La caduta - Gli ultimi giorni di Hitler

Film 2004 | Drammatico 150 min.

Regia di Oliver Hirschbiegel. Un film Da vedere 2004 con Bruno Ganz, Alexandra Maria Lara, Corinna Harfouch, Ulrich Matthes, Juliane Köhler. Cast completo Titolo originale: Der Untergang. Genere Drammatico - Germania, 2004, durata 150 minuti. Uscita cinema venerdì 29 aprile 2005 distribuito da 01 Distribution. - MYmonetro 3,28 su 81 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Dodici anni in dodici giorni. L'orribile epopea di Hitler, il capitolo più terrificante della storia tedesca ed europea, è tutto racchiuso in quegli ultimi giorni di vita del Fuhrer e del Reich vissuti nel fondo di un bunker. Il film ha ottenuto 1 candidatura a Premi Oscar. In Italia al Box Office La caduta - Gli ultimi giorni di Hitler ha incassato 1,5 milioni di euro .

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Consigliato sì!
3,28/5
MYMOVIES 3,00
CRITICA N.D.
PUBBLICO 3,42
CONSIGLIATO SÌ
Di ottima fattura, un film "politically correct" ma importante perché aiuta a meglio definire i caratteri somatici del demonio.
Recensione di Davide Morena
Recensione di Davide Morena

Claude Lanzman, consegnati al mondo nel 1985 i suoi 566 minuti di montaggio dal titolo Shoah, fece una dichiarazione senza appello, decretando che il suo era il film sull'Olocausto, quello definitivo, e che nient'altro sarebbe mai più stato legittimo dire sull'argomento. È curioso che, invece, solo negli anni successivi il cinema avrebbe affrontato con una certa disinvoltura la più nera epigone della Seconda Guerra Mondiale, cosa che era stato assai reticente a fare in precedenza. Il tabù era in verità allargato anche alla figura di Hitler, che raramente era stato protagonista nelle pur tante pellicole nelle quali in qualche modo faceva apparizione. Lo era ad esempio in un film di Pabst del '55, L'ultimo atto, che raccontava gli ultimi giorni del Fuhrer e del bunker che gli fece da serraglio, tra orge e autodistruzione, epilogo degenere di una storia degenere. Il film era stato costruito su alcuni incontri con Traudl Junge, ultima segretaria di Hitler, e sul suo libro di memorie "Bis zur letzten Stende".
Il secondo lungometraggio di Hirschbiegel è proprio il resoconto di quegli stessi giorni, visti ancora una volta attraverso gli occhi della Junge.
Premesso che parlare di Hitler e del nazismo in questa sede sarebbe quantomeno fuori luogo, ci è però concesso e d'obbligo riferire del film in quanto cinema.
Di ottima fattura, da La caduta traspaiono tutte le difficoltà che deve aver avuto l'autore nel realizzare un film che avesse un senso ma fosse al tempo stesso "politically correct" verso tutti, anche revisionisti. Merita di essere sottolineata soprattutto l'ultima ora di film, in cui si seguono le vicissitudini fisiche e mentali dei fedelissimi del Fuhrer, sopravvissuti al loro capo e completamente allo sbando: una pagina di storia ancor meno esplorata, e che invece merita grande attenzione. In questa parte, poi, si nota con maggior chiarezza la firma del regista del pluripremiato L'esperimento, mentre più atona appare nella prima parte in cui Hitler è sempre presente sulla scena.
Ma la curiosità attorno a un film su Hitler non può che essere un'altra, e cioè: come è stato dipinto il Fuhrer? La risposta a questa domanda passa attraverso una infinita miriade di recensioni, articoli, commenti, che sono ora pro ora contro; si dirà che è stato rappresentato troppo umano, e si dirà anche il contrario; si dirà che il film è monodimensionale, perché analizza la storia solo dal punto di vista dei nazisti, il che è un limite ma anche un punto di forza del film; si dirà che Hirshbiegel ha gettato una nuova luce su quei terribili giorni, e pure che merita l'ergastolo. Commenti che tutti i film su Hitler e sull'Olocausto hanno generato e genereranno. Perché ognuno si immagina e dipinge il demonio a modo suo, e ogni versione è diversa dall'altra. Ma il demonio, probabilmente, non corrisponde a nessuna delle descrizioni che lo ritraggono, perché è più brutto e malvagio di ognuna di esse. Un film importante, La caduta, perché aiuta a meglio definire i caratteri somatici del demonio; un film inutile, La caduta, perché il demonio non è così sciocco da farsi ritrarre.

