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Consulta on line la Biblioteca del cinema. Tutti i film dal 1895 a oggi:
mercoledì 4 maggio 2016

Giuseppe Battiston

L'amico di Soldini

47 anni, 22 Luglio 1968 (Cancro), Udine (Italia)
occhiello
Conosco molta gente pentita di essersi sposata, ma nessuno che si sia pentito di avere avuto un figlio.
dal film Amore, bugie e calcetto (2007) Giuseppe Battiston è Mina
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Giuseppe Battiston
David di Donatello 2016
Nomination miglior attore non protagonista per il film La felicità è un sistema complesso di Gianni Zanasi

David di Donatello 2014
Nomination miglior attore per il film Zoran, il mio nipote scemo di Matteo Oleotto

David di Donatello 2014
Nomination miglior attore non protagonista per il film La sedia della felicità di Carlo Mazzacurati

David di Donatello 2013
Nomination miglior attore non protagonista per il film Il comandante e la cicogna di Silvio Soldini

David di Donatello 2012
Nomination miglior attore non protagonista per il film Io sono Li di Andrea Segre

David di Donatello 2011
Nomination miglior attore non protagonista per il film La passione di Carlo Mazzacurati

David di Donatello 2011
Premio miglior attore non protagonista per il film La passione di Carlo Mazzacurati

Nastri d'Argento 2011
Premio miglior attore non protagonista per il film La passione di Carlo Mazzacurati

David di Donatello 2009
Nomination miglior attore non protagonista per il film Non pensarci di Gianni Zanasi

David di Donatello 2009
Premio miglior attore non protagonista per il film Non pensarci di Gianni Zanasi

David di Donatello 2008
Nomination miglior attore per il film Giorni e nuvole di Silvio Soldini

Nastri d'Argento 2008
Nomination miglior attore non protagonista per il film La giusta distanza di Carlo Mazzacurati

Nastri d'Argento 2008
Nomination miglior attore non protagonista per il film Non pensarci di Gianni Zanasi

Roma Film Festival 2007
Nomination premio lara per il film La giusta distanza di Carlo Mazzacurati

David di Donatello 2004
Nomination miglior attore per il film Agata e la tempesta di Silvio Soldini



I due attori ed Emidio Greco raccontano Notizie degli scavi.

Angiolini-Battiston, strana coppia in cerca d'autore

lunedì 18 aprile 2011 - Ilaria Ravarino cinemanews

Angiolini-Battiston, strana coppia in cerca d'autore «Sfatiamo un mito: i film d’autore non sono per forza delle robe pesanti, fantozziane, da prendersi a martellate. Magari non tirano giù il cinema, ma anche i film così portano il pubblico in sala». Recuperata la barbuta criniera, sacrificata al ruolo durante le riprese, Giuseppe Battiston ha difeso il suo Notizie degli scavi come un piccolo leone: «Sono molto colpito dal risultato finale – ha detto a Roma, in conferenza stampa - Trovo questo film profondo e poetico, mi emoziona persino parlarne. Non mi capita spesso di avere ruoli da protagonista e per me è stato molto importante avere finalmente la possibilità di gestire fino in fondo la responsabilità di un personaggio». Tratto dall’omonimo romanzo di Franco Lucentini, pubblicato nel 1964 e portato al cinema da Emidio Greco a partire dal 29 aprile, Notizie degli scavi ha il merito di scommettere su un’inedita coppia di protagonisti, incredibilmente ben assortita nonostante gli insidiosi pregiudizi: un attore come Battiston, la cui massiccia corporatura ha sempre relegato a ruoli ingenerosamente marginali, a fianco di una non attrice come Ambra Angiolini, dietro al cui bel corpo da showgirl si è per anni nascosto un talento in cerca d’espressione. «Anche a me il cinema d’autore piace – ha fatto eco la Angiolini al collega attore – semmai sono io che non piaccio agli autori».

Gli attori del momento.

