Dizionari del cinema
Miscellanea (1)
Collegamenti
Media & Link
Consulta on line la Biblioteca del cinema. Tutti i film dal 1895 a oggi:
lunedì 17 maggio 2021

Marco Giallini

Io, Giallini

58 anni, 4 Aprile 1963 (Ariete), Roma (Italia)
occhiello
Rocco: "Steve Jobs? Ma non era morto?"
Lele: "E sì, perché se pure era vivo chiamava mi' moie!"

dal film Perfetti sconosciuti (2016) Marco Giallini  Rocco
vota questa frase: 0 1 2 3 4 5
Marco Giallini
Nastri d'Argento 2019
Nomination miglior attore per il film Domani è un altro Giorno di Simone Spada

Nastri d'Argento 2018
Nomination miglior attore commedia per il film Io sono Tempesta di Daniele Luchetti

Nastri d'Argento 2017
Nomination miglior attore per il film Beata ignoranza di Massimiliano Bruno

David di Donatello 2016
Nomination miglior attore per il film Perfetti sconosciuti di Paolo Genovese

David di Donatello 2015
Nomination miglior attore per il film Se Dio Vuole di Edoardo Falcone

David di Donatello 2013
Nomination miglior attore non protagonista per il film Buongiorno papà di Edoardo Leo

Nastri d'Argento 2013
Nomination miglior attore per il film Buongiorno papà di Edoardo Leo

David di Donatello 2012
Nomination miglior attore per il film Posti in piedi in paradiso di Carlo Verdone

David di Donatello 2012
Nomination miglior attore non protagonista per il film ACAB - All Cops Are Bastards di Stefano Sollima

Nastri d'Argento 2012
Nomination miglior attore non protagonista per il film Posti in piedi in paradiso di Carlo Verdone

Nastri d'Argento 2012
Nomination miglior attore non protagonista per il film ACAB - All Cops Are Bastards di Stefano Sollima

Nastri d'Argento 2012
Premio miglior attore non protagonista per il film Posti in piedi in paradiso di Carlo Verdone

David di Donatello 2010
Nomination miglior attore non protagonista per il film Io, loro e Lara di Carlo Verdone

Nastri d'Argento 2010
Nomination miglior attore non protagonista per il film Io, loro e Lara di Carlo Verdone



Paolo Genovese presenta insieme ai protagonisti e al regista Rolando Ravello la serie in otto episodi tratta dal suo fortunato film del 2014. Dal 26 febbraio su Prime video e successivamente su Canale5.

Tutta colpa di Freud diventa una serie, «per approfondire le storie e i personaggi»

venerdì 19 febbraio 2021 - Paola Casella cinemanews

Tutta colpa di Freud diventa una serie, «per approfondire le storie e i personaggi» “Tre anni fa Medisaset cercava una commedia family e mi ha proposto di trasformare un mio film in una serie”, dice Paolo Genovese, supervisore artistico e cosceneggiatore di Tutta colpa di Freud, la serie in otto puntate ispirata alla sua commedia omonima del 2014 che debutterà il 26 febbraio su Prime Video, per poi approdare su Canale 5 il prossimo autunno. “Di solito, quando si decide di realizzare una serie a partire da un film è perché quel film è piaciuto al pubblico e ha il respiro necessario per approfondire le storie e i personaggi. L’idea iniziale rimane la stessa: uno psicanalista si ritrova da solo a gestire i rapporti sentimentali delle tre figlie, con un po’ di aiuto da parte degli amici che lo circondano. Ma come sempre succede, le storie prendono una loro vita e si sviluppano in altre direzioni”.

