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La prima linea

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Un film di Renato De Maria. Con Riccardo Scamarcio, Giovanna Mezzogiorno, Fabrizio Rongione, Duccio Camerini, Lino Guanciale.
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Azione, durata 96 min. - Italia 2009. - Lucky Red uscita venerdì 20 novembre 2009. MYMONETRO La prima linea * * 1/2 - - valutazione media: 2,80 su 34 recensioni di critica, pubblico e dizionari.
Consigliato sì!
2,80/5
MYMONETRO©
Indice di gradimento medio del film tra pubblico, critica e dizionari + rapporto incassi/sale (Italia)
 dizionari * * * - -
 critica * * 1/2 - -
 pubblico * * 1/2 - -
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Liberamente tratto dalla vita e dalla relazione sentimentale di Susanna Ronconi e Sergio Segio, fondatore dell'organizzazione armata Prima Linea.
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primo piano
Eutanasia di un amore armato e osteggiato dal proprio delirio
Marzia Gandolfi     * * * - -

Rovigo, 3 gennaio 1982. Sergio è il giovane fondatore dell'organizzazione armata di sinistra Prima Linea, attiva negli anni Settanta e dispersa negli Ottanta. Deciso ad assaltare il carcere in cui è detenuta da alcuni anni Susanna, compagna d'armi e d'amore, Sergio arruola un gruppo di ex "combattenti" per abbattere il muro di cinta della prigione e coprire l'evasione. Nel suo viaggio lungo il Polesine ripercorrerà la sua vita, dalla militanza alla lotta armata, fino alla clandestinità, ripassando nella testa i volti e gli (ultimi) sguardi di chi ha assassinato nel nome di uno slancio ribelle e utopico. Incarcerato ed esiliato nella sua individualità, Sergio "depone" le armi e dichiara le colpe che gli appartengono. Non è facile nel nostro Paese esprimersi sul terrorismo, al punto da impedire addirittura che si girino film, come ha dimostrato il tentativo di affondamento dell'opera su Prima Linea di Renato De Maria.
Scritto tra gli altri da Petraglia e prodotto da Occhipinti e dai fratelli Dardenne, La prima linea indaga l'universo dei “compagni che hanno sbagliato”, concentrandosi "liberamente" sulla vita e la relazione sentimentale di Susanna Ronconi e Sergio Segio. De Maria gira un film chiuso, che nega ogni idea di speranza e sprofonda i due protagonisti in appartamenti e nell'incubo degli anni Settanta. Nella sterminata bibliografia dedicata agli Anni di Piombo, il regista sceglie "Miccia Corta", firmato dal "comandante Sirio", e poi lo trasgredisce. Poco interessato ad analizzare in modo storico e politico la lotta armata in Italia, De Maria intraprende un viaggio dentro un dissidio emozionale e attraverso la cronaca dolorosa di un dilemma irrisolvibile. Se Sergio Segio ricostruisce con precisione e senso del particolare tutte le fasi dell'assalto al carcere di Rovigo, dalla preparazione al suo epilogo (la liberazione della sua compagna e di altre tre detenute politiche), De Maria si concentra su alcuni dettagli che servono a restituire nitidamente lo sfondo dell'azione (la vita domestica da guerriglieri alternata alla routine degli impiegati e dei buoni vicini di casa) e a tracciare i binari da cui poi far deragliare il treno del racconto di Segio.
De Maria non tenta di rintracciare nei due compagni amanti un'affettività evidentemente sepolta sotto le macerie ideologiche, è piuttosto determinato ad abitare la dimensione sospesa e separata con cui gli ex terroristi vissero il loro delirio di onnipotenza, rinchiudendosi, o quasi, in uno, due, tre appartamenti e cancellando dallo spazio qualsiasi traccia in cui potesse trovarsi il riflesso di tutto ciò che faceva parte del mondo esterno. Gli anni Settanta, al loro crepuscolo, sono quelli in cui ogni segno in una stanza è portatore di un dolore e di un rimpianto, come i “Quaderni rossi” di Panzieri e Tronti chiusi, insieme a una vecchia fotografia della militanza difensiva e disarmata, nel cassetto del Sergio di Scamarcio. Segregati dalle prigioni ideologiche, prima che da quelle fisiche, soffocato il loro amore e il loro spazio vitale, Sergio e Susanna, quelli immaginati almeno, trovano una controparte nel personaggio di Piero, ex militante di Lotta Continua mai passato al lato oscuro della forza.
Su di lui sceneggiatore e regista catalizzano le pulsioni identificative del pubblico, risolvendo un problema che è etico, prima che artistico o commerciale.

