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Consulta on line la Biblioteca del cinema. Tutti i film dal 1895 a oggi:
mercoledì 3 giugno 2020

Valeria Golino

La vera Valeria Nazionale

54 anni, 22 Ottobre 1965 (Bilancia), Napoli (Italia)
occhiello
Ti predico il futuro.
Il mio futuro è adesso!

dal film Fuga da Los Angeles (1996) Valeria Golino  Taslima
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Valeria Golino
David di Donatello 2020
Nomination miglior attrice per il film Tutto il mio folle amore di Gabriele Salvatores

David di Donatello 2020
Nomination miglior attrice non protagonista per il film 5 è il numero perfetto di Igor Tuveri

David di Donatello 2020
Premio miglior attore non protagonista per il film 5 è il numero perfetto di Igor Tuveri

Nastri d'Argento 2020
Nomination miglior attrice non protagonista per il film 5 è il numero perfetto di Igor Tuveri

Nastri d'Argento 2020
Nomination miglior attrice non protagonista per il film Ritratto della giovane in fiamme di Céline Sciamma

Nastri d'Argento 2019
Nomination miglior attrice non protagonista per il film I villeggianti di Valeria Bruni Tedeschi

David di Donatello 2018
Nomination miglior attrice per il film Il colore nascosto delle cose di Silvio Soldini

Nastri d'Argento 2018
Nomination miglior attrice per il film Figlia mia di Laura Bispuri

David di Donatello 2017
Nomination miglior attrice non protagonista per il film La vita possibile di Ivano De Matteo

David di Donatello 2016
Nomination miglior attrice per il film Per amor vostro di Giuseppe M. Gaudino

Nastri d'Argento 2016
Nomination miglior attrice per il film Per amor vostro di Giuseppe M. Gaudino

David di Donatello 2015
Nomination miglior attrice non protagonista per il film Il ragazzo invisibile di Gabriele Salvatores

Festival di Venezia 2015
Premio coppa volpi migliore interpretazione femminile per il film Per amor vostro di Giuseppe M. Gaudino

David di Donatello 2014
Nomination miglior attrice non protagonista per il film Il capitale umano di Paolo Virzì

Nastri d'Argento 2014
Nomination miglior attrice per il film Come il vento di Marco Simon Puccioni

David di Donatello 2014
Premio miglior attrice non protagonista per il film Il capitale umano di Paolo Virzì

David di Donatello 2012
Nomination miglior attrice per il film La kryptonite nella borsa di Ivan Cotroneo

Nastri d'Argento 2012
Nomination miglior attrice per il film La kryptonite nella borsa di Ivan Cotroneo

Nastri d'Argento 2010
Nomination miglior attrice per il film L'uomo nero di Sergio Rubini

David di Donatello 2009
Nomination miglior attrice per il film Giulia non esce la sera di Giuseppe Piccioni

Nastri d'Argento 2009
Nomination miglior attrice per il film Giulia non esce la sera di Giuseppe Piccioni

David di Donatello 2008
Nomination miglior attrice non protagonista per il film Caos calmo di Antonello Grimaldi

David di Donatello 2006
Premio miglior attrice per il film La guerra di Mario di Antonio Capuano

David di Donatello 2006
Nomination miglior attrice per il film La guerra di Mario di Antonio Capuano

Nastri d'Argento 2002
Nomination miglior attrice per il film Respiro di Emanuele Crialese

Nastri d'Argento 2002
Premio miglior attrice per il film Respiro di Emanuele Crialese

Nastri d'Argento 1987
Premio miglior attrice per il film Storia d'amore di Francesco Maselli

Nastri d'Argento 1987
Nomination miglior attrice per il film Storia d'amore di Francesco Maselli

David di Donatello 1987
Nomination miglior attrice per il film Storia d'amore di Francesco Maselli

Festival di Venezia 1986
Premio premio per la migliore attrice per il film Storia d'amore di Francesco Maselli

Festival di Venezia 1986
Premio premio ciak d'oro per l'attrice per il film Storia d'amore di Francesco Maselli



Per amor vostro e l'influenza del cinema muto. Di Roy Menarini.

