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La tigre e la neve
Un film di Roberto Benigni.
Con Roberto Benigni, Nicoletta Braschi, Jean Reno, Gianfranco Varetto, Tom Waits, Emilia Fox.
continua»
Commedia,
durata 118 min.
- Italia 2005.
uscita venerdì 14 ottobre 2005.
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![]() Un poeta, l'amore e la guerra in un film "comico" sul bisogno di speranza del mondo moderno
Giancarlo Zappoli
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"Spero che questa storia vi sorprenda, vi distragga, vi inquieti, vi diverta e vi commuova. Forse sono troppe. Vabbè, ma anche una sola di queste già sarebbe una cosa straordinaria per un film". Questo l'auspicio di Benigni che di sicuro verrà soddisfatto. Perché tutte queste reazioni si verificano dinanzi a La tigre e la neve anche se in alternanza tra loro e con qualche spazio intermedio di eccessiva attesa. |
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premi nomination |
Nastri d'Argento 3 0 |
David di Donatello 0 2 |
Questo film è rock
venerdì 28 ottobre 2005
di filosofabio
E’ Interessante questo nuovo lavoro di Benigni, stroncato dalla critica di destra per la militanza nella “gauche” del Robertaccio e da quella di sinistra perché troppo poco di sinistra (questo la dice lunga sull’idiozia di chi vuole per forza politicizzare ogni giudizio). Effettivamente il film è un po’ troppo piacevole e un po’ troppo poco ermetico per essere gradito alla critica. Alla gente invece credo che piacerà. Piacerà a livelli diversi: a quelli che riconosceranno Montale, Ungaretti e Borges continua » |
Un film bello a metà
venerdì 25 novembre 2005
di ste
Premessa: La Tigre e La Neve NON è il miglior film di Benigni. I capolavori riescono una volta solo, dicono, e il regista toscano il suo ce l'ha già mostrato. Si chiamava La Vita è Bella, ed aveva un'intensità drammatica e di sentimenti che difficilmente si riusciranno a ripetere. La Tigre e La Neve ci riprova, e fallisce. Attenzione, non si tratta di un brutto film, e i punti a favore restano comunque tanti: la fotografia è fantastica, gli attori bravi(tranne la stanca e marmorea Braschi) e la continua » |
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Tra artificio e poesia
sabato 15 ottobre 2005
di Diana Di Francesca
La favola mescolata al dramma, la gag che si alterna all'immagine simbolica: è la "cifra" che Benigni ha sperimentato in "La vita è bella", ma questo film , pur piacevole e vibrante di passione umana e civile, non uguaglia però il pathos e il coinvolgimento del precedente. La storia d'amore tra Attilio e Vittoria inizia, nella prima parte del film,i n modo piuttosto artificioso, in un clima troppo ridondante di poesia per risultare poetico; ma si riscatta poi nelle sequenze dell'Irak, dove continua » |
E..rieccoci
sabato 15 ottobre 2005
di Aldo
Non mi aspettavo un film dalle stesse capacità interpretative de "La vita è bella" e ancora una volta Il grande Roberto Benigni insieme alla Braschi ed il cast seppur diverso, ci invade gli animi e ci lascia come sempre un retrogusto amaro dopo tante risate. D'altro canto non possiamo nemmeno sentirci in colpa per questo anzi, torniamo ognuno al prorio posto tra il traffico e le sale da thè e dopo questo ennesimo messaggio siamo ancora più convinti, lo spero, di avere in mano l'arma della ragione continua » |
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| Attilio (Roberto Benigni) | |
| Lo sai perché si fanno le guerre? Perché il mondo è nato senza l'uomo e senza uomo finirà. | |
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| Fuad | |
| Ogni persona è un abisso, vengono le vertigini a guardarci dentro. | |
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| Vittoria | |
| I peschi non fioriscono a dicembre… | |
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Altre frasi celebri del film La tigre e la neve
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DVD | La tigre e la neveUscita in DVD
Disponibile on line da martedì 25 novembre 2008
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SOUNDTRACK | La tigre e la neveLa colonna sonora del film
Disponibile on line da venerdì 28 ottobre 2005
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di Natalia Aspesi La Repubblica
La vita è bella anche in Iraq, e il fantasioso ornino che pareva morto in un campo di concentramento per salvare la sua dama e il suo bambino, scampato per un pelo anche alla trappola di Pinocchio, riappare a Bagdad, in piena guerra, con tutto il suo fardello poetico e la sua innocente energia, armato, come sempre, tra bombe e terrore, dell’arma più invincibile e aliena, l’amore. Sono passati tre anni dallo sfortunato Pinocchio, e finalmente Roberto Benigni presenta il suo nuovo e atteso film, La tigre e la neve, di cui è regista e protagonista, come sempre. » |
Mattatore strepitoso (in un film imperfetto)
di Tullio Kezich Il Corriere della Sera
Un applausino subito spento e via. Non credevo alle mie orecchie all' anteprima romana per la stampa di La tigre e la neve. Lassù sullo schermo, Roberto Benigni si era prodigato per due ore in uno dei più strepitosi a solo del cinema contemporaneo, tale da giustificare una «standing ovation», e invece niente. Spero e confido che l' accoglienza del pubblico vero sarà ben diversa. In mezzo ai guai che attraversa l' Italia il solo fatto dell' esistenza di questo straordinario talento impegnato a spargere buonumore e ottimismo dovrebbe suscitare un' ondata di gratitudine. » |
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di Paolo D'Agostini La Repubblica
È possibile che una graduatoria dei cento registi più importanti ignorerebbe, nonostante l’Oscar, Roberto Benigni. Ma che vuol dire? Ogni metro convenzionale con lui salta, è inservibile e ininfluente. Guardando questo come ogni suo film viene il desiderio di immaginare come uno spettatore degli annienti o Trenta percepiva un film di Charlot. Non possiamo saperlo, naturalmente, che cosa gli passava nella mente e nel cuore, e d’altra parte l’ingenuità, la semplicità e l’immediatezza dell’accostamento al cinema di 70, 80 anni fa non esistono più e sono irrecuperabili. » |
di Mariarosa Mancuso Il Foglio
Ora che i due prestigiosi intellettuali Umberto Eco e Michele Serra sono scesi in campo per intervistare Benigni - sull’Espresso e sul Venerdì di Repubblica – la strategia promozionale è completa. E finalmente chiara nei suoi obiettivi. Primo: parlare di tutto tranne che del film, inteso come manufatto che dovrebbe stare in piedi da solo, senza il puntello delle buone intenzioni. Secondo: convincere gli spettatori che se non amano La tigre e la neve, o magari ne escono infastiditi, sono cretini refrattari al richiamo della poesia. » |
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