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Danny Boyle

Danny Boyle (Daniel Boyle) è un attore inglese, regista, produttore, produttore esecutivo, sceneggiatore, è nato il 20 ottobre 1956 a Manchester (Gran Bretagna).
Nel 2009 ha ricevuto il premio come miglior regia al Critics Choice Award per il film The Millionaire. Danny Boyle ha oggi 65 anni ed è del segno zodiacale Bilancia.

Voglio una vita esagerata

A cura di Francesca Pellegrini

Il 1996 è l'anno in cui un devastante incendio distrusse il Teatro La Fenice a Venezia; l'anno che vide la Germania campione agli europei di calcio; il periodo nel quale, gli scienziati del Roslin Institute di Edimburgo diedero alla luce il primo mammifero frutto della clonazione: la pecora Dolly.
Tuttavia, il millenovecentonovantasei sarà anche ricordato per l'avvento del semi-sconosciuto regista britannico Danny Boyle, che scioccò le platee di mezzo globo con il suo invasato disturbing-movie, Trainspotting.

Da Manchester non arriva solo musica
Nasce nella patria del britpop - Manchester - da una famiglia proletaria, fervente cattolica: il padre Frank annovera radici "irish", cosi come la madre originaria di Ballinasloe (Contea di Galway). La passione per la Settima Arte scaturisce quando è ancora un teen-ager, affascinato da lungometraggi di culto quali Apocalypse Now. Determinato a studiare cinematografia, Danny si iscrive al Thornliegh Salesian College di Bolton nel Lancashire, dopodiché frequenta l'University of Wales presso Bangor.
Non appena maggiorenne, il giovane comincia a lavorare nell'ambito del palcoscenico e, ventiquattro mesi più tardi, è già regista per la Joint Stock Theatre Company. Si trasferisce poi nella capitale del Regno Unito, dove diviene direttore artistico della London's Royal Court Theatre. Dopo una parentesi televisiva contrassegnata da pellicole come Scout, The Hen House nonché la miniserie Mr. Wroe's Virgins, Boyle, nel 1994, debutta sul grande schermo con la brillante black comedy Piccoli omicidi tra amici. La macabra vicenda di tre ragazzi alla prese con un cadavere ed una valigia piena zeppa di contanti segna il sodalizio con lo sceneggiatore John Hodge ma, anche quello con il pupillo Ewan McGregor.

La rampa di lancio: Trainspotting
L'attore scozzese viene investito da una sfacciata notorietà proprio grazie al nostro abile filmaker che lo vuole davanti alla macchina da presa, nell'allucinato Trainspotting: qui incarna lo squinternato tossicomane Mark Renton che con tutto il suo insano fanatismo ci guida, in veste di visionario cronista, nei meandri di una sfasata Edimburgo. Diventato un vero e proprio fenomeno mediatico, l'opera ottiene svariati riconoscimenti, come la candidatura agli Academy Awards per il miglior soggetto non originale.
Nel 1997 il cult-director viene chiamato negli Stati Uniti per girare le disoneste avventure amorose della super coppia McGregor-Diaz, in Una vita esagerata. Successivamente, Ewan propone a Danny di realizzare la trasposizione cinematografica del romanzo di Alex Garland, The Beach. La produzione, però, scrittura Leonardo DiCaprio, senza nemmeno consultare il regista, che aveva già promesso il ruolo all'amico McGregor: fu allora che ebbe fine il connubio tra i due. Sebbene la pellicola, come la precedente, non convince abbastanza pubblico e critica, rimane tutt'ora un vero e proprio classico per i viaggiatori "backpackers".