La donna che venne da Napoli

domenica 20 settembre 2015 - Roy Menarini cinemanews

La donna che venne da Napoli Ci vuole un certo coraggio per costringere al bianco e nero Valeria Golino, che ha sempre gravitato i propri personaggi sulle espressioni del volto e sulle gradazioni d'azzurro degli occhi. I film con la Golino lavorano per questo motivo prevalentemente sul primo piano, perché - e non è un difetto, solo una scelta - per questo tipo di attrice conta più l'incisività facciale della prossemica corporea.
E dunque sottrarre i colori al volto e agli occhi della Golino, per (quasi) tutto il film e per la prima volta nella sua carriera, non è cosa da poco, specie se poi l'intera pellicola sta sulle sue spalle e dentro i suoi sguardi. Lode dunque a Giuseppe M. Gaudino che, dopo 18 anni dall'ultimo lungometraggio di finzione (Giro di lune tra terra e mare), affronta questa sfida. Valeria Golino è al tempo stesso tesoro e limite del film. Su di lei, come detto, è costruito l'intero impianto sentimentale di Per amor vostro. Questo permette a Gaudino di incassare un importante surplus emotivo, e di garantire all'attrice (subito premiata a Venezia con la Coppa Volpi) e al regista un reciproco vantaggio, ovvero l'ammirazione dello spettatore. Continua »

   

Al Festival di Roma, il lavoro del regista napoletano convince pubblico e critica.

La kryptonite di Cotroneo

giovedì 3 novembre 2011 - Elisabetta Pieretto cinemanews

La kryptonite di Cotroneo La proiezione stampa de La kryptonite nella borsa ha registrato il sold out, cosa accaduta per pochi altri film in concorso: l'attesa per il debutto alla regia di Ivan Cotroneo è alta. Alla conferenza stampa la squadra si presenta al completo, compatta perché, come diranno gli intervenuti più volte nel corso dell'incontro, l'esperienza sul set è stata a tal punto rassicurante da sentirsi una vera famiglia. Oltre a Ivan Cotroneo ci sono il piccolo e bravo Luigi Catani, scelto tra oltre cinquecento bambini per interpretare il ruolo di Peppino attraverso i cui occhi è vista tutta la storia, Luca Zingaretti e Valeria Golino, rispettivamente papà e mamma di Peppino, Cristiana Capotondi e Libero De Rienzo, i due zii hippy, e Fabrizio Gifuni, qui nel ruolo di psichiatra cui si rivolge Rosaria (la Golino) nel momento di crisi. Serrano le fila Francesca Cima e Nicola Giuliano per Indigo Film e Carlo Brancaleoni per Rai Cinema. Continua »

L'attrice incontra i piccoli giurati del Festival di Giffoni.

Valeria Golino alla regia di un lungometraggio

martedì 12 luglio 2011 - Fiorella Taddeo cinemanews

Valeria Golino alla regia di un lungometraggio Sarà liberamente tratto da "Vi perdono" di Mauro Covacich (che per quel romanzo si nascose dietro lo pseudonimo Angela Del Fabbro) il primo lungometraggio da regista di Valeria Golino. L'attrice italo-greca, ospite al Festival di Giffoni, sta scrivendo la sceneggiatura di Vi perdono e cercando i finanziamenti per la realizzazione del film che sarà prodotto da Buena Onda, la società fondata dalla Golino con il compagno Riccardo Scamarcio e Viola Prestieri, in collaborazione con la Rai. Dopo Armandino e il Madre, il corto voluto da Pasta Garofalo, Valeria Golino ritorna dietro la macchina da presa. “L'idea di essere vista ormai come regista mi fa un po' paura -scherza- vorrei continuare ad essere chiamata come interprete. Però quello di dirigere un film era un desiderio che covavo da anni e quando mi hanno proposto il primo progetto, ho detto subito di si”. Per novembre, invece, è attesa l'uscita dell'opera prima dello scrittore Ivan Cotroneo, La kryptonite nella borsa, dove la Golino è la protagonista. La pellicola, girata a Napoli, dovrebbe essere presentata al Festival Internazionale del Film di Roma. “Abbiamo finito la lavorazione circa tre settimane fa. È stata un'esperienza eccezionale. Avevo molti dubbi prima di accettare il ruolo: interpreto nuovamente una mamma. Avevo paura di non riuscire a diversificare il personaggio. Poi Cotroneo e il produttore Nicola Giuliano mi hanno convinta. Credo che se non avessi fatto questo film, avrei perso un'occasione meravigliosa”.
A Giffoni l'attrice ha incontrato i piccoli giurati del festival per un lungo confronto. “Ho vissuto la mia infanzia tra l'Italia e la Grecia -ha ricordato- Sorrento mi sembrava un posto solitario. Ai bambini in genere non piacciono le cose speciali, cercano giustamente la normalità. L'ho riscoperta nel tempo: è uno dei luoghi più belli del mondo”.

