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Andrea Osvárt ovvero la sensuale e amata ungherese che ha presentato il Festival della canzone italiana accanto a Pippo Baudo e Bianca Guaccero.
Studi
Nata a Budapest nel 1979, vive in Ungheria fino al 1996, dove si laurea in Letteratura Italiana con una tesi su Elsa Morante. Dopo aver ottenuto il secondo posto a una competizione di bellezza nazionale, si sposta da Budapest a Roma, dove studia recitazione all'Internation Acting School per cinque anni e lavora come fotomodella.
I film fra l'America e l'Italia
Dopo alcuni spot commerciali, debutta sul grande schermo con il film L'esecutore (2000) di Anthony Hickox accanto a William Hurt, Natascha McElhone e Peter Weller, poi l'anno successivo recita il ruolo della cugina di Robert Redford in Spy Game (2001) con Brad Pitt. Fra gli altri film della sua filmografia si deve necessariamente citare anche: Sara May (2004); il Casanova (2005) della Disney; il pessimo The Clan (2005); Mare nero (2006); Two Tigers (2007); 2061 - Un anno eccezionale (2007); Il rabdomante (2007); Una piccola storia (2008); Soundtrack (2008); La valle delle ombre (2009); Duplicity (2009) con Julia Roberts; La fine è il mio inizio (2011); e Maternity Blues (2011).
I ruoli nel piccolo schermo
È apparsa soprattutto nel piccolo schermo in ruoli molto migliori di quelli che il cinema le ha finora affidato. È stata la Kairesin Eugenia nel serial La principessa Sissi (2009) e ha recitato il ruolo di Julia in Il bell'Antonio (2005) di Maurizio Zaccaro con Daniele Liotti. Poi è stata accanto a Lorenzo Crespi in Pompei (2007) di Giulio Base che l'ha diretta anche in La donna della domenica (2011). Fra i film tv (La caccia, Exodus, Presagi), spicca senza alcun dubbio la sua partecipazione a Lo scandalo della Banca Romana (2010) di Stefano Reali. È apparsa anche in Diritto di difesa (2004) ed è stata Alexandra Lescano del trio Lescano nella fiction Le ragazze dello swing (2010).
Parla svelto, Folco Terzani, senza accento, e sembra un fiume in piena. Ha 41 anni ma ne dimostra dieci di meno, con i capelli lunghi e i jeans da ragazzino, questo adulto bambino che spende fiumi di parole su suo padre ma di sé dice soltanto di esser venuto al mondo «in una valigia». A due settimane di vita era già su una nave che dall’America lo portava in Italia, poco dopo era a Singapore, e ancora attraverso l’Asia, infine in Cina, dove a 12 anni di giorno faceva l’alzabandiera e di sera piangeva di nascosto per non deludere il padre Tiziano. Un padre «ingombrante», un mostro sacro del giornalismo, corrispondente dal Vietnam e dalla Cina, che quando Folco era solo un’idea voleva chiamarlo Mao. E che prima di morire, spento da un tumore, proprio Folco ha voluto accanto a sé per raccontargli come la sua vita fosse cambiata, finalmente illuminata, e per raccogliere le sue memorie in un libro, "La fine è il mio inizio", che oggi è anche un film in sala dal 1 aprile. A presentarlo a Roma ci sono gli interpreti, Bruno Ganz, Elio Germano e Andrea Osvart, il regista Jo Baier e tutta la famiglia di Tiziano Terzani: la figlia Saskia, biondissima e mite, la moglie Angela, e Folco. Che da suo padre ha ereditato, prima di tutto, l’innata capacità di conquistare la scena.
Chi non la ricorda accanto a Pippo Baudo al Festival di Sanremo edizione 2008? È in quell’occasione che Andrea Osvárt, attrice ungherese, si è fatta conoscere ed apprezzare dal grande pubblico. La rassegna canora le ha portato fortuna, permettendole di affermarsi nel nostro paese da lei sempre amato, considerato che l’attrice si è laureata in Letteratura italiana con una tesi su Elsa Morante. Bella e intelligente, ha continuato a lavorare sia nel nostro paese sia all’estero, interpretando ruoli che davano risalto alla sua innata eleganza (tra tutti, le fiction Lo scandalo della banca romana e Sissi). Non solo tv, ma anche tanto cinema prossimamente, accanto ad interpreti di spicco, di cui abbiamo piacevolmente parlato con lei, anche in occasione della messa in onda, su Raiuno, il 27 e il 28 settembre, del film tv Le ragazze dello Swing: storia del mitico Trio Lescano. Un mondo d'oro, che la Osvàrt vive con grande professionalità.
Che tipo di esperienza è stata quella de Le ragazze dello swing?
È stato un grande viaggio nel passato, siamo dovuti tornare negli anni Trenta e Quaranta, per cui riscoprire quel mondo, in senso sociale e politico, ma anche artistico, è stata un'esperienza unica. Mi sono divertita molto e poi la città di Torino ci ha dato un grande sostegno. L'idea di realizzare questo film è nata dal regista, Maurizio Zaccaro, che ha voluto realizzare questa storia non molto conosciuta, ma che speriamo lo sarà dopo questo film. Tanti conoscono le canzoni "Maramao perché sei morto", "Orchestra sincopata", "Tulipan", ma nessuno sa chi erano veramente le sorelle Lescano.
Quale delle tre sorelle interpreta?
