Il suono di una caduta

Film 2025 | Drammatico, 149 min.

Regia di Mascha Schilinski. Un film Da vedere 2025 con Hanna Heckt, Greta Krämer, Filip Schnack, Helena Luer, Anastasia Cherepakha. Cast completo Titolo originale: Sound of Falling. Genere Drammatico, - Germania, 2025, durata 149 minuti. Uscita cinema giovedì 26 febbraio 2026 distribuito da I Wonder Pictures. Oggi tra i film al cinema in 2 sale cinematografiche - MYmonetro 3,21 su 24 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Ultimo aggiornamento mercoledì 18 febbraio 2026

Una fattoria rurale è il luogo che fa nascere il legame fra quattro ragazze di epoche diverse. Il film è stato premiato al Festival di Cannes, ha ottenuto 8 candidature e vinto un premio ai European Film Awards, Il suono di una caduta è 131° in classifica al Box Office, ieri ha incassato € 96,00 e registrato 15.111 presenze.

Consigliato sì!
3,21/5
MYMOVIES 2,50
CRITICA 3,63
PUBBLICO 3,50
CONSIGLIATO SÌ
Un'opera ambiziosa che mette in scena la condizione femminile con un raffinato gusto compositivo e qualche vezzo.
Recensione di Paola Casella
giovedì 15 maggio 2025
Recensione di Paola Casella
giovedì 15 maggio 2025

Tre epoche diverse, tre storie di giovani esistenze, un comune destino femminile che ha a che fare con il proprio (limitato) ruolo nel mondo. Non c'è unità di tempo ma c'è unità di luogo perché le storie si svolgono tutte nella stessa fattoria, usando uno stratagemma narrativo non dissimile da quello di Zemeckis in Here. E forse c'è qualche legame famigliare ad unire le tre protagoniste: una bambina, una ventenne, una preadolescente. Intorno a loro vediamo madri alienate e incapaci di affrancarsi dalla società patriarcale in cui vivono, nonché di proteggere i propri figli, e uomini che considerano legittimi atti di violenza, molestie e stupri in nome di una supremazia reiterata nel tempo.

Sound of Falling, opera seconda della regista e sceneggiatrice neoquarantenne Mascha Schilinski, coadiuvata dalla direzione della fotografia dal proprio compagno di vita Fabian Gamper, è ambiziosa sia in termini di contenuti che di durata (due ore e mezza) che soprattutto di forma.

La tedesca Schilinski mostra una grande abilità registica e di messinscena, ma straborda nell'utilizzo di tutte le tecniche espressive possibili, come se volesse dimostrare a tutti i costi di saper padroneggiare il mezzo (cosa che fa, con grande virtuosismo). Questa tentazione è tipica dei registi al loro esordio, nel timore di non avere un'altra occasione di dimostrare le proprie capacità professionali, ma essendo questa un'opera seconda risulta meno comprensibile, e toglie rigore alla narrazione.

Ed è un peccato, perché il tema della ripetitività della condizione femminile attraverso le epoche è di primaria importanza e di grande attualità: ma qui c'è il rischio che venga utilizzato in modo strumentale privilegiando invece l'aspetto estetico, spesso anche grottesco e raccapricciante.

All'inizio la storia sembra promettere una svolta horror o soprannaturale, ma poi preferisce alternare i toni per raccontare una serie di personaggi che si sovrappongono e in qualche misura si affastellano, rendendo difficile per lo spettatore capire chi faccia cosa e in che rapporto sia con gli altri personaggi.

Esteticamente il film si muove fra la crudeltà di Michael Haneke e la oleografia della pittura fiamminga, con qualche compiacimento di troppo e qualche vezzo autoriale diventato di moda, a cominciare dal formato 1:1:33, ma anche con un raffinato gusto compositivo e un utilizzo sapiente degli strumenti cinematografici.

La parte più interessante, in un film che mette il sound nel titolo, è proprio la gestione del sonoro: silenzi improvvisi alternati al rumore del vento e della tempesta, a rimbombi e respiri, scrosci e sciabordii. Ma spesso Sound of Falling appare eccessivamente artefatto e manierato, ridondante e tematicamente labirintico: un maggiore controllo sulla materia trattata e sulla sua presentazione avrebbe grandemente giovato al risultato finale.

