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Pane e tulipani
Un film di Silvio Soldini.
Con Licia Maglietta, Bruno Ganz, Giuseppe Battiston, Marina Massironi, Antonio Catania.
continua»
Commedia,
Ratings: Kids+13,
durata 105 min.
- Italia 2000.
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Pino Farinotti
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Licia Maglietta è la "casalinga pescarese" che durante una triste gita in corriera rimane per strada e finisce a Venezia. Chiama il marito e gli dice che tornerà presto. A Venezia fa incontri particolari e ci scappa anche l'intermezzo sentimentale col maturo cameriere Ganz. Film della fuga, dolcemente anomalo, francesizzante. Per schemi non italiani, appunto. Infatti ha sorpreso un po' tutti, compreso il pubblico che lo ha onorato. La Maglietta sembra toccata dalla grazia. Lei, non bella, diventa bellissima e affascinante. Il film si è giocato la nomination italiana per l'Oscar ed è stato battuto, da I Cento passi. |
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premi nomination |
Nastri d'Argento 6 0 |
| Bruno Ganz, scandinavo che ha imparato l’italiano sui testi dell’Ariosto, illustra il proprio proposito a Felice Andreasi | |
| Intendo calare negli Abruzzi e ricondurre qui Rosalba. Due compagni mi seguiranno nell’impresa. | |
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| Lina Bernardi (Nancy) e Lucia Maglietta (Rosalba) | |
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Mamma come è triste sta tappezzeria. Ma perché non la cambi? Ma io sono qua di passaggio... E chi non lo è tesoro... |
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| Fernando/Bruno Ganz riferendosi al fucile | |
| Apparteneva al nonno di mia moglie, l'ultima volta ha sparato a Caporetto, ma come può notare è stato accuratamente preservato dalle insidie della ruggine e dall'usura del tempo; al suo posto eviterei qualsiasi azione che possa indurmi a mostrare l'efficienza della sua meccanica. | |
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Altre frasi celebri del film Pane e tulipani
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DVD | Pane e tulipaniUscita in DVD
Disponibile on line da mercoledì 6 febbraio 2008
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SOUNDTRACK | Pane e tulipaniLa colonna sonora del film
Disponibile on line da martedì 29 giugno 2004
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di Maurizio Cabona Il Giornale
C'è chi vorrebbe mandare Pane e tulipani di Silvio Soldini al Festival di Cannes. Per La Quinzaine des réalisateurs, andrebbe bene: lì basta un regista in fama di intellettuale e un film piccolo piccolo, e Pane e tulipani risponde ai due requisiti. Ma per il concorso ci vuole un film, non un film-tv: s'è appena visto a Berlino l'attenzione vicina allo zero suscitata da questi ibridi per piccolo schermo se proiettati su quello grande. Naturalmente Pane e tulipani si può anche vedere al cinema, pagando il biglietto, ma sapere che una sera o l'altra passerà in tv (Rai o Tsi, che l'hanno coprodotto) non invoglia. » |
L'anonima veneziana
di Maurizio Porro Il Corriere della Sera
Chi l'avrebbe detto? Occupandosi, dopo L'Aria serena dell'Ovest, di quella del Nord-Est, Silvio Soldini si è scoperto una vena brillante autentica e non realistica che concorrerà d'ora in poi con la sua ben nota ansia esistenziale. Raccontando il secondo tempo della vita di una casalinga di Pescara che, dimenticata come un oggetto dalla famiglia in un autogrill, si reinventa un'esistenza a Venezia, dove conoscerà altra gente, altri affetti, il lato più pittoresco del quotidiano. Vincerà il richiamo della famiglia? In una Venezia mai così inedita e meno turistica, riflessa negli occhi della protagonista, una Licia Maglietta così affascinante, simpatica, espressiva che la si vorrebbe incontrare spesso nel nostro cinema, Soldini racconta con tratti da impressionista la ritrovata anarchia dei sentimenti. » |
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di Lietta Tornabuoni La Stampa
Durante una gita in pullman, una signora quarantenne viene dimenticata in un'area di servizio dal marito e dai figli, e senza vera volontà, un po' per caso, decide (avvertendo per lettera la famiglia distratta) di fare una piccola vacanza sino a Venezia che non ha mai visto. Quello strappo alle regole si trasforma in un'altra vita: trova lavoro presso il fioraio anarchico Felice Andreasi, trova un'amica, trova l'amore nel cameriere d'origine islandese Bruno Ganz, trova la musica riprendendo a suonare la fisarmonica. » |
di Mauro Gervasini Film TV
Un critico francese tempo fa coniò un termine estetico affascinante, se riferito a un film: "denso". Ovvero compatto, senza sbavature, omogeneo e persino scorrevole. Pane e tulipani di Silvio Soldini è un film "denso", di quelli che cominci a sorseggiare alla prima inquadratura e ti ritrovi a bere tutto d'un fiato fino alla dissolvenza in nero sui titoli di coda. Uscendo dalle nebbie poco serene dell'ovest, il regista milanese scopre una vena creativa assai fertile, persino inaspettata se si pensa alla cifra stilistica del suo cinema precedente. » |
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