   

Vita privata da stella senza mai cercare le copertine dei giornali.

5x1: Valeria Golino, protagonista senza glamour

martedì 1 dicembre 2009 - Stefano Cocci cinemanews

5x1: Valeria Golino, protagonista senza glamour È la prima donna del nostro cinema. Bellissima e straordinariamente ricca di talento, benché non abbia mai frequentato una scuola, Valeria Golino interpreta il ruolo dell’attrice in maniera completamente moderna, con gusto anglo-sassone e spirito europeo. È una donna cosmopolita, di padre italiano e madre greca, cresciuta tra Atene e Napoli. Quando la sua carriera inizia a spiccare il volo, va a vivere a Los Angeles, dove inizia una proficua carriera. Ottenne numerosi ruoli, e si fa apprezzare – e molto – per il suo talento. Arriva “in finale” con Julia Roberts nei provini per Pretty Woman e, inseguito, rinuncerà al ruolo di protagonista in True Lies di James Cameron perché aveva un altro film in programma in Grecia, I sfagi tou kokora. Quello che stupisce, però, di Valeria Golino, è la capacità di fare notizia suo malgrado, con le storie d'amore importanti, sebbene non abbia mai cercato di venderle in alcun modo. Agli inizi era la compagna del regista Peter Dal Monte; per un lungo periodo di tempo (circa 9 anni compresi tra il 1992 e il 2001) è stata fidanzata con Fabrizio Bentivoglio. I due erano una delle coppie più ammirate d'Italia ma mai sulle copertine delle riviste di gossip o con un'attitudine che potremmo definire glamour. I due vivevano una vita assolutamente riservata. Chiusa la storia con il collega, da qualche anno Valeria è entrata a far parte di quella schiera di personaggi femminili che, sulla scia di Demi Moore, condividono la propria vita con un compagno più giovane. La Golino è anche molto invidiata trattandosi di Riccardo Scamarcio, l'uomo dalle occhiaie perennemente gonfie e livide, uno degli uomini i più desiderati del nostro paese. Per amor di cronaca va ricordato che durante i suoi primi anni a Los Angeles, la Golino convisse per un periodo di tempo con un attore che, con il tempo, è da considerare un altro “bell'acchiappo”: Benicio Del Toro, vincitore di un premio Oscar nel 2001 per Traffic e che inseguito racconterà di essere stato invidioso della nostra Valeria perché la loro segreteria telefonica era sempre piena di proposte di lavoro per lei. Malgrado la riservatezza e la privacy protetta a ogni costo, la Golino fa notizia per il suo ultimo film, L'uomo nero in cui recita proprio al fianco dell'attuale compagno, nel dir poco curioso ruolo di fratello e sorella.

A cinque anni da La vita che vorrei esce il nuovo film di Giuseppe Piccioni, storia d'amore "fuori dal mondo".