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LA CADUTA - GLI ULTIMI GIORNI DI HITLER
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RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
martedì 15 febbraio 2011
catullo

 I Il film,proponendosi come documento storico ,si avvale della testimonianza di chi ha vissuto nell'inferno del bunker di Hitler gli ultimi giorni di vita del terzo reich nell’atmosfera funebre di una fine imminente e inevitabile e che  è poi sopravvissuto contro ogni probabilità di sopravvivenza e che vede il Fuhrer ostinarsi  a muovere armate ormai inesistenti [...] Vai alla recensione »

sabato 2 gennaio 2010
Luca Scialo

Primo ed unico film che tratta degli ultimi giorni di vita di Adolf Hitler. Ecco che vengono messi in risalto, con abile maestria, tanti aspetti del Fuhrer e del Nazismo che forse fino ad allora non erano stati presi in considerazione dal Cinema (unico precedente "L'ultimo atto" del 1955): la gentilezza di Hitler con la sua segretaria; il suo disegnare strategie militari ambiziose su una cartina dell'Europa [...] Vai alla recensione »

martedì 31 gennaio 2012
chiarialessandro

       Ieri ho visto “Shame”, oggi “La caduta” e, come direbbe qualcuno, “una domanda sorge spontanea”: perché Venezia ha attribuito la Coppa Volpi a Fassbender quale miglior attore ma nessuno ha scolpito una statua (non statuetta) d’oro per Bruno Ganz, che riesce ad offrire addirittura dei tratti di umanità ad un personaggio [...] Vai alla recensione »

martedì 15 febbraio 2011
DAVID, Genova

L'ho appena terminato di vedere. SUPERBAMENTE bello, che dimostra la barbarie da una parte e da un'altra l'umanità di qualcuno, anche se a volte dalla parte sbagliata. L'assassinio ad opera di Magda Goebbels è il momento più tranquillamente agghiacciante. Parolacce a raffica da parte mia, per il PEGGIORE assassinio di quei giorni nel bunker.

mercoledì 16 settembre 2009
Fulvieri

Il film del regista tedesco Hirschbiegel, con la straordinaria interpretazione di Bruno Ganz (attore secondo me ingiustamente poco premiato), descrive attraverso una fonte attendibile, quale è quella dei resoconti scritti sotto dettatura dalla segretaria del fuhrer, l'ultima fase della storia del nazionalsocialismo. La fedeltà alla fonte tuttavia non impedisce di dare delle risposte a questioni di [...] Vai alla recensione »

domenica 5 febbraio 2012
Filippo Catani

Il film narra gli eventi legati agli ultimi giorni di Hitler e della sua Germania nazista e lancia uno sguardo anche agli ultimi giorni dei suoi più intimi gerarchi. Il film è sicuramente molto forte ma decisamente bello e interessante. Logicamente c'è sempre tanta apprensione quando si realizza film su eventi del genere. Fatto sta che questo sviluppa un'idea davvero originale [...] Vai alla recensione »

venerdì 1 maggio 2015
marcobrenni

Fosse solo per la recitazione straordinaria di BRUNO GANZ questo film meriterebbe l'Oscar. Ma c'è molto di più: è un film-documentario basato pure su scritti autentici e su testimonianze che hanno vissuto in diretta le ultime scene ( ad es. la  dattilografa personale di Hitler  , scampata per miracolo al crepuscolo degli dei) .

lunedì 14 maggio 2018
mauri67

La lunghezza dell’opera (150 minuti) è forse un punto di debolezza che rallenta eccessivamente il ritmo narrativo, soffermandosi su una serie di dettagli talvolta esageratamente superflui. Interessante è però la scelta di proseguire lo sguardo fino a ben oltre la morte di Hitler, analizzando con perfetto taglio socio-psicologico le reazioni della cerchia ristretta di potere [...] Vai alla recensione »

lunedì 16 maggio 2016
IuriV

Claustrofobico ritratto del tramonto Hitleriano, questo film mette in scena gli ultimi giorni del nazismo. La pellicola sceglie un punto di vista difficile, specialmente per una produzione tedesca. La scelta di concentrare tutta la storia all'interno del bunker, mentre l'artiglieria russa bombarda incessantemente Berlino, porta, inevitabilmente, a umanizzare i tratti di alcune figure storicamente [...] Vai alla recensione »

sabato 22 agosto 2015
Alexander 1986

Berlino, aprile 1945. I russi sono arrivati nella capitale del Reich, ormai si lotta strada per strada. Adolf Hitler (Bruno Ganz) e tutto il suo entourage sono al sicuro, ma non per molto: bisogna decidere se arrendersi o continuare una guerra praticamente persa. Il leader nazista, ormai stanco e fuori di sé, vede disfarsi poco a poco quello che credeva di avere costruito.

