The Manchurian Candidate

Film 2004 | Thriller 132 min.

Regia di Jonathan Demme. Un film con Denzel Washington, Meryl Streep, Liev Schreiber, Kimberly Elise, Vera Farmiga. Cast completo Genere Thriller - USA, 2004, durata 132 minuti. Uscita cinema venerdì 12 novembre 2004 - MYmonetro 2,76 su 44 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Rifacimento di un grande classico di Frankenheimer del 1962. Il maggiore dell'esercito Bennett Marco di giorno tiene discorsi che rievocano l'eroica missione della sua truppa in Kuwait, ma di notte non riesce a dormire. Il film ha ottenuto 1 candidatura a Golden Globes. In Italia al Box Office The Manchurian Candidate ha incassato nelle prime 8 settimane di programmazione 2,8 milioni di euro e 915 mila euro nel primo weekend.

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Consigliato sì!
2,76/5
MYMOVIES 2,75
CRITICA N.D.
PUBBLICO 3,14
CONSIGLIATO SÌ
Un film solido e attuale dal finale serrato e denso di tensione.
Recensione di Mattia Nicoletti
Recensione di Mattia Nicoletti

Jonathan Demme si confronta con John Frankenheimer nel remake di Và e uccidi (in originale The Manchurian Candidate) del 1962, per affrontare il tema caldo delle elezioni presidenziali.
Il Capitano dell'esercito degli Stati Uniti Bennet Marco, viene salvato dal Sergente Raymond Shaw da un'imboscata durante la guerra del Golfo in cui perdono la vita due uomini. Shaw, eroe di guerra, prosegue la sua ascesa fino ad arrivare a candidarsi per la vicepresidenza degli Stati Uniti, ma nella mente di Marco, ci sono dei punti oscuri. Lentamente i dubbi affiorano e si delineano le certezze. Complotto?
Costruito con un climax drammatico, come se fosse una bomba a orologeria, il film di Demme soffre per la lunghezza e per l'approfondimento dei dettagli della storia (presumibilmente per dare alla critica al sistema un valore reale). Denzel Washington nel ruolo che era di Sinatra, si muove bene e interpreta il dramma di un uomo che vede i valori in cui crede ciecamente disintegrarsi davanti agli occhi; Meryl Streep, madre del candidato, è perfida al punto giusto da risultare uno dei "da vedere" del film.
Una citazione per il montaggio serrato della sequenza finale. Incessante, denso di tensione, un vero "countdown". Il momento migliore di un solido e attuale film.

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Recensione di Andrea Chirichelli
lunedì 8 novembre 2004

Remake "attualizzato" di un classico degli anni 60' (si passa dalla guerra in Corea a quella dell'Iraq e dai burattinai comunisti a più attuali manager avidi di una multinazionale, mentre Denzel Washington prende il posto che fu di Frank Sinatra), il film ondeggia per due ore e venti tra alti e bassi. I primi sono rappresentati dalla gigantesca performance di una Meryl Streep in fase di grazia, mefistofelica, cinica, feroce, pronta a perpetrare ogni nefandezza ma sempre col sorriso sulle labbra (la madre....) e di un altrettanto efficace Liev Schreiber, ulteriore esempio di quanti e quanto bravi siano i caratteristi americani (il figlio....), anche se è tutto il cast, ad essere affiatato e, guarda un po', credibile. Sul fronte negativo, a parte l'eccessiva lunghezza, dovuta alla insistita ridondanza di alcune sequenze (l'impianto del chip, la trappola in Iraq, i continui flashback/incubi di cui soffre il protagonista), non si può non notare l'involontario umorismo di alcune scene (come i momenti durante i quali la vittima è fatta oggetto di controllo da parte dei suoi manovratori, che ricordano non poco le tragicomiche sedute di ipnosi pubblica che Giucas Casella proponeva nelle passate edizioni di Domenica In... ."ti sveglierai... quando lo dico io!") ed in generale l'idea che al film manchi totalmente il senso del ritmo, visto che non ci sono mai reali momenti di suspance o di tensione e non si capisce bene dove regista e sceneggiatore vogliano andare a parare: pellicola di denuncia, o mero thriller a sfondo politico nella tradizione de Il giorno dello sciacallo?
Il problema maggiore, resta comunque l'anacronismo insito nel progetto stesso, peraltro girato in maniera piuttosto convenzionale da un regista che in passato aveva raggiunto picchi ben più alti: quanto alla morale, beh, quella lasciamola al pubblico...

