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Kenneth Branagh

Kenneth Branagh (Kenneth Charles Branagh) è un attore inglese, regista, voce narrante, produttore, produttore esecutivo, co-produttore, scrittore, sceneggiatore, è nato il 10 dicembre 1960 a Belfast (Gran Bretagna). Al cinema il 10 febbraio 2022 con il film Assassinio sul Nilo.
Nel 1995 ha ricevuto il premio come osella per la miglior regia al Festival di Venezia per il film Nel bel mezzo di un gelido inverno. Kenneth Branagh ha oggi 60 anni ed è del segno zodiacale Sagittario.

Il Bardo di Hollywood

A cura di Fabio Secchi Frau

Una recitazione che è sovente sopra le righe, quasi un gigioneggiare senza sosta. Una carriera che alterna il mestiere di attore a quello di regista fra memorabili flop e pellicole ben confezionate. Kenneth Branagh è stato un Barbo baffuto con una spada sempre stretta in pugno, gli occhi all'infuori e la vendetta nel cuore, ma anche un nevrotico protagonista nel mondo delle star per Woody Allen. Un superuomo della recitazione sexy, ricco di glamour e inseparabile da Shakespeare (l'autore da lui più saccheggiato) che ha saputo ottimamente mischiare con le ragioni del cuore e che sa come riempire la scena, anche quando è solo, sempre e comunque. Affascinante sul grande schermo, ingannevole a teatro, è uno dei più mitici attori inglesi in circolazione, offrendo prove di ogni tipo: dal perfido Iago che insinua il veleno della gelosia in un Othello dalla pelle di Lawrence Fishburne all'investigatore privato invischiato nel noir di un altro delitto. Come regista è invece più avvezzo a trattare coi Grandi, cui offre uno stampo realistico (anche quando si tratta di opere rilette, ritrascritte, aggiornate tanto da sembrare trite e sbilenche), iniettando suggestioni e fantasmagorie che riescono comunque a trasmettere al film - e quindi alla fonte stessa - un senso di moto autonomo. Branagh ha infatti è come quella buona cameriera che con panno e alcol fa splendere le posate d'argento rendendole come nuove. Non trascura niente e segna importanti tappe della storia del cinema con altre arti, una per tutte, la musica. Abile, a volte incline al gotico, privilegia da sempre le psicologie dei personaggi all'orrore al quale sono sottomessi o al quale essi stessi si sottomettono. Delinea con cura narrazioni che, purtroppo, ristagnano e che preferiscono parlare piuttosto che farci sentire quel brivido e quella tensione che fa di un film un'opera d'arte. Come uno scienziato pazzo (che fra l'altro ha anche interpretato), per molti critici anche italiani, Branagh soffre di un delirio di onnipotenza misto a un "lesionatorio" struggimento sentimentale, peccando costantemente di narcisismo. Fatto che gli impedisce di imporre ai propri film una certa cifra personale, un marchio di fabbrica. È l'uomo delle 4 ore di Hamlet, l'uomo che ha sedotto Shakespeare trasformandosi in un principe danese ossigenato e scuro, ma bravo e vitale. La regia di Branagh è un lavoro di sottrazione e somma che lui fa mischiando le carte del noir Anni Quaranta in bianco e nero e, perché no, anche quelle dei caleidoscopici musical ipercolorati degli Anni Trenta. Ovviamente, a volte, il risultato è un gran pasticcio! Regie non convenzionali, ma piene della carica vitale ed energetica di Branagh che con grazia, divertimento, ma soprattutto piacere, offre al pubblico pellicole intense, efficaci e ricche di sorprese.

Un'infanzia all'ombra della povertà
Secondo figlio di una casalinga e di un carpentiere cattolici, Kenneth Branagh passa la sua primissima infanzia nella povertà e all'ombra di una fabbrica di tabacco di Belfast. A 9 anni, si trasferisce con tutta la sua famiglia dalla sua regione di nascita all'Inghilterra dove ultimerà la sua istruzione obbligatoria. Profondamente immerso nello sport (rugby e calcio) e nel giornalismo (è un ottimo recensore di libri per bambini nel giornale locale) a 15 assiste a un "Amleto" recitato da Derek Jacobi e capisce immediatamente che il suo mestiere è quello di recitare. A 18 anni cerca di entrare nelle migliori scuole di recitazione anglosassoni: la Central School of Speech and Drama per esempio, oppure la Royal Academy of Dramatic Art, scegliendo proprio quest'ultima. Guadagnatosi la simpatia del suo direttore, Hugh Crutwell (la cui amicizia continuerà anche fuori dalle mura scolastiche) Branagh comincia immediatamente a recitare con un piccolo ruolo nello spettacolo "Another Country", ottenendo immediatamente consensi, premi e una discreta fama (fra cui un Olivier Award come miglior attore esordiente).

