Beata ignoranza

Film 2017 | Commedia +13 102 min.

Regia di Massimiliano Bruno. Un film con Marco Giallini, Alessandro Gassmann, Valeria Bilello, Carolina Crescentini, Teresa Romagnoli. Cast completo Genere Commedia - Italia, 2017, durata 102 minuti. Uscita cinema giovedì 23 febbraio 2017 distribuito da 01 Distribution. Oggi al cinema in 355 sale cinematografiche Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 - MYmonetro 2,33 su 13 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Una disputa sui social network: è giusto o sbagliato esserne dipendenti? Si tratta di comunicazione o di superficialità? Beata ignoranza è 2° in classifica al Box Office, ieri ha incassato € 480.445,00 e registrato 70.878 presenze.

Consigliato nì!
2,33/5
MYMOVIES 2,00
CRITICA 2,33
PUBBLICO 2,67
CONSIGLIATO NÌ

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L'idea interessante di confrontare due modi opposti di gestire un aspetto chiave della contemporaneità non trova un'adeguata narrazione cinematografica.
Recensione di Paola Casella
martedì 21 febbraio 2017
Recensione di Paola Casella
martedì 21 febbraio 2017

Ernesto e Filippo si conoscono da una vita, ma non si rivedevano da 25 anni: a dividerli è stato l'amore per la stessa donna, Marianna, e la nascita di una figlia, Nina. Ora però si sono ritrovati ad insegnare nello stesso liceo, l'uno italiano, l'altro matematica, e a dividerli è subentrato il loro modo di gestire il rapporto con le alte tecnologie: Ernesto ha un Nokia del '95, non possiede un computer ed è orripilato davanti al dilagare dei social media; Filippo invece vive di selfie, chat e incontri in rete. Le rispettive preferenze non possono non influire sullo stile accademico dei due docenti nonché sulle loro relazioni personali, e l'attrito esplode proprio in classe, debitamente filmato e condiviso su Internet. Nina intercetta quel video virale e decide di girare un documentario creando un esperimento antropologico secondo cui Ernesto dovrà imparare ad utilizzare computer, smartphone e social, mentre Filippo dovrà disintossicarsi da qualsiasi comunicazione virtuale, con l'aiuto di un gruppo di sostegno per la dipendenza online. E poiché Nina ha una conoscenza personale di entrambe le sue cavie la situazione è destinata a complicarsi e ad assumere sfumature tragicomiche.

Massimiliano Bruno e la Italian International Film di Fulvio Lucisano si buttano a pesce sulla nuova tendenza cinematografica italiana che individua nel suo capostipite Perfetti sconosciuti, ma come ogni progetto successivo che rincorre un'ispirazione originale Beata ignoranza non riesce a trasformare un'idea interessante (il confronto fra due modi opposti di gestire un aspetto chiave della contemporaneità) in una narrazione cinematografica soddisfacente.

Il principale problema di Beata ignoranza è infatti proprio la sceneggiatura firmata da Bruno insieme a Herbert Simone Paragnani e Gianni Corsi, piena di implausibilità che riguardano soprattutto la costruzione dei due protagonisti. Se da un lato Ernesto è divertente nella sua avversione granitica alla modernità (merito anche della recitazione di Marco Giallini, che sa inserire sfumature anche là dove non sono previste) dall'altro risulta del tutto incoerente nella gestione del suo rapporto con Nina e nell'attrazione per un'altra insegnante, Margherita, assuefatta a quei social che lui dovrebbe detestare. Ma va ancora peggio a Filippo, ignorante anche della materia che insegna (Perché gli permettono di fare il docente di ruolo in un liceo? Perché per fortuna c'è la "Buona Scuola", suggerisce una battuta), ex elettore di Forza Italia che vive alla Balduina insieme a due perdigiorno cannaioli, in un assetto domestico (anche solo di arredo) che sarebbe concepibile al Pigneto, non in uno dei quartieri più conservatori di Roma. E via elencando incoerenze e assurdità. Alessandro Gassman si vede costretto a recitare il suo ruolo contradditorio e bidimensionale con sguardi e smorfie che non fanno onore alla sua abilità di attore.

Va meglio ai personaggi di contorno (come spesso succede nei film di Bruno): l'operatrice Iris (Emanuela Fanelli) è spassosa nella sua caratterizzazione della virago con accento "etnico", il coinquilino di Filippo, Gianluca (Giuseppe Ragone), diverte con i suoi talenti inutilizzati strizzando l'occhio a Smetto quando voglio, il bidello Alessandro Di Carlo appare e scompare come una maschera goldoniana e Teresa Romagnoli fa del suo meglio per restituire a Nina un briciolo di autenticità. Terribile invece il personaggio di Marianna, interpretata da Carolina Crescentini con sguardo lacrimoso. Tra l'altro tutti e tre i principali ruoli femminili (Marianna, Nina, Margherita) sembrano incapaci di gestire la propria sessualità in modo maturo, o anche solo di conoscere l'uso dei contraccettivi.
Il linguaggio cinematografico è infine un pasticcio: l'obiettivo di preparare quella "sorpresa finale" che caratterizzava il prototipo Perfetti sconosciuti distorce tutta la costruzione narrativa, interrompendo il flusso del racconto con inserti da web serie che la conclusione (anche quella improbabile) dovrebbe giustificare, e che invece rendono semplicemente faticoso per lo spettatore seguire il filo della storia. Quello che manca è soprattutto una verità di fondo nella gestione delle relazioni interpersonali che si limitano ad interazioni da spot televisivo, senza quella profondità che, anche nel contesto di una commedia, è necessaria perché la storia funzioni. Per contro Beata ignoranza non risparmia le tirate moraliste sui giovani e la loro presunta incapacità di distinguere reale e virtuale: da che pulpito, verrebbe da osservare.

