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Bruno Ganz

Bruno Ganz è un attore svizzero, è nato il 22 marzo 1941 a Zurigo (Svizzera) ed è morto il 16 febbraio 2019 all'età di 77 anni a Wädenswil (Svizzera).
Nel 2010 ha ricevuto il efa premio alla carriera al European Film Awards.

Ma se ci dessimo del tu?

A cura di Fabio Secchi Frau

Prodotto della puntualissima Svizzera, l'attore Bruno Ganz, come nessun'altro attore prima di lui, si è imposto all'attenzione dell'Italia con il ruolo di un inedito cameriere nel film Pane e tulipani, esibendo un italiano cinquecentesco (come quello di un libro di Torquato Tasso) e con la stretta e romantica complicità di Licia Maglietta, che nel film interpretava la casalinga disperata che lui accoglieva nella sua casa. Chi non ricorda una delle battute finali della pellicola, quando lui, finalmente dichiaratosi a lei le sussurra: «Non vorrei sembrarle precipitoso, ma se ci dessimo del tu?». È bastato questo a farci perdere la testa per questo attore ormai sui sessant'anni e ancora non molto conosciuto (se non da chi di cinema se ne intende).

Un talento poco mediatico e molto concreto
Figlio di uno svizzero e di un'italiana, Bruno Ganz ha debuttato a teatro nel 1961, guadagnandosi da subito una buona reputazione come un solido e giovane attore presente nella scena tedesca. L'esordio cinematografico avviene l'anno prima con il deludente film di Karl Suter Der Herr mit der schwarzen Melone, poi per 10 lunghi anni alterna la televisione tedesca al teatro.
A 23 anni, a Brema, conosce Peter Zadeke e Peter Stein, appassionati come lui di teatro, e insieme a loro, nei giorni della contestazione, abbandona i teatri stabili e gira per tutta la Svizzera recitando in sedi improvvisate (cinema, trattorie e birrerie) solamente per un pubblico popolare. Una volta arrivato a Berlino, con Stein, fonda uno dei teatri più prestigiosi e famosi d'Europa: la Schaubühne, che negli anni Settanta sarà palcoscenico per opere come "La madre di Gorkij", "Il principe di Homburg", "Peer Gynt", "Le Baccanti" e "La morte di Empedocle". Sono anni molto felici per lui, coronati anche dal matrimonio con Sabine Ganz, dalla quale avrà Daniel (1972), il suo unico figlio.
Nonostante la fama nell'entourage intellettuale tedesco e le grandi soddisfazioni teatrali, scende dal palcoscenico per avviarsi verso il cinema. Il primo tratto affibbiatogli è quello di un attore riflessivo dedito all'introspezione e ben si ricollega ad uno dei film più felici del cinema tedesco (inedito in italia) Sommergeste (1975) che è diretto proprio da Peter Stein, il suo migliore amico.

Il cielo sopra Bruno
Il suo nome comincia a circolare nelle venature del cinema. Arriva in particolar modo in Francia, dove l'attrice Jeanne Moreau, passata alla regia, lo inserisce nel cast di Lumiére (1976, con Lucia Bosé e Keith Carradine), e dove il grandissimo Eric Rohmer gli affida il ruolo del Conte in La Marchesa Von... (1976). Ma altrettanto presente è la Germania che, sebbene divisa e in crisi di identità, gli offre ruoli prestigiosi in pellicole come L'amico americano (1977) di Wim Wenders e Nosferatu, principe della notte (1979) di Herzog. L'America gli permette di recitare accanto a tre grandi divi del grande schermo: Gregory Peck, James Mason e Laurenco Olivier ne I ragazzi venuti dal Brasile (1978) di Franklin J. Schaffner. E l'Italia non è da meno: Oggetti smarriti (1980) di Giuseppe Bertolucci con Mariangela Melato, Renato Salvatori e Laura Morante e soprattutto La vesta storia della signora delle camelie (1980) di Mauro Bolognini.
A volte sono piccoli ruoli di margine, altre volte sono grandi e intensi personaggi, ma ciononostante Bruno Ganz, anche se in ascesa cinematografica, torna al teatro nel 1982, con una maestosa edizione dell'"Amleto" alla Schaubühne, con l'interpretazione del "Parco" di Botho Strass e del "Prometeo incatenato" di Eschilo. Sarà uno dei registi che più lo adora, il geniale Wim Wenders, a richiamarlo al cinema con Il cielo sopra Berlino (1987) e con il suo seguito Così lontano, così vicino (1993).

