Anno | 2006 |
Genere | Drammatico, |
Produzione | Italia |
Durata | 100 minuti |
Regia di | Eugenio Cappuccio |
Attori | Fabio Volo, Ninetto Davoli, Giuseppe Battiston, Tresy Taddei, Agostina Belli Paola Rota, Manuela Spartà, Anita Caprioli, Pino Calabrese, Paola Lavini. |
Uscita | venerdì 2 marzo 2007 |
Distribuzione | 01 Distribution |
MYmonetro | 3,01 su 21 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento lunedì 14 settembre 2015
Lorenzo è un avvocato rampante. Quando un malore gli appanna improvvisamente la vista, inizia per lui un lungo viaggio nel dubbio, nella malattia, alla riscoperta della vita. Il film è stato premiato a Roma Film Festival, In Italia al Box Office Uno su due ha incassato 1,2 milioni di euro .
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Lorenzo è un avvocato rampante, che ha lottato e ottenuto il suo status con determinazione. Ha una bella casa, una fidanzata, Silvia, forse precaria forse no, e tutta l'invidia dei suoi amici che "lo stimano moltissimo". Ora è il momento di fare il salto di qualità, e un grosso business in Russia insieme al socio e fratello Paolo (Giuseppe Battiston). Improvvisamente un malore, gli appanna la vista. È solo l'inizio di un lungo viaggio nel dubbio, nella malattia, alla riscoperta della vita.
In Uno su due, a comporre questa analisi profonda, nella leggerezza delle parole, si presentano diversi elementi che sono il pro e contro di un film, che comunque, e lo diciamo da subito, felice proseguimento del percorso di Cappuccio iniziato in Volevo solo dormirle addosso.
I temi del rampantismo, delle emozioni trattenute, inattive per lasciare spazio alla razionalità, della malattia e della comprensione reale di ogni momento dell'esistenza, dell'umanità di chi è semplice. Il regista, infatti, utilizza i singoli attori per manifestare i sentimenti in relazione con l'ambiente esterno (che può essere la malattia, la natura, il viaggio, il business), mettendo in luce le capacità espressive ed interpretative di Fabio Volo, che esce dal suo solito personaggio (almeno per tre quarti del film) e rimane in equilibrio fra dramma e ironia senza mai esagerare. Lo stesso discorso si può fare per i personaggi di contorno, come il compagno di stanza Giovanni, "disegnato" alla perfezione da un Ninetto Davoli in stato di grazia. È lui che rappresenta la voglia di vivere meglio di ogni altro.
Uno su due è un teatro di vita, sentito e reale, che conferma il lavoro di un regista, grande osservatore di una società odierna, afflitta da grandi e piccoli mali, solo per essere troppo avara di ironia e sentimento.
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Un avvocato che si è costruito una vita, la felicità, il successo improvvisamente sprofonda in un incubo. Si risveglia in un ospedale con una benda in testa e scopre di avere un tumore. Il trovarsi ricoverato accanto a un camionista, ' con un ricamo in testa' più grande del suo, la falsità degli amici, un amore soppresso per una ragazzina, lo porteranno a riconsiderare [...] Vai alla recensione »
Lorenzo Maggi (Fabio Volo) avvocato rampante e senza scrupoli, alla ricerca del successo... sempre e comunque, sembra non dover chiedere più nulla dalla vita. Una casa, un gruppo di amici che lo guardano con invidia, una donna meravigliosa che lo ama (e non viceversa), una posizione sociale raggiunta quindi, ma alla vigilia dell'ennesimo trionfo (un affare poco pulito ma altamente redditizio) un misterioso [...] Vai alla recensione »
Fuori dal cinema centinaia di ragazzi, soprattutto coppiette, e subito capisco il motivo: in una delle sale si proietta Ho voglia di te, il secondo capitolo della saga amorosa di Federico Moccia, faro delle nuove generazioni. Già a scuola avevo sentito salire la febbre per l'imminente uscita del film, giravano le foto di Scamarcio, il più bello del reame, si ripassavano i capitoli salienti del libro, [...] Vai alla recensione »
È buffo. Perché un sacco di volte capita che, mettiamo nelle interviste prima o durante le riprese, i registi diano un'impressione del loro film più ricca, più fantasiosa, insomma migliore di quanto poi si rivela il film realizzato quando arriva sullo schermo. Eugenio Cappuccio, che invece nelle interviste del prima non è un regista che ti fa molto sognare, si esprime più per idee, concetti, teorie [...] Vai alla recensione »
Pochi anni fa Patrice Chéreau girò Son frère, un film sulla malattia e le sue conseguenze, fisiche e morali, così bello ed estremo da risultare quasi inguardabile. Uno su due sembra la versione ingentilita di quel film. La storia di un uomo ancora giovane che si scopre affetto da un male forse incurabile, narrata da un regista che ha assorbito la lezione della nostra commedia e non la dimentica.
