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domenica 4 dicembre 2016

Anita Caprioli

Ani[S]ta[R]

43 anni, 11 Dicembre 1973 (Sagittario), Vercelli (Italia)
occhiello
Michela: Sei venuto qui perché avevi bisogno di noi
Stefano: Sì… ma non di tutti insieme…

dal film Non pensarci (2007) Anita Caprioli è Michela Nardini
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Anita Caprioli
David di Donatello 2012
Nomination miglior attrice non protagonista per il film Corpo Celeste di Alice Rohrwacher

Nastri d'Argento 2008
Nomination miglior attrice non protagonista per il film Non pensarci di Gianni Zanasi



Ospite del Festival, l'attrice parla di crisi, politica e amore.

Giffoni, Anita Caprioli tra cinema e attualità

venerdì 20 luglio 2012 - Fiorella Taddeo cinemanews

Giffoni, Anita Caprioli tra cinema e attualità L'amore, la politica, la globalizzazione. E, ovviamente, il cinema. È stato un incontro intenso quello che ha visto protagonisti ieri a Giffoni Anita Caprioli e gli attenti piccoli giurati del festival. "È importante che esistano manifestazioni come questa - ha dichiarato l'attrice originaria di Vercelli - Il pubblico di oggi è quello che negli ultimi 15 anni si è nutrito di una tv mediocre. I giovani devono, invece, potersi alimentarsi di bellezza e di arte. Sono gli spettatori del futuro".

La carriera, i film, i personaggi interpretati dalla Caprioli hanno da subito suscitato l'interesse dei ragazzi: dal debutto sul grande schermo con Tutti giù per terra di Davide Ferrario, a uno dei successi dell'ultima stagione, Immaturi – Il viaggio di Paolo Genovese, passando per Corpo Celeste (premio Ciak d'Oro come migliore attrice 2012).

"Ho avuto la fortuna di costruire ottimi rapporti con i registi con cui ho lavorato - ha spiegato alla platea - Mi hanno sempre dato qualcosa di importante. Gabriele Salvatores, per esempio, è stato il primo a offrirmi la possibilità di interpretare un personaggio complesso. Io arrivavo dal teatro e lui mi ha fatto conoscere il cinema. Anche Carlo Verdone, il Signore della commedia, mi ha conquistata con la sua generosità umana e professionale".

Dalla Settima arte all'attualità, il passo è stato breve. "La crisi economica influisce molto sul teatro e sul cinema - ha risposto a chi le chiedeva della condizione della cultura nel nostro Paese - L'Italia è succube di questo momento difficile e tutti i progetti culturali si sono fermati. Ci sono molti film che non vengono fatti perché mancano i fondi. Però la crisi potrebbe essere anche l'occasione per una sorta di riorganizzazione del sistema. Speriamo che piccole realtà possano riuscire a trovare risorse alternative, portando avanti idee nuove".

Molta la curiosità per il personaggio di Eva della serie tv Tutti pazzi per amore. "Non ho avuto problemi a recitare in questo ruolo - ha spiegato l'attrice - L'amore non ha una sessualità, non ha preclusioni. Per interpretare Eva, mi sono concentrata sul sentimento che anima il suo rapporto con la sua compagna. Purtroppo – ha continuato - viviamo in un Paese che non ha attenzione per l'uomo in quanto essere umano. So che le nuove generazioni non hanno difficoltà ad accettare un sentimento verso una persona dello stesso sesso, ho avuto sempre riscontri positivi da parte dei giovani. Il problema è più culturale: in altri paesi non sono certo questi i nodi da sciogliere".

   

Presentato a Roma Immaturi, ultimo film di Paolo Genovese.

