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La passione di Cristo
Un film di Mel Gibson.
Con Jim Caviezel, Maia Morgenstern, Monica Bellucci, Rosalinda Celentano.
continua»
Titolo originale The Passion of the Christ.
Religioso,
durata 126 min.
- USA, Italia 2004.
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![]() La Passione secondo Mel Gibson
Pino Farinotti
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Film impossibile da recensire, in chiave “normale”. Perché
non si può non partire da due pregiudizi, quello del credente o quello
del non credente. Critici e commentatori normalmente equidistanti e distaccati,
molto accreditati, non hanno resistito al sentimento, al coinvolgimento, sì,
al pregiudizio. La Passione è stato definito pulp, horror, e
via dicendo. Vanno rilevati, prima di tutto, l’attesa e il marketing.
In tutta la storia del cinema mai un film ha generato tanta attesa, da Via
col vento a Ben Hur, da Otto e mezzo a Schindler’s
List. Un’attesa certamente buona e benemerita, al di là di
tutto. Lo si deve a Gesù, personaggio eccezionale, magari divino. Guardato
al microscopio della filologia, dei vangeli, della Storia eccetera il film presenta…
solo errori: il linguaggio, le omissioni, questi troppo cattivi, quelli troppo
buoni, l’eccesso di violenza, i pesi del racconto, la parte di croce orizzontale,
la croce intera, i buchi prefabbricati, l’invenzione del diavolo. Trattasi
di un vero manifesto di tutte le licenze che può permettersi il cinema.
E non vale neppure la (più o meno grande) consapevolezza di Gibson, che
è comunque autore tenace e capillare e certamente ha molto ragionato
su ciò che doveva fare. Il film va dunque inteso come eccesso di cinema
e magari di licenze, e come iperbole generale. Col paradosso degli opposti:
troppa filologia di linguaggio - aramaico e latino - troppa semplicità
e sproporzione di caratteri - le facce da bestie dei torturatori, di Barabba,
la crudeltà di Caifa eccetera -, 90 minuti di torture, 2 minuti di resurrezione.
E poi quel simbolo grottesco del tavolino costruito dal falegname Gesù,
di perfetto design, che mette in difficoltà anche la Madonna. Dunque
iperbole e eccesso di espressione. Però, rispetto all’iconografia
tradizionale certamente Caviezel si avvicina molto a quell’immagine. La
scena iniziale nel Getsemani, la sagoma di Gesù, il buio, gli ulivi neri,
la paura del destino che si compirà, davvero commuove. Chi crede è
tenuto a ritenere che quella rappresentazione sia vicina alla verità.
Così come cerca di essere verità il linguaggio, l’aramaico
e il latino tradotti dai sottotitoli. E i sottotitoli sono, questa volta, una
mediazione particolare, sono la metafora di sé stessi. Certo, è
sentimento, è suggestione. Non è fede, che deve giungere da altri
luoghi, non dalla corteccia, ma dalla profondità cerebrale. E poi il
cinema, si sa, non ha lo stomaco per i grandi pronunciamenti. Puoi entrare in
sala dubbioso ed uscire credente, magari per un’ora, o per un giorno.
Nessuno si convertirà assistendo alla Passione, perché
il cinema non converte nessuno. Il film potrà essere acquisito come moda
o suggestione però il primo risultato c’è stato, quello
dell’attesa, dell’evento e, appunto, del promemoria. La violenza,
la sofferenza, il sangue, iperrealisti, esasperati, ne sono il valore aggiunto.
In venti secoli di tradizione, di memorie, di omelie reiterate, forse l’istantanea
della sofferenza di Gesù è diventata abitudine, è stata
dimenticata e azzerata. Gibson ce la ripropone con un supplemento di shock.
Un promemoria che può servire. In questo momento storico, dove la nostra
cultura occidentale, e la nostra religione, sono taciturne, sconcertate e aggredite,
è bene ricordare che anche dalle nostre parti c’è una mistica
forte e c’è la fede, se vuoi interessarti a lei. |
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Il frastuono del silenzio...
giovedì 12 gennaio 2006
di bhm
Un film non sarà mai in grado di rappresentare il Mistero di Dio che manda il suo figlio Gesù sulla terra, affinché offra la sua vita come sacrificio per la salvezza dell'umanità. Premesso questo, tutte le recensioni da parte di chi non crede, sono assolutamente fuori luogo proprio perché sono al di fuori della vicenda della Passione di Cristo. Scusate il paragone banale, ma sarebbe come se uno juventino scrivesse la biografia di Franco Baresi (leggendario capitano del Milan). Proprio per l'argomento continua » |
Un capolavoro assoluto
giovedì 8 aprile 2004
di Lucanto
Il pregio di questo film svela la ragione nascosta di chi non lo apprezza: considera la passione di Cristo un fatto storico, non già una favola da stropicciare a proprio piacimento. Cristo è stato torturato ed ucciso come tanti altri condannati lo erano alla sua epoca: Cristo non ha reagito come molti altri condannati della sua epoca facevano. Egli ha fatto nuove tutte le cose, come intitola René Girard uno dei suoi primi libri, ha mostrato le cose che sono nascoste dall'origine dei tempi. Ha mostrato continua » |
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Un film unico nel nostro tempo...
