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Sean Connery

Il mio nome è Connery. Sean Connery

Nome: Thomas Sean Connery
79 anni, 25 Agosto 1930 (Vergine), Edinburgo (Gran Bretagna)
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occhiello
Adesso come si sentirà, meglio o peggio!?!?
dal film Gli intoccabili (1987) Sean Connery è Jimmy Malone
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Sean Connery
Golden Globes 1990
Nomination miglior attore non protagonista per il film Indiana Jones e l'ultima crociata di Steven Spielberg

Golden Globes 1988
Premio miglior attore non protagonista per il film Gli intoccabili di Brian De Palma

Premio Oscar 1987
Premio miglior attore non protagonista per il film Gli intoccabili di Brian De Palma



La riscoperta di tre eroi.

Eastwood, Connery, Wayne: eroi del dvd

lunedì 8 settembre 2008 - Pino Farinotti cinemanews

Eastwood, Connery, Wayne: eroi del dvd Il dvd sta riproponendo nuove serie che poi nuove non sono, e questo è interessante. In edicola parte una proposta su Sean Connery; la Warner ripresenta, in edizione preziosa, tutti e cinque i titoli dell'ispettore Callaghan, con Clint Eastwood; ancora in edicola stanno uscendo alcuni dei titoli fondamentali con John Wayne. Le ragioni per queste scelte editoriali sono molte, legate a variabili magari complesse, ma la prima opzione naturalmente è il marketing, dunque il gradimento, e quei tre nomi sono in testa a quella hit parade, per numero di titoli e per gradimento, appunto. Il segnale va rilevato: nel mezzo di tanta proposta, nella televisione, fra fiction più o meno sentimentali e banali, fra film violenti o tristi o "effettistici", il mercato del dvd, che è sempre più importante in termini di numeri e che dunque sempre più rappresenta la scelta popolare, riscopre l'eroe. Eastwood è del '30, come Connery. Nasce come eroe, certo non senza macchia, del nuovo western di Leone che diede indicazioni che cambiarono il genere. E anche diretto da altri, il "westerner" di Clint aveva sempre quella personalità. Terminata quella stagione, in qualche modo Eastwood non volle dilapidare quell'eredità e continuò a operare, questa volta in un ambiente che non erano i boschi, le pianure o le rocce, ma a San Francisco nei panni dell'ispettore Callaghan che altri non è che uno sceriffo metropolitano. Quando Callaghan ha di fronte un criminale non sta a leggergli i suoi diritti, lo ammazza ritenendo di fare un favore alla collettività. Nel west si faceva così.

Gli intoccabili

* * * 1/2 - (mymonetro: 3,91)
Un film di Brian De Palma. Con Kevin Costner, Sean Connery, Robert De Niro, Andy Garcia, Charles Martin Smith.
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Genere Drammatico, - USA 1987.

Il nome della rosa

* * * - - (mymonetro: 3,12)
Un film di Jean-Jacques Annaud. Con Sean Connery, F. Murray Abraham, Christian Slater, Kim Rossi Stuart, Ron Perlman.
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Genere Drammatico, - Italia, Francia, Germania 1986.

La leggenda degli uomini straordinari

* * - - - (mymonetro: 2,29)
Un film di Stephen Norrington. Con Sean Connery, Stuart Townsend, Peta Wilson, Shane West, Jason Flemyng.
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Genere Azione, - USA, Germania 2003.

Scoprendo Forrester

* * * - - (mymonetro: 3,30)
Un film di Gus Van Sant. Con Sean Connery, F. Murray Abraham, Rob Brown, Anna Paquin, Michael Nouri.
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Genere Commedia drammatica, - USA 2000.

The Rock

* * * - - (mymonetro: 3,27)
Un film di Michael Bay. Con Sean Connery, Ed Harris, Michael Biehn, Nicolas Cage, John C. McGinley.
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Genere Avventura, - USA 1996.
Filmografia di Sean Connery »

venerdì 29 gennaio 2010 - Siamo tutti giovani Holden.

Addio J.D. Salinger

Pino Farinotti cinemanews

Addio J.D. Salinger Comincio con una certa enfasi che, sono sicuro, mi verrà perdonata: col finale della citazione di John Keats che Hemingway pone come premessa del suo Per chi suona la campana.
"... e dunque non chiedere mai per chi suona la campana. Essa suona per te."
E mai una campana ha suonato per noi, come quella di ieri, quando abbiamo saputo che J.D. Salinger era morto. Tutti sappiamo cosa significhi il suo romanzo "Il giovane Holden". Significa per cominciare che quel libro fa parte di tutti noi. Quando era il tempo sono stato l'adolescente Holden Caulfield e quando è stato il tempo sono stato padre di giovani Holden. Significa semplicemente che nella prima stagione avevo idee e compivo azioni diverse da quelle dei miei genitori e capitava che non le capissero, e che adesso i miei figli hanno idee e compiono azioni che non sempre capisco. Naturalmente sta nelle cose. Ma quando un autore coglie in pieno quello "stare nelle cose", diventa qualcosa in più di uno scrittore, diventa parte della tua cultura e del tuo sentimento, e pensieri e azioni, li devi in parte a lui. Proprio non è poco. Nel mio caso poi c'è dell'altro, c'è il mestiere, perché anch'io scrivo romanzi. Qualche anno fa, proprio su MYmovies scrivevo un pezzo da titolo "Sognavo Salinger". Era il mio progetto giovanile di aspirare a quel modello piuttosto che a un critico (di cinema).

