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Giuliano Montaldo

Giuliano Montaldo è un attore italiano, regista, scrittore, sceneggiatore, co-sceneggiatore, montatore, assistente alla regia, è nato il 22 febbraio 1930 a Genova (Italia).
Nel 2018 ha ricevuto il premio come miglior attore non protagonista al David di Donatello per il film Tutto quello che vuoi. Dal 2007 al 2018 Giuliano Montaldo ha vinto 3 premi: David di Donatello (2007, 2018), Nastri d'Argento (2017). Giuliano Montaldo ha oggi 92 anni ed è del segno zodiacale Pesci.

Montaldo, il maestro dell'Italian Job

A cura di Fabio Secchi Frau

Nell'aprile 2008 dopo quasi 20 anni di assenza dal grande schermo, ma non dal bel mondo del cinema, Giuliano Montaldo torna alla regia con I demoni di San Pietroburgo, interpretato da Miki Manojlovic, Carolina Crescentini e Roberto Herlitzka. Non solo, tre anni dopo scrive (con Vera Pescarolo e Andrea Purgatori) e dirige L'industriale, con Pierfrancesco Favino e ancora una volta Carolina Crescentini.
Ispiratore di registi come Nanni Moretti e di attori di alto calibro, per alcuni icona e modello di lavoro e di vita, Montaldo era passato in secondo piano nel mondo della celluloide. Un fatto inaudito per un regista che, nonostante la risicatissima filmografia, aveva avuto un'esplosione inarrestabile negli Anni Sessanta e Settanta e si era perfino fatto immortalare da Hollywood, che apprezzava non poco il suo "italian job"!
Affettuosamente e semplicemente chiamato Giuliano dai suoi vecchi amici, a lui va il grande merito di aver firmato anche toccanti documentari biografici e non, rappresentando le difficoltà del presente e scatenando uno spirito di riflessione che fu, allora, sensazione rivoluzionaria. Confusi, romantici, fatalisti, intolleranti, arroganti, egocentrici, narcisi, disarmanti, i suoi personaggi sono un mix esplosivo di rabbia e vulnerabilità, tesi dal desiderio di appartenere a un gruppo o a una società e l'impossibilità di essere normali. Da personaggio di contorno del cinema - aveva esordito come attore e aiutoregista - era riuscito ad aprire al pubblico la strada del cuore e del cervello che non è stata minata minimamente da quell'America che aveva puntato su di lui, comandandolo a bacchetta come un ammaestratore, castigandolo o premiandolo a seconda del comportamento. Progressista, usa un linguaggio scorrevole ed efficace, solo a tratti appesantito da qualche lentezza psicologica.
Nato in Liguria, dopo l'istruzione obbligatoria comincia a lavorare come impiegato in una ditta di spedizioni a Genova, poi ancora giovane entra a far parte come collaboratore della Cooperativa Produttori Cinematografici dal 1951. All'inizio della sua carriera è principalmente un attore, eccolo infatti recitare accanto a Gina Lollobrigida, Andrea Cecchi, Lamberto Maggiorani e Vittorio Duse in Achtung! Banditi! (1951) di Carlo Lizzani, cui seguiranno altre due pellicole sempre dello stesso regista Ai margini della metropoli (1952) con Giulietta Masina e Cronache di poveri amanti (1954) con Marcello Mastroianni, che ritroverà anche ne Il momento più bello (1957) di Luciano Emmer e L'assassino (1961) di Elio Petri (nel quale era anche aiuto regista). Nel 1955, viene diretto da Valerio Zurlini ne Le ragazze di San Frediano, poi ricoprirà anche qualche ruolo nei film di Francesco Maselli e Luciano Emmer. Il lavoro di assistente regista lo inizia invece con Gillo Pontecorvo che lo vuole accanto a sé ne La grande strada azzurra (1957), con Alida Valli. Da Pontecorvo, e in particolare dai set di Kapò (1960) e La battaglia di Algeri (1966), Montaldo imparerà moltissimo.
Sposato con l'assistente regista Vera Pescarolo che lo farà diventare padre e autore della sceneggiatura del peplum Orazi e Curiazi (1961) di Ferdinando Baldi e Terence Young, firma la sua opera prima da regista sempre nel 1961 con Tiro al piccione, dirigendo Sergio Fantoni, Gastone Moschin, Francisco Rabal ed Eleonora Rossi Drago, poi sarà ancora accanto a Petri e insieme a Giulio Questi con il documentario Nudi per vivere(1964), firmato sotto lo pseudonimo di Elio Montesti.
Dopo il film Una bella grinta (1965), la Paramount lo nota e lo mette sotto contratto per il giallo Ad ogni costo (1967) con Klaus Kinski, Edward G. Robinson e Janet Leigh e Gli intoccabili (1969) con John Cassavetes, ma a Montaldo non piace l'America e torna in Italia. Molto spesso, si affida alle musiche di Ennio Morricone e alle luci di Vittorio Storaro per i suoi film, fra i quali spicca senza ombra di dubbio la pellicola Sacco e Vanzetti (1971) con Gian Maria Volonté, Rosanna Fratello, Sergio Fantoni e Marisa Fabbri. La storia del calzolaio Sacco e del pescivendolo Vanzetti che, immigrati italiani negli USA, furono incriminati per rapina e omicidio e giustiziati, anche se innocenti lo riportò largamente nei favori della critica italiana, apprezzando mancanza di enfasi e l'efficacia del racconto che si avvaleva per le musiche, oltre che di Morricone, anche di Joan Baez.
Vennero poi i film Giordano Bruno (1973), L'Agnese va a morire (1976), i film tv Circuito chiuso (1978), la miniserie Marco Polo (1983) e la pellicola drammatica Il giorno prima (1986), entrambi con Burt Lancaster. Autore della sceneggiatura della fiction Un'isola (1986) di Carlo Lizzani, si mette poi ancora a lavoro, dirigendo Philippe Noiret, Rupert Everett e Stefania Sandrelli ne Gli occhiali d'oro (1987), nonché Nicolas Cage ne Tempo di uccidere (1989). Poi più niente...
Montaldo abbandona i film a soggetto per dedicarsi alla regia di documentari o all'allestimento di opere liriche come "Il trovatore" (1990) e "La bohème" (1992), spingendosi a ritornare attore, ma solo per piccolissimi ruoli, come quello del procuratore capo ne Il lungo silenzio (1993) di Margarethe von Trotta con Alida Valli o quello di Franco Caspio ne Il caimano (2006) di Nanni Moretti.
Onorato come Cavaliere di Gran Croce dall'ex Presidente della Repubblica Ciampi, nel 2007 riceve il David di Donatello alla carriera a conferma del suo spessore artistico e di quei messaggi morali che superano quelli che sono i limiti di un film a basso costo, ma che sanno comunque contribuire nella creazione di un'emozione all'interno dello spettatore. Nel 2018 inoltre ha vinto il David di Donatello come miglior attore non protagonista per la sua interpretazione in Tutto quello che vuoi (2017) di Francesco Bruni.

