La legge del mercato

Film 2015 | Drammatico +13 92 min.

Titolo originaleLa loi du marché
Anno2015
GenereDrammatico
ProduzioneFrancia
Durata92 minuti
Regia diStéphane Brizé
AttoriVincent Lindon, Karine de Mirbeck, Matthieu Schaller, Yves Ory, Xavier Mathieu Paul Portoleau, Pierre-Jean Feld, Philippe Vesco, Christophe Rossignon, Noël Mairot, Catherine Saint-Bonnet, Roland Thomin, Hakima Makoudi, Tevi Lawson, Fayçal Addou.
Uscitagiovedì 29 ottobre 2015
TagDa vedere 2015
DistribuzioneAcademy Two
RatingConsigli per la visione di bambini e ragazzi: +13
MYmonetro 3,24 su 21 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di Stéphane Brizé. Un film Da vedere 2015 con Vincent Lindon, Karine de Mirbeck, Matthieu Schaller, Yves Ory, Xavier Mathieu. Cast completo Titolo originale: La loi du marché. Genere Drammatico - Francia, 2015, durata 92 minuti. Uscita cinema giovedì 29 ottobre 2015 distribuito da Academy Two. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 - MYmonetro 3,24 su 21 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Thierry ha 51 anni e da un anno e mezzo è disoccupato. Quando finalmente trova un lavoro, entra immediatamente in crisi. Il film è stato premiato al Festival di Cannes, ha ottenuto 1 candidatura agli European Film Awards, ha ottenuto 3 candidature e vinto un premio ai Cesar. In Italia al Box Office La legge del mercato ha incassato 192 mila euro .

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Consigliato sì!
3,24/5
MYMOVIES 3,00
CRITICA N.D.
PUBBLICO 3,48
CONSIGLIATO SÌ
Un'opera di denuncia che, a partire dalla tipologia di produzione, guarda a un mondo economico che possa strutturarsi diversamente.
Recensione di Giancarlo Zappoli
lunedì 18 maggio 2015
Recensione di Giancarlo Zappoli
lunedì 18 maggio 2015

Thierry ha 51 anni, una moglie e un figlio disabile. È disoccupato, ha frequentato corsi di formazione che non gli hanno portato un nuovo lavoro e le sue ricerche non producono esiti positivi. Finché un giorno viene assunto in un ipermercato con il ruolo di controllo nei confronti di tentativi di furto. Tutto procede regolarmente fino a quando un giorno si trova davanti a un dilemma morale.
Il nuovo film di Stéphane Brizé esce con due titoli: quello francese è La loi du marchée l'internazionale A Simple Man. Entrambi centrano il senso del film. Perché Thierry è davvero un uomo semplice ma, allargando la lettura, possiamo anche dire che è semplicemente un uomo costretto a misurarsi con le leggi di un mercato che diventa di giorno in giorno un Moloch sempre più spietato che divora persone mostrando un volto apparentemente amichevole e solidale. Il regista francese ha realizzato un'opera di denuncia che, a partire dalla tipologia di produzione, guarda a un mondo economico che possa strutturarsi diversamente. Il film è infatti coprodotto da lui, Lindon e Rossignon con una rinuncia di una buona parte del loro salario che ha permesso di pagare normalmente la troupe.
Lindon ha poi accettato di recitare con una gran parte di non professionisti e anche in questo risiede un elemento di interesse. Perché il casting è stato realizzato selezionando persone che nella vita di tutti i giorni hanno le stesse mansioni che interpretano sullo schermo. Il film procede con una gradualità che non si trasforma nella tanto temuta (da una parte degli spettatori) 'lentezza' offrendo con questa scelta la possibilità di seguire il percorso di un uomo che ha perso il lavoro dopo 25 anni di attività perché la sua azienda ha 'delocalizzato' (termine accuratamente soft che si può agilmente tradurre in: 'si è traferita in un altro Paese in cui può sfruttare una manodopera a costo più basso e spesso priva di tutele'). Tutti sono gentili con lui, anche l'impiegata di banca che gli prospetta la morte e quindi la necessità di vendere la casa per acquistarne una più piccola e intanto magari accendere un'assicurazione sulla vita o chi gli fa colloqui per l'assunzione via Skype evitandosi il fastidio di averlo davanti a sé fisicamente. Vincent Lindon offre al suo Thierry la fisicità di un uomo solido anche moralmente. Una solidità che la società cerca di incrinare a poco a poco utilizzando l'arma del suo bisogno di lavorare.
La presenza del figlio disabile non è assolutamente necessitata dal bisogno di creare compassione. Ha invece il valore di 'segno' forte che ci accompagna verso la parte finale del film: proprio perché vive quotidianamente anche questo tipo di difficoltà Thierry si trova a disagio dinanzi a chi, in un supermercato, ruba non per vizio ma per necessità. Deve quindi decidere fino a che punto la 'legge' vada fatta rispettare anche perché scopre che può diventare un pretesto per licenziare. Oggi più che mai il motto evangelico "Il sabato è stato fatto per l'uomo, non l'uomo per il sabato" viene disatteso da chi, più o meno scientemente ma comunque sempre con effetti deleteri, ha deciso di adorare il dio Mercato.

