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Leo Gullotta

Leo Gullotta è un attore italiano, produttore, musicista, è nato il 9 gennaio 1946 a Catania (Italia).
Nel 2002 ha ricevuto il premio come miglior attore non protagonista al Nastri d'Argento per il film Vajont. Dal 1984 al 2002 Leo Gullotta ha vinto 3 premi: David di Donatello (1987), Nastri d'Argento (1984, 2002). Leo Gullotta ha oggi 76 anni ed è del segno zodiacale Capricorno.

Gullott-attore

A cura di Fabio Secchi Frau

Quella della recitazione e di Leo Gullotta è una storia d'amore antica quanto la recitazione stessa. Grandissimo attore, doppiatore e cabarettista italiano, Salvatore Leopoldo, per tutti noi semplicemente Leo, è un re e una regina del palcoscenico italiano, un principe e una principessa del grande e del piccolo schermo, che fra ironia e dissacrazione, quotidianità e satira, non perde mai il proprio charme.

La lunga gavetta
Nato a Catania, nel 1946, recita fin da piccolo, come comparsa al Teatro Massimo Bellini di Catania, ma si è formato come attore dopo una lunga militanza nella Compagnia del Teatro Stabile di Catania, accanto a Turi Ferro e Salvo Randone, suoi compagni di palcoscenico nelle difficili rappresentazioni dei testi di Leonardo Sciascia, Jean-Paul Sartre e William Shakespeare. Il teatro è un bel mondo, dove impara l'approccio all'arte drammatica, che esploderà in "Vaudeville" (1990) al Teatro Parioli di Roma, ma anche in "Il signor Popkin" con la regia di Patrick Rossi Gastaldi, portato in scena con una sua compagnia teatrale. Prima di tutto questo, però, si trasferisce a Roma. È il 1979, quando comincia la sua lunga gavetta televisiva, spesso diretto da Pier Francesco Pingitore e soprattutto dal grandissimo Maurizio Zaccaro che lo vorrà nel ruolo del severissimo preside nella miniserie Cuore (2001) con Giulio Scarpati, Anna Valle e Antonella Ponziani e come zio Ermenegildo in Il bell'Antonio (2005) con Daniele Liotti e Andrea Osvárt, ma anche nelle fiction Cristallo di rocca (1999) e Al di là delle frontiere (2004) con Sabrina Ferilli e Johannes Brandrup. È proprio grazie a Zaccaro che riesce ottenere ben due David di Donatello come migliore attore non protagonista, il primo grazie a Il carniere (1997), il secondo con Un uomo perbene (1999). Parteciperà anche a: Mastro Don Gesualdo (1964) di Giacomo Vaccari con Enrico Maria Salerno, Sergio Tofano, Valeria Sabel e il già citato Turi Ferro; Aria del continente (1970) di Marcello Sartarelli ancora con Ferro, Fioretta Mari, Umberto Spadaro e Ave Ninchi; Le avventure di Mozziconi (1983) di cui è protagonista e molte altre ancora (La famiglia Brandacci, Nei secoli dei secoli, La madre inutile, Operazione Odissea, Gioco di specchi, La stella dei re). Stesso discorso per i telefilm, fra i quali segnalo: I ragazzi di celluloide (serie 1 e 2) (1981-1984) di Sergio Sollima con Massimo Ranieri, Alfredo Pea, Anna Maria Rizzoli, Massimo De Rossi, Sherry Buchanan, William Berger, Pietro Biondi, Daniela Poggi e Lara Wendel; Il ricatto (1 e 2) (1988-1991) di Ruggero Deodato e Vittorio De Sisti con Tonino Valerii, Luca De Filippo, Carla Mancini, Jacques Perrin, Fernando Rey, Kim Rossi Stuart, Salvatore Cascio, Pupella Maggio, Amanda Sandrelli e Marina Suma; Festa di Capodanno (1988) di Piero Schivazappa con Johnny Dorelli, Eleonora Giorgi, Alvaro Vitali, Fabrizio Fringulino, Gloria Guida, Paolo Bonacelli, Gustavo Pastorini, Sabrina Salerno, Antonello Fassari; Guerra di spie (1988) di Duccio Tessari con Jean Rochefort, Marisa Berenson, Enrico Maria Salerno, Felice Andreasi e Antonella Lualdi; Mamma per caso (1997) di Sergio Martino con Raffaella Carrà, Ray Lovelock, Carla Signoris, Maurizio Crozza, Natasha Hovey e Antonella Mosetti; Le ragazze di Piazza di Spagna (1998) di Riccardo Donna di Gianfrancesco Lazotti, con Romina Mondello, Vittoria Belvedere, Alice Evans, Marco Bonini, Franco Citti, Vera Gemma, Giovanni Guidelli, Paki Valente, Pao Pei Andreoli, Valentina Lainati, Michele Gammino, Beatrice Palme, Luisa De Santis, Peppe Barra, Carlo Caprioli, Maurizio Mattioli, Andrea Piedimonte; Onora il padre (2001) di Gianpaolo Tescari con Valeria Milillo, Arnaldo Ninchi e ancora Marco Bonini; O la va o la spacca (2004) di Francesco Massaro con Cecilia Dazzi, Barbara Enrichi, Gianni Fantoni, Remo Girone, Ezio Greggio, Anna Kanakis e Maurizio Mattioli; e altre (Qui squadra mobile, Il Commissario De Vincenzi, Dio ci ha creato gratis). In ognuno di questi Leo Gullotta diventa un prodotto aggiunto, una migliore rifinitura nella struttura della storia, un fregio prezioso.