Ultimi film

Commedia, (Italia - 2017), 106 min.
Drammatico, (Italia - 2011), 94 min.

Focus

INCONTRI
lunedì 21 aprile 2008
Marzia Gandolfi

Un eroe scrittore Ancora una volta il rinnovamento dei contenuti trova particolare forza e lucidità nella produzione di Giuliano Montaldo, regista genovese della generazione del 1930, che ha perciò conosciuto le ultime stagioni del fascismo, la guerra, l'occupazione e la Resistenza, il dopoguerra, il neorealismo e le stagioni postbelliche dell'impegno. Dopo aver girato Sacco e Vanzetti, robusta ricostruzione del delitto di stato che scosse e commosse il mondo negli anni '20 (ad oggi è il miglior film di Montaldo) e Giordano Bruno, che mette in scena gli ultimi nove anni di vita (1591-1600) e di "eroici furori" del filosofo campano bruciato dalla Chiesa, Montaldo porta sullo schermo una rievocazione sommaria ma sincera della letteratura e della vita di Fjodor Mikhajlovic Dostojevskij, testimonianza laica e omaggio alla libertà del pensiero

News

Oggi è il giorno degli italiani Corsicato e Placido e di Larry Clark.
Da Giuliano Montaldo, un film crudo e suggestivo sulla crisi economica italiana.
Al Festival di Roma presentati Breaking Dawn e due altri grandi film.
Giuliano Montaldo, Pierfrancesco Favino e Carolina Crescentini alla conferenza stampa.
Montaldo torna alla regia dopo 12 anni per omaggiare Dostojevskij e la libertà del suo pensiero.
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