Doveva essere Mozart per Milos Forman
Nel 1981, debutta anche cinematograficamente con un piccolo ruolo nel film di Hugh Hudson Momenti di gloria con Ian Holm, John Gielgud e Lindsay Anderson, mentre doveva essere lui il Mozart ne Amadeus (1984) di Milos Forman, ma poi la produzione cambia idea e opta per un cast interamente americano. Peccato!

I successi teatrali
Tanta è la sua bravura che già a 23 anni riesce ad affrontare un "Enrico V" e un "Romeo e Giulietta" per la Royal Shakespeare Company, emergendo come nuovo talento teatrale. Ma non vuole assoggettarsi a nessuna complessa di attori e così, con l'aiuto di un collega, David Parfitt (con il quale aveva condiviso il palco ne "Another Country") crea una nuova compagnia: la Renaissance Theatre Company, patrocinata niente meno che dal Principe Carlo di Galles (i due saranno anche ottimi amici, infatti è possibile intravedere Kenneth Branagh come ospite durante il matrimonio del 9 aprile 2005 del Principe ereditario con la seconda moglie Camilla Parker-Bowles). Disgraziatamente avrà un debutto nella regia assai negativo, dato che nel 1987, presentando "Public Enemy", una piece scritta, diretta e da lui interpretata. La stampa lo affonderà accusandolo di megalomania e di aver fatto un pessimo lavoro. Ma Branagh non si scompone e continua a stare sul palcoscenico con "La dodicesima notte", "Molto rumore per nulla" (diretto da Judi Dench) e "Amleto" (diretto dal suo idolo Derek Jacobi).

L'esordio al cinema con Enrico V
Il 20 agosto 1989 sposa l'attrice Emma Thompson conosciuta sul set della trasposizione cinematografica dell'Enrico V (1989) che lui stesso dirige. È il suo brillante esordio alla regia e lui ha solo 28 anni: poco epico, dark, ma semplice, schietto, ruvido e giovanile, Branagh ammalia tutti con un Enrico V che è sporco, bagnato, stanco e massacrato dalla cattiveria della guerra. Paragonato al grande Laurence Olivier (che nel 1944 aveva conquistato Hollywood con la stessa opera), ottiene una nomination all'Oscar come miglior attore protagonista, soffiatagli via da Daniel Day-Lewis per Il mio piede sinistro, e una come miglior regista portatagli via dal grande Oliver Stone per Nato il 4 luglio. Si rincuora però con due BAFTA nelle stesse categorie e con una laurea ad honoris causa in Letteratura dalla Queen's University dell'Irlanda del Nord. Considerato per il ruolo di Jack Crawford ne Il silenzio degli innocenti (1991), Branagh sceglie invece di dirigere e interpretare il giallo L'altro delitto (1991) con Robin Williams, seguito da Gli amici di Peter (1992) e il suo capolavoro sull'amore e la vitalità Molto rumore per nulla (1993) con Denzel Washington, Michael Keaton, Keanu Reeves, Kate Beckinsale e l'immancabile Emma Thompson (sempre presente nei suoi film, anche se da lì a poco la loro unione andrà incontro al divorzio dato che l'attore e regista intreccerà una relazione extraconiugale, durata fino al 1999, con un'altra interprete Helena Bonham-Carter). Particolare attenzione deve essere data al cortometraggio Il canto del cigno (1992) nominato dall'Academy come miglior corto.