Servillo e Battiston, presentissimi e bravi, ma non basta

lunedì 25 ottobre 2010 - Pino Farinotti cinemanews

Servillo e Battiston, presentissimi e bravi, ma non basta Sono davvero pochissimi i film italiani dell'era recente che non presentano nel cast Toni Servillo e Giuseppe Battiston. Sono gli attori e i personaggi del momento. Il dato è esatto, facilmente misurabile, nel 2010 Battiston ha partecipato a Cosa voglio di più, Tutti pazzi per amore, Le ragazze dello swing, La passione, Figli delle stelle. Cinque film in un anno, sono tanti. Troppi, forse. Servillo non è da meno: Gorbaciof, Noi credevamo, Un balcon sur la mer, Una vita tranquilla e Il gioiellino.
Servillo è certamente un ottimo attore, capace di performance che attraversano molti registri. Nel Divo era semplicemente un'animazione, si muoveva secondo quelle regole, gesto enfatizzato, passo veloce quando era il caso. Aveva rappresentato Andreotti come una caricatura di classe. Davvero bravo. In Gorbaciof disegna un altro carattere oltre le righe, grottesco inquietante ed efficace. Nell'immagine e nella parola. Altro grande esercizio d'attore. Battiston è diverso, un compagnone simpatico, un "carattere" corpulento e non competitivo. Anche lui molto efficace, ma Battiston è sempre Battiston, è se stesso, propone lo stesso personaggio, anche se non gli mancherebbero le qualità tecniche per altre applicazioni, venendo dal teatro di buon livello.

Attuale
Servillo e Battiston sono i modelli del modello di cinema italiano attuale. Un cinema di "carattere", dove manca quasi tutto, a cominciare dai generi. Non c'è l'avventura, il noir, la commedia, non c'è neppure il dramma umano, c'è quello politico. L'ho scritto spesso, non c'è l'eroe. I temi sociali, che affiancano l'instant, che approfondirebbero argomenti già approfonditi da altri media, prevalgono. Ottengono magari attenzione presso una certa fascia di pubblico comunque minoritaria, ma continuano a non essere compresi e frequentati dal pubblico grande. Certo, il movimento italiano è molto bravo ad autoriconoscersi, enfatizza se stesso attraverso una critica ...simpatizzante e attribuendosi premi autoctoni, ma poi tutto si ferma lì.

Correnti
Le regole correnti, ormai da molto tempo, del nostro cinema, non ammettono (quasi mai) modelli portatori di appeal, emarginano l'eroe anche estetico. E questo a fronte di momenti quasi grotteschi nei film. C'è una citazione efficace ed esemplare. Ne La nostra vita, il regista Luchetti attribuisce il ruolo di protagonista a Elio Germano, altro "carattere" e a Raoul Bova quello del fratello maldestro, incapace persino di procurarsi una fidanzata. Bova, grande appeal, attore bravo quanto Germano, viene derubricato, magari umiliato, perché bello, dunque inadatto al cinema italiano attuale. È proprio così. Questo codice realistico-triste-sociale che si è accreditato e (auto)affermato, rimane comunque costretto nei nostri confini. Il gradimento e l'avallo del resto delle culture non ci appartiene. Ma il nostro movimento generale sembra rannicchiarsi in questo suo solipsismo. Da altre parti (quando avremo anche noi un Segreto dei suoi occhi argentino e un Concerto, rumeno?) si fanno film per il mondo, da noi si fanno film che non vanno nel mondo. Se dico che al cinema si addice l'identificazione e il sogno qualcuno dirà trattarsi di un concetto sorpassato, antico, e nostalgico. Ma nel cinema ci sono i caratteristi e i protagonisti, se i primi diventano i secondi, alla fine il cinema ne paga il prezzo. Detto in chiave di identificazione (altro concetto non più di moda): "io spettatore vedo più volentieri Brad Pitt, piuttosto che Battiston. Io spettatrice, se devo sognare... be', Battiston lo lascio fra le ultime fantasie, e Servillo fra le penultime." Gassman e Mastroianni erano protagonisti, non caratteristi, di un cinema protagonista.

Cultura
Anche se la cultura attuale, non solo del cinema, ha emanato e imposto altre regole, il cinema non può tradire le sue belle facoltà, quelle dotazioni primarie e inalienabili che ne hanno fatto l'evasione, anzi l'arte prevalente del secolo (scorso). Dotazioni che se non valgono da noi, valgono altrove. Infatti, da molte stagioni i nostri titoli non figurano nei boxoffice internazionali, semplicemente perché non vengono esportati. Un'altra misura impietosa dello stato del nostro cinema sono i premi. Ho affrontato l'argomento in altri interventi. Dunque stralcio una parte di un pezzo dello scorso anno. È preciso e... disarmante.