domenica 12 luglio 2015
catullo

Questi film storici fatti con tanta attenzione e rigore sono la gioia dei cultori della storia nella sua rappresentazione spettacolare e cinematografica. Qui si parla di Hitler e dei suoi ultimi giorni nell'atmosfera rarefatta e da Horror nel bunker più famoso al mondo. Visto che i personaggi storici vorrei commentare forse con una punta di civettuola preparazione storica i personaggi che [...] Vai alla recensione »

mercoledì 3 aprile 2013
VoxPopuli

Vorrei cominciare con un'informazione che spesso viene dimenticata e che tendo a ribadire durante le conversazioni: Adolf Hitler era nientemeno che un uomo, così come lo erano i più "onorevoli" membri del terzo Reich, così come lo era ogni singolo soldato. E loro credevano nel nazionalsocialismo. Erano fermamente convinti che un mondo privo degli ideali del nazionalsocialismo sarebbe stato un mondo [...] Vai alla recensione »

martedì 18 gennaio 2011
tomsoyer75

taglio un pò didascalico forse, ma sicuramente di grande utilità...il cinema quando oltre a "essere" bello "dà" qualcosa ha innegabilmente una marcia in più.utile perche aggiunge un ulteriore punto di vista non per capire e legittimare, ma per avere una visione più completa dei fatti.se non altro un tassello in più.

mercoledì 30 dicembre 2009
marco.g

Ci sono tante buone cose in questo film, ma nel complesso risulta piatto perchè la regia è inesistente. Come risultato, sembra di assistere a un documentario che soddisfa la curiosità di vedere "cosa è successo veramente" in quel bunker negli ultimi giorni, e poco più. Per tutta la seconda parte del film, infatti, pesa la mancanza di un qualsiasi movimento di camera, inquadratura particolare, ritmo, [...] Vai alla recensione »

domenica 27 febbraio 2011
joker 91

lo trovo un ottimo film anche se decisamente troppo lungo e con qualche momento troppo smorto,tuttavia questo film rende l'immagine della follia del demonio di hitler attraverso un attore magnifico ovvero ganz che trasmette umanità unita a delirio al personaggio, forse più difficile da interpretare nell intera storia sino ai giorni d'oggi ed ovviamente il più scottante da affrontare,l'attore a regalato [...] Vai alla recensione »

lunedì 14 febbraio 2011
FericJaggar

...con il precedente "Gli ultimi dieci giorni di Hitler", un B-movie in cui la parte del dittatore era sostenuta da Alec Guinnes. La Caduta è molto pretenzioso, l'ho trovato gratuitamente truculento, il doppiaggio di Hitler e quello di Himmler sono esageratamente caricaturali (pecca dell'edizione italiana, ovviamente), così come il personaggio di Goebbels è reso [...] Vai alla recensione »

venerdì 4 marzo 2011
nick castle

Dopo l'ottimo esordio, Hirschbiegel tenta un operazione grossa, rischiosa e sostanzialmente non troppo riuscita, trasporre al cinema la vera follia insieme all'umanità, dell'arcinoto Fuhrer, Adolf Hilter. Il film racconta principalmente dal punto di vista della segretaria personale del Fuhrer, gli ultimi dodici giorni del Reich, con Hitler e subalterni rinchiusi nel bunker, dove [...] Vai alla recensione »

lunedì 14 febbraio 2011
dario

Un tributo all'isteria. Ganz è bravo, ma va spesso fuori dalle righe. Quasi scadente la sceneggiatura, bloccata su una sorta di trattazione didascalica del dramma. Non c'è pathos. Tutto è scontato. La pseudo narrazione si avvale di frasi scontate e dunque il dramma è tutto di testa, suona falso. Ci sarebbe voluta tensione, dato che le vicende sono risapute: la tensione non c'è per modestia registica. [...] Vai alla recensione »

venerdì 8 gennaio 2010
pedro

Esistono dei film che, senza inseguimenti mozzafiato o esplosioni spettacolari, ti lascino incollato senza fatica allo schermo per 2 ore e mezza. Film che riescono sapientemente a mescolare azione e racconto, recitazione (in tedesco...immaginate un'hitler “inglese”?) e movimenti di macchina. Uno di questi film è la caduta. Ho visto il film qualche tempo fa.

