Cate BlanchettClasse da divaNome: Catherine Elise Blanchett40 anni, 14 Maggio 1969 (Toro), Melbourne (Australia) |
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![]() Posso comandare anche il vento signore, c'è un uragano dentro di me che raderà al suolo la Spagna se solo oserete sfidarmi!
dal film Elizabeth - The Golden Age (2007)
Cate Blanchett è Elisabetta
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Quella sua bellezza algida ed eterea, unita all'incredibile classe e carisma, ha reso Cate Blanchett una delle dive più sofisticate del panorama cinematografico.
Sembra che la parentela con il celebre pilota Louis Bleriot le abbia portato fortuna nella sua formidabile performance di Katharine Hepburn nel kolossal scorsesiano The Aviator, prova che le è valsa il premio Oscar come Migliore Attrice non Protagonista.
Di discendenze francesi, la star è figlia di un'insegnante australiana – June - e di un ex soldato della Marina Militare degli Stati Uniti: il texano Robert Blanchett.
Cate ha anche due fratelli: Bob, informatico, e Genevieve, scenografa teatrale.
La morte del padre, causata da un attacco di cuore quando la piccola aveva solo 10 anni, rappresenta un punto di svolta per la bambina che decide di riversare il suo dolore nella danza e nel pianoforte.
Durante l'adolescenza, inizia a recitare nel teatro del collegio femminile metodista che frequenta.
Ottenuta la maggiore età, la ragazza dà una svolta alla sua vita partendo alla volta dell'Europa. Costretta a lasciare l'Inghilterra per un visto scaduto, si ritrova in Egitto: nell'albergo dove alloggia stanno girando un film sul pugilato e la giovane viene utilizzata come comparsa.
Questa esperienza si rivela assai illuminante, tanto da farla follemente appassionare alla settima arte.
Frequenta così il National Institute of Dramatic Art, intraprendendo inoltre gli studi di belle arti e di economia.
Dopo aver calcato numerosi palcoscenici e lavorato in alcune produzioni televisive, la fanciulla si mette in evidenza in raffinate pellicole come Paradise Road e Oscar & Lucinda.
Nel 1998 impressiona le platee di mezzo mondo grazie alla sconvolgente nonché sublime interpretazione della Regina Vergine Elizabeth, aggiudicandosi un Golden Globe e una nomination agli Academy Awards.
Dodici mesi dopo Anthony Minghella la ingaggia ne Il talento di Mr. Ripley e nel 2000 indossa i panni della dolce sensitiva in The Gift di Sam Raimi.
In seguito la Blanchett è contesa da due attraenti rapinatori in Bandits, risplende nelle elfiche vesti di Galadriel nella trilogia de Il Signore degli Anelli e perde la testa per Giovanni Ribisi in Heaven.
Nel 2003 presta il suo volto alla determinata giornalista irlandese Veronica Guerin nel biografico Veronica Guerin - Il prezzo del coraggio. Viene inoltre diretta da Ron Howard nel drammatico The Missing.
Successivamente, Cate è la giornalista impegnata ne Le avventure acquatiche di Steve Zissou e la turista americana in Marocco in Babel di Inarritu, nonché la professoressa perseguitata di Diario di uno Scandalo. Come se non bastasse, si ritrova inghiottita in un turbine di complotti nel noir di Steven Soderbergh Intrigo a Berlino.
Nel 2007, la pluripremiata attrice incarna di nuovo per Shekhar Kapur la regina Elisabetta in The Golden Age. E' inoltre impegnata sul set di The Curious Case of Benjamin Button per la regia di David Fincher.
Questa affascinante bionda è sposata da un decennio con il produttore Andrew Upton: dalla loro unione sono nati Dashiell John e Roman Robert.