Giulia non esce la sera: poetiche del disagio

martedì 24 febbraio 2009 - Marzia Gandolfi cinemanews

Giulia non esce la sera: poetiche del disagio Ci è mancato Giuseppe Piccioni. Ci è mancato il suo cinema sommesso e sempre discreto. Ci sono mancate le sue scenografie credibili, la sua fotografia coerente alla storia e il suo coraggio di mettere in scena uomini e donne che hanno qualche "mancanza", che non posseggono l'efficienza media richiesta oggi dal mondo e dal mercato. Ci sono mancati, ancora, i suoi personaggi fuori dal mondo e col cuore al verde. Dopo cinque anni e una libreria "spettacolare" (e sempre operativa) nel cuore di Roma, Piccioni torna a raccontarci di un uomo e di una donna "condannati" alla vita. Giulia è un'istruttrice di nuoto in libertà vigilata e compromessa col mondo, Guido uno scrittore con una debole vocazione che cerca un coinvolgimento col mondo. Si incontreranno ai bordi di una piscina, lui per imparare a nuotare, lei per non andare a fondo. A Roma, regista e interpreti si raccontano, rivelando un "altrove" a cui aspirare, qualcosa di migliore del mondo e del cinema così com'è.

Antonello Grimaldi traduce con empatia l'opera letteraria di Sandro Veronesi.

Caos calmo: l'elaborazione del lutto

venerdì 1 febbraio 2008 - Tirza Bonifazi Tognazzi cinemanews

Caos calmo: l'elaborazione del lutto Un percorso doloroso, quello dell'elaborazione del lutto, che porta a fare i conti con se stessi e con la vita. Ognuno sceglie come affrontare il dolore della perdita, affossandolo o semplicemente aspettando che si manifesti per poi incamminarsi verso la guarigione. Nonostante si sia parlato di una sola scena del nuovo film di Antonello Grimaldi, Caos calmo è una riflessione intimista sulla morte e sulla vita attraverso lo sguardo "distaccato" di Pietro Paladini (interpretato magistralmente da Nanni Moretti). Nel parco dove si rifugia per aspettare di essere colpito dal dolore - che non riesce a provare - crea una sorta di ordine al caos (calmo) che si porta dentro.

mercoledì 27 maggio 2020 - Annunciate le candidature ai premi di quest’anno che verranno consegnati a fine giugno. 

Nastri d’Argento 2020 - Si dividono il primato Favolacce e Pinocchio

a cura della redazione cinemanews

Nastri d’Argento 2020 - Si dividono il primato Favolacce e Pinocchio Favolacce (guarda la video recensione) con gli applausi e l’Orso d’argento conquistato a Berlino e il Pinocchio (guarda la video recensione) di Matteo Garrone, con un racconto che ancora una volta ha incantato il grande pubblico - testa a testa, con 9 nomination ciascuno - sono i film più candidati ai Nastri d’Argento 2020. A contendersi il Nastro per il miglior film anche Gli anni più belli (guarda la video recensione) di Gabriele Muccino, Hammamet (guarda la video recensione) di Gianni Amelio e La Dea Fortuna (guarda la video recensione) di Ferzan Ozpetek.

Annuncio ufficiale a Roma, rispettando una tradizione, anche se quest’anno in diretta streaming, dal MAXXI - il Museo Nazionale delle Arti del XXI secolo - per le candidature della 74.ma edizione dei Nastri d’Argento con la quale i Giornalisti Cinematografici mai come quest’anno vogliono essere solidali con il cinema senza lavoro: migliaia di operatori del settore, con gli autori e i protagonisti, che ancora non possono tornare al lavoro. Proprio come i film non riescono ancora ad uscire in sala.
Tornando alle candidature: Gli anni più belli (guarda la video recensione), con 8 nomination, è anche tra i film più candidati di quest’anno insieme a La Dea Fortuna (guarda la video recensione), Il Sindaco del Rione Sanità (guarda la video recensione) di Mario Martone e Martin Eden (guarda la video recensione) di Pietro Marcello (questi ultimi, 7 nomination ciascuno). Con cinque candidature li inseguono Hammamet (guarda la video recensione) di Gianni Amelio, Tornare di Cristina Comencini, Tutto il mio folle amore (guarda la video recensione) di Gabriele Salvatores e Il primo Natale (guarda la video recensione) di Ficarra e Picone, in cinquina per la migliore commedia dell’anno con Figli (guarda la video recensione), l’ultimo film scritto da Mattia Torre diretto da Giuseppe Bonito, Lontano lontano di Gianni Di Gregorio, Odio l’estate (guarda la video recensione) di Massimo Venier e Tolo tolo (guarda la video recensione) di Luca Medici.