A presentare Tutta colpa di Freud, oltre a Genovese, ci sono le tre giovani attrici che interpretano il ruolo delle figlie: in ordine anagrafico Marta Gastini, Caterina Shulha e Demetra Bellina. Accanto a loro il regista Rolando Ravello, gli interpreti Max Tortora (l’amico Matteo) e Luca Bizzarri (un guru del marketing) nonché Claudia Pandolfi, che ha il ruolo di una psicanalista che prende in cura il protagonista, Francesco Taramelli. Claudio Bisio, che nella serie ha il ruolo di Francesco (che nel film era di Marco Giallini), è purtroppo assente causa Covid: niente di preoccupante, rassicura l’attore attraverso i social. Manca infine, per motivi di lavoro, anche Stefania Rocca, che interpreta una headhunter.

Le modifiche ai personaggi sono state realizzate in fase di scrittura, perché in sceneggiatura se sposti anche un solo pezzetto ne paghi le conseguenze per tutta la durata delle riprese”, spiega Genovese. “Poi naturalmente gli interpreti, insieme al regista, si sono cuciti addosso i rispettivi ruoli”. Alla domanda se ci sia qualcosa di autobiografico nel protagonista Genovese risponde: “Non parto mai dall’idea di fare un film autobiografico perché temo il rischio noia e l’effetto ‘filmini delle vacanze’. Inevitabilmente tutto quello che ti succede finisce nelle storie, ma sempre attraverso una rielaborazione artistica”. Come mai non ha diretto lui stesso la serie? “Perché ogni tanto è importante cambiare il punto di vista su una storia che hai ideato e scritto, per vedere come qualcun altro la mette in scena. Rolando Ravello poi è un regista particolarmente capace nel raccontare le relazioni e i rapporti umani, ovvero tutto quello che è Freud”.
La scoperta del film è la coppia comica formata da Bisio e Tortora, che si sono incontrarti per la prima volta sul set. “Dal primo giorno abbiamo lavorato come se ci conoscessimo da anni”, ricorda Tortora. “Ci siamo trovati e molto divertiti insieme. I nostri personaggi raccontano le differenze fra Roma e Milano senza trasformarle in ostilità, e avolte sono proprio queste differenze ad aiutare ora l’uno, ora l’altro a rimettersi in carreggiata: anche perché spesso il mio personaggio ci vede meglio dello psicanalista e diventa lui stesso uno psicologo involontario, perché conosce bene la vita. Inoltre Claudio ed io amiamo l’improvvisazione, e si può farla solo se hai dei bei paletti cui appoggiarti”. “Bisognava menaje per farli smettere”, si inserisce Rolando Ravello. “Facevano chiacchierate infinite, quello che vedrete nella serie è solo il bignami”.

Tutta colpa di Freud mette al centro il mondo femminile che affianca il personaggio di Francesco. “E già questa è una peculiarità importante”, fa notare Claudia Pandolfi. “Ultimamente per fortuna sono più numerose le storie con personaggi femminili al centro delle storie”, osserva Marta Gastini, che nella serie ha il ruolo della figlia maggiore sua omonima. “E sono protagoniste forti, eroine. Ci stiamo avvicinando ad una visione della donna più a livello di quanto fino ad adesso è stato riconosciuto agli uomini. La mia idea di femminismo comunque è lottare affinché ciascun individuo, uomo o donna che sia, abbia le possibilità che merita”. E a chi le chiede se il suo personaggio sia “senza scrupoli” Demetra Bellina, che interpreta l’aspirante influencer Emma, risponde: “No, ha solo molta inventiva, grazie alla quale riesce ad ottenere ciò che vuole trovando soluzione alternative a situazioni complicate, senza fare del male a nessuno. Più che una mancanza di scrupoli, mi sembra una forma di intelligenza”.
Rolando ci ha permesso di essere completamente libere, e questo si può fare solo se il recinto è ben tracciato”, ricorda Pandolfi. “È stato liberatorio potersi muovere con disinvoltura lungo il confine fra realtà e immaginazione”. “Siamo state libere di lavorare con una serenità e una tranquillità che raramente ho incontrato sui set”, aggiunge Caterina Shulha. “Soprattutto, Rolando è riuscito a farci diventare una famiglia, e credo che questo si veda nella serie”. A chi chiede loro se l’intento di Tutta colpa di Freud, dove si parla anche di omosessualità e di relazioni complicate, sia dare voce a “storie d’amore non convenzionali”, Ravello risponde: “Se ancora si pensa che esistano relazioni non convenzionali siamo ancora a caro amico”. “Ben venga tutto ciò che mostra le possibilità infinite intorno all’amore”, rincara Pandolfi.

