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Torino Film festival 2009
Guida al Torino Film Festival dal 13 al 21 Novembre 2009.
Consigliato nì!
2,65/5
MYMONETRO©
Indice di gradimento medio del film tra pubblico, critica e dizionari + rapporto incassi/sale (Italia)
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primo piano
Il '68 visto dal poliziotto Placido
Giancarlo Zappoli     * * 1/2 - -

Locandina Il grande sogno Nicola è un giovane poliziotto che ama il teatro e vorrebbe diventare attore. Laura è una studentessa universitaria di matrice cattolica pronta a lottare contro l'ingiustizia. Libero è un leader del movimento studentesco. Gli anni sono quelli che precedono, attraversano e seguono il 1968 e i suoi rivolgimenti. Nicola, infiltrato dai suoi superiori nel movimento, si innamorerà di Laura e cercherà anche di comprendere un mondo che gli è al contempo congeniale e lontano.
Michele Placido decide di raccontare se stesso e la sua gioventù. Lo fa cercando di descrivere mondi differenti che si incontrano/scontrano in un periodo di fermenti sociali e culturali. L'operazione riesce a metà perché il dato personale e autobiografico al contempo frena e fagocita lo sguardo complessivo. Placido non è il primo a farsi in qualche modo condizionare dalla narrazione di se stesso. È sufficiente citare l'Almodovar de La mala educacion per ricordare come il regista spagnolo abbia costruito il suo film più algido proprio quando basava il soggetto su esperienze personali adolescenziali. Placido qui non sembra essere stato il regista di Romanzo criminale, in cui pure narrava della relativamente recente storia sociale e politica dell'Italia. La tensione che percorreva quel film, offrendoci una lucida lettura di fatti più o meno noti, finisce qua con il disperdersi. Il grande sogno si ritrova con il dire di più del complesso rapporto con la liberazione sessuale dei suoi protagonisti di estrazione sociale diversa che non del complessivo ‘grande sogno' di una generazione.
Anche se i paragoni sono sempre azzardati non si può non pensare a La meglio gioventù di Marco Tullio Giordana in cui, quasi rileggendo uno degli slogan dell'epoca, il privato si faceva politico e viceversa. Qui è come se ci fossero due film in uno. L'uno narra delle vicende amorose di Nicola, Laura e Libero e l'altro delinea un ritratto di quegli anni esplorato con uno sguardo forse inconsciamente unilaterale. Uno sguardo che, e in questo Placido è scopertamente sincero, è ancora quello del poliziotto Michele che osserva, senza davvero comprenderlo fino in fondo, un tentativo di cambiare il mondo per lui tanto confuso quanto in fondo velleitario perché dai sogni ci si risveglia. In giorni poi di rinnovata polemica sul ‘cattocomunismo' il personaggio di Laura (che resta positivo nonostante le sue contraddizioni e ha una matrice cattolico progressista) finisce col far nascere quesiti sul ‘chi produce cosa' nel nostro sempre più complicato Paese.

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Incassi Il grande sogno
Primo Weekend Italia: € 998.000
Incasso Totale* Italia: € 3.155.000
Ultima rilevazione:
Box Office di domenica 8 novembre 2009
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Premi e nomination Il grande sogno

premi
nomination
Festival di Venezia
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Grandee argentero

giovedì 10 settembre 2009 di martalari

IL GRANDE SOGNO Tre ragazzi con un sogno da realizzare, attraverso i loro occhi conosciamo le lotte studentesche del'68, c'è il ragazzo venuto dal sud poliziotto e infiltrato che sogna di diventare attore (Scamarcio), c'è la ragazza (Jasmine Trinca) figlia di genitori borghesi che hanno pensato per lei già ad un futuro mentre la figlia cerca di cambiare il presente fomentata da un ragazzo (Argentero) leader di quelle lotte che fecero storia e che chi scrive sicuramente non conosce non essendo continua »

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Il '68 di placido divaga senza arrivare a fondo

lunedì 14 settembre 2009 di Paioco89

Siamo nel bel mezzo della contestazione studentesca nel '68 italiano dove i giovani chiedono attenzione, ascolto da parte degli adulti, fiducia nelle loro azioni, maggiore libertà ed intraprendenza. I giovani chiedono lo stop della guerra in Vietnam. Un periodo (quello del'68) molto caldo che tutt'ora viene ammirato dalla nuova generazione studentesca e che viene visto con rimpianto e con nostalgia da chi quelle proteste le ha vissute in prima persona. Il film inizia con un'impronta molto "documentaristica" continua »

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Il grande sogno e il brutto risveglio

mercoledì 16 settembre 2009 di olgadik

Il GRANDE SOGNO di Michele Placido con Jasmine Trinca, Riccardo Scamarcio, Luca Argentero Premetto che non è facile cimentarsi con il passato prossimo quando le sabbie sono ancora mobili e tizzoni di passione forti non ancora spenti del tutto, dormono sotto la cenere. In forma di diario, di letteratura, di film e di documentari, molti autori hanno cercato di far rivivere quel periodo che, qualsiasi giudizio si intenda esprimere, è certo un fenomeno complesso e ancora strumentalizzato a diversi continua »

