Il principe di Roma

Film 2022 | Commedia, +13 92 min.

Regia di Edoardo Falcone. Un film con Marco Giallini, Giulia Bevilacqua, Filippo Timi, Sergio Rubini, Denise Tantucci. Cast completo Genere Commedia, - Italia, 2022, durata 92 minuti. Uscita cinema giovedì 17 novembre 2022 distribuito da Lucky Red. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 - MYmonetro 2,72 su 14 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Ultimo aggiornamento lunedì 14 novembre 2022

Un uomo ricco e avido nel tentativo di recuperare del denaro necessario si troverà nel bel mezzo di un sorprendente viaggio a cavallo tra passato, presente e futuro. In Italia al Box Office Il principe di Roma ha incassato 956 mila euro .

Consigliato sì!
2,72/5
MYMOVIES 3,00
CRITICA 2,69
PUBBLICO 2,47
CONSIGLIATO SÌ
Una commedia sfacciatamente popolare con una misura di leggerezza ed efficaci tempi comici.
Recensione di Paola Casella
domenica 16 ottobre 2022
Recensione di Paola Casella
domenica 16 ottobre 2022

Roma, 1829. Bartolomeo Proietti è un uomo ricco e potente che sta per acquisire (o meglio, acquistare) il titolo di principe prendendo in sposa l'aristocratica Domizia. Ma il sottoposto che doveva portargli i cento scudi necessari per la transazione viene condannato a morte prima di rivelare a Bartolomeo dove è custodito il denaro. Per poter carpire dal defunto l'informazione necessaria Sor Meo (come lo chiama la domestica Teta) si rivolge a una fattucchiera che lo ammonisce: evocando i morti potrà imbattersi anche nelle anime che si aggirano da secoli per Roma. Infatti, invece del fantasma del sottoposto, Bartolomeo incontrerà quelli di Beatrice Cenci e Giordano Bruno, che lo accompagneranno in una rivisitazione del passato, cui seguirà un'anteprima del futuro, utili a ripensare la sua intera esistenza.

Il principe di Roma sembra un incrocio fra il Canto di Natale dickensiano, cui è dichiaratamente ispirato, e Il marchese del Grillo monicelliano, da cui "ruba" il protagonista reso immortale da Alberto Sordi, e certamente ricalca da entrambi lo stile e la morale, aggiungendo qua e là una spruzzata di Luigi Magni e un'evocazione di Fantasmi a Roma.

Per fortuna Edoardo Falcone, che dirige e firma la sceneggiatura insieme a Paolo Costella e Marco Martani, ha un innato senso del ritmo di commedia, dunque al netto di tutte le ispirazioni precedenti, che lo rendono palesemente derivativo, il suo film ha una misura di leggerezza e di divertimento che gli ingrazieranno il pubblico popolare.

Perché Il principe di Roma è sfacciatamente popolare, anzi popolano - il che non è usato in senso denigratorio -  e sfrutta la capacità (soprattutto di Falcone) di costruire dialoghi scorrevoli e fare leva sull'abilità del suo cast, che comprende il fedele sodale Marco Giallini nella sua consueta cifra sarcastica ma anche tre professionisti navigati come Sergio Rubini, Filippo Timi e Giuseppe Battiston, più tre presenze più giovani ma non meno efficaci: Antonio Bannò nei panni del cocchiere Giacchino, la luminosa Denise Tantucci in quelli di Beatrice Cenci, e soprattutto l'ottima Giulia Bevilacqua nel ruolo di Teta, degna erede della Rosetta di Rugantino. Anche Andrea Sartoretti e Massimo De Lorenzo danno il loro contributo nei panni di Eugenio, il fratello rivoluzionario di Bartolomeo, e Duilio il contabile.

Non c'è pretesa di originalità in questa storia, né di accuratezza storica o filologica, ma ci sono una bonomia e una capacità di gestire gli attori dando loro lo spazio comico necessario senza lasciarli tracimare (specialmente Giallini). E alcuni archetipi ricorrenti nella Capitale - l'aristocratico pieno di "buffi" che vuole i soldi ma non li nomina per non essere volgare; il rappresentante della Chiesa che soccombe alle umane tentazioni; l'imprenditore edile che presta i soldi a strozzo - ci ricordano che in ogni epoca "Roma è piena di anime inquiete", come ammonisce la fattucchiera.

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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
giovedì 8 dicembre 2022
Maramaldo

Marco Giallini per certi versi mi ricorda Vittorio Gassman. Ci si soffermava sul personaggio, sulla storia, sui comprimari ma a nessuno veniva in mente di sottolineare quant'era bravo, fatto acquisito, andava da sè. Oggi, Bartolomeo s'impone. In parodia o allucinato, in sogno o ben desto ossia un arricchito rimasto "trucido", uno spilorcio senza core.

