Ewan McGregorMcGregor, re di ScoziaNome: Ewan Gordon McGregor38 anni, 31 Marzo 1971 (Ariete), Crieff (Gran Bretagna) |
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![]() Che bella la vita, ora che il mondo mi ha dato te.
dal film Moulin Rouge (2001)
Ewan McGregor è Christian
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Capelli castani, quasi biondi, volto da ragazzino ancora sognante. Difficile dire che proprio con questo viso ha affrontato storie grottesche, violente e spinte, incrociando personaggi in continua lotta con il mondo, con se stessi e con la solitudine. Un vero leone del cinema inglese che conserva ancora l'entusiasmo di un ragazzino e ha una vagonata di film magnifici alle spalle. I suoi occhi scintillano, le sue mani sanno ben muoversi sulla scena, le sue interpretazioni graffiano ancora fino al cuore. Ewan McGregor possiede una dolcezza, una calma contagiosa e un'immacolatezza che sembra lontana anni luce dai tossici, dagli sbandati e dai randagi umani che ha impersonato. Eppure riesce a passare anche a personaggi leggerissimi, dotati di una fantasia fiabesca, di vite meravigliose che si accendano in città metropolitane o in miracolosi paesi mai sentiti. È lui il narratore scozzese dell'umana illusione della settima arte. È lui che ha dato volto e corpo a personaggi che vivono in un pessimo microcosmo, ma che cercano "con ogni fibra del loro essere" una vita un po' migliore, dove la gioia non è un miraggio e la speranza non muore mai. Quando McGregor è in un film, l'unica cosa che si avverte è la condivisione dei sentimenti.
Vita e formazione
Figlio di due insegnanti, nipote dell'attore Denis Lawson e cugino degli attori Lou Gish e Kay Curram, Ewan McGregor nasce e cresce in un piccolo paese della Scozia. A 16 anni si iscrive alla Morrison Academy che successivamente lascerà, incoraggiato dai genitori, per proseguire una carriera nella recitazione. La coppia lo aveva infatti visto sul palco assieme alla compagnia del Perth Repertori Theatre ed erano rimasti stupiti dalle potenzialità interpretative del proprio figlio. Iscrittosi alla Fife College of Further and Higher Education di Kircaldy, lascia anche quella per trasferirsi a Londra e iscriversi alla Guildhall School of Music & Drama, dove conoscerà Jude Law e la star di "Lost" Naveen Andrews. Dopo aver studiato per tre anni lì dentro, decide di abbandonare l'istruzione per recitare nel film per la tv "Family Style" (1993) di Justin Chadwick, ma soprattutto nella miniserie tv, trasmessa da Channel 4, "Lipstick on Your Collar" (1993) di Renny Rye, nel ruolo del soldato Mick Hopper.
Il debutto e l'incontro con Danny Boyle
Il debutto sul grande schermo avviene nel 1993 quando recita accanto a Robin Williams e Robert Carlyle ne Le cinque vite di Hector (1993) di Bill Forsyth. Scoperto dal regista indipendente Danny Boyle, creerà con questo un luminoso sodalizio creativo a cominciare dalla pellicola Piccoli omicidi tra amici (1994), che lo affiancherà a Kerry Fox e Christopher Eccleston. È un periodo molto fortunato per McGregor che, oltre ad avere una buona fama in madrepatria trova perfino l'amore nella produttrice Eve Mavrakis, incontrata mentre lavorava nello show televisivo "Kavanagh QC" e poi sposata in Francia il 22 luglio 1995. Da lei avrà due figlie: Clara Mathilde e Esther Rose. Ma forse la sua più grande unione è quella artistica con Boyle che, come suddetto, si celebra con pellicole entrate nella storia del cinema come Trainspotting (1996), tratto dall'omonimo romanzo di Irvine Welsh, dove McGregor interpreta il tossico Mark, al centro di una miriade di personaggi grotteschi, personaggio che gli permetterà di vincere il meritato BAFTA come miglior attore.