Una commedia corale su un incubo ricorrente

mercoledì 12 gennaio 2011 - Marianna Cappi cinemanews

Una commedia corale su un incubo ricorrente Medusa cavalca l’onda degli incassi da sogno della stagione con un titolo che scherza su un incubo rincorrente assai comune. Immaturi, in uscita il 21 gennaio in ben 500 copie, prende infatti le mosse dell’ipotesi che un gruppo di liceali possa essere costretto a ripetere l’esame di maturità a distanza di vent’anni, con famiglie e carriere già avviate o avariate. Il cast, nutritissimo, associa nomi della comicità televisiva, come Luca Bizzarri e Paolo Kessisoglu, con nomi della commedia sentimentale (Raoul Bova) ma non solo (ci sono anche Barbora Bobulova e Anita Caprioli, che vengono da un altro cinema, e uno spettacolare Ricky Memphis). Al banco di prova, in un certo senso, anche il regista Paolo Genovese, che ha scritto e diretto senza la consueta spalla di Luca Miniero.

Come nasce l’idea del film?
Genovese: Quello di dover ripetere l’esame che segna la soglia tra adolescenza e libertà è un incubo ricorrente che io stesso ho vissuto con terrore alla fine del liceo: avevo paura di trovarmi a vedere i miei amici diventare grandi mentre io restavo indietro, tra i banchi di scuola. Ho chiesto ad un legale: non è probabile che avvenga ma è verosimile. Se ci fosse nella commissione un professore non realmente laureato, si potrebbe richiedere l’invalidazione.

Che ricordo avete del vostro esame di maturità ? Come avete reagito alla richiesta del copione di rifarlo?
Kessisoglu: Io ho fatto una scuola privata di lingue, tedesca, dove le mie orecchie da somaro pesavano ancora di più, perché era una scuola severa, dove tutti andavano bene. Mi ricordo che mi sono detto per mesi “domani comincio a studiare” ed è finita che ho fatto la classica nottata ed è stata un’esperienza tragica. Forse è per questo che non me lo sono mai risognato.
Bizzarri: Io, come Bova, invece me lo sogno ancora. È una delle tante cose che ho in comune con Raoul, oltre all’aspetto fisico.
Angiolini: Io quando sono nervosa spesso scoppio in crisi di riso incontrollate. L’ho fatto davvero e l’ho fatto nel film.
Memphis: Io non mi sono diplomato, non ho fatto l’esame di maturità, per cui non ho ricordi.
Bova: Io mi sogno la quinta elementare, la terza media e la maturità. Tutto. I miei professori mi scusavano perché nuotavo, però la commissione esterna mi terrorizzava. In realtà il mio anno ci fu la commissione interna per cui andò bene ma mi è rimasta la paura.
Bobulova: Io facevo Giulietta al teatro nazionale della Slovacchia quell’estate, per cui con lo stesso monologo me la sono cavata anche all’esame.
Caprioli: Prima di girare la scena dell’esame ero in macchina con Ambra e ripetevamo le battute. Il vero incubo è quando la preparazione c’è ma la tensione e l’ansia da prestazione ti fanno dimenticare tutto.
Ranieri: Io non faccio l’esame nel film e non ho nemmeno ricordi del mio vero esame, perché da brava ansiosa l’ho completamente rimosso e se me lo riproponessero davvero mi verrebbe un infarto.
Mattioli: Io a 32 anni ho preso l’abilitazione magistrale, ormai con i figli, i mutui, i peli. Poi mi arrivò davvero una raccomandata che mi invalidava la terza classe.

Quando si diventa maturi?
Angiolini: C’è tempo, c’è tempo. Ho corso tutta la vita e adesso ho deciso di rallentare.
Memphis: Non è che uno ad un certo punto diventa maturo: nel corso della vita si fanno alcune scelte mature e altre no. Quando sono diventato padre sono dovuto maturare per forza, è banale ma è vero.
Bova: Bisogna mantenere una piccola dose d’immaturità, per infrangere qualche regola e mantenere il tutto un po’ meno monotono.
Bobulova: Non lo so, perché tutte le volte che penso di aver fatto o detto una cosa matura c’è sempre qualcuno che mi viene a dire “mamma mia come sei immatura”.
Caprioli: Io penso come Ricky che ci sono delle tappe e in ogni tappa si matura un po’.
Luisa Ranieri: Io sono cresciuta in fretta, perché ho perso il papà da piccola.
Maurizio Mattioli: Quando ti arriva una telefonata pesante alle sette di sera che ti annuncia una disgrazia in famiglia, la tua vita cambia. A me è successo.
Bizzarri: Io non posso rispondere, perché non sono ancora diventato maturo.
Kessisoglu: Per me l’incontro con mia moglie e la paternità hanno significato dover provare a spiccare il volo e poi volare più alto, ma senza perdere la leggerezza, che non vuol dire immaturità ma capacità di saper giocare.

