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Daniel Auteuil

Daniel Auteuil è un attore algerino, regista, scrittore, sceneggiatore, è nato il 24 gennaio 1950 ad Algeri (Algeria).
Nel 1996 ha ricevuto il premio come miglior attore al Festival di Cannes per il film L'ottavo giorno. Dal 1993 al 1996 Daniel Auteuil ha vinto 2 premi: David di Donatello (1993), Festival di Cannes (1996). Daniel Auteuil ha oggi 72 anni ed è del segno zodiacale Acquario.

All'interno del nostro cinema, pochi sono gli attori d'oltralpe che si possono fregiare del fatto di essere stati diretti anche da registi italiani che ne hanno riconosciuto, oltre alla fama, anche la chiara grandezza espressiva e il talento internazionale. Uno di questi interpreti, che maggiormente si sono mostrati sui set di casa nostra, è il serioso Daniel Auteuil, assaporatore di quel sorprendente cinema francese d'autore che ogni tanto sbocconcella una ventina di titoli anche nel mercato italiano.

Gli inizi
Figlio di due cantanti di operetta, Daniel Auteuil ha trascorso la sua infanzia dietro le quinte dei teatri, con l'idea di seguire in futuro il mestiere dei genitori, tanto è vero che nel 1967 si trasferirà ad Avignone per studiare canto e recitazione, ma coinvolto nelle prime manifestazioni del '68 ed entrando nel movimento studentesco, per via del suo spiccato attivismo, sceglierà di mettere da parte lo studio per la politica. Così, respinto sia dalla scuola di recitazione che dal conservatorio, decide di passare direttamente alla pratica, debuttando nella serie tv francese Le fargeot nel 1974, per la regia di Patrick Saglio, cui seguirà un musical al Teatro Nazionale di Parigi, l'anno seguente, e la sua prima apparizione sul grande schermo nel drammatico Appuntamento con l'assassino di Gérard Pirès, accanto a Catherine Deneuve, Jean-Louis Trintignant e la nostra Milena Vukotic.

L'affermazione
Da quel momento in poi, sarà attivissimo nella televisione e nel cinema, dove, soprattutto in quest'ultimo, interpreterà pellicole eccellenti come: Il colpetto (1982) di Edouard Molinaro e Gioco in villa (1982) di Denys Granier-Deferre, accanto a Michel Piccoli, pur non riuscendo a emergere totalmente dall'anonimato come interprete. Infatti, solo nel 1986, si impone come uno dei personaggi di punta del cinema francese contemporaneo grazie a Jean de Florette e al suo seguito Manon delle sorgenti, entrambi diretti da Claude Berri, dove è protagonista affiancato a Yves Montand e Gérard Depardieu. Vincitore del César come miglior attore, Daniel Auteuil è l'ex marito dell'attrice Anne Jousset dalla quale avrà una figlia (l'attrice Aurore Auteuil), ma sul set de L'amour en douce (1985) di Molinaro conoscerà colei che poi diverrà la sua seconda moglie, l'attrice Emmanuelle Béart, lasciata dopo due anni di matrimonio e una figlia (Nelly) per Aude Ambroggi, sua attuale coniuge (dopo una convivenza con l'attrice Marianne Denicourt con la quale ha portato sul palcoscenico "The Blue Room" di Schnitzler).
Claude Sautet ne farà un interprete lungimirante grazie a Qualche giorno con me (1988), dove recita con Sandrine Bonnaire e Danielle Darrieux, ma soprattutto grazie all'intenso Un cuore in inverno (1992), per il quale ruolo vince il David di Donatello come miglior attore straniero. Coline Serreau, Patrice Chéreau e ancora Berri ne consolideranno la bravura e anche il cinema italiano lo sfrutterà in Sostiene Pereira (1995) di Roberto Faenza, Vajont - La diga del disonore (2001) di Renzo Martinelli e il thriller Sotto falso nome (2005) di Roberto Andò.

I premi e il cinema italiano
Palma d'oro al Festival di Cannes come miglior interprete a ex-aequo con l'attore down Pascal Duquenne per L'ottavo giorno (1996) di Jacob von Dormael, vince il suo secondo César come miglior attore per La ragazza sul ponte (1999) di Patrice Leconte (regista che lo promuoverà a suo attore feticcio in L'amore che non muore del 2000 e in Il mio migliore amico del 2006). Continua a lavorare con maestri del cinema come Patrice Leconte e Francis Veber in commedie e film drammatici, e lavora anche con registi italiani come Paolo Virzì (N (Io e Napoleone)) e Michele Placido (Il cecchino) e Roberto Andò (Le confessioni). Nel 2016 veste i panni di un padre disperato alla ricerca di giustizia in In nome di mia figlia di Vincent Garenq.
Nonostante le apparenze, Auteuil si destreggia bene fra il drammatico e il comico. Vero e proprio insigne rappresentante della nazione francese, piace all'Italia perché naturale (e forse perché ha l'aria di un suo compagno di set, il fu Marcello Mastroianni) e completo. Perfetto nei panni del borghese che di solito è coinvolto in una rete di intrighi (politici, sociali, sessuali), dell'astuto manipolatore di vite e del manipolato, oggi mostra tutto il suo lato professionale, che pellicola dopo pellicola, fa acquistare alla sua immagine quel sentore di notorietà che ha reso Jean Gabin ciò che è Jean Gabin.

Ultimi film

Commedia, (Francia - 2019), 110 min.
Drammatico, (Francia - 2018), 105 min.
Drammatico, (Italia, Francia - 2016), 100 min.

Focus

INCONTRI
sabato 16 novembre 2019
Claudia Catalli

Camicia bianca, gonna lunga aderente, stivaletti, capelli raccolti e mani tempestate di gioielli Non c'è niente da fare: dal vivo Fanny Ardant mantiene intatto il suo fascino, proprio come sul grande schermo. Lo dimostra per l'ennesima volta nel film di Nicolas Bedos La belle époque, in cui interpreta la grintosa Marianne, che di se stessa dice: «Bevo, vivo, vado avanti», per poi schiaffeggiarsi selvaggiamente e darsi della 'cattiva' quando, in una delle scene più memorabili del film, caccia di casa il marito affaticato dagli anni (un dolente e magnifico Daniel Auteuil)

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venerdì 25 ottobre 2019
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Nella cornice del Festival Lumière di Lione, Daniel Auteuil ha tenuto la settimana scorsa una masterclass davanti a un pubblico entusiasta e numeroso. Dosando sapientemente ricordi, pragmatismo e humour, si è assunto la responsabilità dei film fatti, soprattutto i 'peggiori', da cui giura di aver appreso di più sul mestiere dell'attore. Distillando la sua lezione di cinema ha rivendicato le sue scelte, guidate sempre dal piacere e mai dalla carriera

CELEBRITIES
domenica 24 gennaio 2010
Valeria Filippi

Un destino segnato dall'arte Uno dei maggiori attori francesi odierni giunge oggi al traguardo dei 60 anni e guardando indietro alla sua filmografia non possiamo che apprezzarne la versatilità tra ruoli che spaziano da un genere all'altro e il talento internazionale che gli ha permesso di dedicarsi di tanto in tanto anche al cinema nostrano. Figlio di due cantanti di operetta, Daniel Auteuil è nato ad Algeri il 24 gennaio 1950; nello stesso anno gli Auteuil si trasferiscono ad Avignone e Daniel trascorre la sua infanzia vagando da un teatro all'altro; fin da bambino intuisce che quello dei genitori sarebbe diventato anche il suo lavoro

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