mercoledì 1 luglio 2009
igor70

Il fatto che non si tratti di una produzione ultramilionaria americana non vuol dire che siamo di fronte ad un autentico capolavoro cinematografico. Politicamente corretto e il più possibile fedele alla realtà storica, miscela sapientemente la crudeltà della guerra all'umanità delle persone coinvolte, compreso il Fuhrer, che in tali momenti non mancano mai.

giovedì 4 aprile 2013
VoxPopuli

Vorrei cominciare con un'informazione che spesso viene dimenticata e che tendo a ribadire durante le conversazioni: Adolf Hitler era nientemeno che un uomo, così come lo erano i più "onorevoli" membri del terzo Reich, così come lo era ogni singolo soldato. E loro credevano nel nazionalsocialismo. Erano fermamente convinti che un mondo privo degli ideali del nazionalsocialismo sarebbe stato un mondo [...] Vai alla recensione »

lunedì 22 giugno 2015
robileo68

erano uomini anche i suoi sottoposti, è grave anche questo

martedì 10 marzo 2015
il befe

ottimo

martedì 10 marzo 2015
il befe

ok

martedì 10 marzo 2015
il befe

bello

domenica 3 febbraio 2013
Vannysax

Ovviamente un capolavoro, racconta con dettaglio gli utlimi giorni del dittatore ed è affidabile in quanto il regista si è avvalso del migliore storico di Hitler (Joachim Fest), che è l'unico vero storico affidabile al contrario di molti altri che hanno solo avanzato mille supposizioni basate su poche vere testimonianze, inoltre Fest era un ragazzo all'epoca di Hitler quindi [...] Vai alla recensione »

giovedì 20 settembre 2012
Alessandro Vanin

“La caduta” si poteva anche intitolare “la normalità della pazzia” “ Il film ha il pregio di essere un film e allo stesso tempo anche un documentario, non solo perché basato sulle testimonianze della segretaria di Hitler, ma anche perché girato come se noi fossimo presenti nel bunker. "La caduta" è un film sconcertante [...] Vai alla recensione »

venerdì 19 marzo 2010
Dandy

Il solito tentativo da parte di un tedesco di umanizzare i nazisti,facendo di Hitler un eroe della sconfitta solo contro tutti.Niente da dire sulle interpretazioni,ma l'obbietività latita.

Frasi
Già da domani milioni di persone mi malediranno....ma è così che ha voluto il destino
Una frase di Adolf Hitler (Bruno Ganz)
dal film La caduta - Gli ultimi giorni di Hitler - a cura di Andre
STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Roberto Nepoti
La Repubblica

Hitler si rifugia nel bunker sotto i giardini della Cancelleria, mentre l'Armata rossa arriva a Berlino. Con lui, gli ultimi fedeli e la nuova segretaria, Traudl Junge, ignara del progetto di suicidio collettivo che il Führer sta meditando. Un film tedesco, diretto da un tedesco e interpretato da tedeschi che ha innescato polemiche prima ancora di essere visto.

Rita Celi
La Repubblica

Dopo le polemiche che hanno diviso critica e pubblico in Germania, dove il film sugli ultimi giorni di Hitler è uscito l'estate scorsa, arriva in Italia La caduta (Die Untergang) di Oliver Hirschbiegel, nelle sale dal 29 aprile (60 copie distribuite da 01 Distribution). Il film, che si avvale della consulenza storica di Joachim Fest, grande studioso del Terzo Reich e massimo biografo di Hitler, racconta [...] Vai alla recensione »

Roberto Escobar
Il Sole-24 Ore

Uno dopo l’altro, Magda Goebbels (Corinna Harfouch) uccide i suoi figli, addormentati. Con gesti efficienti e uguali, a ciascuno apre la bocca, infila una capsula di veleno fra i denti e poi, rapida, ne serra le mandibole. Per sei volte si sente un rantolo lieve, e per sei volte la donna porta le lenzuola fin sul volto del figlio morto, scoprendone i piedi nudi.