"Dopo Nuovo cinema paradiso il cinema italiano si è aggiudicato l'Oscar nel '91 con Mediterraneo, Oscar larghissimo per quel film, come ammise lo stesso Salvatores, e poi con La vita è bella, del '98, titolo, invece, del tutto meritevole. Da allora più nulla. Ci siamo illusi con Gomorra, come ci eravamo illusi con Baaría.
È arrivato un altro segnale in quel senso, che sintetizzo in questo modo: l'italianità non interessa più al mondo, per lo meno a quello del cinema che ha ormai metabolizzato storie di Napoli e storie di Sicilia. C'è dell'altro da rappresentare. E poi Tornatore, col suo film da record italiano di budget, ha forse dato una sensazione troppo dichiarata di lavorare pensando all'Oscar, non riuscendo a trasferire l'intenzione di grandezza, che alla fine molti hanno percepito come enfasi. Che il nostro cinema non sia più amato nel mondo emerge in modo cinematograficamente matematico, si può dire così. Assumo come riferimento i tre più importanti riconoscimenti del cinema, l'Oscar, il Leone d'oro di Venezia e la Palma d'oro di Cannes. Al di là della discrezionalità e spesso anche delle polemiche, credo che quei tre riconoscimenti rappresentino alla fine qualcosa di "esatto", un termine di giudizio che vale oggettivamente. La lista che segue vale senza altri commenti.

1946 Palma d'oro a Roma città aperta, di Rossellini
1947 Oscar a Sciuscià, di De Sica
1949 Oscar a Ladri di biciclette, di De Sica
1951 Palma d'oro a Miracolo a Milano, di De Sica
1952 Palma d'oro a Due soldi di speranza, di Castellani
1956 Oscar a La strada, di Fellini
1957 Oscar a Le notti di Cabiria, di Fellini
1959 Leone d'oro a Il generale della rovere, di Rossellini
1959 Leone d'oro a pari merito a La grande guerra, di Monicelli
1960 Palma d'oro a La dolce vita, di Fellini
1962 Leone d'oro a Cronaca familiare, di Zurlini
1963 Oscar a 8 e mezzo, di Fellini
1963 Palma d'oro a Il gattopardo, di Visconti
1963 Leone d'oro a Le mani sulla città, di Rosi.
1964 Oscar a Ieri, oggi, domani, di De Sica.
1964 Leone d'oro a Deserto rosso, di Antonioni
1965 Leone d'oro a Vaghe stelle dell'orsa, di Visconti
1966 Palma d'oro a Signore e signori, di Germi
1966 Leone d'oro a La battaglia di Algeri, di Pontecorvo
1967 Palma d'oro a Blow-Up, di Antonioni
1970 Oscar a Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto, di Petri
1972 Palma d'oro a Il caso Mattei di Rosi a pari merito con La classe operaia va in paradiso di Petri
1972 Oscar a Il giardino dei Finzi Contini di De Sica
1974 Oscar a Amarcord di Fellini 1977 Palma d'oro a Padre padrone, dei Taviani
1978 Palma d'oro a L'albero degli zoccoli, di Olmi
1988 Leone d'oro a La leggenda del santo bevitore, di Olmi
1998 Leone d'oro a Così ridevano, di Amelio
2001 Palma d'oro a La stanza del figlio, di Moretti.

Questi sono numeri, non è, ribadisco, discrezionalità, è... aritmetica. Emerge che nelle nostre stagioni eroiche vincevamo un premio all'anno. Poi ci siamo difesi. Ma nel nuovo millennio, salvo un'eccezione ormai lontana, proprio iniziale, siamo a "zero tituli". E forse ce lo meritiamo..."

   

Lucio Pellegrini torna al cinema con una commedia corale sulla precarietà.

Figli delle stelle: la banda brancaleone

lunedì 18 ottobre 2010 - Marzia Gandolfi cinemanews

Figli delle stelle: la banda brancaleone Dopo liceali "seriali" e famiglie disfunzionali, Lucio Pellegrini torna sul grande schermo con una commedia corale che riflette sul precariato e sulla difficoltà degli italiani ad aderire ai politici che li rappresentano. Ispirato dallo sguardo empatico di Monicelli e influenzato dalla migliore commedia all’italiana, Pellegrini alza il tiro e realizza un film amaro addolcito da un cast in stato di grazia. Pierfrancesco Favino, Giuseppe Battiston, Paolo Sassanelli, Giorgio Tirabassi, Fabio Volo e Claudia Pandolfi costituiscono un gruppo (anti)eroicomico deciso a cambiare lo stato delle cose e, per questo, a sequestrare un celebre quanto impopolare ministro della salute. Niente andrà come previsto e l’improbabile banda di precari muoverà lungo una serie di prove e di imprese che non li condurranno alla gloria ma a uno scacco e a un più modesto "piatto di pasta e ceci". A Roma per presentare il loro film, Pellegrini e il suo cast ci raccontano il malessere sociale e una generazione che ripiega sulla nostalgia e sulla canzone vintage.