Ma il team artistico della serie ha mai avuto bisogno dello psicanalista? “Io ho fatti un percorso per me fondamentale, e lo consiglio vivamente”, dice Pandolfi. “Credo che la psicanalisi sia uno strumento importante essere più risolti nella vita, ed è salvifico che sia un estraneo ad ascoltarti”. “Anche io ho avuto un lungo rapporto con la psicanalisi terminato un anno fa: credo di aver sventrato il mio analista, adesso è lui ad avere bisogno di aiuto”, scherza Ravello. E ricorda un suo attacco di panico, di quelli che Francesco Taramelli ha nel film, durante un provino. “Io invece in aereo prendo le gocce per dormire”, confessa Shulha.

Tutta colpa di Freud sarà un prodotto esportabile? “L’idea era proprio quella di creare una serie comprensibile ovunque”, dice Genovese. “Le dinamiche famigliari e sentimentali sono universali, e abbiamo cercato di non raccontare cose strettamente legate all’Italia, soprattutto umoristiche. Amazon ti dà la possibilità di farti conoscere all’estero, valeva la pena intercettare quella visibilità internazionale”. Ci sarà una seconda stagione? “Ogni serie parte con la voglia di continuare a raccontare le storie dei suoi personaggi: ma la parola, come sempre, spetta al pubblico”.

   

Marco Giallini e Claudio Santamaria sono i protagonisti di una black comedy sull'Italia aggredita dalla crisi. Dal 4 maggio su Netflix.

Rimetti a noi i nostri debiti: «una storia dei nostri tempi»

giovedì 19 aprile 2018 - Paola Casella cinemanews

Rimetti a noi i nostri debiti: «una storia dei nostri tempi» Il 4 maggio debutterà su Netflix Rimetti a noi i nostri debiti, lungometraggio di finzione di Antonio Morabito interpretato da Marco Giallini e Claudio Santamaria nei panni di due esattori di crediti. "Netflix si è dimostrata subito molto convinta, fin dalla prima volta che ha visionato il film", ricorda Morabito, "superando quei tentennamenti che avevano mostrato i distributori cinematografici davanti ad un argomento scomodo che ha anche una forte valenza politica. Grazie a Netflix il mio film verrà messo in onda in 190 Paesi e tradotto in 22 lingue: nessun distributore tradizionale avrebbe potuto garantire altrettanto". "Netflix può aiutare i film che non hanno una distribuzione. Un film nato per il cinema, sia che esca in sala che sul piccolo schermo, ha la stessa dignità. Tantopiù che molte serie oggi utilizzano un linguaggio cinematografico, una regia e fotografia da grande schermo". Claudio Santamaria "Spesso nelle sale un film, soprattutto italiano, ha una vita di una sola settimana, e poi sparisce dalla circolazione", rincara Giallini. "Una volta nel cinema della parrocchia ci restava per mesi!" Rimetti a noi i nostri debiti racconta una storia dei nostri tempi partendo dall'ultima rotella dell'ingranaggio", spiega Santamaria. "Il mio personaggio, Guido, perde l'ennesimo lavoro e per sopravvivere prova ad essere anche lui uno squalo, ma si rende conto di non farcela perché ha ancora una coscienza. Franco, il personaggio interpretato da Marco Giallini, è invece il mentore negativo di Guido". "Rimetti a noi i nostri debiti mi ha ricordato film come L'odore della notte per la sua dimensione onirica e senza tempo", interviene Giallini.