Golden Globes 2008
Golden Globes 2008
Golden Globes 2008
Premio Oscar 2008
Premio Oscar 2008
Golden Globes 2007
Premio Oscar 2007
Festival di Venezia 2007
Golden Globes 2005
Premio Oscar 2004
Golden Globes 2004
Golden Globes 1999
Premio Oscar 1998
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Robin Hoodcontinua»
Genere Azione, - USA, Gran Bretagna 2010. Uscita 14/05/2010. |
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A New Orleans, in Louisiana, la gente è scesa in strada per festeggiare la fine della prima guerra mondiale e per accogliere un bambino appassito che ringiovanisce mentre gli altri invecchiano. Rifiutato e abbandonato dal padre, Benjamin cresce amato e sereno in una casa geriatrica, circondato dai tanti anni e dalla tanta esperienza dei suoi ospiti. Sotto un tavolo illuminato da una candela si innamorerà per sempre di Daisy e riavvolgendo la sua vita, svolgerà il loro amore. David Fincher dimette i suoi protagonisti, figli di una civiltà metropolitana selvaggia e frenetica e immolatisi sull'altare della produttività (The Game), del successo (Fight Club) e della competizione (Seven), per adottare il curioso caso di una creatura che vive una vita al contrario, l'essere giovane dentro mentre si è vecchi fuori e viceversa.
Trasposto dal racconto breve e omonimo di Francis Scott Fitzgerald, il grande favorito alla corsa degli Oscar è soprattutto un film sul tempo, che consuma i corpi e corre all'indietro come l'orologio della stazione di New Orleans. Sotto gli occhi dello spettatore il Benjamin Button di Brad Pitt vecchio e decrepito si raccoglie e si ricostruisce fino a recuperare, nel tempo di due ore, giovinezza e freschezza, fino a ritornare all'inizio della vita. Verso di lui avanza la splendida Daisy di Cate Blanchett, condannata a invecchiare ma destinata ad incontrare nello splendore della sua giovinezza la giovinezza piena di Benjamin. Come il "tempo", Fincher lavora sul corpo, quello del cinema e quello dell'attore, non è un caso allora che la condizione eccezionale di Button trovi corrispondenza nella disciplina incarnata da Daisy: la danza. In particolare la danza profetizzata e avviata da Isadora Duncan nei primissimi anni del secolo, quella che balzava il corpo femminile in primo piano dopo secoli di umiliazioni e repressioni. Un corpo liberato, denudato ed esercitato per esibirsi e per durare una stagione brevissima. Quello che rende interessante la curiosa parabola di Benjamin Button sono le implicazioni filosofiche-esistenziali che la corroborano. Ma se Il curioso caso di Benjamin Button è concettualmente dotato, è pur vero che rimane registicamente "inerte", in-efficace e in-capace di assumere una forma già presente in potenza. Questa storia di vita alla rovescia sembra collegarsi all'algido meccanismo di The game, piuttosto che ai più sporchi Seven e Fight Club, arrivando col fiato grosso sul bordo dell'ultima inquadratura e sull'orlo del precipizio dopo una rincorsa di due ore. Muto a vacillare sul vuoto prima che sopraggiunga l'uragano e la bella signora, prima che il tempo ricominci a scorrere o si rimetta in moto a rovescio. Disgraziatamente, quando ricomincia è sempre per finire. E la pellicola scorre, e la vita trascorre.
Lo aveva suggerito The Aviator quando, diretta da Martin Scorsese, si guadagnò il premio Oscar. La voce divenne una sensazione vibrante quando apparve in Diario di uno scandalo. La sensazione ebbe conferma a Venezia, nel 2007 quando, con lei assente, la manifestazione echeggiò della sua interpretazione di un Bob Dylan androgino e pieno di nevrosi in Io non sono qui. Cate Blanchett da Melbourne vinse la Coppa Volpi che fu ritirata da Heath Ledger, premio che suggellò la convinzione, ormai alla portata di tutti, che ci si trovasse di fronte ad una delle più dotate attrici viventi. I riconoscimenti, poi, si sono susseguiti: nello stesso anno ha due nomination agli Oscar: oltre al già citato Io non sono qui, è significativamente impressionante nei panni della regina Elisabetta I in Elizabeth: The Golden Age di Shekhar Kapur. L'anno prima aveva incrociato sul grande schermo Judy Dench in Diario di uno scandalo: il film mette l'una di fianco all'altra le due attrici che nel 1999 ottennero un premio Oscar e una nomination per il medesimo personaggio. Infatti, la Dench fu premiata come migliore attrice non protagonista per i pochi minuti da Regina Elisabetta I in Shakespeare in love; la Blanchett ottenne la sua prima nomination per l'Elisabetta I in Elizabeth.