Commedia & realtà
Lucio Pellegrini: Considero Figli delle stelle una commedia fortemente radicata nella realtà quotidiana. In Italia si producono molte commedie ma quasi mai aderenti al periodo storico che stiamo vivendo. Così ho pensato ai miei registi preferiti, da Monicelli a Pietrangeli, e ho creato una banda di magnifici perdenti che credono di poter fare qualcosa di buono e di reggere lo stress di un’impresa senza senso. Ma la loro naturale vocazione alla "sfiga" è evidente da subito e così finiscono per sequestrare uno dei pochi uomini politici che crede davvero nel suo lavoro e che cerca di farlo nel modo migliore. Sarà proprio la relazione con l’onorevole Stella di Giorgio Tirabassi ad alimentare e illuminare le loro coscienze.

Cast stellare
Lucio Pellegrini: Nel mettere insieme il cast e la mia banda improvvisata di rapitori ho pensato senza ombra di dubbio ai Soliti ignoti di Monicelli. Ho sempre ammirato lo sguardo empatico del maestro sui perdenti della terra, sguardo troppo poco praticato dal nostro cinema. Del magnifico risultato raggiunto devo ringraziare tutti i miei attori che, nonostante le diverse esperienze e provenienze, hanno saputo creare sul set una sintonia perfetta. L’armonia tra gli attori era fondamentale per la riuscita del film dal momento che Figli delle stelle si sforza di partire proprio dai personaggi, precari dell’esistenza che condividono un disagio comune da cui vorrebbero emanciparsi.

Il cuore della commedia
Lucio Pellegrini: Il cuore della mia commedia sta tutto nell’applauso finale che scroscia dopo la liberazione dell’onorevole Stella. Quell’applauso racconta molto bene l’ipocrisia diffusa in questo Paese. Volevo esprimere col sorriso che quello che abbiamo è quello che in fondo ci meritiamo, perché gli italiani sono come la comunità valdostana descritta nel film: prima partecipano al rapimento e prendono i soldi e poi applaudono la scarcerazione di un innocente. Prima partecipano a un’azione illegale e poi si scandalizzano per quella stessa azione.

Alan Sorrenti e i favolosi anni Ottanta
Lucio Pellegrini: Il titolo del mio film nasce in seconda battuta. Avevo deciso di chiudere un gruppo di rapitori improvvisati dentro una casa che non veniva aperta dagli anni Ottanta. A quel punto mi sono chiesto, cosa avrebbero trovato i miei protagonisti in quell’appartamento? Quali dischi? Quale musica? E così oltre a Finardi ho pensato a Sorrenti e alla sua canzone, probabilmente simbolo di quella generazione. Volevo che a unire in un corpo solo i personaggi non fosse soltanto il disagio sociale ma anche una canzone. Una canzone da condividere dentro una pausa ludica.

Il padano
Fabio Volo: Sono entusiasta di aver partecipato a un film che ha qualcosa di importante da dire. Il mio ruolo mi ha subito appassionato soprattutto perché mi offriva l’opportunità di indossare dopo trenta lunghi anni una giacca di jeans col pelo. Quando, dopo la lettura della sceneggiatura, Pellegrini mi confessò che avrei indossato quella giacca per tutto il film il mio cuore ha esultato perché negli anni Ottanta ne avevo una uguale a cui ero affezionato e che mia madre finì per buttare a mia insaputa. Ho chiesto alla fine delle riprese che mi venisse regalata e così è stato, adesso quella giacca è nella mia casa di Roma. Mi vergogno a indossarla a Milano ma a Roma è ancora di moda. Scherzi a parte trovo che Lucio abbia reso onore alla sceneggiatura con la sua regia, realizzando una commedia sul precariato non tanto professionale quanto esistenziale. Tutti i personaggi, compreso il mio, vivono in attesa di qualcosa e di qualcuno, e in quella sospensione si finisce spesso per fare qualsiasi cosa.

Il rivoluzionario
Giuseppe Battiston: Il mio personaggio è un disgraziato vero, un assistente di sociologia livoroso e rancoroso che cerca in ogni modo di ribaltare i piani dei suoi strampalati compagni. Bauer è però un puro di cuore, un rivoluzionario che come me comprò un eskimo tanti anni fa convinto che prima o poi gli sarebbe servito. Quello che indosso nel film è davvero mio ma mai avrei pensato che un giorno mi sarebbe stato utile per girare un film.