Alberto Castellano
Il Mattino

Quando si affrontano operazioni che mirano a rileggere la Storia, c'è sempre il rischio di puntare sulla somiglianza fisica dell'attore. Se, poi, il personaggio in questione si chiama Hitler, «tradimento» e mistificazione sono in agguato. Solo un attore straordinario come Bruno Ganz poteva garantire la giusta adesione psicofisica al Fuhrer e risolvere il problema di renderlo credibile ma al tempo stesso [...] Vai alla recensione »

Lietta Tornabuoni
La Stampa

Ne La caduta di Oliver Hirsdchbiegel (il regista della serie tv Il commissario Rex), l’ormai celebre film visto in Germania da quattro milioni e mezzo di spettatori, oggetto di forti polemiche guidate da Wim Wenders, accusato d’aver fatto di Hitler non un mostro ma un uomo, raccontando alla maniera d’una fiction televisiva gli ultimi giorni di vita del dittatore e del suo Stato Maggiore nel bunker [...] Vai alla recensione »

Oscar Cosulich
Il Mattino

Gli ultimi dodici giorni della vita di Hitler assediato nel bunker, con le truppe sovietiche che si avvicinano a Berlino: è questa la via scelta dal produttore e sceneggiatore Bernd Eichinger e dal regista Oliver Hirschbiegel per narrare dodici anni di nazismo, basandosi sul saggio storico «La disfatta» di Joachim Fest e affidandosi alla recitazione di Bruno Ganz (nella foto) in «La Caduta - gli ultimi [...] Vai alla recensione »

Leonardo Jattarelli
Il Messaggero

La banalità del Male, l’assenza del senso di colpa e la rimozione della stessa nella Germania del dopoguerra. E ancora, qual è il ruolo dell’Europa nella tragedia del nazismo, nel delirio di onnipotenza del nazionalsocialismo. Perché così tanto tempo per proporre al cinema un film sul Führer? Come è accaduto recentemente a Berlino, dove il film di Oliver Hirschbiegel La caduta, gli ultimi giorni [...] Vai alla recensione »

Salvatore Trapani
Il Giornale

Parlare di Adolf Hitler in Germania è come parlare di corda in casa dell’impiccato. E domenica scorsa, dopo la prima dell’atteso Der Untergang (La disfatta, che in Italia sarà distribuito da Raicinema) diretto da Oliver Hirschbiegel, gli invitati della Constantin Film attori, registi e personalità politiche sono rimasti in silenzio, allibiti: chi è sempre stato considerato un mostro, l’incarnazione [...] Vai alla recensione »

Pasquale Chessa
Panorama

Nell'accostamento, certo sproporzionato ma sintomatico, fra l'immagine dello sventato principino Harry vestito da nazista, anche se solo per carnevale, e il volto bambino dell'indiano Chippewa, recente protagonista di un massacro scolastico nel Minnesota in nome della purezza indiano-ariana, si può leggere la persistenza del mito negativo di Adolf Hitler in quanto eterna icona del male.

Francesco Bolzoni
Avvenire

In Germania ha fatto scandalo. E prossimamente, pare, lo vedranno anche in Israele. Nel frattempo giunge in Italia. È il film La caduta del tedesco Oliver Hirschbiegel. Descrive, sulla traccia di un ben documentato libro di Bernd Eichinger, gli ultimi giorni di Hitler. Non che aggiunga rivelazioni inattese a quanto si sapeva; reportage giornalistici e televisivi ci hanno già detto il necessario sulle [...] Vai alla recensione »

Claudio Guidi
Il Tempo

Milioni di persone in ogni parte del mondo hanno ancora nelle orecchie le urla e la voce rauca con cui Adolf Hitler nei suoi fanatici discorsi faceva accapponare la pelle mentre arringava le masse tedesche. Per rendere ancora più efficaci le sue apparizioni pubbliche, il Führer non aveva esitato a prendere per alcuni mesi lezioni di dizione e di mimica da un vecchio attore di teatro a Monaco di Baviera. [...] Vai alla recensione »

Gian Luigi Rondi
Il Tempo

Con «L’uomo in più», Paolo Sorrentino, esordendo, si era già rivelato come uno degli esponenti più interessanti della cosiddetta Scuola napoletana che faceva capo allora a Mario Martone. Oggi, giunto alla sua opera seconda, conferma le sue doti, approfondendole soprattutto dal punto di vista dello stile. Il titolo, che sembra citare Marivaux, non inganni.