Inventore
Salinger è stato scrittore, soprattutto è stato inventore. Più avanti riproduco l'incipit del suo romanzo e spiego cosa significhi. Era nato nel '19 e aveva scritto "Holden" nel '51. Era l'erede della strepitosa tradizione letteraria anglosassone che partiva dai britannici di due generazioni prima.

Stralcio dalla puntata 46 della storia poconormale
"...Scrittori come Kipling e Stevenson, come Conrad, Maugham e Forster, britannici nati in Ucraina e morti nel Kent (Conrad),o nati a Bombay e morti a Londra (Kipling), comunque sempre in giro nei due emisferi: sono loro, in quelle epoche, che hanno inventato un parte della nostra più bella educazione sentimentale, e anche culturale. L'incanto, il sogno, l'avventura, le terre lontane e tante terre, l'estremo oriente e il medio, l'India e l'Australia, il Canada, le isole del Pacifico e dei Carabi. Una cultura tutta sui libri, prima che arrivasse il cinema. Quando le coste e le navi, le genti e gli animali, le armi e gli amori, il deserto e le carrozze, i poveri e i ricchi, quasi sempre i ricchi: tutto doveva essere desunto dalla scrittura, sforzo attivo di fantasia, con l'eroe da immaginare, non un Gary Cooper scelto da altri per nostra comodità. E in che grande misura il cinema avrebbe attinto a quegli autori..."

Generazione
A questi seguì la generazione americana nata verso la fine dell''800. Fitzgerald, Hemingway, Faulkner, Steinbeck, Dos Passos sono tutti nati fra il 1896 e il 1902. Costoro, eredi dei contenuti di quelli detti sopra, portarono la naturale evoluzione di pensieri e di azioni, e naturalmente di stile. Evolsero e riformarono. Ma Salinger non si limitò alla riforma, fece la rivoluzione, di contenuti e di stile. E continua ad esserci dell'altro: il suo privato, giusto per alimentare, come non bastasse, la sua mitologia. Il fatto che da 46 anni non uscisse praticamente dalla sua tenuta di Cornish, che odiasse la gente, che non parlasse con nessuno. In questo senso invito a rivedere Scoprendo Forrester, il film di Gus Van Sant, con Sean Connery. Davvero viene proposta un'ottima percezione di quello che era Salinger.
Ed ecco il pezzo che ho scritto lo scorso anno quando l'ennesimo ingenuo cercò di acquisire i diritti del romanzo.

venerdì 15 gennaio 2010 - Una rilettura non convenzionale della storia del cinema.

Storia 'poconormale' del cinema: il giallo (3)

Pino Farinotti cinemanews

Storia 'poconormale' del cinema: il giallo (3) Ribadisco l'assunto: il giallo si addice alla Gran Bretagna. Segue un altro assunto: in principio era Doyle. Conan Doyle, verso la fine del secolo scorso inventò il personaggio di Sherlock Holmes. Sir Doyle morì nel 1930. Qualche anno prima aveva già toccato il cinema, assistendo ad alcune versioni di diverse lunghezze, pellicole tedesche, americane, danesi, francesi, naturalmente inglesi. Insoddisfacenti.
Nel 1931 l'attore Clive Brook fu scelto per fare il detective in Sherlock Holmes e la donna ragno. Si comportò bene. Non era l'inizio di un trionfo, era solo l'annuncio, perché il film non riempì le sale e neppure sedusse i critici. Solo che Doyle non lo vide, era morto l'anno prima. Ma nel 1939, un attore che sembrava l'esatta ispirazione dello scrittore, Basil Rathbone, diede corpo e volto al detective inglese e diede il via a un vero serial, ben 14 film. L'Holmes di Rathbone, accompagnato dall'immancabile dottor Watson, è diventato il perfetto disegno del detective, una specie di marchio universale che potrebbe figurare su una carta, o un logo che riguardi in qualche modo il giallo. Il disegno è questo: il profilo di Rathbone, il suo riconoscibile berretto, il particolare cappotto, la pipa e, per un ulteriore elemento di piccolo paradosso, la lente di ingrandimento. Il disegno che, appunto, venne tradotto dal cinema.

mercoledì 13 gennaio 2010 - Presentato A Single man.

