Quel posto nel tempo

Film 2022 | Drammatico,

Regia di Giuseppe Alessio Nuzzo. Un film con Tomas Arana, Erasmo Genzini, Leo Gullotta, Beatrice Arnera, Giovanna Rei. Cast completo Genere Drammatico, - Italia, 2022, Uscita cinema mercoledì 21 settembre 2022 distribuito da Nexo Digital. Valutazione: 3 Stelle, sulla base di 3 recensioni.

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Ultimo aggiornamento martedì 20 settembre 2022

Il raccono di una malattia attraverso la poesia del tempo che passa, dei ricordi che si cancellano e quelli che riemergono, incoerenti e irrazionali. L'Alzheimer.

Consigliato assolutamente no!
n.d.
MYMOVIES 3,00
CRITICA
PUBBLICO
CONSIGLIATO SÌ
Uno sguardo attento sull'Alzheimer. Con un convincente Leo Gullotta.
Recensione di Giancarlo Zappoli
martedì 20 settembre 2022
Recensione di Giancarlo Zappoli
martedì 20 settembre 2022

Mario è stato un tempo un direttore d'orchestra. Ora si trova praticamente ricoverato in un resort in Inghilterra a causa del morbo di Alzheimer che lo ha colpito. La sua è una vita costantemente sospesa tra ricordi che lo raggiungono senza preavviso e il timore di perdere completamente la memoria del passato. L'immagine della moglie morta e l'esistenza complicata di una figlia non sufficientemente amata lo tormentano di continuo.

Un lungometraggio che costituisce il punto di arrivo di un lungo percorso di studio e riflessione sulla tematica dell'Alzheimer.

Questo film è la terza tappa di un percorso iniziato da Nuzzo anni fa con un cortometraggio pluripremiato sul tema dell'Alzheimer che aveva già come protagonista Leo Gullotta. Lì l'attore aveva il ruolo di un padre che, essendo cosciente del proprio progressivo degrado intellettivo, lasciava dei messaggi alla figlia la quale lo stava assistendo essendo ormai impegnata nel ruolo di genitore del proprio genitore. Gli aveva fatto seguito il documentario Lettere a mia figlia-Manuale sull'Alzheimer in cui, con la suddivisione in quattro capitoli, ci si interrogava sul tema del rapporto con i pazienti affetti dal morbo con il contributo di esperti e responsabili di strutture che accolgono i pazienti sperimentando nuovi tipi di approccio al paziente.

Il passaggio al lungometraggio di finzione vede di nuovo in scena l'attore siciliano nel ruolo del protagonista il quale ha acquisito una notorietà grazie a un percorso in ambito musicale che però ha finito con l'allontanarlo dalla figlia che ora si trova in una situazione di tossicodipendenza da cui le è difficile uscire.

Nuzzo conferma le sue doti di sguardo sulle situazioni e di attenzione alle location di cui valorizza la presenza non trattandole come puro sfondo dell'azione. Non gli viene però in aiuto, in questa occasione, la sceneggiatura che finisce con il voler assemblare troppi elementi, alcuni dei quali rischiano di finire nel mélo. Sarebbe stato più che sufficiente affrontare ed approfondire l'accennato rapporto tra la malattia e il possibile intervento terapeutico della musica per sviluppare una riflessione non di poco conto conservando poi la relazione direttore d'orchestra-violoncellista come elemento ulteriormente attrattivo.

Invece ci si aggiunge la presenza di una figlia male amata entrata nel giro della droga con conseguenze legate al mondo della criminalità organizzata con conseguente tentativo del genitore di trarla dai guai. Nuzzo è abile nel mettere volutamente a disagio lo spettatore mescolando flashback e flash forward, grazie anche alla disponibilità di Gullotta a riproporre espressioni di smarrimento.

Si avverte poi, oltre a quanto già citato, un sincero interesse per la tematica a cui avrebbe però giovato una maggiore concentrazione su terapie meno note (come era accaduto nel documentario) che di per sé potevano offrire materia per una narrazione interessante.

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STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
mercoledì 21 settembre 2022
Daniele D'Orsi
Sentieri Selvaggi

La tensione secolare che porta i cineasti a confrontarsi con la memoria e i suoi fenomeni, è riconducibile allo stesso statuto iconico del mezzo audiovisivo, in grado com'è di restituire le dinamiche sfuggenti degli stati mentali attraverso l'immanenza estetica dell'immagine. Ma quello che l'inquadratura conserva nella sua visibilità, rischia di essere compromesso nel momento in cui ciò che si cerca [...] Vai alla recensione »

martedì 20 settembre 2022
Roberto Manassero
Film TV

Ex direttore d'orchestra in pensione, Mario vive in un lussuoso resort in Inghilterra. Malato d'Alzheimer, poco alla volta perde il contatto con ciò che lo circonda. La nebbia dei suoi pensieri è replicata dalla fotografia appannata e dalle luci sparate del film, così come dal montaggio che accosta passato e presente, ricordi e sensazioni, cose perdute (l'amata moglie Amelia) e cose da ritrovare (il [...] Vai alla recensione »

NEWS
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venerdì 2 settembre 2022
 

Su MYmovies i primi minuti di un'opera sull'Alzheimer come metafora di un viaggio. Dal 21 settembre al cinema. Guarda l'inizio »

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