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Trainspotting
Un film di Danny Boyle.
Con Ewan McGregor, Robert Carlyle, Ewen Bremner, Kelly MacDonald, Jonny Lee Miller.
continua»
Drammatico,
durata 94 min.
- Gran Bretagna 1996.
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Tratto dall'omonimo romanzo (1993) di Irvine Welsh sceneggiato da John Hodge. Ambientato in una zona suburbana di Edimburgo, è la storia del tossicomane Mark e della sua banda di amici: brutti, sporchi, cattivi e ladri, ma nella loro insolenza ribalda suscitano pena e simpatia, più che paura, orrore o schifo. È il 1° film che in modo esplicito racconta una storia di drogati dal loro punto di vista. Il contesto non è abbellito. Il giovane D. Boyle e il suo sceneggiatore Hodge non hanno pregiudizi nel raccontarli, come non offrono alibi alla loro inerte deriva autodistruttiva. A livello figurativo, il direttore della fotografia Brian Tufano e lo scenografo Kave Queen si sono ispirati ai quadri di Francis Bacon, con la loro allucinata mescolanza di realtà e fantasia, ma anche a Scorsese, Almodóvar, Kubrick (Arancia meccanica). Colonna musicale all'insegna del rock più duro e del pop più scatenato. Efebo d'oro 1997. |
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premi nomination |
Premio Oscar 0 1 |
Reale
martedì 12 giugno 2001
di Merit
Non sono un tossico. Ma trainspotting è un capolavoro.Mostra la realtà della droga per quello che è,senza cadere nella "palla" de"I ragazzi dello zoo di berlino",ne nell'eccesso goliardico di "Paura e delirio a las vegas".E pura verità. continua » |
Trainspotting:il capolavoro
venerdì 3 giugno 2005
di Mr Pink
Cari utenti, ciò che penalizza il capolavoro di Danny Boyle è il fatto che il pubblico non riesca a trovare un messaggio positivo in "Trainspotting". Comincio dicendo che il film andrebbe assolutamente visto anche solo per il monologo iniziale di Ewan McGregor che descrive il classico stereotipo americano|scozzese. Il film tratta la dipendenza dei protagonisti con leggerezza che però va interpretata in un certo modo. Il protagonista ha genitori che prendono le sue azioni con leggerezza e per distogliersi continua » |
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Veramente un gran bel film
martedì 21 agosto 2007
di SOAD
Purtroppo sono pochi quelli che non hanno capito il vero messaggio del film,visto che ci sono state molte critiche perchè,è vero il film non da una propria e vera condanna alla tossico-dipendenza però non ne mostra neanche una bella immagine e secondo me l'immagine che mostra è reale,quel degrado in una scozia dimenticata da dio.Insomma il film rappresenta una situazione molto comune ai tempi di oggi solo per la prima volta vista dagli occhi di un tossico-dipendente.secondo me il film è veramente continua » |
Scegiete di vedere questo film!