Corsi e ricorsi storici che caratterizzano anche Il curioso caso di Benjamin Button, il film di David Fincher tratto da un racconto di Fitzgerald in cui l'attrice australiana incontra, di nuovo, Brad Pitt, dopo la convincente prova in Babel. stavolta Cate lascia spazio al suo co-protagonista ed è Pitt a sudarsi una candidatura.
Nel 1585, dopo essere stata la regina dell'Inghilterra per quasi tre decenni, Elisabetta I continua ad annientare i suoi nemici e difendere la sua reputazione, avendo giurato corpo e anima alla sua nazione. Il re di Spagna Filippo II, sostenuto dalla Chiesa e con il potere della spietata Inquisizione, rappresenta una reale minaccia per la regina. Il suo obiettivo è di strappare l'eretica protestante dal trono e riportare l'Inghilterra (e il mondo intero) al cattolicesimo. Ma Elisabetta I, oltre a essere una regina è anche una donna che si scopre innamorata dell'avventuriero Sir Walter Raleigh e farà di tutto per averlo al suo fianco, fosse anche "buttarlo" fra le braccia della sua dama di corte preferita, Bess. Elizabeth - The Golden Age ha inizio un decennio dopo il periodo esaminato in Elizabeth e narra dei gloriosi anni di mezzo del suo regno. È un film politico in quanto racconta il conflitto tra Elisabetta con Filippo II, ma prende in esame anche il concetto di tolleranza religiosa e, al contrario, di fondamentalismo religioso oltre a mettere in scena una storia d'amore impossibile, perché alla regina è proibito inseguire la sua passione. "Scavando nella storia, si finisce per raccontare una storia contemporanea che parla di noi stessi" afferma il regista Shekhar Kapur. "Perché fare oggi un film che non sia legato al nostro tempo? Perché fare un film che non sia attinente agli attuali modi di pensare individuali, politici o psicologici? Elizabeth - The Golden Age parla di Cate Blanchett che sta interpretando Elisabetta per i tempi moderni. Parla del conflitto tra fondamentalismo e tolleranza, della ricerca di sé e della divinità. Parla di mortalità e immortalità. Sono tutte cose con le quali abbiamo a che fare tutti i giorni nella nostra vita".
Nel dicembre del 2007 era stato annunciato che Ridley Scott aveva intenzione di dirigere un film biografico sull'impero Gucci, che raccontasse le cronache della famiglia durante gli anni settanta e ottanta quando i loro 153 negozi fatturavano 500 milioni di dollari all'anno e la storia di Maurizio il nipote del fondatore Guccio Gucci che fu ucciso nel 1995 poco prima del debutto della prima collezione di Tom Ford sotto il marchio Gucci.
Nel corso degli anni la notizia è rimbalzata più volte e Scott nel frattempo si è dedicato ad altri progetti. Oggi sia Variety che EW riportano la notizia che la biografia su Gucci sarà il prossimo film del regista che pare stia cercando di convincere Angelina Jolie ad interpretare Patrizia Gucci, condannata a 29 anni in carcere per aver pianificato la morte dell'ex marito Maurizio e Leonardo DiCaprio per interpretare il magnate della casa di moda. Al momento nessuno dei due attori sta trattando ufficialmente per i presunti ruoli.
Nonostante sia stata condannata per aver avuto un ruolo centrale nell'omicidio di Maurizio, Patrizia ha dichiarato di essere stata coinvolta contro il suo volere e prima della sentenza ha detto: "Sono stata un'ingenua al punto di essere stupida". Patrizia ha affermato che è stato il suo sensitivo personale a contattare gli assassini che l'ha poi ricattata e coinvolta nel piano.
Variety riporta che verrà assunto un nuovo scrittore per scrivere una nuova sceneggiatura che andrà a sostituire quella di Charles Randolph. Al momento Scott è impegnato nella post-produzione di Robin Hood interpretato da Russell Crowe e Cate Blanchett, ma si presume che le riprese di Gucci inizieranno nel 2010.
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