2061 - Un anno eccezionale

Film 2007 | Commedia, 100 min.

Regia di Carlo Vanzina. Un film con Diego Abatantuono, Emilio Solfrizzi, Sabrina Impacciatore, Dino Abbrescia, Andrea Osvárt. Cast completo Genere Commedia, - Italia, 2007, durata 100 minuti. Uscita cinema venerdì 26 ottobre 2007 distribuito da 01 Distribution. - MYmonetro 1,83 su 7 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Dopo una tremenda crisi energetica dovuta all'esaurimento delle scorte petrolifere, il mondo è piombato in una sorta di cupo Medioevo. In Italia un gruppo di avventurosi patrioti intraprende un viaggio picaresco dalla Sicilia alle Alpi. Il film ha ottenuto 1 candidatura ai Nastri d'Argento, In Italia al Box Office 2061 - Un anno eccezionale ha incassato nelle prime 7 settimane di programmazione 1,8 milioni di euro e 744 mila euro nel primo weekend.

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Consigliato no!
1,83/5
MYMOVIES 1,00
CRITICA 2,25
PUBBLICO 2,13
CONSIGLIATO NO
Una commedia scalcagnata e volgare che si ispira senza efficacia all'Armata Brancaleone, con un Abatantuono che si crogiola incensandosi da solo.
Recensione di Claudia Resta
venerdì 16 febbraio 2007
Recensione di Claudia Resta
venerdì 16 febbraio 2007

2061: dopo una tremenda crisi energetica dovuta all'esaurimento delle scorte petrolifere, il mondo è piombato in una sorta di cupo Medioevo. L'Italia è un paese diviso, multietnico, quasi pre-risorgimentale: al nord è nata la Repubblica Longobarda difesa da un muro altissimo; nella Repubblica Popolare di Falce e Mortadella spopolano le balere; la Toscana è tornata ad essere un Granducato dove le fazioni dei Della Valle e dei Cecchi Gori lottano per il potere; al centro è rinato lo Stato Pontificio, un regime integralista dove domina l'Inquisizione; al sud regna il Sultanato delle Due Sicilie, dove le temperature oscillano tra i 32 e i 54 gradi e il maiale costa 1200 dinari al chilo al mercato nero. Da qui, un gruppo d'avventurosi patrioti capitanati dal "Professore" (Diego Abatantuono) intraprende un viaggio grottesco con lo scopo, 200 anni dopo, di rifare l'Italia.
Carlo Vanzina firma la regia di un film che s'ispira molto liberamente all'Armata Brancaleone e alle sue atmosfere picaresche, in cui la truppa scalcagnata e volgare di Abatantuono dovrebbe essere una versione postmoderna dell'esercito di Monicelli. Ahimé, però, il paragone, indubbiamente voluto e che riecheggia anche nella citazione delle colonne sonore e nel rifacimento di alcuni tormentoni (tra cui un mulo chiamato Aquilante), non regge nemmeno per i primi cinque minuti d'introduzione.
Poteva essere un buon film comico sulla cialtroneria del nostro Paese, che rischia di spaccarsi per colpa dei regionalismi, degli egoismi e della miopia, ma invece di lanciare un grido d'allarme la sceneggiatura, pur con retorici intenti unificatori, cade nel continuo ed eccessivo grottesco delle caricature troppo calcate, dei dialetti usati solo per suscitare risate, dello humor gratuito e delle battute fin troppo scontate.
A nulla vale nemmeno il ritorno al passato di Abatantuono, che si crogiola incensandosi da solo, citando le proprie gag di vecchi film e richiamando più e più volte Attila: il doppiaggio stesso eseguito dagli attori sulle proprie scene lascia a desiderare e la pellicola risulta soporifera già dopo la prima mezz'ora di visione e chiude con un triste ed ennesimo richiamo al "Flagello di Dio".
Altrettanto gratuite e fuori luogo le chiamate in causa di amici e colleghi, quali Verdone e la Ferilli, mentre si rivelano, invece, pesanti e ridondanti le svariate pubblicità di marchi, imperanti e al centro delle inquadrature, delle case che hanno sponsorizzato la produzione. La prima arriva a meno di due minuti dall'inizio del film, quando ancora scorrono i titoli di testa...
Non regge sicuramente il paragone tra il cameo di Michele Placido, nel ruolo del Cardinale Bonifacio, con Jonathan, meglio noto per il Grande Fratello, che nella parte di Pride si propone come un Jack Sparrow poco felice.
Fortunatamente, il cinema italiano ha anche altre facce.