"E racconta cose che ho visto con i miei occhi: a Roma, sulla Nomentana alta, a volte capita di vedere uno steso per terra perché è stato preso a botte da qualcuno cui doveva dei soldi". "Guido e Franco sembrano i due protagonisti del Sorpasso per quanto sono male assortiti", continua Santamaria. "Franco è guascone e istrionico, Guido è chiuso in se stesso e non dà all'altro nessuna corda. Anche Marco ed io siamo attori molto diversi, ma questo è un bene: nessuno dei due permette all'altro di essere quello che è di solito. Il che ha reso i nostri due personaggi più sfaccettati e approfonditi". "Conoscevo Claudio perché è stato protagonista del mio Il venditore di medicine, dunque la sua bravura non mi ha stupito", afferma Morabito. "Con Marco invece non avevo mai lavorato prima, e dopo averlo incontrato ho riscritto mezzo copione per incorporare nel personaggio di Franco alcuni aspetti della sua personalità ironica".

   

Nel nuovo film di Daniele Luchetti Io sono Tempesta l'attore è un imprenditore senza scrupoli. Dal 12 aprile al cinema.

Marco Giallini: «Non ho niente in comune con Numa Tempesta»

giovedì 5 aprile 2018 - Paola Casella cinemanews

Marco Giallini: «Non ho niente in comune con Numa Tempesta» Nel nuovo film di Daniele Luchetti, Io sono Tempesta, Marco Giallini è Numa Tempesta, imprenditore senza scrupoli che si ritrova a lavorare in un centro di accoglienza per sfuggire al carcere. Un ruolo che rimanda ad Alberto Sordi e Vittorio Gassman (quello de Il sorpasso, cui il film fa omaggio con una scampanellata di clacson) e che non ha nulla in comune uno degli attori più benvoluti del panorama cinematografico italiano. Non ho niente in comune con Tempesta, a parte l'altezza e il fisico. Io non commetterei neanche la metà della metà delle sue nefandezze, non ne sarei proprio capace. Ma sono io che l'ho portato in scena, e dunque durante le riprese ho dovuto sospendere qualsiasi giudizio morale sul suo conto. Marco Giallini Secondo lei Numa è un coglione, come gli ripete suo padre nel film?
È un figlio di puttana, ma non un coglione. Un coglione è uno che crede a tutto, o che fa lo sbruffone con le donne. Numa invece è intelligente e poco interessato al sesso: anaffettivo e mascalzone.

Dica la verità, un po' le sta simpatico.
Diciamo che mi diverte. È una personalità forte, carismatica, uno di quelli che muovono il mondo, e si ritrova allo stesso livello dei frequentatori del centro di accoglienza, anzi peggio, perché gli tocca pulire i cessi del centro.

Una bella sfida per un attore.
Numa resta uno dei personaggi più belli che abbia avuto l'occasione di interpretare. Daniele Luchetti mi ha costretto a liberarmi di molti miei difetti per renderlo al meglio.

Le ha permesso di improvvisare?
Un po', ma Daniele è sempre molto preciso, sa quello che vuole e se la tua improvvisazione non coincide con i suoi obiettivi se ne disfa.

Secondo lei Io sono Tempesta racconta l'Italia di oggi?
No, racconta il mondo di sempre, la natura umana, come i film dovrebbero fare. Quelli belli, si intende.

   

Paolo Genovese e Valerio Mastandrea raccontano il film, presentato alla Festa del Cinema di Roma e dal 9 novembre al cinema.

The Place, «un'indagine nella parte oscura che c'è in tutti noi»