venerdì 30 marzo 2007
di Roby
Uno dei film più grandi degli ultimi tempi, sotto diversi aspetti; il primo, e il più importante, è la sensazione di angoscia che accompagna tutto il film, Gibson ha creato delle immagini forti e suggestive, di un realismo impressionante e veritiero, da sconvolgere l'animo di chi lo vede; questo grazie ad una fotografia eccezionale, dove la luce accarezza i volti e l'ombra genera sinistri presagi. Poi la scelta di far recitare gli attori in aramaico e latino, che aiuta ad entrare ancor meglio nell'epoca continua » |
Bello e potente nonostante le lacune
martedì 20 settembre 2005
di Giovanni
Bel film. Veramente. Ovviamente non mi sembra il caso di scrivere quanto già detto. Cristo non l'avevamo mai visto così. E' una rivoluzione. Gli ho dato quattro stelle perchè è un film che finalmente parla chiaro sulla Passione di Gesù. Quel venerdì non si compiva solo il volere di Dio, ma fu una giornata di sangue, sudore e lacrime così come Gibson ce la mostra. Violento? Sì molto, ma è una violenza necessaria per far capire cosa accadeva nella Gerusalemme del I° secolo quando i romani crocifiggevano. continua » |
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| Gesù Cristo | |
| Amatevi l'un l'altro...come io ho amato voi. | |
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| Gesù Cristo | |
| Nessuno ha un amore più grande di questo dare la vita per i propri fratelli. (Gv 15,13...) | |
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| Gesù Cristo | |
| Padre perdonali… Perché non sanno quello che fanno… | |
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Altre frasi celebri del film La passione di Cristo
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DVD | La passione di CristoUscita in DVD
Disponibile on line da mercoledì 1 settembre 2004
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SOUNDTRACK | La passione di CristoLa colonna sonora del film
Disponibile on line da giovedì 1 aprile 2004
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di Bruno Forte Il Mattino
Amos Luzzatto, presidente dell’Unione delle comunità ebraiche italiane, in un’intervista all’Unità del 13 marzo scorso sul film The Passion di Mel Gibson, dichiara che «dopo annidi lavoro comune, il processo di avvicinamento tra le due grandi religioni monoteiste d’Occidente subisce una crisi fino a poco tempo fa impensabile». La ragione starebbe nel fatto che quel film, «dilagando come una parola di verità sugli schermi di mezzo mondo», potrebbe far riemergere «quel sanguinano vecchio pilastro della nostra cultura fondato sulla colpevolezza degli ebrei nella morte di Gesù Cristo». » |
di Vittorio Messori Il Giornale
Ci vorrebbe una guida, qualcosa come un piccolo manuale per aiutare a capire il significato di quelle dodici ore a Gerusalemme e di queste due ore di proiezione che cele sbatto-no in faccia in mo-do tanto provocatorio». Questa la convinzione cui arrivano Andrea Tornielli ed io, con-frontando le impressioni dopo avere visto in anteprima il film di Mel Gibson ed averne riferito sui giornali cui collaboriamo. Uniti dalla stessa prospettiva cristiana, The Passion of the Christ ci aveva colpiti come di rado capita a chi, per il mestiere che pratica, vorrebbe farsi credere al riparo dalle emozioni. » |
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di Roberto Escobar Il Sole-24 Ore
Calato in volo sulla croce di Gesmas, il cattivo ladrone (Francesco Cabras), un corvo gli strappa via un occhio. Per un riflesso spontaneo, in platea dovremmo distogliere lo sguardo. Forse Mel Gibson e il cosceneggiatore Benediet Fitzgerald se l’attendono, questa nostra ripulsa visiva, come segno e conferma dell’invedibilità delle sofferenze di Gesù (James Caviezel). Ma noi, giunti quasi alla fine di La Passione di Cristo (The Passion of the Christ, Usa, 2004, 127’), ci sentiamo solo vinti da una trista, interminabile esibizione di carne lacerata. » |
di Vittorio Zucconi La Repubblica
Quando si riaccendono le luci in sala e l'ultimo schizzo di sangue si stacca dalla retina dove il regista Mel Gibson ha cercato di incollarlo per due ore, resta rappresa una domanda cui il film-scandalo del 2004 sulla Passione di Nostro Signore non risponde. Perché? Quali sono le ragioni, l'intento, la carità, che hanno chiamato Gibson a spendere 25 milioni di dollari per finanziare e difendere un film sulle ultime ore di Gesù raccontandole con la sensibilità poetica di un peso massimo deciso a spaccare la faccia all'avversario sul ring delle religioni? Nella saletta privata della Fox a Hollywood intitolata a Darryl Zanuck, il produttore del "Giorno più lungo", per l'anteprima del film che andrà in distribuzione il 25 febbraio, vedo gli altri invitati restare impietriti a guardare scorrere anche i "crediti", i titoli di coda. » |
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