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L'umilta' il pregio del film

venerdì 18 settembre 2009 di giorgio47

Un film sul sessantotto, sull’anno 1968 e in parte sul 1969. Chiariamo subito che non è un film sugli anni settanta o ottanta, non è un film sulle lotte operaie, anche se un accenno, giustamente, c’è; è un film sull’utopia che sboccia nel 1968 in tutto il mondo e quindi, anche in Italia. E’ un buon film! Il titolo fa chiaramente riferimento al sogno, che specialmente in quei primi anni sembrò realizzabile, di cambiare la società, una società che molti non ricordano o non hanno vissuto: bigotta, continua »

Laura (Jasmine Trinca)
Tu stai rovinando la tua vita e la nostra.al futuro non ci pensi?'
Si che ci penso al futuro, ma non è quello che avete deciso voi!
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INTERVISTE | Mario Capanna dà la sua opinione sulla pellicola di Placido.

Il terzo film italiano in concorso a venezia

mercoledì 9 settembre 2009 - Marlen Vazzoler

Il grande sogno: il terzo film italiano in concorso a Venezia Il grande sogno uscirà in Italia venerdì prossimo, l'11 settembre, in 450 copie ed è il primo progetto di collaborazione tra la Tao2 e la Medusa. La lavorazione del film è durata due anni tra scrittura, preparazione, e montaggio. Lei ha ripreso la famosa scena di Valle Giulia, sulla quale ci fu l'intervento di Pasolini a favore dei poliziotti. In che modo lei ha vissuto e sentito quella situazione quando ha saputo della lettera di Pasolini? Michele Placido: Io ho raccontato la mia storia, di Michele Placido, la storia di una ragazza che in qualche modo tiene alla memoria del signor Pasolini e il personaggio di Argentero che in qualche modo appartiene alla memoria del mio amico torinese.

Michele Placido 40 anni fa faceva il poliziotto: fu mandato a sgomberare l'accademia d'arte drammatica. E decise di cambiare vita. Ora racconta la sua vicenda in un film. E chiama Riccardo Scamarcio a prestargli il volto.

di Emilia Costantini Il Corriere della Sera

Faceva il celerino alla caserma Castro Pretorio, ma sognava di fare l'attore. Nel 1968, aveva poco più di vent'anni, Michele Placido. Era venuto a Roma, da una paesino in provincia di Foggia e da una famiglia di otto figli, in cerca di fortuna e con il mito del cinema. Ricorda: «Per annusare l'arte, l'unico modo era vivere nella capitale, ma non volevo pesare sui miei genitori. Le strade erano due: fare il carabiniere o il poliziotto. Feci le domande a entrambe le forze dell'ordine, mi rispose per prima la polizia». »

Un '68 rivissuto con passione

di Luciana Vecchioli L'altro

Raccontare la complessità di un periodo storico come il ‘68 non è un'operazione semplice, soprattutto da un punto dì vista cinematografico. Ed infatti il film di Placido, come afferma lui stesso, non può essere letto come politico o ideologico, perché è profondamente autobiografico. Un omaggio al giovane ribelle che è stato. Si intuisce subito la passione e la forza che ha impiegato nello scrivere la storia. Sullo schermo, il suo alter ago è un credibile Riccardo Scamarcio che in piena rivoluzione culturale si ritrova, dopo aver indossato i panni del poliziotto meridionale, dall'altra parte della barrica con l’intento di fare l'attore. »

Il '68 di Placido dal Sud verso il Grande Sogno

di Lino Patruno La Gazzetta del Mezzogiorno

Imbarcarsi sul ‘68 è sempre tanto affascinante quanto rischioso. Affascinante perché si parla di «formidabili anni» nei quali noi giovani di allora (ci si permetta la citazione) volevamo cambiare il mondo. Rischioso perché bisognerebbe capire se cambiammo il mondo o il mondo ha cambiato noi. Insomma tema più politico che sentimentale. E sul quale, ci mancherebbe in Italia, si continua a buttarsi i pesci in faccia, come avvenuto al festival di Venezia. Del resto in Italia si litiga ancora non solo su fascismo-antifascismo, ma sull’Unità di 150 anni fa, e sul 1799 di 208 anni fa. »

di Claudio Carabba Corriere della Sera Magazine

Narrare il 68, come periodo di speranza e rivoluzione, è sempre difficile, anche se uno ha vissuto davvero. Placido, che fu innocente celerino nella battaglia di Valle Giulia e poi si avvicinò al cinema e alla contestazione, ha creduto al progetto e ha tentato di reincarnarsi nel giovane Scamarcio. Idea è giusta, ma nonostante le lotte (poco continue) e gli intrecciati amori, mancano una storia originale e veri personaggi. Da Corriere della Sera Magazine, 17 settembre 2009 »

Il grande sogno | Indice

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