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LA LEGGE DEL MERCATO
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RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
lunedì 2 novembre 2015
Giusy Paesano J.

"La loi du marchè" è un film durissimo.Un film che ci guarda-ci vede-senza più speranza,vittime sacrificali di quel "cinismo del mercato" che è in realtà un concetto astratto ed esistente sol nella mente di chi ci vuole controllabili, manipolabili, condiscendenti e servi dominati dal bisogno.Un film retto quasi interamente dalle spalle larghe-larghissim [...] Vai alla recensione »

lunedì 2 novembre 2015
Zarar

Una storia di ordinaria miseria in tempi di crisi economica: un uomo di mezza età tecnico disoccupato, stanco di lottare, alla disperata ricerca di lavoro, preso in giro negli uffici di collocamento, umiliato nei colloqui di lavoro, respinto quando chiede un prestito, ridotto a frequentare corsi in cui un deficiente ti spiega che è una questione di postura, sguardo, tono di voce se non [...] Vai alla recensione »

sabato 31 ottobre 2015
Maurizio.Meres

Film di notevole intensità,la figura dell'essere umano travolta da un progresso inesorabilmente crudele,che offende la dignità delle persone,in un mondo non più nascosto in continua guerra per la sopravvivenza. La trama mette in evidenza oltre che la disorganizzazione del lavoro,anche l'egoismo di chi pur lavorando non riesce ad essere se stesso,rispetto ,dignità ,essere comprensivo ,sono tutte parole [...] Vai alla recensione »

domenica 1 novembre 2015
Alex2044

Come si deve giudicare un film come questo pieno di buone intenzioni e che propone dei dubbi importanti sul sistema economico nel quale viviamo ? Bene in ogni modo o dobbiamo osservarlo con spirito critico per come è stato svolto ? Penso di no . Un film è un film e questo non  è riuscito completamente e non tanto per la sua lentezza che descrive correttamente il modo [...] Vai alla recensione »

venerdì 30 ottobre 2015
pier delmonte

Decisamente lento (i passi di danza durano almeno 4 minuti!) ma questo tipo di film ha un pregio, farti entrare senza eccessivo voyeurismo nella vita altrui, nella quotidianità altrui, nella disperazione altrui. La buona recitazione degli attori (credo non professionisti!) aiuta il regista (stephane brize’) a confezionare un prodotto utile, crudo e preciso nei passi (non quelli di danza rock, quelli [...] Vai alla recensione »

sabato 30 dicembre 2017
Francesco2

 E’ un film francese visto in concorso a Cannes, secondo qualcuno per motivi probabilmente nazionalistici, mentre altri potrebbero obiettare che il film vive della luce riflessa di Lindon. Forse, tuttavia, almeno quest’affermazione è vera solo parzialmente.  L’interpretazione di quest’attore, finalmente insignito con un riconoscimento ufficiale nel suddetto [...] Vai alla recensione »

lunedì 28 novembre 2016
NON SOLO STORIE

Altri ci hanno già raccontato l' attuale crisi economica dall' interno delle stanze dei bottoni, lì dove si fa girare il mondo come una roulette a suon di speculazioni e giochi di potere: le jeux sont faits rien ne va plus. La Legge del Mercato, insomma, che Stephane Brizé ci racconta vista, però, dalla parte di chi ha perso il lavoro e stenta a sbarcare il lunario.

martedì 26 aprile 2016
LBavassano

Per fortuna, nonostante tutto, nonostante le leggi del mercato e delle multisale, dell'evasione a tutti i costi, si producono film come questo, e come "Due giorni, una notte" dei Dardenne (ma all'origine di tutto è probabilmente il capolavoro dei Dardenne, "Rosetta"), film che indagano e rappresentano lucidamente la realtà contemporanea nei suoi aspetti [...] Vai alla recensione »

domenica 13 dicembre 2015
gianleo67

Perso il lavoro come gruista il cinquantenne Thierry, marito e padre di un figlio disabile, accetta un incarico come vigilante in un centro commerciale. La sua precarietà professionale e le contingenti difficoltà economiche in cui versa però, non hanno scalfito il fondo di umanità e dignità personale con cui guarda ai piccoli e grandi soprusi di un mondo del lavoro [...] Vai alla recensione »

mercoledì 11 novembre 2015
FabioFeli

La legge del mercato di Stephane Brize / Thierry ha superato i 50 ed ha perso il lavoro da un paio di anni. Con pazienza cerca un nuovo impiego: i colloqui effettuati via Skype non danno risultati ed i corsi di formazione frequentati forniscono una preparazione alla quale manca sempre qualcosa per afferrare un nuovo lavoro. Ha un figlio disabile e probabilmente la moglie deve seguire il ragazzo senza [...] Vai alla recensione »