Uno su due è la media di chi guarisce quando colpito da un tumore. Uno su due (secondo stime mediche) è la statistica di chi contrae tumori benigni o maligni. Uno su due (sezione Premiere) è il secondo film di Eugenio Cappuccio che racconta proprio dei sommersi e dei salvati. Di chi cela fa e chi no. Bisogna subito dire, benché il tema sia forte (e il cinema italiano se ne è ben tenuto alla distanza), [...] Vai alla recensione »
Non possiamo che confermare il bene che ne dicemmo quando Uno su due venne presentato alla Festa di Roma. Su uno spunto talmente universale da rischiare il banale della finzione - l'incontro con la limitazione fisica della malattia, con il rischio di morire, con i fatali bilanci - il regista Cappuccio e i suoi principali attori a partire da Fabio Volo e Ninetto Davoli imbastiscono una variazione sensibile, [...] Vai alla recensione »
Uno su due..., titolo del film di Eugenio Cappuccio, non è ribaldo: vuol dire soltanto che nella malattia grave l'alternativa è quella, delle due l'una, o guarisci o muori. È singolare come il male fisico, la morte, la sofferenza si stiano insinuando nelle storie di giovani registi italiani un tempo dediti alla commedia comica o autobiografica (l'opera prima di Cappuccio era il fragile Il caricatore): [...] Vai alla recensione »
Basta che un certo giorno qualcosa accada, basta un bruscolo nel congegno. L'uomo, anche il più arrogante e cinico, rischia di ritrovarsi alla resa dei conti con la propria gracilità spirituale, frustrato e impotente. Non sa dove aggrapparsi, e nel terrore dello scivolamento mortale, dove tutto pare mostrargli solo risvolti ispidi e sgradevoli, ecco, forse, uno spiraglio di luce, qualcosa di fermo [...] Vai alla recensione »
Le sorprese, nel cinema italiano, arrivano dai film che riescono a calibrare ambizioni e risultati. Meglio dare una limatina alle proprie ambizioni - magari lavorando a una storia che non pretenda di pronunciare parole definitive sulla propria generazione, o sul mondo, o sui grandi temi della vita e della morte - che puntare altissimo, e arrancare strada facendo.
Un buon film italiano di Eugenio Cappuccio, 46 anni, nato a Latina, già autore de Il caricatore e Volevo solo dormirle addosso. Il protagonista, un avvocato ambizioso e svelto, una mattina stramazza svenuto sull'asfalto. All'ospedale lo sottopongono a infiniti esami, prima di rimandarlo a casa ad aspettare il risultato di una biopsia al cervello. È stordito, spaventato: la sua ragazza e il suo socio [...] Vai alla recensione »
La manutenzione degli affetti, la «rattenuta» vis tragica di anime alla deriva racchiuse in corpi che quasi non ti appartengono più. Visi noti, sentimenti confusi: grande confusione esistenziale sotto il cielo di una Genova finalmente «per noi» che il giovane avvocato, rampante fuori corso, vede forse per la prima volta solo quando viene colpito dalla malattia.
A giudicare dalla prima mezz'ora del film Fabio Volo, nei panni di un giovane avvocato iperattivo e rampante, innamorato più dei soldi facili che della sua fidanzata, sembrerebbe quasi uno di quei personaggi cinici e sbruffoni che popolavano nei '60 la commedia all'italiana. Poi però, quando un improvviso malore lo atterra sull'asfalto, le cose prendono una piega diversa.