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THE MANCHURIAN CANDIDATE
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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
venerdì 14 settembre 2012
superteo68

bellissimo film di Jonathan Demme....interpretato molto bene.....teso al punto giusto,costruito molto bene e con un finale strepitoso. Io non ho visto l'originale anche se so' che Frankenheimer era un signor regista, ma penso che questo remake ambientato ai giorni nostri non sfiguri assolutamente con l'originale. Bravissimo Denzel Washington e insopportabile Meryl Streep che per il ruolo [...] Vai alla recensione »

giovedì 28 febbraio 2013
Onufrio

La candidatura a vice presidente degli stati uniti d'America del sergente Raymond Shaw, in concomitanza con un incontro fortuito con un ex compagno di guerra, risvegliano nel Capitano MArco Bennett( D.Washington) i ricordi mai sepolti della guerra in Kuwait nel lontano 1991, e di ciò che avvenne una notte durante un attentato iraqeno, dove a salvare la vita all'intero plotone fu raymond [...] Vai alla recensione »

giovedì 2 aprile 2009
Gigisoft

Un film fantastico. Io sono molto appassionato di questi argomenti, ho fatto la tesi di laurea su come i servizi segreti abbiano comandato gli accadimenti italiani degli ultimi 50 anni. Quello che c'è sotto questo film è sicuramente qualcosa di parzialmente vero... Correte a vederlo ed interrogatevi.

martedì 10 aprile 2012
Ragthai

Film avvincente con ritmo serrato. Piu' che positivo.

domenica 4 dicembre 2011
ginger snaps

non ho mai avuto il dispiacere di vedere un film interpretato da lui senza esserne insoddisfatta. Non so se questo dipende dalla sua straordinaria personalità o se sceglie veramente le sceneggiature con grande cura e anche questo gli farebbe solo onore. Cmq un film davvero intrigante e pieno di colpi di scena, fa molto riflettere ed è davvero spaventoso pensare che ci sia qualcosa di [...] Vai alla recensione »

mercoledì 23 novembre 2011
denzel for ever

3 stelle....

martedì 5 luglio 2011
greg2

Grande Danzel come al solito. Il film non delude le aspettative, da non perdere assolutamente. Un po fuori luogo Meryl Streep forse non adatissima a quel ruolo.

Frasi
Lo conosco, ho prestato servizio sotto di lui. È un brav’uomo.
Bèh, è quello che dicono sempre i vicini di casa dei serial killer.
Dialogo tra Bennett Marco (Denzel Washington) - Eleanor Shaw, Madre Di Raymond (Meryl Streep) - Raymond Shaw (Liev Schreiber)
dal film The Manchurian Candidate
STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Roberto Silvestri
Il Manifesto

Arriva nelle nostre sale il perfetto remake di The Machurian candidate, a firma di Jonathan Demme, un thriller politico e «fantascientifico» epocale, che è la spiegazione-decostruzione lucida e perfetta dello «stato maggiore politico più pericoloso del dopoguerra», quello repubblican-Halliburton (cos'è, come funziona e che progetto ha). In gioco c'è non solo una presidenza, ma forse il futuro dell'umanità [...] Vai alla recensione »

Lietta Tornabuoni
La Stampa

Thriller politico, The Manchurian Candidate di Johnathan Demme con Denzel Washington, tratto dal romanzo 1960 di Richard Condon, rielaborazione del film 1962 di John Frankenheimer con Frank Sinatra, è molto diverso dai suoi precedenti (i comunisti lavacervelli e la guerra di Corea sono scomparsi), ma è ugualmente fuori tempo. Immagina infatti la complessa macchinazione messa in atto da una grande industria [...] Vai alla recensione »

Rita Celi
La Repubblica

Meryl Streep si schiarisce la voce con un gorgheggio. La prima domanda è per lei, che in The Manchurian Candidate, tra i titoli più attesi alla Mostra dove è presentato Fuori Concorso, interpreta il ruolo di una senatrice che intesse affari con una multinazionale per ottenere l'elezione del suo adorato figlio, candidato come vice presidente alle imminenti elezioni Usa.