Lietta Tornabuoni
La Stampa

Allora, Hitler è troppo buono? Alla prima proiezione italiana riservata alla stampa (uscirà il 29 aprile) de «La caduta» di Oliver Hirschbiegel sugli ultimi giorni di vita di Hitler, si direbbe che la polemica nata in Germania intorno al film e guidata da Wim Wenders, l'accusa di aver fatto di Hitler non un mostro ma un personaggio eccessivamente umano, siano dovute alla speciale sensibilità tedesca [...] Vai alla recensione »

Cristina Piccino
Il Manifesto

In Germania la discussione ha superato il film, e non poteva essere altrimenti vista la materia della Caduta (Der Untergang) mai realmente metabolizzata negli immaginari tedeschi del dopoguerra, anzi a lungo rimasta tabù. E non che il regista Oliver Hirschbiegel aggiunga tanto di più se si pensa al lavoro dei cineasti nuova onda tedesca come Syberberg dove il nazismo viene esplorato in una forma complessa. [...] Vai alla recensione »

Fabio Ferzetti
Il Messaggero

Atto uno, scena uno: le aspiranti segretarie, giovanissime, aspettano trepide in un salottino l’uomo che le ha convocate in piena notte per un colloquio. Ma non è un capo qualunque. E’ il capo dei capi. E’ Hitler in persona. Al momento novembre 1942 ancora saldamente in sella. L’attesa si prolunga. «Il Führer sta dando da mangiare al cane», si sentono dire.

Emanuela Martini
Film TV

Fin dall’inizio, l’impressione perdurante che si ha assistendo a La caduta (il film di Oliver Hirschbiegel sugli ultimi dodici giorni di Hitler, chiuso nel suo bunker nel cuore di Berlino assediata dagli alleati) è di trovarsi in un manicomio dove un matto con baffetti e palandrana dice di essere Adolf Hitler e tutti gli altri (familiari e gerarchi, Eva Braun e Göbbels con la sua famiglia, segretarie [...] Vai alla recensione »

Giovanni Spagnoletti
Film Tv

Tempi di gran moda al cinema per le biopic, e allora come poteva mancare all’appello una biografia di Adolf Hitler, il cattivo per eccellenza del XX secolo? Un budget di tutto rispetto (4 milioni di euro), un’icona attoriale del cinema d’autore, Bruno Ganz, nel ruolo del protagonista e, infine, l’impegno del produttore Bernd Eichinger, colui che ha firmato i grandi successi internazionali del made [...] Vai alla recensione »

Luigi Paini
Il Sole-24 Ore

L’angelo sopra Berlino si è trasformato nel demonio imprigionato nelle viscere della capitale tedesca. Lascia attoniti osservare Bruno Ganz, già dolcissimo protagonista del film di Wim Wenders, immolare il suo corpo nell’interpretazione di Hitler. Onore alla sua professionalità, ma un motivo in più, se mai ce ne fosse bisogno, per vedere con profondissimo disagio La caduta di Oliver Hirschbiegel.

Elena Nieddu
Avvenire

Va ora in onda l'ascesa del male. Anzi, no, il suo tramonto. È la figura di Adolf Hitler a dominare questo autunno di cinema e televisione. Ma se il grande schermo analizza con Der Untergang (il crepuscolo) di Oliver Hirschbiegel gli ultimi 16 giorni del fuhrer, la tv propone, su Rete4 in prima serata (domani e venerdì), una mini serie in due puntate, interpretata da Robert Carlyle e intitolata Il [...] Vai alla recensione »

Fabio Ferzetti
Il Messaggero

«Fattivamente esatto, drammaturgicamente tiepido», ha sentenziato Der Spiegel . Slogan felice ma ottimista. In realtà ci sono diverse buone ragioni per diffidare della Caduta . Proviamo a elencarle. Uno: il film stesso, pesante ed esteriore come una fiction tv. Ricostruzione accurata, stile piatto, macchina da presa che si muove liberamente ovunque, dentro e fuori dal bunker, esplorando la capitale [...] Vai alla recensione »

Piera Detassis
Ciak

Cosa resta del film La caduta di Olivier Hirschbiegel? Come spesso accade nelle opere che pretendono di avvicinarsi alla patologia di Adolf Hitler, solo la sensazione di aver visto tutto e di non aver visto niente. La scelta di regia è claustrofobica, gran parte del film scorre 15 metri sotto il Reichstag, con i nazisti blindati nei propri umori in putrefazione.

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