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domenica 27 maggio 2018

Roberto Citran

La normalit virt!

63 anni, 26 Gennaio 1955 (Acquario), Padova (Italia)
occhiello
Alfio: "Come dite voi giovani? Uno sballo?"
Zoran: "Un'epifania"

dal film Zoran, il mio nipote scemo (2013) Roberto Citran Alfio
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Roberto Citran
Festival di Venezia 1994
Premio coppa volpi per il miglior attore non prot. per il film Il toro di Carlo Mazzacurati



Finch c' prosecco c' speranza

* * * - -
(mymonetro: 3,43)
Un film di Antonio Padovan. Con Giuseppe Battiston, Teco Celio, Liz Solari, Roberto Citran, Silvia D'Amico.
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Genere Noir, - Italia 2017. Uscita 31/10/2017.

L'ordine delle cose

* * * 1/2 -
(mymonetro: 3,57)
Un film di Andrea Segre. Con Paolo Pierobon, Giuseppe Battiston, Valentina Carnelutti, Olivier Rabourdin, Fabrizio Ferracane.
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Genere Drammatico, - Italia, Francia, Tunisia 2017. Uscita 07/09/2017.

Noi eravamo

* * * - -
(mymonetro: 3,00)
Un film di Leonardo Tiberi. Con Alessandro Tersigni, Yari Gagliucci, Davide Giordano, Beatrice Arnera, Eliana Miglio.
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Genere Drammatico, - Italia 2017. Uscita 22/05/2017.

Come diventare grandi nonostante i genitori

* * - - -
(mymonetro: 2,39)
Un film di Luca Lucini. Con Margherita Buy, Giovanna Mezzogiorno, Matthew Modine, Leonardo Cecchi, Beatrice Vendramin.
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Genere Commedia, - Italia 2016. Uscita 24/11/2016.

Una nobile causa

* * - - -
(mymonetro: 2,00)
Un film di Emilio Briguglio. Con Giorgio Careccia, Rossella Infanti, Antonio Catania, Roberto Citran, Francesca Reggiani.
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Genere Commedia, - Italia 2016. Uscita 26/05/2016.
Filmografia di Roberto Citran »

marted 8 maggio 2018 - Un appuntamento imprescindibile per chi ama il cinema. Stasera l'apertura con Penelope Cruz e Javier Bardem, i protagonisti di Everybody Knows di Ashgar Farhadi.

Festival di Cannes, attese e promesse della 71a edizione

Marzia Gandolfi cinemanews

Festival di Cannes, attese e promesse della 71a edizione Difficile quest'anno fare pronostici dopo i cambiamenti annunciati da Thierry Frmaux nella conferenza stampa del 12 aprile: la variet dei Paesi invitati (una dozzina), i nuovi arrivi in competizione (otto), l'assenza dei precedenti vincitori per l'insoddisfazione dei selezionatori o per la strategia commerciale dei produttori (Jacques Audiard, Mike Leigh) e naturalmente la presenza istituzionale e irrinunciabile di Jean-Luc Godard (Le livre d'image), che ha ispirato la radiosa locandina ufficiale. Lasciati a casa i favoriti degli anni scorsi (Sorrentino, Kawase, Audiard, Dolan, Lanthimos...), le sorprese arriveranno probabilmente da quei registi conosciuti nel loro Paese ma 'sconosciuti' altrove (Ryusuke Hamaguchi, Kirill Serebrennikov). Autori che partecipano di quel rinnovamento generazionale annunciato da Thierry Frmaux e ribadito dalla programmazione di Un Certain Regard con sei opere prime in concorso. Il Festival di Cannes, arrivato alla sua settantunesima edizione, riserva quest'anno sotto il glamour e le paillettes uno spazio fisico e intellettuale dove ripensare il cinema e prendersi cura dei suoi autori. La presenza del regista russo Serebrennikov, cos come quella di Jafar Panahi o l'allineamento del festival a favore di Terry Gilliam nella battaglia dei diritti intorno al suo Don Quichotte, testimoniano un'edizione di grande sensibilit (e solidariet). La maniera di evocare apertamente le miserie e le traversie della Russia contemporanea non sono state perdonate a Kirill Serebrennikov che esprime da sempre e senza paura la sua opposizione al regime attuale. Un regime che lo costringe ai domiciliari dal 23 agosto scorso. quindi in condizioni del tutto particolari e difficili che ha terminato le riprese del film in concorso a Cannes (Leto). Assegnandogli per merito un posto nella competizione cannese, i selezionatori del Festival hanno preso una decisione politica forte che suona come un'esortazione per tutti quegli autori costretti a subire le logiche ottuse dei regimi. In Russia come in Iran, la cui 'giustizia' ha formalmente interdetto a Jafar Panahi di girare film per averne realizzato uno senza permesso, in Iran bisogna ottenere un'autorizzazione prima iniziare le riprese.
Nondimeno il suo film, ispirato a una storia vera (Three Faces), una ragazza sogna di essere attrice ma osteggiata da una famiglia tradizionalista, concorrer per la Palma d'Oro. Il delegato generale del Festival, Thierry Frmaux ha domandato ufficialmente alle autorit iraniane di accordare a Jafar Panahi il permesso di uscire dall'Iran per venire a Cannes. Al momento in cui scriviamo, ignoriamo ancora se quel permesso sia stato accordato. Il terzo autore che ci auguriamo di vedere sulla monte des marches Terry Gilliam, il cui 'film maledetto' bloccato da un contenzioso giuridico. Il produttore portoghese Paulo Branco ha proibito al Festival di proiettare il film che Gilliam ha provato a realizzare per un quarto di secolo. Mille volte sepolto e altrettante risuscitato, oggetto commovente di un documentario (Lost in La Mancha), The Man who killed Don Quixote non smette tuttavia di coltivare la strampalata idea del suo cavaliere errante, uscire al cinema. Auguriamo sinceramente a Terry Gilliam di chiudere il 19 maggio prossimo il Festival rinverdito di Thierry Frmaux, che ancora una volta si rivela luogo di dibattito e di appuntamento imprescindibile per chi ama il cinema.

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