Emanuela Martini
Film TV

Il primo film tratto dal romanzo di Richard Condon Va’ e uccidi di John Frankenheimer, nel 1962 venne considerato di fantapolìtica, anche se almeno una delle sue “premonizioni” si avverò di lì a pochi mesi: l’assassinio di un uomo politico sul palco delle celebrazioni, che anticipava quello di John Fitzgerald Kennedy. Era un film nevrotico e surreale, con almeno un’intuizione geniale (i ricordi manipolati [...] Vai alla recensione »

Alessandra Levantesi
La Stampa

Finirà che rimpiangeremo la guerra fredda? E’la mesta conclusione a cui induce il rifacimento di «The Manchurian Candidate», che attualizza lo scenario politico dell'omonimo film del 1962, basato sul romanzo di Richard Condon e firmato da John Frankenheimer. Là si raccontava la fantastoria di un gruppo di soldati americani catturati dai comunisti durante il conflitto coreano e sottoposti a un trattamento [...] Vai alla recensione »

Roberto Silvestri
Il Manifesto

Perfetto remake di The Machurian candidate, un thriller politico e «fantascientifico» epocale, che non faceva campagna esplicita per Kerry, ma è la spiegazione-decostruzione lucida e perfetta dello «stato maggiore politico più pericoloso del dopoguerra». Per chi non ha visto il Manchurian candidate di John Frankenheimer, con Frank Sinatra nella parte dell'integerrimo e «sconvolto» tenente Bennett Marco [...] Vai alla recensione »

Valerio Caprara
Il Mattino

Ancora Denzel Washington, forse non il più bravo, ma certo il più versatile tra le black star di Hollywood. Già Oscar come migliore protagonista di «Training Day» e non protagonista di «Glory - Uomini di gloria», l'aitante quarantacinquenne è diventato, tra l'altro, alfiere prediletto di quei film d'autore a tutta adrenalina che persino i festival «d'arte» arruolano a robusto supporto del concorso. [...] Vai alla recensione »

Roberto Nepoti
La Repubblica

Il soggetto e i nomi sono gli stessi di "Va’e uccidi", thriller politico di culto diretto nel 1962 da John Frankenheimer e interpretato da Frank Sinatra. Diverso il contesto: mentre là Raymond Shaw aveva subìto il lavaggio del cervello in Corea, diventando un killer a comando, in The Manchurian Candidate è un veterano della prima guerra del Golfo che la madre, la senatrice Eleanor, vuole insediare [...] Vai alla recensione »

Silvia Bizio
La Repubblica

Frank Sinatra c’è l’afro-americano Denzel Washington, e questo dovrebbe chiarire subito che il remake di The Manchurian Candidate, il film di Jonathan Demme in uscita negli Usa il 30 luglio, vuole essere tutt’altra cosa rispetto al modello, prodotto nel 1962. «L’originale è inarrivabile», ammette Demme, che aveva vinto un Oscar nel ‘92 con Il silenzio degli innocenti: «E poi basta l’ambientazione contempora [...] Vai alla recensione »

Antonio Valenzi
L'Indipendente

A 42 anni dalla prima versione di John Frankenheimer (malamente tradotta nell’italiano gergale western Va’ e uccid, romanzo fantapolitico di Richard Condon. Raymond Shaw è candidato alla vicepresidenza della Casa Bianca, ma pur avendo chiari i motivi della sua decorazione come eroe della Prima guerra del Golfo, né lui né i suoi commilitoni ricordano di essere stati realmente protagonisti di quanto [...] Vai alla recensione »

Michele Anselmi
il Riformista

Fantapolitica, certo, un po’ alla vecchia maniera, stile anni Sessanta, quando c’erano i blocchi, la guerra fredda, uno strascico di maccartismo. E infatti alla base di The Manchurian Candidate c’è un bel romanzo thriller-satirico di Richard Condon, dal quale lo scomparso Frankenheimer, quello dell’aIIarmante Sette giorni a maggio, trasse nel 1962 il film Va’e uciddi.

