I demoni di San Pietroburgo

Film 2007 | Drammatico 118 min.

Regia di Giuliano Montaldo. Un film con Miki Manojlovic, Carolina Crescentini, Roberto Herlitzka, Anita Caprioli, Filippo Timi. Cast completo Genere Drammatico - Italia, 2007, durata 118 minuti. Uscita cinema giovedì 24 aprile 2008 distribuito da 01 Distribution. - MYmonetro 2,67 su 56 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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San Pietroburgo, 1860. Dopo un attentato che provoca la morte di un membro della famiglia imperiale, Dostojevskij incontra un giovane ricoverato in un ospedale psichiatrico che gli rivela di essere un terrorista e che si sta preparando un altro attentato. Il film ha ottenuto 6 candidature e vinto un premio ai Nastri d'Argento, 5 candidature e vinto 2 David di Donatello. In Italia al Box Office I demoni di San Pietroburgo ha incassato 904 mila euro .

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Consigliato nì!
2,67/5
MYMOVIES 2,50
CRITICA 2,37
PUBBLICO 2,87
CONSIGLIATO NÌ
Tra biografia e bibliografia, Montaldo si serve della letteratura di Dostojevskij per affrontare un discorso politico.
Recensione di Marianna Cappi
martedì 22 aprile 2008
Recensione di Marianna Cappi
martedì 22 aprile 2008

In un giorno di nebbia del 1860, Fjodor Mikhajlovic Dostojevskij varca la soglia dell'ospedale psichiatrico di San Pietroburgo per incontrare un presunto folle, Gusiev, che lo ha contattato per lettera. Al suo amato scrittore, il giovane confessa, pentito, di aver fatto parte del gruppo terroristico che ha da poco assassinato il principe e che sta preparando l'omicidio del granduca. Il progetto prevede l'annientamento dell'intera famiglia imperiale e il solo modo per sventarlo è fermare il capo dei rivoltosi, una donna di nome Aleksandra. Sconvolto da questa notizia, pressato dall'aguzzino a cui deve consegnare un romanzo entro cinque giorni, Dostojevskij ingaggia una lotta con i suoi demoni: la colpa, il dubbio, il passato, la malattia.
Giuliano Montaldo torna al cinema, perseguitato a sua volta dal demone di un progetto che, presente da lungo tempo nella sua mente, scalpitava per venire alla luce. Ideato da Andrei Konchalovsky, I demoni di San Pietroburgo è insieme la storia di un uomo, la lettura di un artista e l'affresco di una Storia, che non smette di ripetersi.
Mescolando biografia e bibliografia, Montaldo si serve della più grande voce della letteratura russa per affrontare un discorso politico che, in ultima istanza, raccomanda di cercare l'Uomo e di fuggire dall'adesione cieca agli ideali astratti, scorciatoia fatale verso il delirio d'onnipotenza e la violenza. Come Dostojevskij, anche Montaldo non si è mai sottratto all'impegno sociale e ha fatto della propria arte un veicolo di passione e di riflessione scoperta, e ora può permettersi, dall'alto dell'età e dell'esperienza, di interrogarci tutti, con un'opera che ha la pretesa del classico e una forma che si mette interamente al servizio di questa pretesa.
In linea con le scelte letterarie ed eleganti della Jean Vigo Italia, ma anche con una forte tendenza all'illustrazione, il film afferma, nel dialogo e nel senso, che la vita è infinitamente più ricca di un romanzo, ma - miracolo - l'arte del racconto serve proprio a rendere più verosimili i fatti della vita. È impossibile non leggere in queste righe un'intenzione d'autore, ma altrettanto impossibile è non decretare, varie volte nel corso del film, il fallimento di quest'intenzione.
L'impianto marcatamente teatrale, che posiziona gli attori al centimetro, spoglia I demoni di San Pietroburgo della verosimiglianza che evoca e di cui necessiterebbe, dando luogo, talvolta, a sequenze dalla dinamica astrusa (il salvataggio del compagno prigioniero in Siberia) o eccessivamente verbosa.
Suggestivo nella fotografia e nell'ambientazione, ridondante nella metafora (l'aquila della libertà), a tratti appassionante e a tratti solo appassionato, il film di Giuliano Montaldo è un percorso leggermente faticoso, come quello delle tante scale che mette in scena. La salita vale la pena perché, in cima, ci sono Miki Manojlovic (Dostojevskij) e Roberto Herlitzka (Pavlovic), che danno, col solo volto, tutte le sfumature che mancano al testo.