Io interpreto Alexandra, la più grande, quella che di più, tra le tre vorrebbe trovare qualcuno che si prenda cura di lei, ma invece è sempre lei che viene usata e si prende cura degli altri. È una figura centrale, che cerca di mediare tra tutti gli altri personaggi.
Prima di girare questa miniserie, lei conosceva queste canzoni?
Si, io ho girato, nel 2005, un film con Christian De Sica: The Clan, in cui avevo ascoltato, appunto, "Maramao perché sei morto", ma non ne conoscevo l'origine. Poi, tutte le altre che ho menzionato prima le ho conosciute grazie a questo film che va in onda in questi giorni.
Il prossimo 5 ottobre ci sarà la prima del film La fine è il mio inizio: che tipo di esperienza è stata?
Si, ma il 5 ottobre sarà la prima in Germania, mentre in Italia non si può parlare di una data esatta (probabilmente, andrà al prossimo Festival di Roma n.d.r.). È stato un onore per me, in questo film, interpretare la figlia di un grande giornalista italiano, che era Tiziano Terzani. Questo film è tratto dal suo ultimo libro (pubblicazione postuma n.d.r.) di cui il film porta il titolo; è il libro della sua vita, per cui i personaggi sono quelli della sua famiglia: io sono Saskia Terzani, mio fratello è Elio Germano, che interpreta Folco Terzani. Lavorare con Germano è stato un onore, così come lavorare con Bruno Ganz, che è un altro grande attore internazionale.
In questi giorni sta girando un film per il cinema diretto da Fabrizio Cattani: Il bene dal male, in cui lei sarà la protagonista (accanto a Daniele Pecci n.d.r.), ce ne può parlare?
Infatti, in questi giorni mi trovo in Toscana. Il film, esattamente, si intitola Maternity blues: il bene dal male. Il tema è l'infanticidio perché "maternity blues" è l'espressione scientifica della depressione post partum; un termine usato in tutto il mondo per una problematica che potrebbe riguardare le donne nel periodo successivo al parto. Siamo alla terza settimana delle riprese e il film uscirà nelle sale il prossimo anno, in primavera.
Poi inizierà le riprese de La donna della domenica, si sente emozionata?
Il 18 ottobre inizieremo le riprese di questo film, tratto dal libro di Carlo Fruttero e Franco Lucentini e remake della celebre pellicola del 1975 diretta da Luigi Comencini, con Marcello Mastroianni e Jaqueline Bisset. Io sarò la protagonista. Gireremo sempre a Torino e sia io che Giampaolo Morelli (nel ruolo che fu di Mastroianni n.d.r.) avremo un grande compito.
Lei spesso recita all’estero, che differenze ci sono con l’Italia?
Difficile da dire perché anche in Italia, tra i vari set, ci sono delle differenze. Dipende, una produzione americana, ad esempio, è una macchina perfetta dove non c'è disorganizzazione, non ci sono errori. In Italia, a volte, capitano un po' di disattenzioni, però non ci sono enormi differenze con altri paesi europei.
Come mai, all'università, scelse un’autrice italiana e la nostra letteratura?
Per caso ho scelto di studiare la lingua italiana quando avevo 14 anni, frequentavo un liceo bilingue in Ungheria, quindi ho imparato questa lingua quando non ero mai stata in Italia. Poi, mi è sembrata ovvia la strada di andare avanti, per cui ho continuato a studiare italiano a Budapest, all'università. Dopo alcuni anni sono venuta a Roma e mi sembrava uno spreco non poter usare la lingua. E quando sono venuta qui, ho studiato da attrice e adesso, finalmente, posso usare questa lingua 24 ore su 24!
Lo scandalo della Banca Romana è una storia italiana che viene raccontata, per Rai Uno, in un film di Stefano Reali, domenica 17 e lunedì 18 gennaio, e che vede come protagonisti Beppe Fiorello (il giornalista Maria Barba), Andrea Osvart (Renata), Lando Buzzanca (il governatore corrotto Bernardo Tanlongo), Vincent Perez (Clemente Claudet), Ninni Bruschetta (commissario Cavatterra), Ramona Badescu (Ida Tanlongo), Stefano Molinari (Carloni), Marcello Mazzarella (Gustavo Biagini), Lollo Franco (da non perdere, a detta del regista, nei panni del padre di Mattia) e Maurizio Mattioli. La Rai, su questo tema, come ha fatto notare Fabrizio Del Noce, "ha già dato" con uno sceneggiato nel 1977, sebbene focalizzato soltanto sul personaggio di Bernardo Tanlongo e non allargata a tutte le implicazioni né arricchita di un tocco di melodramma e sentimentalismo dell'epoca. Uno spaccato sociale molto importante, concepito perché raccontasse un determinato periodo storico, in cui, successivamente, si è inserito un fenomeno internazionale, come quello degli scandali delle banche. Una fiction ben congegnata anche grazie a un notevole cast, prosegue il direttore di Rai Uno, che spera emergano le varie chiavi di lettura che la stessa offre. Elementi che si fondono e che riguardano fatti veri, con veri imputati e personaggi realmente esistiti, sebbene quello di Fiorello sia inventato, anche se, di fatto, l'elemento giornalistico ci fu proprio con Il corriere della sera. Uno spaccato successivo all'annessione, quello dell'Italia giolittiana e degli anni precedenti alla Prima guerra mondiale, una serie con un preciso messaggio storico e politico, per realizzare non soltanto una fiction spettacolare, ma anche di servizio pubblico.
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