Il bravo ragazzo
Pierfrancesco Favino: Mi piaceva l’idea di partecipare a una commedia che affrontasse il disagio sociale con il sorriso e una buona dose di cinismo. Il mio personaggio ha superato i trentacinque anni ed è un istruttore ISEF precario, sogna di aprire un ristorante e di trovare una posizione nel mondo ma finisce con un gruppo di compagni sghembi come lui per rapire un onorevole. Pepe è soltanto un bravo ragazzo che spera con un rapimento di cambiare il mondo, un mondo in cui da troppo tempo si sente spaesato.

   

Dopo il Festival di Berlino arriva il nuovo film di Silvio Soldini.

Cosa voglio di più, una domanda e un'affermazione

martedì 27 aprile 2010 - Gabriele Niola cinemanews

Cosa voglio di più, una domanda e un'affermazione Lo so è un titolo strano per essere un film di Silvio Soldini. Sembra più un film giovanilista" sono gli sceneggiatori ad ammettere subito la stranezza, Cosa voglio di più infatti era il titolo di lavorazione del film (anche se di solito i film di Soldini durante la lavorazione si chiamano con il nome della protagonista) scelto da Doriana Leondeff per caso "mi sembrava triste solo 'Anna e Domenico', così per associazione di idee con la canzone di Battisti ho pensato a Cosa voglio di più, ma non era una cosa definitiva, invece poi è piaciuto così a tanto a tutti, produttori inclusi che l'abbiamo mantenuto". E pure il regista ha gradito la scelta perchè "in certi momenti è una domanda che i personaggi sembrano chiedersi, in altri invece è un'affermazione che potrebbero fare".
Passato fuori concorso a Berlino e centrato sui due attori protagonisti, Alba Rohrwacher e Pierfrancesco Favino, Cosa voglio di più sembra proseguire il discorso di Giorni e nuvole, cioè la descrizione di una vita ordinaria resa difficile dal contesto sociale ed economico. Ed in effetti di cose che i due protagonisti "vogliono di più" ce ne sono tante e in molti momenti è proprio il non sapere a cosa tengano maggiormente a portare avanti il racconto di Anna e Domenico, individui "sistemati" nel grande incastro sociale-metropolitano ma relegati ai margini della città e del mondo lavorativo, precari ognuno a modo proprio, dotati di una stabilità economica non di ferro (specie Domenico) e con una vita inquadrata in una famiglia o in una convivenza.
L'incontro casuale tra i due scatena però l'amore imprevisto, si piacciono subito e progressivamente si amano sempre di più, sempre di nascosto, fino per l'appunto a chiedersi se tengano di più alla vecchia vita o alla nuova.

Dopo otto anni Gianni Zanasi torna al cinema con una brillante commedia drammatica.

Non pensarci: ritratto di una "normale" famiglia di italiani

lunedì 31 marzo 2008 - Tirza Bonifazi Tognazzi cinemanews

Non pensarci: ritratto di una Ci sono voluti otto anni a Gianni Zanasi per tornare alla regia di un lungometraggio dopo A domani, presentato in concorso a Venezia nel 1999. Un'assenza dovuta alla difficile condizione che vive il cinema del nostro paese da ormai troppo tempo, come ha spiegato lo stesso regista nella conferenza stampa che si è tenuta questa mattina a Roma. "Sono stati anni non semplici. Si era creata una situazione produttiva complicata che non favoriva chi aveva progetti anomali, fuori linea. Era difficile in determinate condizioni, per chi come me non ha amicizie, riuscire a lavorare. Questo è un meccanismo che impoverisce il cinema. Guardando all'estero, penso a uno come Lukas Moodysson che ha inanellato grossi successi europei, film come Together - Insieme e Lilja 4-ever realizzati con budget bassissimi. Ma io sono uno ottimista e credo che questa tendenza tutta italiana stia cambiando".

Perfetti sconosciuti

* * * 1/2 -
(mymonetro: 3,65)
Un film di Paolo Genovese. Con Giuseppe Battiston, Anna Foglietta, Marco Giallini, Edoardo Leo, Valerio Mastandrea.
continua»

Genere Commedia, - Italia 2016. Uscita 11/02/2016.