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RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
sabato 25 febbraio 2017
woody62

Quasi coetanei – due anni di differenza – e curiosamente accomunati da un recente successo televisivo in fiction “poliziesche” (nelle vesti dell'ispettore Lojacono e del vicequestore Schiavone), Alessandro Gassmann e Marco Giallini non potrebbero essere più diversi. Figlio e discepolo d'arte il primo, cresciuto a pane, teatro e cinema con la guida del grande [...] Vai alla recensione »

sabato 25 febbraio 2017
Nino Pellino

Questo film del regista Massimiliano Bruno purtroppo non mi ha molto convinto, anzi non mi ha quasi per niente preso. Nonostante la simpatia di Giallini e la recitazione sorniona di Gassman (anche se qui il ruolo affidatogli lo limita, non facendoci apprezzare appieno invece la sua bravura di attore) la trama è pressocché inconsistente e non rende giustizia ad una storia che diversamente [...] Vai alla recensione »

sabato 25 febbraio 2017
maria.f

Filippo ed Ernesto già amici universitari, all’epoca innamorati entrambi di Marianna, si rincontrano venticinque anni dopo come docenti presso lo stesso liceo. Le differenti personalità li hanno condotti a scelte di uno stile di vita diametralmente opposto, Ernesto ama assaporare la vita approfondendo, scomponendo, sviscerando e penetrando tutto ciò che lo circonda, Filippo [...] Vai alla recensione »

giovedì 23 febbraio 2017
gigi-one

Un film che si lascia vedere fino alla fine.Si, perché ti chiedi: voglio vedere questi dove vanno a finire, che vogliono dire.Arrivi alla fine ...... e lo stesso non hai capito niente.Film improbabile, con recitazioni non all'altezza dei nomi in campo.

venerdì 24 febbraio 2017
gigi-one

Un film che si lascia vedere fino alla fine. Si, per cercare di capire: questi dove vogliono arrivare, che vogliono dire. Arrivi alla fine e ti accorgi di non averci capito niente.

venerdì 24 febbraio 2017
asia

Sembra un film di cento anni fa. Con battute di cento anni fa. Roba da vecchi, ma i vecchi sono più originali.

STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
giovedì 23 febbraio 2017
Massimo Bertarelli
Il Giornale

Brutto guaio una commedia frizzante, almeno nelle intenzioni, ma dove non si ride ma. Lo spunto iniziale, la conoscenza del web, va presto a farsi benedire. E la sfida informatica tra il prof d'italiano Giallini, progressista e misantropo. e il collega di matematica Gassman, destrorso e sottaniere, si trasforma in una scontatissima storiella sentimentale.

giovedì 23 febbraio 2017
Paolo D'Agostini
La Repubblica

Carne al fuoco, nel film di Massimiliano Bruno, nonché spunti utili al confronto con la commedia italiana storica, ce n'è. In una scuola si ritrovano dopo anni di ostile lontananza il prof di italiano Marco Giallini, che impone agli alunni di depositare gli smartphone sulla cattedra, e quello di matematica Alessandro Gassmann tanto entusiasta delle nuove frontiere da sostituirle sfacciatamente a una [...] Vai alla recensione »

giovedì 23 febbraio 2017
Silvio Danese
Quotidiano Nazionale

Scuola confusa, tossicità telematica, paternità scambiate, figli abbandonati. Per fare commedia di famiglia ce n'è. Però, quanto ci credi a un rigido professore di italiano analfabeta tecnologico con la faccia di Giallini e a un gaglioffo prof "per caso" di matematica iper-social e smartphone dipendente con la faccia di Gassmann? Amici nemici con un amore e una figlia in comune, tagliati con l'accetta [...] Vai alla recensione »

martedì 21 febbraio 2017
Federico Pontiggia
Il Fatto Quotidiano

Meglio Ugo Foscolo o WhatsApp? Meglio il professore di una volta o quello che sdogana app e tablet? Insomma, meglio #labuonascuo!a? Domande evase dalla Beata ignoranza di Massimiliano Bruno, che il 23 febbraio porta in sala la singolar tenzone tra due professori di liceo: l'analogico Marco Giallini (Ernesto) e il digitale Alessandro Gassmann (Filippo), uniti da una figlia, divisi da tutto il resto. Cattoco [...] Vai alla recensione »

NEWS
POSTER
lunedì 30 gennaio 2017
 

Ernesto (Marco Giallini) e Filippo (Alessandro Gassmann) sono entrambi professori di liceo. Questo però è l'unico elemento che i due hanno in comune. Se il primo è un rigido conservatore, tradizionalista con gli allievi e con se stesso, sostenitore della [...]

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lunedì 30 gennaio 2017
 

Ernesto (Marco Giallini) e Filippo (Alessandro Gassmann) hanno due personalità agli antipodi e un unico punto in comune: sono entrambi professori di liceo. Filippo è un allegro progressista perennemente collegato al web.

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