Il poetico Greenaway lo dirigerà nel magico I racconti del cuscino (1996), mente Douglas McGrath lo vestirà da gentiluomo inglese ne Emma (1996). Provinato da Buz Luhrmann per il ruolo di Mercutio nel film Romeo + Giulietta (1996) troverà nell'attore Charley Boorman (conosciuto sul set de Il bacio del serpente, 1997) il suo migliore amico, infatti entrambi faranno un viaggio intorno al mondo in moto. Affiancato a Cameron Diaz ne Una vita esagerata (1997), ancora di Boyle, darà il meglio di quel suo humour britannico nella pellicola di Mark Herman Grazie, signora Thatcher (1998), mentre canterà a squarciagola e darà quel tocco di androgino al suo aspetto nel punk Velvet Goldmine (1998).
Guerre stellari e la fama
Fortemente voluto da George Lucas, per impersonare un giovane Obi Wan Kenobi (che era interpretato da un maestoso Alec Guinness) ne Guerre Stellari: Episodio 1 – La minaccia fantasma (1999) e nei suoi seguiti (Attacco dei cloni e La vendetta del Sith), Ewan McGregor acquista finalmente la tanto voluta fama internazionale che andava cercando. Hollywood si desta improvvisamente e volge il suo sguardo a questa stella inglese che sta brillando con tanto splendore.
Rifiutato per il ruolo da protagonista ne The Beach (2000), che l'avrebbe dovuto riunire a Boyle ancora una volta, entra in lite furibonda con il suo regista-pigmalione e con lo sceneggiatore di questi, John Hodge, troppo influenzati (a detta di Ewan) dalle decisioni commerciali degli Studios (che gli preferirono l'astro nascente DiCaprio). Non si parleranno più per diversi anni. Nel frattempo, il nostro eroe riceve una laurea ad honorem dalla University di Ulster, in Irlanda, ma salta il progetto della pellicola Nautic, che doveva recitare accanto a Heath Ledger, perché il regista Ted Demme (che doveva dirigerli) muore per un infarto, mentre giocava a basket. Migliore amico di Dougray Scott (sarà suo testimone di nozze, nel 2000), forma con altri amici (Jonny Lee Miller, Sean Pertwee, Jude Law e l'ex moglie di questi Sadie Frost) la Natural Nylon che produrrà pellicole come Nora (2000) di Pat Murphy, dove McGregor recita.
La consacrazione con Moulin Rouge
Poi, dopo essere stato diretto da Ridley Scott nel bellico Black Hawk Down (2001), Luhrmann lo inserirà nel suo capolavoro, il romanticissimo e visionario musical Moulin Rouge (2001), dove canta, balla e recita accanto a una straordinaria Nicole Kidman, nel ruolo dello scrittore Christian perdutamente innamorato della starlette Satine. Al suon di "Your Song" di Elton John e "I will always love you" di Dolly Parton, con qualità e bravura, si aggiudica una candidatura ai Golden Globe come miglior attore in un musical.
Danny Boyle tenta di riavvicinarlo offrendogli la parte del protagonista di 28 giorni dopo (2002), ma Ewan rifiuta preferendo recitare per Tim Burton nel fiabesco Big Fish – Le storia di una vita incredibile (2003), nel ruolo di un giovane Albert Finney, creando poi scandalo ne Young Adam (2003), impersonando il lussurioso e immorale Joe che gli frutterà il secondo BAFTA della sua carriera. Considerato per il ruolo di Will Turner nella saga Pirati dei Caraibi, verrà diretto da Jodie Foster nel drammatico Flora Plum (2005) e doppierà Robots (2005). Scartato per il ruolo di James Bond, si rifarà nel ruolo di una spia ne Stormbreaker (2006), mentre sarà diretto da Woody Allen ne Cassandra's Dream (2007).