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I DEMONI DI SAN PIETROBURGO
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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
mercoledì 18 aprile 2012
Jayan

Giuliano Montaldo riesce, con atmosfere particolari nella nebbia e suggestioni della fotografia e dell'interpretazione dei bravissimi attori, a rendere in un film lo spirito più profondo del grande scrittore, le sue pulsioni, i tentativi di cambiare il mondo, l'avversione per la violenza e il suo cercare di fermare i rivoluzionari che volevano uccidere tutta la famiglia dello zar.

mercoledì 10 novembre 2010
Claudia88smile

Questa è la dimostrazione che anche i registi italiani, nella loro semplicità, sanno raccontare una grande storia in una grande epoca. Prima di vederlo, giudicavo Carolina Crescentini un pò troppo frivola per il ruolo datole,invece mi ha piacevolmente stupito. Miki Manojlovic è veramente credibile e bravo. Nulla da dire su Filippo Timi ,il quale potrebbe recitare anche [...] Vai alla recensione »

Frasi
La verità è così inverosimile, sono le invenzioni che la rendono credibile.
Fyodor Dostoevsky (Predrag 'Miki' Manojlovic)
dal film I demoni di San Pietroburgo
STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Federica Lamberti Zanardi
Il Venerdì di Repubblica

Giuliano Montaldo ha girato un film sulla vita del grande scrittore russo, Mescolata con i sentimenti dei protagonisti dei suoi capolavori. La politica? «Non dà più emozioni». La vita di Fëdor Dostoevskij, le sue sofferenze, i suoi dieci annidi lavori forzati in Siberia, la grazia che arriva un attimo prima che ìl plotone di esecuzione lo uccida, i debiti di gioco, sono forse il romanzo più incredibile [...] Vai alla recensione »

Gian Luigi Rondi
Il Tempo

Giuliano Montaldo, uno dei nostri autori di più sicuro prestigio, torna al cinema dopo essersi dedicato per quasi vent'anni a felici imprese televisive ("Marco Polo") e a preziose messinscene sui palcoscenici della lirica ("Turandot" a Verona), ("II Trovatore" a Firenze). Adesso, fedele ai civili impegni dei suoi film maggiori ("Sacco e Vanzetti", "Giordano Bruno"), affronta, ispirandosi a un'idea [...] Vai alla recensione »

Roberto Escobar
Il Sole-24 Ore

Non sono dèmoni, ma demòni, quelli che Fëdor Michajlovic Dostoevskij racconta in Besy (I demoni), pubblicato fra il 1871 e il 1872. È demoniaca in senso stretto la loro certezza d'aver diritto d'uccidere. In fondo, sono i primi fra i molti che nel Novecento professeranno, e praticheranno, il diritto di sopprimere individui e masse in nome di una visione del mondo totale, certi della propria innocenza [...] Vai alla recensione »

Lietta Tornabuoni
La Stampa

Nel 1860, a San Pietroburgo, cinque giorni d'affanno, spavento e insicurezza nella vita del grande scrittore russo Fjodor Dostojevskij, raccontati (da un'idea di Andrei Konchalovsky) da Paolo Serbandini e diretti da Giuliano Montaldo per far conoscere meglio il personaggio, riflettere sul ruolo degli intellettuali nella collettività, sul terrorismo e la violenza politici, sul male e la libertà, su [...] Vai alla recensione »

Valerio Caprara
Il Mattino

È un piacere ritrovare la firma di Giuliano Montaldo, regista a vocazione popolare e Gran Signore del cinema italiano. Tratto da un'idea dell'amico e collega Konchalovsky travasata nella sceneggiatura di Paolo Serbandini, «I demoni di San Pietroburgo» si serve dell'immortale figura di Fedor Dostoevskij per mettere un scena un affresco storico ad alta intensità metaforica.

Alberto Crespi
L'Unità

Fjodor Michajiovic, io sono convinto che prima o poi la rivoluzione vincerà. Ma sono pagato perché questo accada il più tardi possibile». Sono profetiche, le parole che l'inquisitore Pavlovic rivolge allo scrittore Dostoevskij; ha letto attentamente Proudhon, Marx e Bakunin e sa che c'è del buono nelle loro parole, ma un burocrate di Stato deve fare prima di tutto il suo dovere.

Paolo D'Agostini
La Repubblica

Si capisce subito quanta importanza Montaldo abbia attribuito al film. L'autore di opere che negli anni 70 hanno fatto epoca, come Sacco e Vanzetti, vi ha riversato tanto della sua esperienza del proprio tempo. Si capisce subito un'altra cosa. Se l'appassionante scommessa è quella di organizzare in un unico tessuto narrativo opera e biografia di F. M.

Alessandra De Luca
Ciak

Dopo l'attentato a un membro della famiglia imperiale nella San Pietroburgo del 1860, Fëodor Dostoevskij apprende dì un piano per eliminare un altro parente dello Zar. Deciso a fermare il nuovo atto terroristico lo scrittore, pressato da attacchi di epilessia, editori e creditori, lavora giorno e notte con una giovane stenografa alla stesura de Il giocatore.