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Su MYmovies il Dizionario completo dei film di Laura, Luisa e Morando Morandini

200 anni dopo l'unità sotto i Savoia, l'Italia è divisa in 5 staterelli. Decisi a riunificarla, patrioti siculi guidati dal Professore lasciano l'isola in cerca di un tesoro, necessario per finanziare l'impresa. Lo trovano nello Stato Pontificio grazie a un Cardinale: è il quadro della Gioconda da portare a Torino per essere venduto ai francesi, ma l'ingresso nello Stato Longobardo è vietato ai meridionali. Che differenza c'è tra un film "brutto" e un film " trash "? Il " trash " è "brutto", pacchiano e volgare con premeditazione. Così l'hanno premeditato i fratelli Vanzina cui non possiamo perdonare le battute volgarissime sui "froci". Oltre alla scopiazzatura di L'armata Brancaleone , il resto è al loro abituale livello, anche nei riferimenti satirici all'Italia del 2000. Può esistere un film di denuncia pecoreccio?

Tutte le recensioni de ilMorandini
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RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
domenica 26 dicembre 2010
ultimoboyscout

Mediocre e dico poco. Peccato poteva essere carino perchè l'idea è buona e il cast pure metirebbe di più. Davvero scadente sotto ogni punto di vista compreso quello interpretativo di Abatantuono che avrebbe dovuto essere iil traino invece è una palla al piede con quel suo modo di reinterpretare il "terruncello" che l'ha reso celebre negli anni '80 senza [...] Vai alla recensione »

venerdì 4 febbraio 2011
Camillo

Nel 2061 finiscono le risorse energetiche di prima necessità e ci appare un'Italia molto simile a quella medievale."il professore" accompagnato da un gruppo di mercenari tenterà di riunire l'Italia ormai divisa in diverse regioni(il Sultanato delle due Sicilie,il Vaticano,la republica Longobarda).Così,200 anni dopo l'unificazione d'Italia,"il professore&qu [...] Vai alla recensione »

lunedì 9 novembre 2009
Giorgio

Purtroppo devo ammettere che il film è molto scadente...perchè quando si vorrebbe fare un film di questo genere, con la pretesa di fare qualcosa di originale, bisognerebbe avere il coraggio di esagerare , di colpire, insomma, di essere VERAMENTE convinti del soggetto... Invece mi sembra che sia uscito qualcosa di amorfo e veramente senza spessore...

domenica 29 agosto 2010
giusepped88

Non vale il prezzo del biglietto al cinema. Da guardare a casa quando non c'è altro. Nulla a che vedere con Attila flagello di Dio o con il film di Monicelli.

giovedì 24 luglio 2014
Alexsavioli

Peccato non avere la possibilità di dare zero stelle come voto, sarebbero state più che meritate. Il film fa pena sotto tutti i punti di vista, eppure vedere recitare nel suo cast personaggi che potrebbero rifiutare certe sceneggiature. Orrendo!!!

sabato 10 marzo 2018
Ennio

Non sapevo nemmeno fosse di Vanzina questo film. Certo il battutismo perenne potrà non piacere a qualche intellettuale raffinato, ma non ci si annoia di certo. E poi l'idea futuristico/secessionista è originale e divertente, a partire dai maiali proibiti fino al muro sul Po per impedire l'accesso ai "terroni". Se proprio devo dar ragione ai critici spietati, Abatantuono [...] Vai alla recensione »

lunedì 30 agosto 2010
LorenzoMnt

Non siamo ai livelli di Attila flagello di dio,però non è male.

