Io c'è

Film 2018 | Commedia +13 100 min.

Anno2018
GenereCommedia
ProduzioneItalia
Durata100 minuti
Al cinema3 sale cinematografiche
Regia diAlessandro Aronadio
AttoriEdoardo Leo, Margherita Buy, Giuseppe Battiston, Giulia Michelini, Massimiliano Bruno .
Uscitagiovedì 29 marzo 2018
DistribuzioneVision Distribution
RatingConsigli per la visione di bambini e ragazzi: +13
MYmonetro 2,64 su 16 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di Alessandro Aronadio. Un film con Edoardo Leo, Margherita Buy, Giuseppe Battiston, Giulia Michelini, Massimiliano Bruno. Genere Commedia - Italia, 2018, durata 100 minuti. Uscita cinema giovedì 29 marzo 2018 distribuito da Vision Distribution. Oggi tra i film al cinema in 3 sale cinematografiche Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 - MYmonetro 2,64 su 16 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Fondare una nuova fede che mette al centro dell'universo l'Io. L'obiettivo? Risollevare le sorti di un bed and breakfast fatiscente. In Italia al Box Office Io c'è ha incassato nelle prime 2 settimane di programmazione 1,2 milioni di euro e 598 mila euro nel primo weekend.

Consigliato nì!
2,64/5
MYMOVIES 3,00
CRITICA 2,60
PUBBLICO 2,33
CONSIGLIATO NÌ
Interpreti in parte e una cifra stilistica originale per una commedia che tanto commedia non è.
Recensione di Paola Casella
sabato 24 marzo 2018
Recensione di Paola Casella
sabato 24 marzo 2018

Massimo Alberti ha creduto nel miracolo italiano e poi si è imbattuto nella crisi: il suo bed & breakfast perde colpi (e denari) e la sorella maggiore Adriana, che è sempre stata la cocca di papà, condivide l'opinione genitoriale che Massimo sia incapace di fare alcunché di realmente valido. Il marito di Adriana, vero arrivista senza scrupoli, cerca di portare via al cognato anche quella metà del bed & breakfast che è l'ultima eredità paterna e che rischia di diventare il simbolo del suo definitivo fallimento. In particolare il fisco lo massacra, affossando il suo piglio imprenditoriale. È allora che Massimo si rende conto che le sue vicine, un gruppo di suorine tanto scaltre quanto pie, hanno trovato la soluzione giusta per un business esentasse: affittare le stanze del convento a fronte di un'offerta volontaria, sulla quale l'Agenzia delle Entrate non può rivalersi perché il convento cade sotto la definizione legale di "luogo di culto". Da lì all'inventarsi un culto che trasformi il bed & breakfast in luogo tax free, per Massimo il passo è breve.

Dopo il buon esito di Orecchie Alessandro Aronadio mette il suo sguardo laico e ironico al servizio di una commedia che tanto commedia non è: il film slitta infatti impercettibilmente (ma inesorabilmente) dalla farsa all'italiana, con tanto di eroe cialtrone, a dramma dello spirito.

Anche la religione inventata da Massimo, lo Ionismo, si rivela molto meno simile ad un culto della personalità che ad un'assunzione individuale di responsabilità e un'accettazione delle proprie circostanze che sarebbero davvero la mano santa, di questi tempi.

Edoardo Leo presta il suo personaggio di italiano medio al "santone" togliendogli ogni sfumatura realmente messianica, e riportandolo alla consapevolezza dei propri limiti: sarà lui a doversi guardare allo specchio, oggetto sacro dello Ionismo. Adriana, che ha il volto di una Margherita Buy più concreta del solito, e uno scrittore senza pubblico interpretato da Giuseppe Battiston con consumato disincanto, troveranno invece nello Ionismo una sponda per uscire dalla propria impasse.

La sceneggiatura - firmata da Aronadio, Leo, Renato Sannio e Valerio Cilio (che con grande autoironia presta il suo cognome allo scrittore sfigato della trama) - fa qualche concessione di troppo alla produzione, ma è nella regia che Io c'è compie il salto di qualità: alcune scene, soprattutto acquatiche, annunciano un autore con una gestione coraggiosa dell'immagine. Visivamente Aronadio mostra infatti una refrattarietà viscerale a quel compromesso cui cede in sceneggiatura. Come Massimo Alberti, il regista è sempre pronto ad "inventarsi qualcosa" in un cinema, quello italiano, costretto ad arrangiarsi, e il risultato è una cifra stilistica originale, pur all'interno delle costrizioni commerciali. Così come l'aspirazione di Aronadio ad un mondo senza sensi di colpa appare anche un'aspirazione a un cinema privo di inutili ipocrisie.

PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
giovedì 5 aprile 2018
Flyanto

"Io C'è" è un film sulle nuove correnti di pensiero o religioni che in questi anni proliferano creando migliaia di entusiasti proselitii. Il protagonista della suddetta pellicola, grazie ad un'eredità paterna ha trasformato la grande e lussuosa dimora familiare in un fiorente dal punto di vista economico "bed & breakfast".

lunedì 2 aprile 2018
Michele Camero

 Una buona commedia italiana, sulla scia di quella “Nobile Commedia all’italiana” assente oramai dagli anni ’70 che rompe (si spera definitivamente) qualsiasi rapportazione con tutti quei bruttissimi prodotti spacciatisi per commedie nostrane i quali hanno ammorbato le sensibilità di un paio di generazioni cresciute (complice la TV commerciale, ma non solo) nell’ide [...] Vai alla recensione »

lunedì 16 aprile 2018
no_data

Bravi attori, un regista promettente, un tema che poteva rivelarsi interessante... e invece alla fine resta solo una grande delusione per un film superficiale e confusionario, in cui i personaggi restano piatti dall'inizio alla fine (salvo qualche minima "evoluzione" molto prevedibile e mal esposta), si ride poco e solo nella prima mezz'ora e alla fine anche un eventuale messaggio risulta confuso e [...] Vai alla recensione »

sabato 7 aprile 2018
Flavia

Esilarante commedia mista di sacro e profano "Io c'è"; irriverente verso tutte le follie delle religioni come le loro regole, comandamenti e dettami... Tra risate a crepapelle, si individua comunque, lo stile di vita che viene suggerito dalle migliori filosofie dei nostri tempi, come il pensiero di Louise Hay e il suo lavoro allo specchio, come la libertà sessuale da Osho e la sua idea di ”Uomo Nuovo”: [...] Vai alla recensione »

venerdì 6 aprile 2018
Flaw54

Il film affronta un tema assai attuale, quello delle sette e dei vari santoni, ma non riesce a definirsi : è un lavoro comico o serio? Dopo un primo tempo penoso nel secondo affronta i temi con maggiore serietà, ma non si solleva mai dall'impressione di una commedia superficiale e affrettata. Leo cerca di cavarsela come personaggio principale, mentre la Buy e Battiston hanno ruoli [...] Vai alla recensione »

mercoledì 11 aprile 2018
anamorfo

Mi avevano parlato bene di Orecchie, che ho perso, ho letto il CV di Aronadio e non solo l'ho scelto, ma l'ho anche consigliato agli amici come occasione per il film a tre euro. Francamente, sono così deluso che considero una perdita di tempo anche arrabbiarsi e stroncarlo. Posso immaginare l'intento sarcastico, ci ho provato a immaginarlo con Tognazzi o Manfredi, volendo mettere [...] Vai alla recensione »

venerdì 4 maggio 2018
Emanuele 1968

La religione in generale sono nervi scoperti.    Pensavo che fosse un film da morir dal ridere, tuttaltro, piu che ridere credo che sia un film molto profondo, infatti piacevole scoperta che il regista sia presente nel film << che vuoi che sia >>

giovedì 26 aprile 2018
Fra

Una commedia che non diverte, raffazzonata nella sceneggiatura piena di situazioni pretestuose. Tutto il film sembra alla ricerca del guizzo degli attori...che peraltro non arriva, ma non è neanche colpa loro. Non mi è piaciuto affatto. 

venerdì 6 aprile 2018
LoryRossi

Non ripeterò quanto già espresso da altri. Mi concentrerò solo sulla sceneggiatura.  Aronadio è originale ed ha buone idee ed è un peccato che siano state "annacquate" in sceneggiatura. Credo che se avesse scritto da solo, ne sarebbe uscito un film con una tenuta migliore ma soprattutto costante.

mercoledì 4 aprile 2018
mauro2067

Chissa se anche le grandi religioni sono nate solo per la soddisfazione di un’esigenza più terrena e materiale come quella di non pagare le tasse. Edoardo Leo ci propone un’altra brillante commedia che tra battute, ironia e risate, fa riflettere sul senso della fede religiosa e sulle responsabilità che comporta viverla e predicarla.

FOCUS
SCRIVERE DI CINEMA
martedì 3 aprile 2018
Leonardo Strano, vincitore del Premio Scrivere di Cinema

Che dire di Io c'è, come definirlo? Forse commedia all'italiana più cinica di quelle di oggi ma meno di quelle di ieri, di certo film in cui, al di là dei giudizi di merito, è presente una tagliente indagine della crudeltà presente nell'umano e nel sacro, spinta a tavoletta e proposta (con scherzo eloquente) agli spettatori a ridosso di Pasqua: quindi commedia votata alla risata raffinata, divisa in una prima parte che sbeffeggia alcune fette di realtà - secondo alcuni incastrando Sordi e Ferreri in un nuovo scenario sociale - e in una seconda che invece cerca di trasmettere un messaggio, sostituendo l'energetico e umoristico sparare a zero a un sentimento costruttivo.