Sei, quest’anno, gli autori delle opere prime in gara, più difficili da scegliere per la qualità e la varietà di uno scouting tra i più interessanti degli ultimi anni: Stefano Cipani con Mio fratello rincorre i dinosauri (guarda la video recensione), Marco D’Amore con L’Immortale (guarda la video recensione), Roberto De Feo con The Nest, Ginevra Elkann con Magari (guarda la video recensione), Carlo Sironi con Sole (guarda la video recensione) e Igor Tuveri (Igort) con 5 è il numero perfetto

Sono stati già annunciati, li ricordiamo, il Nastro dell’anno per Volevo nascondermi (guarda la video recensione) di Giorgio Diritti, che premia il regista, i produttori (Carlo Degli Esposti e Nicola Serra per Palomar e Paolo Del Brocco per Rai Cinema), lo straordinario protagonista Elio Germano (con un Nastro collettivo per l’intera squadra dei collaboratori tecnici) e il Nastro alla carriera a Toni Servillo. Il Direttivo come sempre, assegnerà intanto anche alcuni riconoscimenti speciali: il Nastro europeo e il Nastro della legalità, il Premio SIAE per la sceneggiatura e il Nuovoimaie destinato dallo scorso anno ai doppiatori professionisti e, infine, i Premi  Biraghi e il  Bonacchi per giovani attrici e attori.

giovedì 14 maggio 2020 - Una profonda ricerca dell'identità sessuale che sublima la sensibilità femminile.

Ritratto della giovane in fiamme, su IBS il dvd del memorabile film di Céline Sciamma

a cura della redazione cinemanews

Ritratto della giovane in fiamme, su IBS il dvd del memorabile film di Céline Sciamma Francia, 1770. Marianne, una pittrice, riceve l'incarico di realizzare il ritratto di nozze di Héloise, una giovane donna appena uscita dal convento. Lei però non vuole sposarsi e quindi rifiuta anche il ritratto. Marianne cerca allora di osservarla per poter comunque adempiere al mandato. Scoprirà molte cose anche su di sé.
 

Céline Sciamma, dopo Tomboy e Diamante nero, continua la sua ricerca sull'identità sessuale.
MYmovies.it
Miglior sceneggiatura al Festival di Cannes 2019, Ritratto della giovane in fiamme (guarda la video recensione) è un film estremamente curato anche dal punto di vista delle immagini. Poche parole e un'attenzione particolare alle suggestioni dei luoghi e dei movimenti.
Il film Ritratto della giovane in fiamme (guarda la video recensione) è ora disponibile in DVD su IBS.

Titolo originale: Portrait de la jeune fille en feu 
Regia: Céline Sciamma
Interpreti: Noémie MerlantAdèle HaenelLuàna BajramiValeria GolinoCécile Morel
Paese: Francia
Anno: 2019
Supporto: DVD
   

sabato 9 maggio 2020 - Carlo Conti conduce una serata sobria, adeguata alle circostanze, grazie alla quale il cinema ribadisce la sua forte presenza. 

David di Donatello 2020 - Il traditore vince i premi principali di questa edizione particolare

a cura della redazione cinemanews

David di Donatello 2020 - Il traditore vince i premi principali di questa edizione particolare Si è conclusa la 65esima edizione dei David di Donatello, definita la più “diversa, particolare, straordinaria” (nessuno osa dire unica….) da tutti i presenti, cioè Carlo Conti più i candidati delle categorie top, in collegamento da casa loro, e la presidentessa e direttrice artistica dell’Accademia Piera Detassis, che entra in scena in finale per annunciare il premio clou al miglior film. Cospicue le assenze: il pubblico, in quest’epoca di emergenza sanitaria (che ha fatto definire la cerimonia “i Covid di Donatello” da Roberto Benigni, in collegamento da remoto per Pinocchio (guarda la video recensione)), i candidati delle categorie considerate “minori”, le immagini di alcuni dei personaggi del cinema scomparsi. 
 