Le recenti produzioni
Dopo un 2008 non troppo fruttuoso, due pellicole di modesto successo in terra natìa, Senza apparente motivo di Sharon Maguire e Sex list - Omicidio a tre di Marcel Langenegger, lo aspetta un 2009 ricco di collaborazioni importanti in I love you Philipp Morris con Jim Carrey, nel blockbuster Angeli e Demoni diretto da Ron Howard al fianco dell'immancabile Tom Hanks, nel divertente L'uomo che fissa le capre per il quale è stato scelto da Grant Heslov e George Clooney e in Amelia con il quale la regista Mira Nair racconta la vicenda della celebre pilota americana Amelie Earheart, interpretata dalla brava Hilary Swank.
Amico della cantante Sharleen Spiteri, quale che sia l'intrigo, la storia e i personaggi che interpreta, nella recitazione di Ewan McGregor c'è sempre una ricerca raffinata di struttura e di racconto, lineare o meno che sia. È uno dei pochi interpreti che offre delle performances decisive, ma è anche capace di acrobazie complesse e magnifiche. Quando si guarda un suo film, quasi si vorrebbe applaudire spontaneamente, sinceramente e fortemente. Nel caso non lo aveste capito, Ewan McGregor ha già vinto come uomo e come attore.
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Ameliacontinua»
Genere Biografico, - USA 2009. Uscita 23/12/2009. |
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The Ghostcontinua»
Genere Thriller, - USA, Germania 2010. Uscita 19/02/2010. |
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A poco più di un mese dalla notizia dell'arresto di Roman Polanski in Svizzera, il LA Times ha intervistato l'attore Ewan McGregor sul suo ruolo in The Ghost e sulla sua esperienza con Polanski.
"Ti spinge molto e ti chiede sempre di cercare di essere vero in scena e ti spinge fino a quando non ci arrivi, fino a quando smetti di recitare e cominci a sentire [il personaggio]. Ha delle maniere abbastanza brusche, quindi devi avere la pelle dura. A parte questo, mi piace moltissimo. È uno dei pochi registi brillanti con cui ho lavorato, non sono in realtà tanti, devo dire che è un peccato. Essere un artista per le competenze che si vedono e per ciò che si prova in ogni scena, una specie di maestro della tecnica e dei tecnicismi della cinematografia, un maestro nel dirigere gli attori, che di solito è quello che manca – ci sono molti che non hanno idea di come parlare o tirare fuori il meglio dagli attori – è molto raro. Roman era tutte queste cose".
McGregor ha aggiunto che non sta seguendo la storia dell'arresto del regista perché "Non mi piace pensare a lui seduto in una prigione. Ma non voglio far alcun commento a riguardo perché è un problema piuttosto complicato".
Nel frattempo mercoledì uno degli avvocati di Polanski ha dichiarato che il regista potrebbe scegliere di comparire davanti ad un tribunale americano per evitare di rimanere in carcere per mesi o addirittura anni nelle prigioni svizzere in attesa dell'estradizione. Le autorità americane potranno chiedere l'estradizione fino alla fine di novembre, se Polanski deciderà di contestarla, la situazione potrebbe andare avanti per anni prima che il regista si ritrovi di nuovo di fronte alla giustizia. L'avvocato Georges Kiejman ha detto ad una radio francese "Se la procedura verrà protratta avanti ancora per molto tempo, non è impossibile che Roman Polanski decida di andare a spiegare se stesso negli Stati Uniti, dove ci sono alcuni argomenti a suo favore".
Nel frattempo il regista ha continuato a lavorare a The Ghost dalla sua cella e pensa di riuscire a completarlo prima della fine dell'anno. Polanski aveva già consegnato un taglio grezzo della pellicola prima del suo arresto.
Giampaolo Letta: Il film uscirà in Italia il 4 dicembre, il titolo lo dovremmo scegliere ma non è facile come potete immaginare, anzi, se avete delle idee ce le potete anche suggerire. L'autore del libro, Jon Ronson ci ha suggerito 'Capre di guerra', vedremo se funziona.