Il gruppo del Caricatore torna alla carica anche se in formazione meno compatta. il trio Cappuccio-Gaudioso-Nunziata, che nel 1996 realizzò quel piccolo capolavoro comico sulla tragicità del fare cinema per dei giovani, ha preso strade diverse ma convergenti. Massimo Gaudioso è uno stimato sceneggiatore per Matteo Garrone, Fabio Nunziata monta per Abel Ferrara ed Eugenio Cappuccio, zitto zitto, è un [...] Vai alla recensione »
Anche l'altro film italiano di ieri, sempre nella rassegna Première (fuori concorso), Uno su due di Eugenio Cappuccio, è mezzo comico e mezzo drammatico, ma almeno non è indeciso: opta per il drammatico anche quando strappa il sorriso. La vicenda è social-ospedaliera, col bravissimo Fabio Volo nel ruolo del giovane (anche troppo, essendo socio in uno studio legale) avvocato genovese che crede di stare [...] Vai alla recensione »
Il cinema italiano vive in questi giorni una certa esposizione e un buon successo di pubblico. Sale piene per vedere Notte prima degli esami di Fausto Brizzi, Saturno contro di Ferzan Ozpeteck e vedremo la prossima settimana come va a Ho voglia di te di Luis Prieto (dal best sellerman Moccia). Sono tutti film, compreso Ozpeteck, «main stream» all'italiana: raccontano amori adolescenziali e amori omosessuali [...] Vai alla recensione »
Lorenzo (Fabio Volo) è il tipico "rattenuto": una crasi, cioè, fra rattrappito e trattenuto. Trentaquattro anni, avvocato rampante, piccolo parvenu di estrazione proletaria rispetto al collega Paolo, è la perfetta incarnazione di un atteggiamento di chiusura e di egoistico ripiegamento su se stessi, assai diffuso oggi. Ha una fidanzata "giusta" ma che non ama, è sempre dinamico, seduttivo e la sera [...] Vai alla recensione »
Niente come la sofferenza ci fa riscoprire il senso della vita. Il tema non è nuovo, ma ci vuole delicatezza per poterlo affrontare senza stonature o patetismi. È una missione compiuta quella di Uno su due di Eugenio Cappuccio, regista che, dopo l'ottimo Volevo solo dormirle addosso, conferma una sensibilità non comune nel raccontare la fragilità grottesca dell'esistenza.
L'avvocato Lorenzo Maggi vive a Genova, convive con una bella donna, ha un socio fedele e cova il sogno di chiudere un affarone con un gruppo finanziario russo alquanto ambiguo che potrebbe consentire al suo studio il colpo della vita. Vita che però improvvisamente gli volta le spalle, facendolo svenire per strada e spedendolo in ospedale per uno di quei controlli al quale nessuno vorrebbe mai sottoporsi. [...] Vai alla recensione »
Uno su due, secondo certe statistiche recenti, sono i pazienti che arrivano a superare quelle che fino a ieri si definivano malattie incurabili. Questo lo spunto servito a Eugenio Cappuccio - dopo essersi fatto conoscere con "Il caricatore", film a più mani, e poi, da solo, con "La vita è una sola" e "Volevo solo dormirle addosso" - per dirci di Lorenzo, giovane avvocato senza scrupoli, che un brutto [...] Vai alla recensione »
Uno su due è un titolo indovinato, se significa che la prima parte del film di Eugenio Cappuccio è riuscita; poi, privato della supponenza e adagiato nell'umiltà, il film «si siede». È un vecchio trucco dare toni antagonisti allo stesso personaggio: si pensa che un pubblico amerà questo e un altro quello. Non è sempre vero. E poi le identità locali saranno state frullate da mezzo secolo di tv, ma tuttora [...] Vai alla recensione »
Da Volo a Davoli. Uno su due, l'ultimo film del bravo Eugenio Cappuccio, è soprattutto questo. Un incontro-confronto tra due generazioni di attori per caso, pieni di istinto e talento. I due sono Lorenzo (Fabio Volo) e Giovanni (Ninetto Davoli), vicini per forza nel ricovero in ospedale che costituisce la parte centrale e migliore del film. Il primo è un giovane "workaholic" (il lavoro, vecchia ossessione [...] Vai alla recensione »