Vajont

Film 2001 | Drammatico 98 min.

Regia di Renzo Martinelli. Un film con Michel Serrault, Daniel Auteuil, Laura Morante, Jorge Perugorría, Leo Gullotta. Cast completo Genere Drammatico - Italia, Francia, 2001, durata 98 minuti. - MYmonetro 3,11 su 8 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Ultimo aggiornamento venerdì 10 dicembre 2021

Era il 9 ottobre del 1963 quando 260 milioni di metri cubi di terra e rocce del monte Toc si staccarono e franarono nel lago artificiale della diga del Vajont. Ha vinto un premio ai Nastri d'Argento, Il film ha ottenuto 2 candidature a David di Donatello,

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Consigliato sì!
3,11/5
MYMOVIES 3,00
CRITICA
PUBBLICO 3,23
CONSIGLIATO SÌ
La tragedia del 1963, quando il lago tracimò e sommerse Longarone..
Recensione di Daniela Azzola
Recensione di Daniela Azzola

Era il 9 ottobre del 1963 quando 260 milioni di metri cubi di terra e rocce del monte Toc si staccarono e franarono nel lago artificiale della diga del Vajont. L'anomala, immensa onda relativa sommerse Longarone. Morirono oltre 2000 persone. Si parlò si fatalità, ma non era così. C'era stato chi aveva previsto la tragedia essendo la diga costruita su un terreno inadatto. La giornalista Tina Merlin cercò di portare alla luce la verità, indagando fra omertà e scarichi di responsabilità. Un funzionario si tolse la vita. Il processo, durato decenni, produsse solo condanne ridicole. Martinelli racconta tutto questo cercando di mediare lo spettacolo (troppi effetti speciali e addirittuta "esagerati") e l'inchiesta. La Morante è brava ma fin troppo aggressiva. La vera Merlin non era così. Ma, si sa, il cinema ha le sue licenze. Film, comunque, benemerito.

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Alle 22.39 del 9 ottobre 1963 dal monte Toc si staccano 260 milioni di metri cubi di roccia che, precipitando nel lago artificiale formato dalla diga del Vajont, provocano un'ondata che investe i paesi sottostanti (Longarone, Erto, Casso nel Bellunese). 1917 i morti. Non fu una tragica fatalità, come si volle far credere. 1° film catastrofico italiano, anzi europeo, realizzato con ingenti mezzi finanziari (17 miliardi di lire) e tecnici/digitali in postproduzione. Scritto dal regista/produttore con Pietro Calderoni, è un film ibrido che si dibatte tra denuncia e spettacolo, cronaca, storia e romanzo, senza il coraggio di una scelta stilistica coerente. Buone prove d'attore (Gullotta, Leroy) con L. Morante a disagio come Tina Merlin, collaboratrice dell' Unità di cui peraltro si esagera l'importanza. Poche pagine incisive si alternano con retoriche scene-madri e invenzioni di turgido lirismo simbolico. Non regge il confronto con Il racconto del Vajont (1997), ottimo spettacolo teatrale di Marco Paolini e nemmeno con lo speciale di Mixer di Gianni Minoli in TV. Globo d'oro alla regia.

Tutte le recensioni de ilMorandini
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RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
sabato 17 settembre 2016
Luigi Chierico

Un film d una verità inaudita, assolutamente straordinario non solo nella ricostruzione storica d una pagina tra le più nere della mala gestio della politica ed interessi privati, ma anche per l’efficacia di quella che fu una immane catastrofe. Una finzione scenica come una delle tante nei film di fantastiche ed immaginarie catastrofi di cui si vanta la cinematografia holliwoodiana, invece no è un [...] Vai alla recensione »

mercoledì 15 agosto 2012
franco svizzero

Per tre volte sono andato al cinema a vedere questo film. Dalle mie parti, a dieci chilometri dalla diga, era considerato quasi un evento: vedere i nostri luoghi sul grande schermo, rivivere un pezzo della nostra storia con gli occhi!E poi quell'onda terrificante che, passando ai piedi della valle, la mente da sola non riusciva mai completamente a ricostruire, troppo al di là dell'esperienza [...] Vai alla recensione »

venerdì 28 gennaio 2011
giu/da(g)

Quella del Vajont è una delle tante tragedie italiane impunite: una sorta di paradigma di come la tecnologia e la tecnica spesso e volentieri servano più il dio quattrino che i bisogni dell'uomo. E mentre le vite degli uomini sono state sradicate, la diga del Vajont, come ultima beffa, è ancora lì intatta ed inscalfita.

lunedì 19 settembre 2011
Renato C.

Il 9 Ottobre 1963 frequentavo la III^ superiore. Il pomeriggio del giorno dopo dovevo andare al cinema con alcuni miei compagni quando uno mi ha telefonato e mi ha detto "Guarada che è lutto nazionale, è crollata una diga!" Ho preso il giornale che mio padre aveva lasciato in soggiorno e sono rimasto inorridito! 2.000 morti! Nel Veneto, una regione che amo perchè mia [...] Vai alla recensione »

giovedì 8 aprile 2010
giofredo'