mercoledì 8 novembre 2017 - Alessandra Vitali cinemanews

The Place, «un'indagine nella parte oscura che c'è in tutti noi» Lui è seduto sempre allo stesso posto. Non importa a quale ora del giorno e della notte, lo troverete sempre lì, all'angolo di un ristorante, allo stesso tavolo, con un quaderno in mano. Qualche volta ci scrive delle cose, qualche altra le legge. Non sappiamo niente di lui, chi lo viene a cercare sa soltanto che è capace di esaudire desideri. Qualcuno pensa che sia un mostro ma lui i mostri li nutre, dandogli soltanto quello che vogliono e chiedendo in cambio una 'buona' azione. Vogliamo tutti qualcosa. È il desiderio a farci umani, a fare di noi quello che siamo. È una sorta di verità generale, di parametro intangibile, atemporale, universale. L'assenza di desiderio, qualunque cosa sia, non esiste. Perché altrimenti verremmo al mondo? «Ognuno di noi quando ha bisogno di fare una scelta profonda ha qualcosa come riferimento [...] ognuno si confronta con qualcuno, con qualcosa, e Valerio [Mastandrea, ndr] rappresenta quei diversi qualcuno o qualcosa a cui ognuno di noi fa riferimento quando cerca un tema morale profondo». Paolo Genovese, regista del film A poche ore dall'uscita del film, al cinema da domani, Alessandra Vitali intervista il regista Paolo Genovese e Valerio Mastandrea, che in The Place ha il ruolo misterioso del deus ex machina, il motore (immobile) di una storia che coinvolge 10 personaggi interpretati da altrettante star del cinema italiano: Marco Giallini, Alessandro Borghi, Silvio Muccino, Alba Rohrwacher, Vittoria Puccini, Sabrina Ferilli, Silvia D'Amico, Rocco Papaleo, Giulia Lazzarini e Vinicio Marchioni.

   

Tra polemiche e sorprese, presentato a Roma il thriller di Stefano Sollima.

ACAB, l'odio in divisa nella Roma a mano armata

lunedì 23 gennaio 2012 - Ilaria Ravarino cinemanews

ACAB, l'odio in divisa nella Roma a mano armata C'è chi lo paragona a L'odio di Mathieu Kassovitz e chi torna a ragionare sui poliziotteschi dell'Italia anni '70, Roma a mano armata di Umberto Lenzi, La polizia incrimina, la legge assolve di Enzo Castellari. Chi se la prende perché con questi film invece non c'entra niente, e pare piuttosto un Romanzo criminale al contrario, fatto di guardie farabutte quanto i criminali che dovrebbero acchiappare.
Tratto dall'omonimo libro inchiesta di Carlo Bonini, ACAB - All Cops Are Bastards di Stefano Sollima, al cinema da venerdì, fa discutere in capannelli critici e giornalisti. Il ritorno al cinema di genere accende la fantasia del cinefilo, i riferimenti all'attualità eccitano il cronista. Nel pubblico c'è anche un poliziotto, venuto per guardare in anteprima il film sulla Celere che da settimane infiamma i blog della Polizia di Stato. Il cast (Pierfrancesco Favino, Filippo Nigro, Marco Giallini, Andrea Sartoretti e Domenico Diele) non nasconde un certo nervosismo accendendo i microfoni per l'incontro con la stampa romana, perché l'uscita in sala, in 300 copie, si prevede burrascosa: la Polizia «non ha ostacolato le riprese - dice il regista - ma non le ha nemmeno agevolate», e il ritratto impietoso della Capitale, stretta in una morsa di cattiva politica e violenza, potrebbe andare di traverso (anche) agli amministratori capitolini. Continua »

Un nuovo ingresso nella serie di Rai Tre.