Cinzia Romani
Il Giornale

Sarà pure fuori concorso Denzel Washington, l’attore nero americano presente al Lido con due film, però magari fuori di tea come dire un po’ schizofrenico, se in The Manchurian Candidate interpreta un ruolo da avversario in sonno dell’attuale politica Usa, mentre in Man on fire figura come giustiziere a stelle e strisce, quale potrebbe essere Bush in persona, se solo potesse agire a modo suo.

Roberto Silvestri
Il Manifesto

Uscito in America nei giorni della convention democratica, è passato ieri a Venezia non in gara (perché?) il perfetto remake di The Machurian candidate, un thriller politico e «fantascientifico» epocale, che non fa campagna esplicita per Kerry, ma è la spiegazione-decostruzione lucida e perfetta dello «stato maggiore politico più pericoloso del dopoguerra», quello repubblican-Halliburton (cos'è, come [...] Vai alla recensione »

Franco Montini
La Repubblica

Dalla guerra di Corea alla guerra del Golfo, dagli incubi sovietici della guerra fredda al nemico in casa. Il film è il remake, adattato ai nostri giorni, di Va’e uccidi, 1962, un thriller fantapolitico di John Frankenheimer, quasi profetico e chiaroveggente, perché annunciava l’omicidio di John F. Kennedy che sarebbe avvenuto pochi mesi dopo. Qui il protagonista è il capitano Bennett Marco (Denzel [...] Vai alla recensione »

Fabio Ferzetti
Il Messaggero

Edipo for President? Dietro ogni uomo di successo c’è una donna, ma se questa donna è la mamma forse qualcosa non va. Figuriamoci poi se a spingere il figlio è una senatrice avida di potere, in combutta con una multinazionale per fare del rampollo il primo vicepresidente Usa teleguidato da una multinazionale con le mani in pasta nel very big business delle forniture militari (l’allusione è al vicepresidente [...] Vai alla recensione »

Gian Luigi Rondi
Il Tempo

Fantascienza e fantapolitica. Proposte, negli anni Cinquanta, da un romanzo di Richard Condon diventato, ai primi dei Sessanta, un film di John Frankeneimer tradotto in italiano «Va’e uccidi». Al centro, un lavaggio del cervello, praticato, durante la guerra di Corea, su dei militari americani tramite i quali i coreani del Nord pensavano di impadronirsi del potere negli Stati Uniti.

Stefano Lusardi
Ciak

La guerra in Kuwait invece di quella di Corea e un’onnipotente multinazionale al posto dei comunisti cattivi ormai obsoleti. Jonathan Demme aggiorna inevitabilmente le coordinate storico-ideologiche di Va’ e uccidi (1962), troppo legato all’era kennediana della Guerra Fredda, modificando contesto e in parte personaggi, ma rispettando il plot originale del romanzo di Richard Condon.

Maurizio Cabona
Il Giornale

Nel 1962 Va’ e uccidi di John Frankenhelmer (dvd Mgm) profetizzava un anno prima della morte di Kennedy un attentato contro un candidato alla presidenza degli Stati Uniti. La preveggenza ha evitato ii giusto oblio di questo film, consentendo che3 dal polpettone in bianco e nero di Frankenheimer, Jonathan Demme traesse un polpettone a colori, The Manchurian Candidate (che è poi il titolo originale [...] Vai alla recensione »

Antonello Sarno
Il Tempo

Denzel Washington sbarca a Venezia non solo con uno ma addirittura con due film, entrambi presentati fuori concorso: «Già, due anni fa sono stato qui con "Training Day" con cui ho vinto l'oscar - ride l'attore - logico che quest'anno ci abbia riprovato portandone addirittura due! Hai visto mai?». A vedere star planetarie come Tom Hanks, l'eroe di ieri con The Terminal, o Denzel Washington, che in Manchurian [...] Vai alla recensione »

Alessandra De Luca
Avvenire

L'applauso che ha accolto ieri al Lido Jonathan Demme, regista di The Manchurian Candidate, e tre degli interpreti del film, Denzel Washington, Meryl Streep e Lien Schreiber, è di quelli riservati agli artisti che sono riusciti ad arrivare dritto al cuore del pubblico. Remake del film Va’e uccidi diretto da John Frankenheimer, interpretato da Frank Sinatra e adattato dal romanzo di Richard Condon, [...] Vai alla recensione »

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