Alessio Guzzano
City

Giuliano Montaldo, classe 1930, ex attore, già braccio destro (alla macchina da presa) di Pontecorvo, regista di "Sacco e Vanzetti" e "Giordano Bruno", realizzò un "Marco Polo" (1980) che è tuttora al top delle biografie tv. Dopo quasi 20 anni di esilio nell'opera lirica, attinge a vita e opera di Dostoevskij, miscelandole in ambienti da kolossal, ma preferendo spendere in parole, recitazioni e morale. [...] Vai alla recensione »

Boris Sollazzo
DNews

Nella scuola della politica rivoluzionaria esistono i cattivi maestri e i cattivi alunni? E di chi è la colpa di violenza, bombe, rappresaglie? È nata prima la gallina della teoria della rivolta o l'uovo della prassi della lotta armata? Giuliano Montaldo se lo chiede, raffinato conoscitore di terrorismi, (anti)governativi o ecclesiastici (da Sacco e Vanzetti a Giordano Bruno), attraverso uno dei più [...] Vai alla recensione »

Andrea Giorgi
Film TV

Ruggisce ancora il vecchio leone Montaldo (classe, autentica, 1930), tornato al cinema tanto, troppo tempo dopo l'irrisolto Tempo di uccidere. Per farlo ha scelto di recuperare un progetto su Dostoevskij, vita e opere, da un'idea di Andrej Konchalovskij poi messa su carta da Paolo Serbandini e rimasta nel cassetto tanti, troppi anni. Non una biografia sul personaggio ma quasi un omaggio, con sfarzo [...] Vai alla recensione »

Walter Vescovi
Il Secolo d’Italia

A diciotto armi dal suo ultimo film come regista, Il tempo di uccidere, basato sull'omonimo romanzo di Ennio Flaiano, Giuliano Montaldo torna a illustrare la propria visione del mondo costruendo un racconto per immagini che non ha paura nè dell'ampiezza dello schermo né dell'impegno produttivo e autoriale che comporta un grande film in costume. Con I demoni di San Pietroburgo, in uscita domani, Montaldo [...] Vai alla recensione »

Fabio Ferzetti
Il Messaggero

La vita di Dostoevskij raccontata come uno dei suoi romanzi. Tormenti interiori e problemi materiali, con i creditori che si portano via i vasi mentre il grande scrittore detta alla stenografa per rispettare i tempi micidiali imposti dal'editore. La ferita inguaribile degli anni passati in Siberia, e la nuova consapevolezza acquisita proprio grazie a quella prigionia.

Paul Bompard
Times Higher Education

Nella gelida San Pietroburgo del 1860, Dostoevskij viene informato di un complotto rivoluzionario per assassinare tutta la famiglia dello zar. Tra tormenti esistenziali, allucinazioni, atroci dubbi, angosce e qualche attacco epilettico, lo scrittore si aggira tra case aristocratiche, uffici della polizia segreta, gruppi di studenti rivoluzionari e terrificanti bassifondi, nel tentativo di evitare l'assassin [...] Vai alla recensione »

Roberto Silvestri
Il Manifesto

I demoni di San Pietroburgo. 1860: 6 giorni, a luce piena o a striature dark-espressioniste, nella vita, nelle opere e negli incubi di Fjodor Dostoievskij (Miki Manojlovic, dissociato ma concentrato, come le prospettive nervose di Rastrelli, Rossi e Quarenghi, urbanisti di un’utopia antiasiatica). Detterà e consegnerà tutt’intero il nuovo romanzo all’editore-strozzino, terrorizzato dalla rovina finanziaria. [...] Vai alla recensione »

Roberta Ronconi
Liberazione

San Pietroburgo, 1860. In una giornata di fredda nebbia Fjodor Michailovic Dostoevskij sta attraversando il lungo porticato dell'ospedale psichiatrico cittadino. Qualcuno lo ha mandato a chiamare, uno strano pazzo di nome Gusev che sta per rivelargli un segreto, o forse la sua ennesima follia: tra pochi giorni l'intera famiglia imperiale verrà sterminata con una bomba dai terroristi.

Maurizio Cabona
Il Giornale

Rappresentare Dostoevskij in un dramma dostoevskiano, opponendo l'ex deportato in Siberia, tornato al Baltico e all'ordine, all'anarchismo bombarolo del 1860. Vasto programma quello dei Demoni di San Pietroburgo, dove Giuliano Montaldo s'ispira a un'idea di Konchalovskij. In gioventù comunista, poi solidale con Sacco e Vanzetti nel suo film, ora Montaldo ha a sua volta un ritorno all'ordine: s'immedesima [...] Vai alla recensione »

winner
miglior fotografia
Nastri d'Argento
2008
winner
miglior scenogr.
David di Donatello
2009
winner
migliori costumi
David di Donatello
2009
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