Ewan, come è successo che un ex cavaliere jedi è finito in un film dove non sa che cosa sono i cavalieri jedi?
Ewan McGregor: Ci sono delle persone che non conoscono Guerre stellari e gli jedi e il mio personaggio nel film è uno di loro.
Di tanti che interpretano The men who stare at goats gli unici due che sono venuti a Venezia sono Ewan McGregor e George Clooney (Jeff Bridges e Kevin Spacey sono rimasti a casa). Uno di questi due poi è inavvicinabile se non avete fatto la velina a Striscia la notizia, quindi a parlare del film c'era praticamente solo l'ex Jedi Obi-Wan Kenobi che in questo nuovo film di Grant Heslov curiosamente si sente di nuovo dire che la forza in lui è grande.
Si tratta di una commedia esilarante basata su un fatto vero, cioè che l'America per decenni ha sperimentato la possibilità di allenare i propri soldati a sviluppare poteri paranormali definendoli Jedi. "Si è tutto vero!" conferma McGregor davanti allo stupore generale "Jon Ronson [lo scrittore del libro da cui è tratto il film] ha anche realizzato un documentario su questa storia percui tutti noi abbiamo potuto vedere le persone che poi abbiamo interpretato".
Un fratello militare, un passato da Obi-Wan e una passione per i viaggi hanno fruttato a McGregor la possibilità di avere il ruolo da protagonista anche se americano mentre lui, com'è noto, viene dalla Scozia. Ma gli accenti per gli attori non sono un problema…
Concede molto di sé Ewan McGregor e forse è per questo motivo che piace così tanto al pubblico femminile. Infatti, il giovane Obiwan Kenobi non disdegna di apparire nei suoi film in quella che gli anglosassoni chiamano "full frontal" ovvero la nudità maschile frontale. È accaduto in Trainspotting, Velvet Goldmine, I racconti del cuscino e Young Adam, insomma, tutti film abbastanza importanti, quelli che hanno segnato la carriera di Ewan come attore di spessore. E hanno determinato il ricordo perpetuo negli occhi e nella mente delle donne di tutto il mondo.
Questa "attitudine", però, è rimasta certamente da parte quando Ron Howard lo ha scelto per il ruolo del camerlengo Carlo Ventresca per Angeli e demoni, il secondo capitolo – anche se si tratta in tutto e per tutto di un prequel – delle avventure di Robert Langdon.
È certamente un'altra pietra miliare nella sua carriera: dopo essere entrato di diritto nella mitologia di Guerre stellare, dando il volto e il corpo al cavaliere jedi più amato, per McGregor una nuova partecipazione ad una saga destinata a restare negli annali del cinema. Ma lo scozzese ha fatto parlare molto di sé, anche recentemente, quando ha ammesso i suoi problemi con l'alcol, oppure quando ha tenuto incollati al teleschermo gli spettatori di Sky One e BBC (da noi trasmesso su Nat Geo Adventure) con le sue avventure in moto: Long way Round e Long Way Down hanno narrato i viaggi da Londra e New York e dalla Scozia fino in Sudafrica. Insomma, non solo cinema, non solo spade laser e non solo full frontal.