Il risultato? Una diretta più scorrevole degli anni precedenti, con una sobrietà adeguata alle circostanze e una conduzione professionale, e qualche caduta di stile: l’esaltazione verbale delle maestranze e poi la mancanza di visibilità per i candidati nelle categorie “tecniche”, la divisione dei defunti in serie A e B, la richiesta ai familiari dei candidati in collegamento di mostrarsi in video, per aggiungere calore e “fare numero”.
Paola Casella
Vince i premi principali Il traditore (guarda la video recensione): miglior film, miglior regia a Marco Bellocchio, miglior attore protagonista a Pierfrancesco Favino (che suscita l’applauso spontaneo degli altri candidati nella sua categoria), miglior attore non protagonista a Luigi Lo Cascio, sceneggiatura originale a Bellocchio, Ludovica Rampoldi, Valia Santella e Francesco Piccolo, montaggio a Francesca Calvelli.

Fa incetta di premi tecnici invece il Pinocchio (guarda la video recensione) di Matteo Garrone: miglior scenografia (Dimitri Capuani), trucco (Dalia Colli e Mark Coulier) e parrucco (Francesco Pegoretti), costumi (Massimo Cantini Parrini), effetti speciali (Theo Demeris e Rodolfo Migliari).
Jasmine Trinca è la miglior attrice protagonista per  La dea fortuna (guarda la video recensione), Valeria Golino vince come non protagonista per 5 è il numero perfetto, mentre il premio alla miglior sceneggiatura non originale va a Pietro Marcello per Martin Eden (guarda la video recensione) (con siparietti sulla pronuncia di “Eden” fra Marcello, Conti e la “voce fuori campo” Roberto Pedicini), e quelli alla fotografia (Daniele Ciprì), al suono e alla produzione vanno a Il primo re (guarda la video recensione). 

I David più “alternativi” sono a miglior regista esordiente per Bangla (guarda la video recensione) all’”italiano di seconda generazione” Phaim Bhuiyan, così “sconvolto” da rimanere immobile come un cervo davanti alle luci dell’auto; miglior documentario al fieramente indipendente Selfie (guarda la video recensione) di Agostino Ferrente; e miglior musicista alla multietnica Orchestra di Piazza Vittorio per Il flauto magico di Piazza Vittorio. La miglior canzone è "Che vita meravigliosa" (La dea fortuna (guarda la video recensione)) di Diodato, per cui il 2020 è un anno magico dopo la vittoria a Sanremo (ma in molti diranno che ha “scippato” Thom Yorke per Suspiria). 
Gli unici spunti polemici, ancorché velati, vengono da Jasmine Trinca, che porta in video un cartonato di Angelina Jolie perché la figlia Elsa ”nata libera, ha esempi femminili molto più alti del mio e non vuole comparire”, che denuncia la mancanza di “ruoli femminili pieni e tondi” (il che spiega la fragilità delle candidature nella categoria miglior attrice) e il bisogno di celebrare “quelli che il cinema lo fanno” (a cui non è stata data la possibilità nemmeno di ringraziare per il premio vinto).

Di questa edizione ricorderemo anche gli arredamenti delle case dei premiati – il divano gigante di Valeria Golino, il termosifone davanti a cui è seduto Marco Bellocchio, il vero anarchico della situazione che scorda anche di ringraziare la moglie Francesca Calvelli, e lei si “vendica” comparendo nell’inquadratura come Kermit nello spot dello sponsor Tim; e poi muri bianchi strategicamente illuminanti, camini, quadri, lampadari, tappezzerie. In tempo per la festa della mamma Favino ringrazia la sua, Stella, e Valeria Bruni Tedeschi brinda in diretta con la signora Marisa Borini che si fa un selfie insieme alla figlia, entrambe in modalità Beatrice Morandini Valdirana. 