FOCUS
FOCUS
domenica 13 novembre 2022
Giovanni Bogani

La disillusione. Il disincanto. Lo scetticismo. L’ironia, quell’ironia beffarda di chi non crede a nulla, neanche a se stesso. Che cosa c’è nella faccia di Marco Giallini? C’è tutto questo, in quel mezzo sorriso tirato, con gli occhi socchiusi, di chi non ci crede mai fino in fondo. Fra Clark Gable e Nino Manfredi.

Marco Giallini, strano caso – nel cinema italiano – di uno che la fama l’ha conosciuta a cinquant’anni. Prima ha fatto mille lavori, prima di diventare quel Clint Eastwood della Nomentana, alto e secco, con quella camminata un po’ western, anche se siamo in un film ambientato nel presente, o nell’Ottocento italiano, come Il principe di Roma, l’ultimo suo lavoro (dal 17 novembre al cinema).

Ne ha fatte di cose, Marco Giallini, prima di diventare un’icona del cinema italiano, quello che naviga fra tensione e commedia. Duro e tenero insieme, disilluso e capace di una scorbutica poesia. Ne ha fatte di cose: l’imbianchino e la comparsa. Il successo arriva con la serie tv Romanzo criminale di Stefano Sollima: è il 2008, Marco Giallini ha 45 anni. Dopo Romanzo criminale 2 nel 2010, arriva ACAB – All Cops Are Bastards nel 2011, e la serie Rocco Schiavone, sul versante del cinema con la pistola.

Dall’altro versante, quello della commedia, è Carlo Verdone il primo a dargli una grande occasione in Io, loro e Lara del 2010; lo stesso Verdone lo richiamerà in Posti in piedi in Paradiso del 2012, che gli vale il Nastro d’argento come miglior attore non protagonista.

All’alba dei cinquant’anni, la sua carriera vola. In Tutta colpa di Freud di Paolo Genovese, del 2014, interpreta uno psicologo abbandonato dalla moglie, costretto a crescere tre figlie adulte. Nel 2016 è ancora con Paolo Genovese che coglie un bersaglio importante: Perfetti sconosciuti (guarda la video recensione) è uno dei più grandi successi del decennio, unisce successo di pubblico e successo di critica, come raramente accade nel cinema italiano. Poi presta il talento a Massimiliano Bruno e al suo gioco col tempo in Non ci resta che il crimine (guarda la video recensione) del 2019, con i relativi sequel. Ormai Giallini è diventato imprescindibile, pare, per ogni tipo di cast.
 

Cresce negli anni ’70, a pane e cinema, come era “normale” in quegli anni, ma soprattutto a pane e musica. Rock, tanto rock. “E tanti fumetti. Avevo una capanna sopra un albero: ci salivo sopra, mi portavo su i fumetti, ero fissato con Tarzan e lassù mi sentivo un po’ come lui”. Poi studia teatro, fine degli anni ’80, ha già venticinque anni. Continua a fare teatro, fino al giorno in cui viene a vederlo Marco Risi. “Devo ringraziare Valerio Mastandrea: fu lui a dire a Risi ‘Vieni a teatro, c’è un mio amico che è forte’. Risi venne, e mi offrì un’occasione nel film L’ultimo Capodanno: ‘Faresti il marito di Monica Bellucci?’, mi disse”. Così Giallini entra nel cinema: nel film più sfortunato di Marco Risi. Ma da allora, la corsa non si ferma più.

STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
venerdì 2 dicembre 2022
Giovanni Guidi Buffarini
Corriere Adriatico

Nella Roma dell'Ottocento, un uomo ricco e avido e volgare intende acquistare sposa e (di lei) titolo nobiliare, ma l'affare di fatto concluso si complica e si complica anche il film, che partito seguendo le orme di Monicelli & Sordi (Il marchese del Grillo) e Magni (Nell'anno del Signore) devia dalle parti di Dickens, Il canto di Natale, con entrata in scena di fantasmi illustri, da Giordano Bruno [...] Vai alla recensione »

NEWS
VIDEO
giovedì 10 novembre 2022
 

Il principe di romaa

NEWS
giovedì 3 novembre 2022
 

Un uomo ricco e avido nel tentativo di recuperare del denaro necessario si troverà nel bel mezzo di un sorprendente viaggio a cavallo tra passato, presente e futuro. Vai all'articolo »

TRAILER
lunedì 17 ottobre 2022
 

Regia di Edoardo Falcone. Un film con Marco Giallini, Giulia Bevilacqua, Sergio Rubini, Filippo Timi, Giuseppe Battiston. Da giovedì 17 novembre al cinema. Guarda il trailer »

FESTA DI ROMA
domenica 16 ottobre 2022
Paola Casella

Un film che ha leggerezza e tempi comici. Ed ovviamente un gran cast. In anteprima alla Festa del Cinema di Roma e dal 17 novembre al cinema. Vai all'articolo »

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