lavoreremo da grandi invece la realtà sembra lasciare il posto ad una serie di domande sulla credibilità della storia e la sua tenuta drammaturgica: cosa aggiungono alla trama apparizioni improbabili come la escort Pink e il rapper Mario Mario (forse un'eco del mitico Pier Piero), vestito come un boomer può immaginare un rapper? Perché il film si intitola Lavoreremo da grandi quando Beppe fa l'idraulico? Ma soprattutto, perché il ruolo di Toni resta indefinito dall'inizio alla fine? E qual è il contributo narrativo di Gigi, che sembra il cadavere di Weekend con il morto, ma non dà luogo ad alcuna situazione comica?

Le buone intenzioni di Albanese e il suo desiderio di tornare ad una comicità semplice ambientata in una provincia popolata da personaggi ingenui sono evidenti, ma c'è poca realtà sia nella costruzione di quei personaggi che nelle azioni insensate che compiono. C'è anche un problema di ritmo e tensione narrativi, sia nella componente di commedia che in quella "mistery", così come nel raccontare una storia che cerca di essere gradevolmente scombinata, ma finisce per risultare senza capo né coda, e ignora l'incalzare che dovrebbe essere presente almeno nella parte "suspence". Qui purtroppo non siamo nel reame del nonsense comico o dell'hellzapoppin': i personaggi sono semplicemente slegati, come se appartenessero a film diversi, e le caratterizzazioni risultano sbiadite.

Antonio Albanese ha spesso interpretato personaggi amabilmente strampalati e la sua cifra lunare è di solito accattivante, sia come attore che come regista, anche perché spesso propone un commentario sulla nostra società e la nostra epoca. Lavoreremo da grandi invece sembra semplicemente girare a vuoto, all'interno di un vuoto di senso e di credibilità, e purtroppo ottiene l'effetto deludente di un colpo sparato a salve.

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STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
venerdì 6 febbraio 2026
Adriano De Grandis
Il Gazzettino

Una commedia da camera al maschile, dove un gruppo di uomini finiscono, in una notte di tregenda, per complicarsi la vita, con le irresponsabilità proprie e del destino, tra morti e rinascite, con le sconfitte chew lasciano il segno, mentre la vita va avanti. "Lavoreremo da grandi" di Antonio Albanese sta in zona Mazzacurati, ma senza catturarne mai lo spirito, vuoi per la recitazione non ottimale [...] Vai alla recensione »

giovedì 5 febbraio 2026
Francesco Alò
Il Messaggero

Tre uomini non molto in gamba: Umberto (Antonio Albanese) è un musicista autore di un "trittico atonale" che nessuno vuole ascoltare, Gigi (Nicola Rigagnese) ha ereditato solo le parrucche da una zia abbiente che lo detestava e Beppe (Giuseppe Battiston) è un bambinone che vive ancora con mamma invadente e non sa riconoscere un vibratore. A loro si unisce il pargolo di Umberto Toni, appena uscito di [...] Vai alla recensione »

giovedì 5 febbraio 2026
Marco Contino
Il Mattino di Padova

Antonio Albanese torna alla sua "acqua dolce" con una commedia (molto) leggera ambientata sulle rive del Lago d'Orta. In "lavoreremo da grandi" (di cui è anche regista), interpreta Umberto: due matrimoni falliti, quasi sul lastrico e una passione per la musica dodecafonica. Insomma, un perdente. Come i suoi compagni di bevute. Beppe (Battiston), mammone e timorato di Dio (l'unico idraulico che non [...] Vai alla recensione »

mercoledì 4 febbraio 2026
Simone Emiliani
Sentieri Selvaggi

Una commedia stralunata sotto ipnosi. Lavoreremo da grandi, sesta regia cinematografica di Antonio Albanese, è un film di spettri, di apparizioni improvvise, di allucinazioni. Dopo la parentesi più politica di Cento domeniche, il comico-cineasta sembra tornare con questo nuovo film alle atmosfere degli esordi, in particolare L'uomo d'acqua dolce. Come nel suo esordio come regista, anche in Lavoreremo [...] Vai alla recensione »

martedì 3 febbraio 2026
Ilaria Falcone
NonSoloCinema

Beppe (Giuseppe Battiston), l'unico idraulico "che non ha fatto soldi"; Gigi (Nicola Rignanese), in uno stato di profondo coma etilico perché l'ingente eredità di sua zia è andata alla Chiesa, e Umberto (Antonio Albanese), incallito o illuso musicista dodecafonico, dopo essere andati a prendere il giovane Toni (Niccolò Ferrero), appena scarcerato, vanno a festeggiare.

martedì 3 febbraio 2026
Matteo Marelli
Film TV

A monte un padre nobile, Carlo Mazzacurati, che lo diresse prima in Vesna va veloce e poi in La lingua del santo, oltre che per un cameo in La sedia della felicità. Da lui Antonio Albanese vorrebbe ereditare lo sguardo orgogliosamente provinciale, pieno di pietas, tanto per il paesaggio quanto per chi lo abita, con tutte le brave diversità sociali, caratteriali, morali, e con questo la misura - com'è [...] Vai alla recensione »

venerdì 30 gennaio 2026
Gian Luca Pisacane
La Rivista del Cinematografo

Uno degli spartiacque della carriera di Antonio Albanese è stata la sua interpretazione (magnifica) nel profetico L'intrepido di Gianni Amelio. In quell'occasione il pubblico ha scoperto lati inaspettati del suo talento, ed è iniziata una nuova fase parallela del suo cinema. "Le parole sono importanti". Lo urlava Nanni Moretti in Palombella rossa, e anche Antonio Albanese dimostra di seguire la linea. [...] Vai alla recensione »

NEWS
TRAILER
lunedì 5 gennaio 2026
 

Regia di Antonio Albanese. Un film con Antonio Albanese, Giuseppe Battiston, Nicola Rignanese, Niccolò Ferrero, Chiara Pazzaglia. Da giovedì 5 febbraio al cinema. Guarda il trailer »

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