Il piccolo principe

* * * - -
(mymonetro: 3,43)
Un film di Mark Osborne. Con Riley Osborne, Rachel McAdams, James Franco, Marion Cotillard, Jeff Bridges.
continua»

Genere Animazione, - Francia 2015. Uscita 01/01/2016.

La felicità è un sistema complesso

* * * - -
(mymonetro: 3,19)
Un film di Gianni Zanasi. Con Valerio Mastandrea, Hadas Yaron, Giuseppe Battiston, Filippo De Carli, Camilla Martini.
continua»

Genere Commedia, - Italia 2015. Uscita 26/11/2015.

Pitza e Datteri

* * 1/2 - -
(mymonetro: 2,76)
Un film di Fariborz Kamkari. Con Giuseppe Battiston, Maud Buquet, Mehdi Meskar, Hassani Shapi, Giovanni Martorana.
continua»

Genere Commedia, - Italia 2015. Uscita 28/05/2015.

La sedia della felicità

* * * - -
(mymonetro: 3,04)
Un film di Carlo Mazzacurati. Con Valerio Mastandrea, Isabella Ragonese, Giuseppe Battiston, Katia Ricciarelli, Raul Cremona.
continua»

Genere Commedia, - Italia 2013. Uscita 24/04/2014.
Filmografia di Giuseppe Battiston »

martedì 22 marzo 2016 - 16 candidature per Lo chiamavano Jeeg robot e Non essere cattivo.

David di Donatello 2016, tutte le nomination

a cura della redazione cinemanews

David di Donatello 2016, tutte le nomination Sono state annunciate le candidature ai David di Donatello 2016, gli Oscar italiani che verranno consegnati il 18 aprile (per la prima volta in diretta su Sky).A farla da padrone, nonostante le molte candidature dei maestri Garrone e Sorrentino, sono due outsider: il fumettistico Lo chiamavano Jeeg Robot dell'esordiente Gabriele Mainetti e Non essere cattivo, il film postumo di Claudio Caligari ambientato nella Ostia degli anni '90, entrambi candidati a 16 premi. A seguire ci sono Youth - La giovinezza di Sorrentino (14 nomination) e Il racconto dei racconti di Garrone (12). Fuocoammare di Gianfranco Rosi, Orso d'oro a Berlino, ha ottenuto 4 candidature ed è presente nella categoria miglior film, insieme a Il racconto dei racconti Garrone, Non essere cattivo di Caligari, Perfetti sconosciuti di Genovese e Youth - La giovinezza di Sorrentino.

TUTTE LE NOMINATION

MIGLIOR FILM

FUOCOAMMARE
regia di: Gianfranco ROSI

IL RACCONTO DEI RACCONTI - TALE OF TALES
regia di: Matteo GARRONE

NON ESSERE CATTIVO
regia di: Claudio CALIGARI

PERFETTI SCONOSCIUTI
regia di: Paolo GENOVESE

YOUTH - LA GIOVINEZZA
regia di: Paolo SORRENTINO

MIGLIORE REGISTA

Gianfranco ROSI
per il film: FUOCOAMMARE

Matteo GARRONE
per il film: IL RACCONTO DEI RACCONTI - TALE OF TALES

Claudio CALIGARI
per il film: NON ESSERE CATTIVO

Paolo GENOVESE
per il film: PERFETTI SCONOSCIUTI

Paolo SORRENTINO
per il film: YOUTH - LA GIOVINEZZA

MIGLIORE REGISTA ESORDIENTE
Carlo LAVAGNA
per il film: ARIANNA

Adriano VALERIO
per il film: BANAT - IL VIAGGIO

Piero MESSINA
per il film: L'ATTESA

Gabriele MAINETTI
per il film: LO CHIAMAVANO JEEG ROBOT

Fabio BONIFACCI - Francesco MICCICHE'
per il film: LORO CHI?