La Nuova squadra: Marco Giallini, da Terribile a Vicequestore di Spaccanapoli

mercoledì 16 settembre 2009 - Alessandra Giannelli cinemanews

La Nuova squadra: Marco Giallini, da Terribile a Vicequestore di Spaccanapoli Con undici nuove puntate la serie poliziesca di Rai Tre, La Nuova squadra, riapre i battenti del Commissariato Spaccanapoli. L'avevamo lasciato alle prese con la corruzione di cui si era macchiato ed ora si trova nel difficile intento di riconquistare la stima del quartiere con l'impresa di smascherare alcuni clan della zona. Per questo, a fianco degli uomini già noti (interpretati da Rolando Ravello, Pietro Taricone, Elaine Bonsangue, Ciro Esposito, Gennaro Silvestro, Antonio Milo, Tony Sperandeo), ci sarà il nuovo vicequestore Andrea Lopez, l'attore Marco Giallini: un uomo tutto d'un pezzo, che pian piano guiderà al meglio l'intero staff. Per conoscerne le novità abbiamo chiesto a Giallini di parlarci della serie che, nel tempo, ha cercato di incontrare i gusti e le esigenze del pubblico, offrendo anche momenti romantici e spensierati accanto a fatti più drammatici e seriosi. Marco Giallini, romano e molto romanista, è un attore di cinema, teatro e televisione; è stato "il Terribile" nella serie televisiva Romanzo criminale, reciterà in quella de Il mostro di Firenze; ha lavorato con autori importantissimi come Sorrentino, De Maria, Risi (cui deve l'approdo al cinema con L'ultimo Capodanno accanto alla Bellucci); è stato protagonista di cortometraggi e videoclip, ma è anche un grande esperto musicale, di rock soprattutto nonché un convintissimo centauro. Romano verace, mostra tutta la sua simpatia, non rinnega la strada da cui proviene, anzi ne ha fatto la sua forza e parla con estrema sincerità del suo mestiere che lo vede protagonista su più fronti in queste ultime stagioni, anche accanto a Verdone.

Villetta con ospiti

Villetta con ospiti

* * 1/2 - -
(mymonetro: 2,59)
Un film di Ivano De Matteo. Con Marco Giallini, Michela Cescon, Massimiliano Gallo, Erika Blanc, Cristina Flutur.
continua»

Genere Drammatico, - Italia 2020. Uscita 30/01/2020.
Il grande salto

Il grande salto

* * 1/2 - -
(mymonetro: 2,67)
Un film di Giorgio Tirabassi. Con Ricky Memphis, Giorgio Tirabassi, Marco Giallini, Pasquale Petrolo, Valerio Mastandrea.
continua»

Genere Commedia, - Italia 2019. Uscita 13/06/2019.
Domani è un altro Giorno

Domani è un altro Giorno

* * * - -
(mymonetro: 3,28)
Un film di Simone Spada. Con Valerio Mastandrea, Marco Giallini, Anna Ferzetti, Andrea Arcangeli, Jessica Cressy.
continua»

Genere Commedia, - Italia 2019. Uscita 28/02/2019.
Non ci resta che il crimine

Non ci resta che il crimine

* * - - -
(mymonetro: 2,29)
Un film di Massimiliano Bruno. Con Alessandro Gassmann, Marco Giallini, Edoardo Leo, Gianmarco Tognazzi, Ilenia Pastorelli.
continua»

Genere Commedia, - Italia 2019. Uscita 10/01/2019.
Io sono Tempesta

Io sono Tempesta

* * - - -
(mymonetro: 2,21)
Un film di Daniele Luchetti. Con Marco Giallini, Elio Germano, Eleonora Danco, Jo Sung, Francesco Gheghi, Carlo Bigini, Marcello Fonte.
continua»

Genere Commedia, - Italia 2018. Uscita 12/04/2018.
Filmografia di Marco Giallini »
prossimamente al cinema Film al cinema Novità in dvd Film in tv
martedì 11 maggio
Favolacce
Mi chiamo Francesco Totti
mercoledì 28 aprile
La prima donna
martedì 27 aprile
L'agnello
Imprevisti Digitali
martedì 13 aprile
Burraco fatale
Lei mi parla ancora
Genesis 2.0
giovedì 1 aprile
Il concorso
martedì 23 marzo
Easy Living - La vita facile
giovedì 18 marzo
I predatori
Altri prossimamente » Altri film al cinema » Altri film in dvd » Altri film in tv »
home | cinema | database | film | uscite | dvd | tv | box office | prossimamente | colonne sonore | Accedi | trailer | TROVASTREAMING |
Copyright© 2000 - 2021 MYmovies® // Mo-Net All rights reserved. P.IVA: 05056400483 - Licenza Siae n. 2792/I/2742 - credits | contatti | redazione@mymovies.it
Normativa sulla privacy | Termini e condizioni d'uso
pubblicità