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Tutti i film da € 1 al mese

PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
giovedì 12 marzo 2026
francesca meneghetti

Dopo la visione del lunghissimo film “Il suono di una caduta” di Mascha Schilinski, premiato (premio della Giuria a Cannes), mi sono sentita spaesata. L’idea di fondo, o più comprensibile, della Schilinski, è la seguente: diverse generazioni, abitando la stessa casa, una fattoria nella Germania del nord, si trovano a rivivere, nei medesimi spazi, situazioni familiari [...] Vai alla recensione »

FOCUS
FOCUS
sabato 28 febbraio 2026
Alberto Libera

Quattro donne, quattro generazioni diverse. Un solo luogo (una fattoria tra le distese alluvionali dell’Elba) e un solo tempo (il Novecento, contemporaneamente dentro e fuori dalla storia e della cronologia). Sono queste le coordinate che circoscrivono Il suono di una caduta di Mascha Schilinski e ne cadenzano un respiro da cui s’irradia una matassa di suggestioni squisitamente letterarie.

In fondo, osservando il film con lo sguardo austero e ostinato dell’enciclopedista, è possibile rintracciare una biblioteca invisibile, una costellazione di testi, di immagini mentali e di memorie romanzesche che affiorano e scompaiono, come accade laddove il tempo non procede in linea retta ma per sedimentazioni progressive.

È qui che la fattoria dell’Altmark in cui si ambientano le vicende, collocata con tanta precisione di dettagli nella sua topografia bassopianeggiante e rurale, prende quasi le forme di un luogo mentale. Diviene cioè, a tutti gli effetti, una sorta di Heimat: termine da noi generalmente reso con «patria» ma che in tedesco oscilla attraverso uno spettro semantico talmente ampio da renderlo a conti a fatti intraducibile (è contemporaneamente la patria, la casa, le radici, la terra dei padri e della memoria, il mondo dei ricordi, il luogo della nostalgia e a volte della perdita e molto altro).

FOCUS
giovedì 26 febbraio 2026
Giovanni Bogani

Come si può filmare lo sgomento? Come si può filmare la morte? Come si può filmare un’inquietudine sottile che attraversa tutto il nostro essere? Come si può filmare ciò che pensiamo, senza quasi renderci conto di pensarlo? 

Mascha Schilinski – al suo secondo film, otto anni dopo Dark Blue Girl, passato alla Berlinale – ci prova. E ci riesce. Con un film attratto dal buio, dalla presenza misteriosa e ineliminabile della morte nella vita. Un film che ha il titolo paradossale di In Die Sonne Schauen: “guardare nel sole”. 

Uno stesso luogo, una fattoria nell’Altmark, nel nord della Germania. Tempi differenti: i primi anni del Novecento, il secondo dopoguerra, gli anni Settanta, i giorni nostri. Protagoniste, ragazze. Adolescenti, bambine, donne, vecchie. Gli uomini sono distanti. Possono decidere i destini di queste ragazze, con una stretta di mano. Ma non ascoltano, non capiscono, non amano. 

È un film potente, ambizioso. Che cerca di rendere visibile l’indicibile. Che cerca di trovare il buco della serratura dal quale guardare la morte, il vuoto, il buio. Allo scorso festival di Cannes, ha vinto il Premio della Giuria, ed è stato candidato dalla Germania agli Oscar. È un cinema che non spiega, che – specie nella prima parte – è quasi muto. Cinema di sguardi, di attese. Di segnali. Di presagi

FOCUS
domenica 22 febbraio 2026
Emanuele Sacchi

Una sorta di Heimat compresso nella forma del lungometraggio, con i personaggi femminili a formare il fil rouge della coscienza (e incoscienza) di una famiglia, e per esteso di una nazione, attraversata da tensioni devastanti. Heimat in forma di ghost story, una rilettura contemporanea di un secolo in cui la Germania ha rappresentato delizia ma soprattutto croce della storia dell’umanità.