Il film non punta sulla risata facile né sulla facile commozione. L’intento era quello di sperimentare un tono diverso dal solito?
Genovese: Non mi pare un film “diverso”, ma è sicuramente una storia molto sentita, perché anche se non c’è nulla di autobiografico poi, in fondo, in realtà c’è molto. Non volevo raccontare una generazione bensì sei personaggi che appartengono ad una generazione ma non pretendono di rappresentarla.

Gli ingredienti del film pescano dall’osservazione della realtà ma anche da una serie di altre commedie recenti. Come si è svolto il processo di scrittura?
Genovese: Nelle commedie corali scrivo la storia per linee, costruendo prima ogni singola vicenda dall’inizio alla fine. Solo dopo cerco di intrecciarle tra loro con equilibrio.

La verosimiglianza del film è una scelta o un risultato?
Genovese: Una scelta. La grandezza della commedia è proprio quella di riuscire a raccontare la realtà da un preciso punto di vista, da un’esagerazione, ma pur sempre la realtà. Per il personaggio di Ambra, la sessodipendente ossessivo-compulsiva, per esempio, mi sono consultato con una sessuologa. Non volevo rischiare di dire cose non reali.

La scena in discoteca segnala il gap tra le due generazioni a confronto: quasi ventenni e quasi quarantenni. Cos’è cambiato rispetto a vent’anni fa?
Genovese: Quando avevo 20 anni io era molto più difficile sentirsi grandi prima del tempo, oggi la società ci permette di farlo, con i social network e tutto quanto.

Ricky Memphis in versione bamboccione è esilarante. Com’è nato il suo personaggio?
Genovese: Mi piaceva l’idea di un Memphis quasi intellettuale, secchione, completamente diverso da com’è nella vita reale.
Memphis: Mi sono trovato bene nel personaggio di Lorenzo, perché anche se non sembra, anche se me ne sono andato presto da casa, sono molto simile a lui caratterialmente: sono un secchione nella vita, non a scuola, perché ci sono andato poco.

Dal film emerge il ritratto di una generazione incompiuta. È così?
Genovese: Quella tra i 35 e i 45 anni è una generazione orfana di ideali. I nostri genitori venivano posti dalla Storia davanti a delle scelte forti, ma che consentivano loro di identificarsi con un’ideologia dominante. Per noi non è stato così.
Bizzarri: Paolo Nori dice che i nostri nonni volevano costruire il mondo, i nostri padri cambiarlo e noi basta che non rompiamo troppo i c… Per i ventenni di oggi la prospettiva è più dura, più seria, ma la nostra generazione è proprio quella lì, di quelli che basta che non rompano troppo i c…

Il film accresce il numero delle tante fortunate commedie corali di questi ultimi anni. Come si spiega?
Genovese: Rispetto a pochi anni fa, nel cinema italiano si è innestato un circolo virtuoso, ed è perché i prodotti offerti sono molto buoni, se non lo fossero il pubblico li abbandonerebbe. La coralità però non è l’unica opzione, il film di Checco Zalone, per esempio, è un one man show.
Letta: Da qualche anno è caduto il pregiudizio sui film italiani, ci sono stati film “d’autore” che hanno ottenuto ottimi risultati sul mercato, la novità positiva è il rapporto recuperato tra pubblico e autori e produttori del cinema italiano.

Rimarranno sempre e comunque 9 e mezzo i mesi della loro distribuzione?
Letta: Medusa negli ultimi tre anni ha puntato molto sulla commedia “di qualità” e i risultati sono soddisfacenti, ma non è la nostra unica offerta. Sulla durata della stagione cinematografica continuiamo a lavorare, per scardinare l’abitudine del cinema italiano a non frequentare le sale d’estate, ma è un lavoro lungo nel quale bisogna credere, bisogna investire e bisogna essere uniti.