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Premi e nomination La prima linea MYmovies
il MORANDINI
La prima linea recensione dal Dizionario Fumagalli - Cotta
Incassi La prima linea
Primo Weekend Italia: € 305.000
Incasso Totale* Italia: € 1.021.000
Ultima rilevazione:
Box Office di domenica 11 luglio 2010
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Premi e nomination La prima linea

premi
nomination
Nastri d'Argento
0
2
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La prima linea: un film superficiale

sabato 21 novembre 2009 di boollit

Un'ora e quaranta minuti di pellicola che si limita a sfiorare il contesto storico del Sessantotto e degli anni di piombo, senza approfondire le tematiche e gli eventi che portarono alla nascita (e agli eccessi) dei vari gruppi terroristici. Nessun cenno alla totale impossibilità di manifestare le proprie idee, al clima reazionario e violento che spinse alcuni gruppi di giovani a reagire alle repressioni nell'unico modo che vedevano possibile. Ora, non voglio spezzare nemmeno mezza lancia continua »

* * * - -

Critiche immotivate

sabato 21 novembre 2009 di mariac

Film ambientato in tempi in cui dichiararsi prigioniero politico valeva ancora ad identificarsi con qualcuno e con qualcosa, LA PRIMA LINEA ripercorre la nascita, l'evoluzione e l'epilogo dell'omonima organizzazione terroristica di sinistra attiva negli anni 70 in Italia. Capace di attirare critiche prima ancora della sua uscita il film è interamente ispirato al libro MICCIA CORTA di Sergio Segio, fondatore e militante del gruppo, che se ne discosta per i troppi compromessi a cui il regista De continua »

* * * - -

Film doloroso e necessario

venerdì 20 novembre 2009 di Paola Di Giuseppe

”Fin dalla prima lettura siamo rimasti sedotti dalla sceneggiatura. L’Italia è uno dei pochi paesi che ha il coraggio di raccontare attraverso il cinema la sua storia.” hanno detto i Dardenne, produttori insieme ad Occhipinti del film, e, a visione avvenuta, crediamo si possa convenire sulla qualità e il coraggio di un film osteggiato a lungo, costretto a rinunciare a finanziamenti statali sempre altrimenti e generosamente profusi,vittima di aprioristiche e immotivate censure (il comune di Milano continua »

* * - - -

Un film difficile

sabato 5 dicembre 2009 di olgadik

Forse non c’è ancora sufficiente distanza storica, forse è oggettivamente difficile fornire in un film un’analisi ampia e sfaccettata, forse proprio l’esigenza di dire con le immagini il più possibile determina spesso sintesi manichee o cadute nella sceneggiatura. Comunque sia, mi pare di non aver ancora visto un’opera veramente efficace sul periodo che va dal ‘68 al piombo del terrorismo nostrano. Renato De Maria prova a sollevare il velo sulle azioni di “prima linea”, uno dei gruppi terroristici continua »

sergio
Abbiamo perso la nostra umanità la prima volta che abbiamo imbracciato un'arma
vota questa frase: 0 1 2 3 4 5
Giovanna Mezzogiorno
NORMALE è una brutta parola e quando vince la Rivoluzione la facciamo abolire
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Sergio Segio
Abbiamo scambiato il crepuscolo per alba.
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DVD | La prima linea

Uscita in DVD

Disponibile on line da martedì 6 aprile 2010

Cover Dvd La prima linea A partire da martedì 6 aprile 2010 è disponibile on line e in tutti i negozi il dvd La prima linea di Renato De Maria con Riccardo Scamarcio, Giovanna Mezzogiorno, Fabrizio Rongione, Duccio Camerini. Distribuito da Medusa Home Entertainment. Su internet La prima linea è acquistabile direttamente on-line su IBS.

Prezzo: 9,99 €
Aquista on line il dvd del film La prima linea

SOUNDTRACK | La prima linea

La colonna sonora del film

Disponibile on line da mercoledì 21 aprile 2010

Cover CD La prima linea A partire da mercoledì 21 aprile 2010 è disponibile on line e in tutti i negozi la colonna sonora del film La prima linea del regista. Renato De Maria Distribuita da Cam Jazz, il cd è composto da musiche di genere New Age e Contemporanea.

INTERVISTE | Un viaggio onesto nel mondo del terrorismo italiano.