Loy, Nichetti, Tornatore e altri ancora
Un primo contatto cinematografico avviene invece con il film del 1971 Lo voglio maschio di Ugo Saitta con Umberto Spadaro. E dopo una lunga lista di pellicole comiche di serie b, diventa uno degli attori prediletti del mitico Nanni Loy che lo imporrà in: Café Express (1980) con Vittorio Caprioli; Testa o croce (1982); il bellissimo Mi manda Picone (1983) che gli farà ottenere il Nastro d'Argento come miglior attore non protagonista; Scugnizzi (1989) e il film tv A che punto è la notte (1995) con Marcello Mastroianni e Max von Sydow. Anche Maurizio Nichetti subirà il fascino di questo caratterista siciliano e lo vorrà invece in Il Bi e il Ba (1985) e in Palla di neve (1995), ma forse i ruoli migliori sono quelli nelle pellicole di Giuseppe Tornatore: Il camorrista (1986) grazie al quale vince il David come miglior attore non protagonista; Nuovo Cinema Paradiso (1988) con Philippe Noiret, Salvatore Cascio, Marco Leonardi, Jacques Perrin e Agnese Nano, nel quale veste i panni della comica maschera del cinema che si commuove guardando i film; Stanno tutti bene (1999) con Mastroianni; L'uomo delle stelle (1995) e Baarìa (2009). Lavorerà anche con Franco Franchi in Tango blu (1987) e sarà un ottimo attore cinematografico per Sergio Martino, Christian De Sica e Ricky Tognazzi (Il padre e lo straniero, 2010). Vincerà un ultimo Nastro d'Argento con Vajont - La diga del disonore (2001), nel difficile ruolo dell'ingegnere Mario Pancini, ideatore della diga. Dopo il doppiaggio di Zootropolis, lo rivediamo nel cast de L'ora legale, diretto da Ficarra e Picone.

La popolarità grazie al Bagaglino
Ma la popolarità maggiore arriva grazie a programmi come "Black Out" (197), ma soprattutto quando entrerà a far parte della Compagnia del Bagaglino, in varietà trasmessi da reti Rai e Fininvest (la vecchia Mediaset) come: "Biberon" (1989); "Crème Caramel" (1991); "Bucce di banana" (1994) e molti altri, all'interno del quale ha parodiato personaggi televisivi femminili (Maria De Filippi, Simona Ventura, Raffaella Carrà, Rosanna Cancellieri, Sandra Milo, Megan Gale, Manuela Arcuri, Susan Flannery) provocando da sempre l'ilarità del pubblico.

La carriera di doppiatore
Come doppiatore, ha prestato la sua voce a Joe Pesci, Christian Clavier, Burt Young, Tony Shalhoud, Paul Giamatti, Vincent Schiavelli, ma anche a cartoni animati come il panciuto gatto Tigre di Fievel sbarca in America; il mammuth Manfred nella saga di L'era glaciale e il pirata spaziale Yattaran in Capitan Harlock.

"Mille fili d'erba"
Omosessuale dichiarato, la sua splendida biografia è raccontata nel libro "Mille fili d'erba" (1998).

Ultimi film

Commedia, (Italia - 2017), 92 min.
Animazione, (USA - 2016), 108 min.

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