Quali impegni all’orizzonte?
Kessisoglu e Bizzarri: Per noi Sanremo, "Le Iene" e "Camera Cafè"
Angiolini: “I pugni in tasca” di Bellocchio in teatro.
Memphis: Ho in uscita una serie tv sui narcotici, il film di Abatantuono per Mediaset (Area Paradiso) e Come un delfino, la miniserie di Stefano Reali.
Bova: Come un delfino e Nessuno mi può giudicare di Massimiliano Bruno con Paola Cortellesi.
Bobulova: Come un delfino e Scialla! di Francesco Bruni, presto al cinema.
Caprioli: Il film di Alice Rohrwacher Corpo celeste.
Ranieri: Mozzarella story, film d’esordio di Edoardo De Angelis.
Mattioli: Come un delfino e il musical "Rugantino".

Dal film Non pensarci, all'omonima serie tv in onda ogni lunedì su Fox.

Anita Caprioli, un'attrice a tutto tondo

lunedì 1 giugno 2009 - Alessandra Giannelli cinemanews

Anita Caprioli, un'attrice a tutto tondo Dopo una considerevole formazione teatrale, Anita Caprioli diviene la protagonista di molti film italiani per registi come Salvatores, Ferrario, Odorisio e Verdone; spicca, la sua interpretazione, in pellicole, per citarne alcune, come Santa Maradona, Denti, Ma che colpa abbiamo noi, Manuale d'amore fino agli ultimi successi di Non pensarci di Gianni Zanasi e Si può fare di Giulio Manfredonia. In queste settimane, il film culto, così è stato definito dalla critica, diretto da Zanasi è diventato una serie tv per Fox, in onda tutti i lunedì alle 23 (per dodici puntate) e, tra gli interpreti, in quel di casa Nardini, produttori di ciliegie sciroppate, c'è questa brava attrice che interpreta il ruolo di Michela, sorella di Stefano (Valerio Mastandrea), musicista agli eterni albori e Alberto (Giuseppe Battiston), marito e padre depresso. Un'attrice vera per la sua formazione e il suo già considerevole bagaglio di esperienza, pronta però a ricominciare ogni volta per migliorarsi e crescere professionalmente.

La prima neve

* * * - -
(mymonetro: 3,34)
Un film di Andrea Segre. Con Jean-Christophe Folly, Matteo Marchel, Anita Caprioli, Peter Mitterrutzner, Giuseppe Battiston.
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Genere Drammatico, - Italia 2013. Uscita 17/10/2013.

Interno giorno

* * 1/2 - -
(mymonetro: 2,50)
Un film di Tommaso Rossellini. Con Fanny Ardant, Anita Caprioli, Regina Orioli, Brenno Placido, Kiera Chaplin.
continua»

Genere Drammatico, - Italia 2011. Uscita 26/04/2012.

Immaturi - Il viaggio

* * 1/2 - -
(mymonetro: 2,71)
Un film di Paolo Genovese. Con Ambra Angiolini, Luca Bizzarri, Barbora Bobulova, Raoul Bova, Anita Caprioli.
continua»

Genere Commedia, - Italia 2012. Uscita 04/01/2012.

Corpo Celeste

* * * - -
(mymonetro: 3,45)
Un film di Alice Rohrwacher. Con Yle Vianello, Salvatore Cantalupo, Pasqualina Scuncia, Anita Caprioli, Renato Carpentieri.
continua»

Genere Drammatico, - Italia 2011. Uscita 27/05/2011.

Immaturi

* * 1/2 - -
(mymonetro: 2,95)
Un film di Paolo Genovese. Con Ambra Angiolini, Luca Bizzarri, Barbora Bobulova, Raoul Bova, Anita Caprioli.
continua»

Genere Commedia, - Italia 2011. Uscita 21/01/2011.
Filmografia di Anita Caprioli »
La prima neve (2013) Interno giorno (2011)
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