In ogni caso satira secondo manuale, da prendere ad esempio, capace di una autopsia fredda e ben poco innocua che, usando il riso come un bisturi incattivito, fa emergere l'ipocrisia di alcuni tipi umani e dimostra la forza di un genere sempre meno calcato, perfetto invece per scomporre la complessità dei tempi con un misto di apparente leggerezza (nei toni) e profondità (nei contenuti).

Profondità prolungata in coda dagli insegnamenti educativi sopra citati, fondamentali nel progetto di una satira che prima prende in giro e poi suggerisce verità socialmente utili.

È la storia dell'albergatore Massimo Alberti (interpretato da Edoardo Leo), che racconta la particolare (o forse universale?) vicenda di un cialtrone medio che diventa profeta ciarlatano, sfruttando la crisi spirituale di un angolo d'Italia per rimediare alla sua crisi economica. L'assurdità della questione è filtrata attraverso la lente deformante della satira, capace di rendere ogni episodio una vignetta umoristica adattata ai tempi comici del grande schermo, una barzelletta sibilata a denti stretti, ma anche di più: una parabola sfacciata, servita agli spettatori mediante un racconto psicologico che analizza prima il bisogno disperato delle persone di credere in qualcosa di più grande, poi l'amoralità di chi sfrutta questo bisogno per guadagnare moneta esentasse e proseliti collaterali e infine l'aridità di chi non è più un grado di credere alle storie. La risata veicola il tutto, istruendo a prendere meno sul serio la realtà che ci circonda e aprendo spazi per ragionare sulla paurosa irrazionalità di alcuni aspetti del tempo corrente.

Frasi
Potremmo pure fare una formula messa e colazione!
Una frase di Massimo (Edoardo Leo)
dal film Io c'è - a cura di MYmovies.it
STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
giovedì 29 marzo 2018
Valerio Caprara
Il Mattino

Commedie all'italiana anni Duemila. Non è raro per i critici assolverle con una pacca sulla spalla perché in fondo non fanno male a nessuno ed è un bene che portino un po' di euro al box-office: in quest'andazzo, però, c'è il rischio che lo spettatore non ci creda quando segnalano l'arrivo in sala di un titolo al di sopra di una media sconfortante. Dispiacerebbe, in questo senso, che «Io c'è» non fosse [...] Vai alla recensione »

sabato 31 marzo 2018
Mariarosa Mancuso
Il Foglio

Orecchie" era girato con pochi soldi e attori per lo più sconosciuti. Ma faceva ridere. Pare strano doverlo ribadire, una commedia dovrebbe far ridere per statuto, ma in Italia non succede. Un paese di santi, eroi, navigatori e di comici che a fatica strappano tre risate, lo spettatore che non vuole perdere tempo le trova tutte nel trailer. "Miracolo italiano" (vabbè, vi avevamo avvertito) è l'insegna [...] Vai alla recensione »

giovedì 29 marzo 2018
Massimo Bertarelli
Il Giornale

Massimo (Leo) è un cialtrone che, per sopravvivere alle tasse, decide di tramutare il suo B&B in un luogo di culto. Rimbalzato dalle altre religioni, ne inventa una di sana pianta, chiedendo aiuto alla sorella Adriana (Buy) e all'ideologo Marco (Battiston). Nasce, così, lo Ionismo. A differenza di Orecchie, Aronadio, qui, dà il meglio, paradossa-mente, quando Massimo si rende conto delle conseguenze [...] Vai alla recensione »

giovedì 29 marzo 2018
Francesco Alò
Il Messaggero

Ce lo vedete Edoardo Leo dare della "stronza" a una suora? È un insulto a bassa voce ma arriva come uno shock. Eppure il popolare attore-regista ha già inventato droghe sintetiche in Smetto quando voglio ed è stato l'amico più spregevole in Perfetti sconosciuti. In Io c'è di Aronadio lo ritroviamo nei panni di Massimo Alberti, proprietario di un B&B.

giovedì 29 marzo 2018
Alessandra Levantesi
La Stampa

Pochi clienti e molte tasse, Edoardo Leo ha la trovata di sottrarsi alla mannaia fiscale trasformando il suo «Miracolo Italiano», fatiscente hotel situato nel centro di Roma, in luogo di culto. Il tutto sull'esempio delle suore del convento accanto che, offrendo ospitalità in cambio di donazioni spontanee, se ne restano fuori dal mirino delle Entrate.

NEWS
VIDEO RECENSIONE
venerdì 30 marzo 2018
 

Il B&B di Massimo Alberti è in crisi perché il fisco lo massacra. È allora che Massimo capisce come alcune suorine tanto scaltre quanto pie, abbiano trovato la soluzione: affittare le stanze del convento a fronte di un'offerta al "luogo di culto". [...]

VIDEO
giovedì 29 marzo 2018
 

Massimo Alberti è il proprietario del "Miracolo Italiano", bed and breakfast un tempo di lusso ridotto ormai ad una fatiscente palazzina. La crisi che ha messo in ginocchio la sua attività sembra non aver toccato i suoi vicini, un convento gestito da [...]

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