venerdì 6 novembre 2015
Flyanto

Già il titolo "La Legge del Mercato" fa subito intuire che la tematica presentata nel film è dura e piuttosto spietata. Il protagonista (Vincent Lindon) è un uomo di 51 anni che da un anno e mezzo, in quanto ha perso la propria occupazione, cerca un lavoro stabile. Armato di buona volontà, egli è costretto a scontrarsi con la dura realtà economica [...] Vai alla recensione »

giovedì 5 novembre 2015
Filippo Catani

Un padre di famiglia ha perso da mesi il proprio posto di lavoro e non sa come fronteggiare le spese della famiglia e soprattutto quelle per il figlio disabile. L'uomo riesce però a farsi assumere come vigilante in un supermercato dove dovrà fare i conti con la propria coscienza. Un po' Dardenne un po' Loach ma quì il regista è un bravissimo Brizè che [...] Vai alla recensione »

sabato 7 novembre 2015
Guiddi

A parte la tematica interessante ma che comunque è già stata vista e rivista in altri film. L'interpretazione del protagonista è quasi assente. A parte una scena all'inizio e la scena della vendita del motorhome per tutto il film ci si limita a sguardi, mezze parole e poco più. Rimanere svegli è veramente un'impresa titanica. E il finale che arriva all'improvviso quando pensi che il film finalmente [...] Vai alla recensione »

giovedì 5 novembre 2015
Nanni

Ai tempi della crisi globale perdere il lavoro a 50 anni sta diventando "normale" e, come molti affermano, siamo solo all'inizio. Thierry è uno dei tanti e sconterà sulla propria pelle che il prezzo da pagare alla ricollocazione come vigilante in un supermarcato non sarà solamente la ricontrattazione al ribasso della propria forza lavoro e la perdita progressiva e inarrestabile??? di dignità non [...] Vai alla recensione »

martedì 3 novembre 2015
Eugenio

Non c’è niente da dire: i francesi meglio di qualunque altro sono stati in grado di mostrare con accenni di pacato malessere, il disagio di una perdita, lo spauracchio che incombe come tragedia in particolare tra quelli non giovanissimi: la perdita del posto di lavoro e la conseguente difficoltà di ricollocamento Ci sono casi, come ci ricorda Emanuelle Carrere in cui il travaso [...] Vai alla recensione »

venerdì 1 dicembre 2017
Ennio

Un'opera ammirevole per le modalità in cui è stata girata, con attori perlopiù di strada, quindi a metà tra fiction e documentario. Sebbene lo scorrimento della vicenda sia piacevolmente asciutto, anche nei dialoghi, alla fine risulta fin troppo inquadrato in un realismo sempre uguale a sè stesso. I protagonisti della vicenda sembrano ripetere ogni volta [...] Vai alla recensione »

giovedì 17 novembre 2016
rampante

Il regista ha realizzato un'opera di denuncia del mondo del lavoro Thierry è un uomo semplice, solido moralmente, un uomo con un figlio disabile, un uomo che dopo 25 anni di attività perde il lavoro perchè la sua azienda si è trasferita in un altro paese dove la mano d'opera, senza tutele, costa molto meno. La legge lo permette. Thierry frequenta degli inutili corsi di formazione e cerca lavoro. Vai alla recensione »

giovedì 4 febbraio 2016
NON SOLO STORIE

Altri ci hanno già raccontato l' attuale crisi economica dall' interno delle stanze dei bottoni, lì dove si fa girare il mondo come una roulette a suon di speculazioni e giochi di potere: le jeux sont faits rien ne va plus. La legge del mercato, insomma, che Stephane Brizé ci racconta vista, però, dalla parte di chi ha perso il lavoro e stenta a sbarcare il lunario.

venerdì 30 ottobre 2015
marcello1979

 Apatico ,lento ,triste e quasi noioso fino gli ultimi 5 minuti. La grandezza del film sta tutta li,nel momento della scelta.. Il mercato va,  gli uomini scelgono.. La scelta è grande e coraggiosa, da sapore a tutto il film. A tratti lento come un film asiatico ma carico di emozioni. Un buon film con un grande Lindon...

venerdì 6 novembre 2015
Menkauhor

Le voci, le parole, i ritmi della vita. Un film sull'amore. Si, sull'amore profondo e sul rispetto che unisce tra loro i componenti la famiglia di Thierry. La dignità semplice. L'onestà nella sua versione più rara, quella con se stessi. Con discrezione, in punta di piedi, ti entra nell'anima, senza voler insegnare nulla. Film splendido.

winner
miglior attore
Festival di Cannes
2015
winner
miglior attore
Cesar
2016
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