Tom Ford, un texano a Milano

Pino Farinotti cinemanews

Tom Ford, un texano a Milano È certo legittimo affermare che Tom Ford sia una delle più importanti firme della moda nel mondo. Texano di Austin, classe 1961, ha cominciato studiando arte e architettura a New York. A suo tempo ha "ricreato" Gucci e Saint Laurent, poi si è messo in proprio. Il suo stile e il suo marchio fanno parte integrante dell'estetica dell'era contemporanea. Grande mano di disegnatore, eroe della moda, adesso è approdato al cinema, firmando A single man, tratto dal romanzo di Christopher Isherwood. Tom, che si sente milanese di adozione, ha voluto che il suo film, dopo il passaggio veneziano, partisse proprio da Milano, dal cinema Colosseo. L'iniziativa la si deve a Massimilano Finazzer Flory, assessore alla cultura, che sta facendo della città un centro europeo visibile privilegiando movimenti dell'arte e della cultura decisivi, storicizzati o contemporanei.

venerdì 8 gennaio 2010 - Una rilettura non convenzionale della storia del cinema.

Storia 'poconormale' del cinema: il giallo (2)

Pino Farinotti cinemanews

Storia 'poconormale' del cinema: il giallo (2) Il giallo si addice alla Gran Bretagna. Vittoria, regina di Gran Bretagna e Irlanda, imperatrice delle Indie: sì, la leggendaria Vittoria che regnò per 64 anni. "Gran Bretagna, Irlanda, Indie…" titoli davvero evocativi. L'epoca vittoriana era il centro del mondo. Storia, politica, potenza economica, cultura: al centro del mondo. "Commonwealth" era una delle parole più pronunciate negli ultimi secoli, meno nell'era recente, quasi più nell'era contemporanea. Foreign Office: c'era una rubrica fissa nei giornali radio e nei quotidiani di tutto il mondo, che raccontava i fatti dell'impero, fino a non molto tempo fa. Scrittori come Kipling e Stevenson, come Conrad, Maugham e Forster, britannici nati in Ucraina e morti nel Kent (Conrad), o nati a Bombay e morti a Londra (Kipling), comunque sempre in giro nei due emisferi: sono loro, in quelle epoche, che hanno inventato un parte della nostra più bella educazione sentimentale, e anche culturale. L'incanto, il sogno, l'avventura, le terre lontane e tante terre, l'estremo oriente e il medio, l'India e l'Australia, il Canada, le isole del Pacifico e dei Carabi. Una cultura tutta sui libri, prima che arrivasse il cinema. Quando le coste e le navi, le genti e gli animali, le armi e gli amori, il deserto e le carrozze, i poveri e i ricchi, quasi sempre i ricchi: tutto doveva essere desunto dalla scrittura, sforzo attivo di fantasia, con l'eroe da immaginare, non un Gary Cooper scelto da altri per nostra comodità. E in che grande misura il cinema avrebbe attinto a quegli autori.

venerdì 8 gennaio 2010 - Storia e mistero sono i protagonisti della prossima settimana.

Film in tv: storie d'amore, d'eros e solitudine

Ilaria Feole cinemanews

Film in tv: storie d'amore, d'eros e solitudine Domenica il vento della passione soffia sul piccolo schermo: storie d'amore struggenti e agrodolci si impossessano del palinsesto. L'amore tra Barbra Streisand e Robert Redford si consuma sullo sfondo dell'America che cambia nello splendido Come eravamo (La7, 16.00) di Sidney Pollack; Sean Connery, Angelina Jolie e Ryan Phillippe sono invece tra i protagonisti delle vicende intrecciate, a metà tra commedia e melò, del corale Scherzi del cuore (Mya, 15.25). Melanie Griffith è una forza della natura irrefrenabile e pericolosa, il colpo di fulmine cui non si può reistere che trascina sulla sua strada uno spaesato Bill Pullman in Qualcosa di travolgente (Mgm, 11.10) di Jonathan Demme; Rob Reiner dimostra invece che l'amicizia tra uomo e donna può esistere, ma è destinata inesorabilmente a trasformarsi in qualcosa di più, come insegnano i brillanti Billy Crystal e Meg Ryan, protagonisti di un sentimento che cresce negli anni nella commedia sofisticata Harry ti presento Sally (Rai4, 21.10). Non tutti trovano l'anima gemella; lunedì i protagonisti sono uomini soli, forti o fragili, intrappolati in esistenze malinconiche: l'insonne Edward Norton è intrappolato nell'incubo vischioso e livido intessuto da David Fincher in Fight Club (Premium Energy, 14.55), e trova nell'enigmatico Brad Pitt un compagno di scazzottate catartiche. Ben più professionali sono i pugni tirati in Il campione (Rete4, 16.15): Jon Voight si trasforma nel melò di Zeffirelli in un pugile attempato ma deciso a riscattarsi dall'abbandono della moglie e dagli acciacchi della vita. Antonio Albanese è uno scapolo che conduce un'esistenza grigia finché nella sua vita non irrompe una ragazza clandestina in cerca di casa, che illumina le sue giornate, nel delicato e toccante Vesna va veloce (Iris, 21.05). Per finire, un'eccezionale performance d'attore offerta da Sean Penn, che in Mi chiamo Sam (Premium Emotion, 21.00) cresce da solo la piccola Dakota Fanning, nonostante i suoi gravi handicap mentali.

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Gli intoccabili (1987) Il nome della rosa (1986)
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Caterina e le sue fi...(21,10 Canale 5)
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Pollock(2,10 Rete4)
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