La tecnologia cui siamo tutti confinati fa capolino nei collegamenti stile Zoom, nel tablet con cui Conti introduce la serata, nelle statistiche sulle “fan base” degli attori, nei pop up della Tim. Ma che la tecnologia domestica sia dura da padroneggiare lo testimoniano i rientri in cuffia, i rumori fuori campo e i buchi di audio (“Non ti muovere!” intima Conti all’ipercinetico Lo Cascio). Resta comunque evidente l’emozione di tutti i partecipanti nel ritrovarsi insieme almeno da remoto, come la preoccupazione per le sorti dei lavoratori dello spettacolo, per i quali si chiede l’intervento dello Stato (e il ministro Franceschini, che compare brevemente in smoking “perché se l’è messo anche Benigni”, fa atto di impegnarsi in questo senso).

Il valore simbolico di questa cerimonia virtuale è stato soprattutto nell’esserci e “ribadire che il cinema vive nel presente, con la volontà e la necessità di ripartire”. Perché, come ricorda l’ottuagenario Bellocchio, “nella vita non bisogna perdere tempo”.
   

sabato 9 maggio 2020 - Il film di Marco Bellocchio si aggiudica i premi delle categorie principali. A Pinocchio i riconoscimenti tecnici. 

David di Donatello 2020 - Tutti i premi. È il trionfo de Il traditore

a cura della redazione cinemanews

David di Donatello 2020 - Tutti i premi. È il trionfo de Il traditore La cerimonia più particolare della storia dei David di Donatello (svoltasi senza pubblico e senza ospiti) si è conclusa con il successo de Il traditore (guarda la video recensione) di Marco Bellocchio, film vincitore delle categorie principali, tra cui Miglior film, Miglior regia, Miglior sceneggiatura originale, e quelle che hanno visto trionfare i due attori Pierfrancesco Favino (Miglior attore protagonista) e Luigi Lo Cascio (miglior attore non protagonista). A Pinocchio (guarda la video recensione) di Matteo Garrone sono andati invece tutti i premi tecnici riguardanti il visivo (scenografia, acconciatura, costumi, trucco, effetti visivi). Dalla parte femminile, Valeria Golino si è aggiudicata il premio come Miglior attrice protagonista per la sua interpretazione in 5 è il numero perfetto, mentre Jasmine Trinca si è portata a casa il riconoscimento per il suo ruolo in La Dea Fortuna (guarda la video recensione). 
L’altro super nominato della serata, Martin Eden (guarda la video recensione), ha conquistato invece il David per la miglior sceneggiatura non originale. 

sabato 2 maggio 2020 - Un esordio alla regia che dimostrò la forza del cinema di infrangere i tabù. Disponibile gratuitamente in streaming.

Consigliato on demand: Miele, di Valeria Golino

a cura della redazione cinemanews

Consigliato on demand: Miele, di Valeria Golino Con il nome fittizio di Miele, Irene si occupa di suicidi assistiti all'oscuro dei pochi che frequenta e di una società per cui la sua attività è un reato. Chiamata al capezzale di persone a un passo dalla morte, in cambio di denaro, somministra Lamputal, un farmaco letale a uso veterinario che in dosi massicce assicura l'effetto anche sull’uomo. Un giorno, a chiedere l'intervento di Irene è l'ingegner Grimaldi, un intellettuale sulla settantina al quale consegna il barbiturico dando per scontata la criticità della sua situazione. Quando scoprirà che è in piena salute, si affretterà a tornare sui propri passi.

Liberamente ispirato al romanzo "A nome tuo" di Mauro Covacich, l’esordio alla regia di Valeria Golino sdogana al cinema un tabù in maniera delicata. 
Si affida a Jasmine Trinca per il ruolo principale e con lei porta il film fino a una platea internazionale, ricevendo sempre ottimi consensi per il coraggio e la lucidità dimostrata nel portare sul grande schermo un personaggio con tale forza. La sua esperienza dietro la macchina da presa riprenderà solo cinque anni dopo con Euforia (guarda la video recensione), in cui la regista tornerà a occuparsi, con maggiore leggerezza, della tematica della morte. 

Miele è disponibile gratuitamente in streaming su RaiPlay. 
   

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