giovedì 26 agosto 2010
ThePaglia

 Una divertente ed originale commedia sull'unità d'Italia,mai stata così difficile. Gli italiani del duemila sono sempre gli stessi,pensano ai loro interessi,si curano delle proprie esigenze fisiche ed economiche..Ma sotto sotto,un cuore ce l'hanno,tanto da morire per la patria,riconvertendosi proprio all'ultimo minuto.

domenica 29 agosto 2010
marezia

Bello su Rai3 come al cinema. Quando LA CLASSE c'è c'è TUTTO.

Frasi
Quando un uomo con la pistola incontra un uomo col fucile, l'uomo con la pistola gliela deve dare…
Una frase di Il professore (Diego Abatantuono)
dal film 2061 - Un anno eccezionale - a cura di Simona
STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Marco Giusti
Il Manifesto

L'idea è notevole. Un mischione tra Attila, L'armata Brancaleone, i post-atomici fulciani e i film papalini di Gigi Magni. Il tutto per raccontare come nel 2061 l'Italia sia divisa in quattro parti, il sud in mano all'Islam, il centro in mano al Papa, la Toscana sprofondata in una guerra civile tra i casati dei Della Valle e dei Cecchi Gori, l'Emilia terra rossa sotto il simbolo di falce e mortadella, [...] Vai alla recensione »

Aldo Fittante
Film TV

Non bastano un Abatantuono in splendida forma e una Sabrina Impacciatore sempre più sicura e poliedrica a salvare quest’Armata Brancaleone ancor più cialtronesca e cafona della Beneamata filmata lustri addietro da Monicelli. Si dirà: segno dei tempi. In realtà il difetto è nel manico, di una regia sciatta e senza ritmo (caratteristiche endemiche di Carlo Vanzina) e di un copione dove, oltre al regista [...] Vai alla recensione »

Cinzia Romani
Il Giornale

Nella commedia di Carlo Vanzina, un'Armata Brancaleone postmoderna, una crisi energetica porta un manipolo di picari, capitanati da Diego Abatantuono a sognare la riunificazione d'Italia. La penisola è in pieno Medioevo, spezzettata tra il Sultanato delle Due Sicilie, la Repubblica Longobarda e la Repubblica-Mortadella, cioè l'Emilia-Romagna. La situazione è grave se a Cefulabad è vietata la carne [...] Vai alla recensione »

Lietta Tornabuoni
La Stampa

La temperatura minima è a 35 gradi, la massima a 54. Come nella Storia, l'Italia è tornata ad essere spezzettata: al Nord c'è la Repubblica Longobarda isolata da un altissimo muro; poi la Repubblica Popolare di Romagna (la quota fiscale è del 100%), il Granducato di Toscana dove si combattono i Della Valle e i Cecchi Gori, lo Stato Pontificio dominato dall'Inquisizione, il Sultanato delle Due Sicilie [...] Vai alla recensione »

Michele Anselmi
Ciak

Doveva chiamarsi Italia 2051, poi, per evocare il bicentenario dell'Italia (più o meno) unita, i fratelli Vanzina hanno aggiunto una decade in più. Dunque 2061, sottotitolo Un anno eccezionale, ovvero quasi "eccezzziunale", essendo Diego Abatantuono il carismatico Professore alla guida della colorita brigata di sfigati che ha deciso di rifare l'Italia.

Paolo D'Agostini
La Repubblica

Quello di Carlo ed Enrico Vanzina è un cinema colto. Paradossale? I loro film contengono la memoria della stagione d'oro della commedia italiana. Delle invenzioni dei padri. I due fratelli ne sono custodi appassionati e non solo cinici gestori. Il fatto è però sempre lo stesso: quelle invenzioni sono state già inventate. Una crisi energetica planetaria, nel 2061, determina una regressione storica. Vai alla recensione »

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