Eutanasia di un amore armato

giovedì 12 novembre 2009 - Marzia Gandolfi

La prima linea: eutanasia di un amore armato Liberamente ispirato al romanzo “Miccia Corta” e alla vita (e all’amore) di Susanna Ronconi e Sergio Segio, La prima linea di Renato De Maria racconta i drammatici eventi che colpirono l’Italia negli anni Settanta e hanno per protagonisti un uomo e una donna, membri del gruppo armato di sinistra Prima Linea. Partendo dal gennaio del 1982, giorno stabilito per l’evasione della Susanna di Giovanna Mezzogiorno dal carcere di Rovigo, e procedendo a ritroso, il film di De Maria mette in scena la brutalità nella quale sfociarono le iniziative dell’organizzazione terroristica e mette a tacere le polemiche e le speculazioni sterili che hanno preceduto l’uscita ma soprattutto la visione del film.

FOCUS | La polemica sul film che racconta il terrorismo degli anni di piombo.

E la questione morale

lunedì 16 novembre 2009 - Pino Farinotti

La prima linea e la questione morale Il 20 novembre uscirà nella sale La prima linea, il film di Renato De Maria tratto dal libro di Sergio Segio "La miccia corta". Il film racconta la vicenda di Segio, terrorista, assassino, che nel 1982 attaccò il carcere di Rovigo per liberare alcune detenute "politiche" fra le quali Susanna Ronconi, la sua compagna. Segio, col nome "comandante Sirio" era stato uno dei fondatori di Prima linea, il movimento armato che uccideva la gente in nome di una cosiddetta (da Segio e compagnia) giustizia proletaria.

Il film che nessuno voleva. A priori

di Roberta Ronconi Liberazione

Una carovana di pellegrini circondata dai sioux. L'immagine rubata all'infanzia riemerge pensando a "La prima linea", film a firma di Renato De Maria, bersagliato da ogni parte ancor prima della sua uscita sullo schermo (il prossimo 20 novembre). Il tema del resto è di quelli attorno a cui il nostro cinema gira intorno da molto tempo, senza riuscire a prenderlo per il cuore. E' la storia «di un omicida che voleva un mondo migliore», come la definiscono con lucida sintesi i coproduttori Jean Pierre e Luc Dardenne (coinvolti dalla Lucky Red di Andrea Occhipinti), racconto non tanto del terrorismo italiano, ma di uno dei suoi protagonisti e della sua compagna di lotta. »

Storia di un amore E della sua negazione

di Roberta Ronconi Liberazione

Dopo una montagna di polemiche, oggi sembra che tutti siano disposti a riconoscere ne "La prima linea" di Renato De Maria un film degno di sostegni e patrocini. Tranne, forse, il suo ispiratore Sergio Segio (dal cui libro "Miccia corta" il film è ispirato). Ma questa è un'altra storia. Finiti dunque gli estenuanti battibecchi apriori, oggi possiamo finalmente parlare del film e non di altro. Per farlo, partiamo dalla bellissima definizione che ne ha dato un fratello Dardenne (co-produttori i due belgi della pellicola, assieme a Lucky Red), dichiarandolo un film di grande ironia: «perché racconta la storia d'amore di due che nella vita sono terroristi». »

Sguardo libero agganciato ai fatti

di Paolo D'Agostini La Repubblica

Tanto Benedetta Tobagi che Sabina Rossa, figlie di due vittime del terrorismo rosso, si sono dette insoddisfatte del film. Ambedue con ammirevole disponibilità a ragionarci sopra. La ragione per cui il film è un passo avanti nella riflessione su quella stagione risiede nella sua libertà di sguardo, pur radicato nei fatti. Libertà che si traduce nella scelta di concentrare l' attenzione su due personaggi - Segio e Ronconi - e su un dettaglio delle loro vite: l' evasione di lei dal carcere di Rovigo nell' 82. »

Mangiamorte senza umanità

di Paola Casella Europa

Molto si è detto e scritto su La prima linea, il film diretto da Renato De Maria e basato su Miccia corta di Sergio Segio, spesso senza averne visto neppure un'inquadratura. Adesso, a bocce ferme, vale la pena riflettere su alcune delle scelte narrative e interpretative del regista e del suo cast: Riccardo Scamarcio nelle vesti di Segio e Giovanna Mezzogiorno in quelle della sua compagna, Susanna Ronconi. Innanzitutto una premessa: ci uniamo alla richiesta avanzata a tutti i registi e gli sceneggiatori di Italia da molti, ma da nessuno più elegantemente di Giuseppe Galli, figlio del giudice ucciso da Segio e compagni – un omicidio del quale nel film non si parla: «È giusto, trent'anni dopo quei tragici fatti, cercare di capire le ragioni di quello che è successo», scrive Galli. »

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