Gli altri film
Dopo un Frankenstein di Mary Shelley (1994) con Robert De Niro nella parte della creatura, vince un Osella d'Oro come miglior regista per Nel bel mezzo di un gelido inverno, ma ottiene una nuova nomination dall'Academy per la sceneggiatura non originale di Hamlet (1996) con Julie Christie nella parte della Regina. Avvocato per Robert Altman e contro un borioso Robert Duvall ne Conflitto d'interessi (1998), travolto dalle star per Woody Allen ne Celebrity (1998) con Leonardo DiCaprio, recita accanto a William Hurt ne La proposta e poi nel pessimo flop Wild Wild West (1999) con Kevin Kline. Fortunatamente, dopo questo periodo di leggera invisibilità, torna più prepotente che mai con Pene d'amor perdute (1999), dove intreccerà una relazione romantica con Alicia Silverstone. Grande amico di Kevin Kline, lavora con lui anche nel doppiaggio del lungometraggio animato La strada per El Dorado (2000), poi vincerà un Emmy come miglior attore protagonista per il film tv Conspiracy - Soluzione finale (2001). Il 24 maggio 2003 sposa l'aiuto regista Lindsay Brunnock e viene preso seriamente in considerazione come uno dei possibili registi de Harry Potter e il prigioniero di Azkaban (2004), anche se poi prenderà parte solo al film precedente, come attore, Harry Potter e la camera dei segreti (2002). Nominato all'Olivier Award per la sua performance ne "Edmond", dirige Michael Caine ne Sleuth (2007, remake de Gli insospettabili con Laurence Olivier) e nel 2008 è accanto a Tom Cruise nel thriller nazista Valkyrie.
Nel 2009 partecipa all'irriverente commedia I love Radio Rock, nella quale recita accanto a Philip Seymour Hoffman, mentre, due anni dopo, torna dietro la macchina da presa con Thor. Torna poi nei panni di Laurence Olivier nel biopic dedicato a Marilyn Monroe Marilyn (2011), per il quale viene nominato come miglior attore non protagonista agli Oscar e ai Golden Globes. Torna alla regia nel 2015 con un'opera fantastica con Lily James, Cate Blanchett ed Helena Bonham Carter: Cenerentola. Nel 2017 lo vedremo nel nuovo film di Christopher Nolan Dunkirk.

Il nuovo Laurence Olivier
Questo nuovo Laurence Olivier, ma più blasfemo, inedito, fervido e aureolato per le sue sfide shakespeariane, è sempre arcisicuro delle sue imprese sia come interprete che come autore. Anticonvenzionale, fresco, ma conciso per stile e scrittura emerge dai film per dinamismo, velocità e semplificazione. Vibrante anche quando sta in un letto nudo, fotografato in bianco e nero, elettrico quando indossa una corona e sussurra parole piene di rabbia alla sua (ex) regina Emma Thompson, diventa qualcosa di isterico e sgradevole in una sedia a rotelle-locomotiva che è veramente la cosa peggiore che si sia vista finora al cinema, ritrovando però l'eleganza e quell'ironica drammaticità a passo di danza.

Prossimi film

Ultimi film

Drammatico, (USA - 2020), 150 min.
Biografico, Drammatico, Storico - (USA - 2018), 101 min.

Focus

INCONTRI
venerdì 15 aprile 2011
Ilaria Ravarino

Sì, lo so, adesso vi chiederete come ho fatto a cavarmela con il 3D»: perfetta metafora del suo approccio al tecnologico universo Marvel, Kenneth Branagh alle prese con la dispettosa cuffietta del traduttore radio è uno spettacolo che produce un senso di tenerezza e compassione insieme. Alla conferenza stampa romana del suo film Thor (dal 27 aprile in 600 copie), seduto tra una pila di plastiche action figure accanto al plastico protagonista in carne e ossa Chris Hemsworth, il serio filologo d’estetica shakesperiana sembra divertirsi come un bambino

TELEVISIONE
venerdì 10 luglio 2009
Alessandra Giannelli

Il commissario Branagh Attore di cinema e teatro, regista e anche produttore, irlandese (di Belafast), classe 1960, Branagh ha al suo attivo tante di quelle interpretazioni (celebre quella teatrale del "Riccardo III" per la quale ha ricevuto numerosi riconoscimenti, ma anche dell'Enrico V per il grande schermo: due nomination agli Oscar; tra tutti poi Molto rumore per nulla) da far impallidire chiunque, soprattutto per la sua eccellente capacità recitativa

INCONTRI
giovedì 30 agosto 2007
Tirza Bonifazi Tognazzi

Il film Basato sull'opera teatrale di Anthony Shaffer - che era già stato adattato per il grande schermo nel 1972 - il nuovo film di Kenneth Branagh mette in luce l'animo umano di fronte al tradimento e all'umiliazione utilizzando il gioco come oggetto di rivalità fra uomini. Lo sceneggiatore Harold Pinter riprende in mano il lavoro di Shaffer per gettare le basi di un film - completamente diverso dall'originale - dove si esplora un nuovo mondo con nuove dinamiche, come ha spiegato Jude Law (co-produttore e interprete di Sleuth) nell'incontro che si è tenuto a poche ore dalla presentazione del film

INCONTRI
giovedì 21 giugno 2007
Claudia Resta

Il mio Mozart in trincea è un canto per la pace L'opera classica "Il Flauto Magico" di Mozart è stata trasformata in una spettacolare versione cinematografica ideata e diretta da Branagh e con un nuovo adattamento del libretto di Stephen Fry. Ai tempi della prima guerra mondiale, Tamino intraprende un avventuroso viaggio alla ricerca dell'amore, della luce e della pace in un mondo devastato dal conflitto

News

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La fotogallery della giornata di ieri.
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