venerdì 26 gennaio 2007
di Elo
Chi afferma che Trainspotting è un'apologia della droga non ha chiaramente capito niente nè del film nè del suo significato, che va sviscerato andando a fondo, senza fermarsi alla patina superficiale...questo film è una condanna allo stile di vita borghese, perbenista, uno schiaffo morale a tutti quei benpensanti che si trincerano dietro la loro immagine di perfetti cittadini e poi magari si drogano con droghe lecite e si macchiano di tutti i crimini peggiori, prima di tutti l' indifferenza nei continua » |
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| Renton (Ewan McGregor) | |
| Scegliete la vita; scegliete un lavoro; scegliete una carriera; scegliete un maledetto televisore a schermo gigante; scegliete lavatrici, automobili, lettori CD e apriscatole elettrici; scegliete di sedervi su un divano a spappolarvi il cervello e ad annientarvi lo spirito davanti a un telequiz. E alla fine scegliete di marcire; di tirare le cuoia in un ospizio schifoso, appena un motivo d'imbarazzo per gli idioti viziati ed egoisti che avete figliato per rimpiazzarvi. Scegliete il futuro. Scegliete la vita. | |
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| Renton (Ewan McGregor) | |
| Prendevamo morfina, diacetylmorfina, ciclozina, codeina, temazepam, nitrazepam, fenobarbitale, amobarbitale, propoxyphene, metadone, nalbufina, petedina, pentazocina, buprenorfina, destromoramide, chlormetiazolo. Le strade schiumano di droghe contro il dolore e l'infelicità, noi le prendavamo tutte. Ci saremmo sparati la vitamina C se l'avessero dichiarata illegale. | |
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| Renton (Ewan McGregor) a proposito dell'eroina | |
| Prendete l'orgasmo più bello che avete provato. Moltiplicatelo per mille. Neanche allora ci sarete vicino. | |
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Altre frasi celebri del film Trainspotting
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DVD | TrainspottingUscita in DVD
Disponibile on line da mercoledì 19 dicembre 2007
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SOUNDTRACK | TrainspottingLa colonna sonora del film
Disponibile on line da sabato 2 marzo 1996
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Quelle iene di Glasgow
di Tullio Kezich Il Corriere della Sera
Secondo l’autorevole parere di Salman Rushdie, che ha scritto una spassosa noterella sul «The New Yorker», Trainspotting è un titolo che non significa niente: infatti il film «non menziona persone ossessivamente impegnate a registrare gli arrivi e le partenze dei treni». Ma c’è di più: attribuendo parte del successo della pellicola all’enigma del titolo, l’autore dei Versetti satanici minimizza il carattere scandaloso dell’evento. Per lui Trainspotting è «un film prevedibile e perfino sentimentale che si atteggia a duro»; e confesserò che anch’io, assorbito il cazzotto allo stomaco fra siringhe e deliri metropolitani, ho avuto l’impressione di trovarmi davanti a una sorta di Addio, giovinezza verniciata di brutalità. » |
di Roberto Escobar Il Sole-24 Ore
Dove arriverà il giovane Mark Renton, in cammino alla fine di Trainspotting? La domanda non è di quelle che facciano perdere il sonno. Si ha notizia di molti che hanno continuato ad avere notti tranquille, anche dopo aver visto il film del giovane Danny Boyle ispirato al romanzo del giovane Irvin Welsh. Ma nemmeno si può dire che il giovane Mark Renton proprio non la stimoli, la curiosità. In fondo, per un paio d'ore lui e i giovani Spud, Sick Boy, Tommy e Begbie ce la mettono tutta per (come si diceva una volta) èpater le bourgeois, anzi per épater la galerie, volendo restare più aderenti al contesto. » |
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di Luigi Paini Il Sole-24 Ore
Se conservate ancora qualche idea romantico-turistica della Scozia - tipo vecchi manieri, distese verdi e battute dal vento, gente più cordiale di quella che abita dalle parti di Londra - ebbene, è proprio il caso che non andiate a vedere Trainspotting, di Danny Boyle (lo stesso regista di Piccoli omicidi tra amici). Siamo agli antipodi della cartolina, benché l'ombra dello stereotipo, mutato di segno, non manchi di allungarsi anche su questa pellicola, fatta apposta per scagliarsi con violenza contro i luoghi comuni della gente «normale». » |
Siamo scozzesi? “Buchiamoci” disperatamente. Ed è shock.
di Maurizio Porro Il Corriere della Sera
Pochi mesi fa, dalla Mostra di Venezia, Mel GibsonBraveheart aveva liberato, per il piacere di Bossi, la Scozia. Oggi, da Cannes, "Trainspotting" mostra la tragicommedia quotidiana di alcuni ragazzi in corsa fino all'ultimo respiro, che si bucano disperatamente a Edimburgo proprio per l'infelicità di essere scozzesi: "Non siamo stati capaci neanche di trovarci dei colonizzatori con i co..., ci siamo rassegnati alle checche inglesi". Il secondo film del trentanovenne Danny Boyle rispecchia il primo, "Piccoli omicidi tra amici": ogni giorno è un thriller, ogni amicizia è un tradimento. » |
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