Alberto CAVIGLIA
per il film: PECORE IN ERBA

MIGLIORE SCENEGGIATURA
Edoardo ALBINATI - Ugo CHITI - Matteo GARRONE - Massimo GAUDIOSO
per il film: IL RACCONTO DEI RACCONTI - TALE OF TALES

Nicola GUAGLIANONE - MENOTTI
per il film: LO CHIAMAVANO JEEG ROBOT

Claudio CALIGARI - Giordano MEACCI - Francesca SERAFINI
per il film: NON ESSERE CATTIVO

Filippo BOLOGNA - Paolo COSTELLA - Paolo GENOVESE - Paola MAMMINI - Rolando RAVELLO
per il film: PERFETTI SCONOSCIUTI

Paolo SORRENTINO
per il film: YOUTH - LA GIOVINEZZA

MIGLIORE PRODUTTORE
21UNO FILM - STEMAL ENTERTAINMENT - ISTITUTO LUCE-CINECITTÀ - RAI CINEMA - LES FILMS D'ICI AVEC ARTE FRANCE CINEMA
per il film: FUOCOAMMARE

ARCHIMEDE - RAI CINEMA
per il film: IL RACCONTO DEI RACCONTI - TALE OF TALES

Gabriele MAINETTI PER GOON FILMS - CON RAI CINEMA
per il film: LO CHIAMAVANO JEEG ROBOT

P. BOGNA, S. ISOLA E V. MASTANDREA PER KIMERAFILM, RAI CINEMA E TAODUE FILM, PROD.ASSOCIATO P.O VALSECCHI, IN COLLABORAZIONE CON LEONE FILM GROUP
per il film: NON ESSERE CATTIVO

Nicola GIULIANO - Francesca CIMA - Carlotta CALORI per INDIGO Film
per il film: YOUTH - LA GIOVINEZZA

MIGLIORE ATTRICE PROTAGONISTA
Paola CORTELLESI
per il film: GLI ULTIMI SARANNO ULTIMI

Sabrina FERILLI
per il film: IO E LEI

Juliette BINOCHE
per il film: L'ATTESA

Ilenia PASTORELLI
per il film: LO CHIAMAVANO JEEG ROBOT

Valeria GOLINO
per il film: PER AMOR VOSTRO

Anna FOGLIETTA
per il film: PERFETTI SCONOSCIUTI

Àstrid BERGÈS-FRISBEY
per il film: ALASKA

MIGLIORE ATTORE PROTAGONISTA
Claudio SANTAMARIA
per il film: LO CHIAMAVANO JEEG ROBOT

Luca MARINELLI
per il film: NON ESSERE CATTIVO

Alessandro BORGHI
per il film: NON ESSERE CATTIVO

Valerio MASTANDREA
per il film: PERFETTI SCONOSCIUTI

Marco GIALLINI
per il film: PERFETTI SCONOSCIUTI

MIGLIORE ATTRICE NON PROTAGONISTA
Piera DEGLI ESPOSTI
per il film: ASSOLO

Antonia TRUPPO
per il film: LO CHIAMAVANO JEEG ROBOT

Elisabetta DE VITO
per il film: NON ESSERE CATTIVO

Sonia BERGAMASCO
per il film: QUO VADO?

Claudia CARDINALE
per il film: ULTIMA FERMATA

MIGLIORE ATTORE NON PROTAGONISTA
Valerio BINASCO
per il film: ALASKA

Fabrizio BENTIVOGLIO
per il film: GLI ULTIMI SARANNO ULTIMI

Giuseppe BATTISTON
per il film: LA FELICITA' E' UN SISTEMA COMPLESSO

Luca MARINELLI
per il film: LO CHIAMAVANO JEEG ROBOT

Alessandro BORGHI
per il film: SUBURRA

MIGLIORE AUTORE DELLA FOTOGRAFIA

Peter SUSCHITZKY
per il film: IL RACCONTO DEI RACCONTI - TALE OF TALES

Michele D'ATTANASIO
per il film: LO CHIAMAVANO JEEG ROBOT

Maurizio CALVESI
per il film: NON ESSERE CATTIVO

Paolo CARNERA
per il film: SUBURRA

Luca BIGAZZI
per il film: YOUTH - LA GIOVINEZZA

MIGLIORE MUSICISTA

Alexandre DESPLAT
per il film: IL RACCONTO DEI RACCONTI - TALE OF TALES

Ennio MORRICONE
per il film: LA CORRISPONDENZA

Michele BRAGA - Gabriele MAINETTI
per il film: LO CHIAMAVANO JEEG ROBOT

Paolo VIVALDI - con la collaborazione di Alessandro SARTINI
per il film: NON ESSERE CATTIVO

David LANG
per il film: YOUTH - LA GIOVINEZZA

MIGLIORE CANZONE ORIGINALE
"TORTA DI NOI" - musica, testi e interpretazione di Niccolò CONTESSA
per il film: LA FELICITA' E' UN SISTEMA COMPLESSO

"A CUOR LEGGERO" - musica, testi e interpretazione di Riccardo SINIGALLIA
per il film: NON ESSERE CATTIVO

"PERFETTI SCONOSCIUTI" - musica di BUNGARO E Cesare CHIODO, testi e interpretazione di Fiorella MANNOIA
per il film: PERFETTI SCONOSCIUTI

"LA PRIMA REPUBBLICA" - musica e testi di Luca MEDICI, interpretazione di Luca MEDICI (Checco ZALONE)
per il film: QUO VADO?