In Il suono di una caduta l’elemento acustico non accompagna semplicemente le immagini: le precede, le distorce e spesso le mette in crisi. Il film costruisce la propria identità narrativa attorno a un paesaggio sonoro che diventa strumento di orientamento in una struttura temporale franta, dove epoche diverse si sovrappongono e i personaggi sembrano attraversare lo stesso spazio come presenze quasi spettrali. È per mezzo dell’ascolto che lo spettatore impara a riconoscere queste stratificazioni.

Alcune sequenze chiave rendono evidente questo principio. Nei momenti in cui la macchina da presa ritorna sugli stessi ambienti – stanze, corridoi, paesaggi naturali – le musiche introducono variazioni minime ma decisive: un tema che si allunga in droni inquietanti, una linea melodica che si deforma fino a diventare rumore.

FOCUS
martedì 17 febbraio 2026
Roberto Manassero

Alla fine non ce l’ha fatta a entrare nella cinquina dei migliori film in lingua straniera candidati agli Oscar, ma Il suono di una caduta di Mascha Schilinski rimane uno dei grandi film della scorsa stagione (o attuale, visto che in Italia uscirà nei cinema il prossimo 26 febbraio), rivelazione di un talento del cinema tedesco destinato a segnare gli anni a venire.

Schilinski, al secondo lungometraggio dopo Dark Blue Girl (2017), presentato nella sezione Deutche Kino della Berlinale, e diversi corti realizzati durante gli anni della formazione presso la Filmakademie di Baden-Württemberg, è una perfetta creazione del cinema tedesco: cresciuta nella principale scuola di cinema di Germania, promossa dalla Berlinale, arrivata in concorso a Cannes nella sorpresa generale e affermatasi per ambizione e talento.

Vincitore a Cannes del Premio della Giuria e agli European Film Awards del premio per i Migliori Costumi, oltre che protagonista della stagione festivaliera, il suo film, scritto con Louise Peter, è una saga familiare che copre un secolo di storia, dal primo ’900 ai giorni nostri, in una fattoria dell’Altmark, regione tedesca nella piana dell’Elba, in cui si susseguono le vite di quattro giovani donne, più quelle dei loro famigliari e di nuovi proprietari.

STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
giovedì 5 marzo 2026
Silvio Danese
Quotidiano Nazionale

Una bambina, tre giovani donne, tre epoche (forse quattro) e una cascina come la casa del tempo di Here di Zemeckis, teatro di vita domestica contadina, tensioni erotiche, slanci e misteri infantili e soprusi padronali in un regime di dominio maschile accettato, accettabile come nel più perverso degli accordi millenari. Il titolo internazionale Sound of falling corrisponde a una originale, e se vogliamo [...] Vai alla recensione »

NEWS
VIDEO
venerdì 13 febbraio 2026
 

Un racconto corale e generazionale che attraversa un secolo di vita femminile. Premio della Giuria al Festival di Cannes. Dal 26 febbraio al cinema. Guarda la clip »

CELEBRITIES
lunedì 9 febbraio 2026
Fabio Secchi Frau

La prima regista tedesca a vincere il Premio della Giuria al Festival di Cannes con Il suono di una caduta. Dal 26 febbraio al cinema. Vai all'articolo »

TRAILER
martedì 27 gennaio 2026
 

Regia di Mascha Schilinski. Un film con Luise Heyer, Filip Schnack, Lea Drinda, Susanne Wuest, Lena Urzendowsky. Da giovedì 26 febbraio al cinema. Guarda il trailer »

PREMI
sabato 17 gennaio 2026
 

Una fattoria rurale è il luogo che fa nascere il legame fra quattro ragazze di epoche diverse. Vai all'articolo »

CANNES FILM FESTIVAL
giovedì 15 maggio 2025
Paola Casella

La regista porta sullo schermo tutto il suo gusto compositivo e anche qualche vezzo. In concorso. Vai all'articolo »

winner
premio della giuria
Festival di Cannes
2025
winner
miglior costumista europeo
European Film Awards
2026
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