Più Hitler che Schindler
Doveva essere Oskar Schindler in Schindler's List di Steven Spielberg, ma la produzione lo scartò perché non era abbastanza conosciuto, preferendogli una star dal volto più internazionale come Liam Neeson. A consolarlo, prima Theo Angelopoulos in L'eternità e un giorno (1998) e poi il nostro Silvio Soldini che lo conforta con il ruolo del cameriere Fernando Girasoli in Pane e tulipani (2000), successo italiano al box office, che gli permetterà di vincere il David di Donatello come Miglior Attore Protagonista. Ma nel 2004, perde tutta la delicatezza e la soavità di quel personaggio per andare a interpretare un ruolo scomodo come quello di Hitler nello scandaloso La caduta - Gli ultimi giorni di Hitler di Olivier Hirschbiegel, cronaca degli ultimi giorni di vita del dittatore, del suo Stato Maggiore e di Eva Braun nel bunker sotto la Cancelleria di Berlino, mentre la città viene conquistata dall'Armata Rossa. La sua interpretazione è qualcosa di veramente eccezionale e Hollywood lo richiama speditamente per ricoprire una parte nel film di Jonathan Demme The Manchuian Candidate (2004) con Meryl Streep. Lavora con Francis Ford Coppola per Un'altra giovinezza (2007) e torna vicino alla Germania alla quale è indissolubilmente legato, nel suo percorso artistico, con La Banda Baader Meinhof (2008) ed il bellissimo The Reader - A Voce Alta (2008). Nel 2011 lo troviamo in Unknown - Senza Identità di Collet-Serra e nella produzione italo-tedesca La fine è il mio inizio, nel quale è protagonista interpretando un Tiziano Terzani ormai sul punto di morire, e nel 2014 è in In ordine di sparizione, diretto dal norvegese Hans Petter Moland. Lo vedremo poi nel film di Atom Egoyan Remember e in Heidi di Alain Gsponer.

La sua filmografia e la morte
Se si scorre nella filmografia di Bruno Ganz, non si può fare a meno di notare che è ricca di veri autori e alti maestri del cinema internazionale. Un attore versatile che passa senza una piega da un personaggio identificato con il Bene a uno che rappresenta il Male, senza cadere in stupidi stereotipi, ha qualcosa di eccezionale, e francamente, aspettiamo un altro buon colpo di Bruno Ganz.
L'attore muore a 77 anni a Zurigo il 16 febbraio 2019.

Ultimi film

Thriller, (Canada, Germania - 2015), 95 min.
Commedia, (Germania, Svizzera - 2015), 106 min.
Drammatico, (Svizzera, Francia - 2015), 90 min.

Focus

INCONTRI
venerdì 25 marzo 2011
Ilaria Ravarino

Parla svelto, Folco Terzani, senza accento, e sembra un fiume in piena. Ha 41 anni ma ne dimostra dieci di meno, con i capelli lunghi e i jeans da ragazzino, questo adulto bambino che spende fiumi di parole su suo padre ma di sé dice soltanto di esser venuto al mondo «in una valigia». A due settimane di vita era già su una nave che dall'America lo portava in Italia, poco dopo era a Singapore, e ancora attraverso l'Asia, infine in Cina, dove a 12 anni di giorno faceva l'alzabandiera e di sera piangeva di nascosto per non deludere il padre Tiziano

News

La storia di un angelo che vola sopra Berlino all'indomani della seconda guerra mondiale. 
Oggi Per amor vostro di Giuseppe M. Gaudino.
Terzani rivive in La fine è il mio inizio, tratto dall'omonimo libro di memorie.
Una rilettura non convenzionale della storia del cinema.
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