"SIMPLE SONG #3" - musica e testi di David LANG, interpretazione di Sumi JO"
per il film: YOUTH - LA GIOVINEZZA

MIGLIORE SCENOGRAFO

Dimitri CAPUANI -Alessia ANFUSO
per il film: IL RACCONTO DEI RACCONTI - TALE OF TALES

Maurizio SABATINI
per il film: LA CORRISPONDENZA

Massimiliano STURIALE
per il film: LO CHIAMAVANO JEEG ROBOT

Giada CALABRIA
per il film: NON ESSERE CATTIVO

Paki MEDURI
per il film: SUBURRA

Ludovica FERRARIO
per il film: YOUTH - LA GIOVINEZZA

Paki MEDURI sarebbe entrato in cinquina anche per il film ALASKA, ma da Regolamento viene candidato solo per il film più votato.

MIGLIORE COSTUMISTA
Massimo CANTINI PARRINI
per il film: IL RACCONTO DEI RACCONTI - TALE OF TALES

Gemma MASCAGNI
per il film: LA CORRISPONDENZA

Mary MONTALTO
per il film: LO CHIAMAVANO JEEG ROBOT

Chiara FERRANTINI
per il film: NON ESSERE CATTIVO

Carlo POGGIOLI
per il film: YOUTH - LA GIOVINEZZA

MIGLIORE TRUCCATORE
Gino TAMAGNINI - Valter CASOTTO - Luigi D'ANDREA - Leonardo CRUCIANO
per il film: IL RACCONTO DEI RACCONTI - TALE OF TALES

Enrico IACOPONI
per il film: LA CORRISPONDENZA

Giulio PEZZA
per il film: LO CHIAMAVANO JEEG ROBOT

Lidia MINÌ
per il film: NON ESSERE CATTIVO

Maurizio SILVI
per il film: YOUTH - LA GIOVINEZZA

MIGLIORE ACCONCIATORE
Francesco PEGORETTI
per il film: IL RACCONTO DEI RACCONTI - TALE OF TALES

Elena GREGORINI
per il film: LA CORRISPONDENZA

Angelo VANNELLA
per il film: LO CHIAMAVANO JEEG ROBOT

Sharim SABATINI
per il film: NON ESSERE CATTIVO

Aldo SIGNORETTI
per il film: YOUTH - LA GIOVINEZZA

MIGLIORE MONTATORE
Jacopo QUADRI
per il film: FUOCOAMMARE

Andrea MAGUOLO - con la collaborazione di Federico CONFORTI
per il film: LO CHIAMAVANO JEEG ROBOT

Consuelo CATUCCI
per il film: PERFETTI SCONOSCIUTI

Patrizio MARONE
per il film: SUBURRA

Cristiano TRAVAGLIOLI
per il film: YOUTH - LA GIOVINEZZA

MIGLIOR FONICO DI PRESA DIRETTA
Maricetta LOMBARDO
per il film: IL RACCONTO DEI RACCONTI - TALE OF TALES

Valentino GIANNI'
per il film: LO CHIAMAVANO JEEG ROBOT

Angelo BONANNI
per il film: NON ESSERE CATTIVO

Umberto MONTESANTI
per il film: PERFETTI SCONOSCIUTI

Emanuele CECERE
per il film: YOUTH - LA GIOVINEZZA

MIGLIORI EFFETTI DIGITALI
EDI - Effetti Digitali Italiani
per il film: GAME THERAPY

MAKINARIUM
per il film: IL RACCONTO DEI RACCONTI - TALE OF TALES

CHROMATICA
per il film: LO CHIAMAVANO JEEG ROBOT

VISUALOGIE
per il film: SUBURRA

PEERLESS
per il film: YOUTH - LA GIOVINEZZA

DAVID GIOVANI
ALASKA
di Claudio CUPELLINI

GLI ULTIMI SARANNO ULTIMI
di Massimiliano BRUNO

LA CORRISPONDENZA
di Giuseppe TORNATORE

NON ESSERE CATTIVO
di Claudio CALIGARI

QUO VADO?
di Gennaro NUNZIANTE

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