Parlare del Vajont a distanza di anni e come accertarsi se bastasse il passato per ripulire l'accanimento che l'uomo possiede verso se stesso e verso gli altri. La storia che Renzo Martinelli ci propone attraverso, e,con il cinema, ci è data  da reali porzioni e quantita' di dati , presi dal libro di una scrittrice/giornalista di un Quotidiano del luogo che per [...] Vai alla recensione »

martedì 8 ottobre 2013
stefano bruzzone

Martinelli dirige bene un cast importante in questa cooperazione italo-francese che ci racconta o forse ci fa aprire gli occhi sullo scandalo del disastro della diga del Vajont nel quale morirono più di 2000 persone. senza fronzoli ed effetti speciali strabilianti denuncia passo dopo passo tutta la leggerezza da parte degli addetti ai lavori i quali, nel nome del Dio denaro, con sconcertante [...] Vai alla recensione »

domenica 5 gennaio 2014
lorenzinodettogila

Un film speciale ,molto bello e

giovedì 10 ottobre 2013
sonquipercaso

Lavoro mediocre, mal recitato quasi da tutti, con effetti speciali tragicomici (vista la serietà e gravità dell'argomento era meglio metterne di meno e fatti meglio). Chi volesse informarsi sulla tragedia del Vajont si legga il bellissimo libro della Merlin, non guardi questo stupido film. Le "prodezze" del regista (dolly infiniti, inquadrature zenitali, punti di vista sghimbesci) non fanno che renderlo [...] Vai alla recensione »

domenica 16 agosto 2009
_elena_

io credo che questo film, per quanto abbiano esagerato con gli effetti speciali sia un' ottima pellicola per non dimenticare. sono stata ieri al cimitero delle vittime del Vajont e sì, ho pensato, non bisogna dimenticare che in quello spazio di terreno sono sepolte più di 1917 vittime. una strage che si è fatta sentire in tutte le Dolomiti venete e che si è ripercossa negli anni a seguire.

venerdì 25 giugno 2010
emiliano.roz

lunedì 31 maggio 2010
emiliano.roz

il film merita veramente di essere visto e il cast è stellare

Frasi
Il mio paese è bello anche senza la diga.
Una frase di Un operaio (Bruno Bilotta)
dal film Vajont
STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Alessandra Levantesi
La Stampa

Erano le 22,39 del 9 ottobre 1963 quando una parte imponente del Monte Toc, 260 milioni di metri cubi di roccia, franò nel bacino artificiale del Vajont sollevando un'ondata di 25 milioni di metri cubi: nel giro di quattro minuti l'enorme massa d'acqua si riversò a valle spazzando via cinque paesi e lasciandosi dietro 2 mila morti. Aggirandosi sbigottiti all'alba in un desolato paesaggio di detriti [...] Vai alla recensione »

Alberto Crespi
L'Unità

Ritorniamo a bocce ferme su Vajont, il film di Renzo Martinelli sulla strage - non usiamo volutamente la parola tragedia: almeno questo, alle vittime, glielo dobbiamo - del 1963. Un film sul quale l'Unità è doppiamente coinvolta. Per un motivo specifico: il giornale è letteralmente un "personaggio" del film, perché la nostra cronistoria Tina Merlin fu l'unica a segnalare la pericolosità della diga [...] Vai alla recensione »

Lietta Tornabuoni
La Stampa

Il 9 ottobre 1963, di sera, una parte del Monte Toc, 260 milioni di metri quadrati di roccia, franò nel bacino artificiale del Vajont, sollevò un'immensa ondata. Precipitando a valle, l'enorme massa d'acqua spazzò via l'intero paese di Longarone nel Bellunese, altri paesi, duemila vite umane. Del disastro portarono la responsabilità i dirigenti della società elettrica Sade, che avevano voluto costruire [...] Vai alla recensione »

Bruno Fornara
Film TV

Una tragedia all'italiana. Come tante altre, chiamate "fatalità", da addebitare alla "natura crudele". In realtà, frutto di superficialità e cinismo, inerzia e furbizia, tutte nostre belle caratteristiche nazionali. Alle 22,39 del 9 ottobre1963, quando anche nel bar di Longarone si guarda la partita tra Real Madrid e Rangers Glasgow, una gigantesca frana di 270 milioni di metri cubi si stacca dal monte [...] Vai alla recensione »

Roberto Nepoti
La Repubblica

Dietro il progetto di Vajont s'intravede l'eredità del "cinema civile" italiano dei Petri e dei Rosi: raccontare la verità su un evento a suo tempo rappresentato come "fatale", in realtà dipendente da precisi interessi, ricerca di profitto, arroganza, cinismo, disprezzo della vita altrui. Il film comincia nel 1959, durante la costruzione della diga di 263 metri nella valle del Vajont, e presenta con [...] Vai alla recensione »

Maurizio Cabona
Il Giornale

Fare oggi un film su quella tragedia significa fare un film sul potere e sull'uso che ne fanno le classi sociali e politiche che lo detengono. È sorprendente che in questi quarant'anni nessun cineasta abbia sentito il dovere di raccontare la storia del Vajont. Severo ma giusto, come certi arbitri, Renzo Martinelli è consapevole di essere il prirno cineasta ad avere sentito quel dovere.

Silvio Danese
Quotidiano.net

Come eravamo. Già, come eravamo? L'Italia dei lavori pubblici falliti nel dopoguerra ambizioso e clientelare in un caso emblematico: il disastro annunciato della diga del Vajont. Duemila morti e tre paesi spazzati via dalla faccia della terra per tener fede agli accordi tra lo stato e i costruttori, nonostante le prove di cedimento, le denunce, i dubbi e, poi, le certezze.

winner
miglior attore non protag.
Nastri d'Argento
2002
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