Nel cuore di New York, dove comanda l'alta finanza, esiste un (fantomatico) club dove il sesso non si paga ma si richiede al telefono. Per far parte del club bisogna versare una quota, ma una volta entrati si ha la possibilità di godere di incontri occasionali con altri soci, scelti secondo una tipologia ben delineata (bell'aspetto, età media, classe sociale elevata e, soprattutto, un'alta rendita annuale, sono tra le caratteristiche richieste), per evitare di perdere tempo in primi appuntamenti, cene romantiche e regali. I soci provengono quasi tutti dal mondo di Wall Street dove il lavoro conta più del privato e dove non esistono orari ma solo mercati. Lo sceneggiatore Mark Bomback (Godsend - Il male è rinato, Die Hard - Vivere o morire), dopo essersi imbattuto in un articolo sul New York Times che parlava dell'esclusivo club, ha dato vita alla storia di Sex List, thriller che vede esordire Marcel Langenegger alla regia cinematografica e Hugh Jackman alla produzione. "Ho trovato la sceneggiatura veramente originale" ha dichiarato l'attore che nel film interpreta l'affascinante Wyatt Bose. "Si tratta di una storia intelligente e sexy che ti porta in un mondo mai visto prima. Molti thriller, per quanto possano essere piacevoli, risultano ridicoli. Al contrario Sex List si muove in un ambiente che esiste veramente e nel quale molti possono riconoscersi. Nonostante i cellulari e i Blackberry la gente continua a sentirsi isolata, proprio come Jonathan (interpretato da Ewan McGregor, NdR). Il percorso che fa nel film è incredibile".
Mentre al cinema si proiettano disastri apocalittici e anche gli abbracci mostrano le loro crepe, la programmazione televisione si trova costretta a schierare la sua buona dose di catastrofi, lasciando anche il giusto spazio ai toni leggeri della commedia e dell'intrattenimento innocente. Una commedia d'autore corale inaugura il pomeriggio della domenica, proveniente direttamente dagli anni Sessanta, quando autori di spessore come De Sica, Monicelli, Fellini e Visconti non disdegnavano accomunarsi nel nome di un progetto che raccontasse in vari piccoli romanzi popolari le ossessioni e le amene meschinità dell'Italia del tempo: Boccaccio '70 (La7, 14.00). Meschinità che comunque non raggiungono il quoziente di mediocrità di un personaggio ormai di culto della televisione britannica come Mr. Bean, che nel suo primo passaggio al lungometraggio per il grande schermo, se ne va in trasferta in America solo per ingigantire le proporzioni dei suoi disastri: Mr. Bean – L'ultima catastrofe (Italia 1, 19.40). Ma il mondo viene minacciato da presenze ancora più oscure e inquietanti in seconda serata, con l'apparizione de La terza madre (Rete 4, 23.40) di Dario Argento, che schiera la figlia Asia nel conflitto contro la più potente delle sue forze demoniache: la Mater Lachrimarum. Agli antipodi del cinema più orrorifico e spettacolare, si colloca la rappresentazione di John Cassavetes, grande indipendente del cinema americano, che con L'assassinio di un allibratore cinese (RaiTre, 1.50), mette in scena un poliziesco girato con un registro libero e informale.
La giornata successiva, quella di lunedì, riparte da Paul Newman e dalla grande fuga del suo indimenticabile Nick Mano Fredda (Rete 4, 16.40), per poi lasciar spazio ad una serata all'insegna del connubio di fantascienza e azione. Si comincia dal futuro, dall'isola dei cloni ribelli di Michael Bay che in The Island (Italia 1, 21.10) hanno le belle forme di Ewan McGregor e Scarlett Johansson, per poi tornare indietro nel tempo della storia dell'astronave Nostronomo e della combattiva Ripley (Sigourney Weaver), con il segmento più spettacolare della saga di Alien: Aliens – Scontro finale (Rete 4, 23.15).
Se cinepanettoni o colorati film d'animazione non sono il nostro forte, quest'anno il Natale cinematografico ci offre una valida alternativa: la regista Mira Nair porta sui grandi schermi la vera storia di Amelia Earhart, la leggendaria pioniera dell'aviazione che nel 1937 tentò il giro del mondo in solitario. Ad interpretare la giovane idealista, sarà niente meno che la due volte premio Oscar Hilary Swank e ad accompagnarla ci saranno Richard Gere ed Ewan McGregor.
Da oggi è on line anche il trailer in italiano che non può non essere apprezzato per i magnifici scenari mostrati e l'emozionante colonna sonora.
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