La conferma ad alti livelli
Nel 2002, Boyle dirige Cillian Murphy (suo nuovo prediletto) nel thriller apocalittico 28 giorni dopo: l'interprete irlandese è stato ingaggiato anche in Sunshine. Nel claustrofobico fanta-horror, Danny si trova alla sua terza collaborazione con lo screenplayer Garland. Nel 2004 ottiene un ottimo successo di critica la sua commedia Millions, mentre The Millionaire (2008), prodotto Bollywoodiano, è un capolavoro inondato di premi. La storia del giovane facchino indiano (Dev Patel) che vince tutto il montepremi al quiz Tv 'Chi vuol esser milionario?' prende 8 Oscar, 4 Golden Globes, 2 European Film Awards, 1 David di Donatello e 1 Nastro d'Argento. Nel 2010 gira 127 Ore, film tratto dal vero incidente occorso all'alpinista Aron Ralston. Dopo In Trance (2012) il regista gira il biopic Steve Jobs (2015) con Michael Fassbender nei panni dell'imprenditore visionario della amacchina da presa Apple. In seguito tornerà con il sequel di uno dei suoi film culto, T2: Trainspotting. Nel 2019 è dietro la macchina da presa per la commedia Yesterday, mentre non disegna le serie tv, prima con la serie sul rapimento di John Paul Getty III Trust e poi con quella sui Sex Pistols Pistol.
Il divo ha tre figli con la direttrice di casting Gail Stevens.

Ultimi film

Biografico, (USA - 2015), 122 min.

Focus

CELEBRITIES
venerdì 22 gennaio 2016
Mauro Gervasini

È una verità storiografica. Se si vuole ragionare su una ipotetica estetica degli anni 90 (del secolo scorso), due film sono preponderanti: Pulp Fiction di Quentin Tarantino (1994) e Trainspotting di Danny Boyle (1996). Un regista statunitense e un inglese di origine irlandese che gira in slang scozzese: mondi divisi dalla stessa lingua. E uniti da una energia visiva controcorrente, più originale e alla distanza "filosofica" quella di Tarantino, più mainstream e d'effetto quella di Boyle, con una idea di montaggio sincopato subito metabolizzata dalla pubblicità (ricordate lo spot della Superga intitolato "The Challenge" diretto da Tarsem nel 1997, con la stessa musica dei Prodigy?)

APPROFONDIMENTI
lunedì 21 febbraio 2011
Edoardo Becattini

Choose Life. Dall'elenco dei valori borghesi rifiutati dall'eroinomane Mark Renton di Trainspotting ai ricordi che sostengono la lotta per la sopravvivenza di Aron Ralston, intrappolato nel fondo di un canyon per 127 ore, i giovani protagonisti dei film di Danny Boyle condividono tutti il medesimo comandamento: scegli la vita. Che ad essere in pericolo sia la loro stessa esistenza (The Beach), quella della donna amata (The Millionaire), o le sorti di una nazione e del mondo intero (28 giorni dopo, Sunshine), i suoi personaggi scorrono assieme lungo un filo rosso che fa dell'isolamento estremo la strada per la scoperta dell'umanesimo e della sua forza

INCONTRI
venerdì 28 novembre 2008
Marianna Cappi

Da Toronto con furore Per il suo ospite d'onore inglese, il regista Danny Boyle, Roma prepara una pioggia torrenziale ma anche un caldo applauso, in occasione della proiezione stampa, che s'intona al coro del pubblico del festival di Toronto che ha incoronato The Millionaire (Slumdog Millionaire) miglior film. Ottava pellicola del regista di Trainspotting, il film trae spunto dalle pagine del romanzo di Vikas Swarup "Dodici domande" e vede il giovane Jamal (Dev Patel) ripercorrere le tappe della sua rocambolesca esistenza mentre siede di fronte al conduttore di un quiz show e rischia di vincere 20 milioni di rupie

I film più famosi

Thriller, (Gran Bretagna - 2007), 108 min.
Avventura, (USA, Gran Bretagna - 2010), 90 min.
Commedia, (USA - 2000), 134 min.
Biografico, (USA - 2015), 122 min.
Commedia, (Gran Bretagna, USA - 2004), 98 min.
Giallo, (Gran Bretagna - 2012), 101 min.

News

La notizia è stata annunciata dalla EON Productions, casa di produzione di tutti i capitoli della serie.
Il regista del cult Trainspotting, è al cinema con Steve Jobs, basato sullo script d'acciaio di Aaron Sorkin, fresco di...
Una sfida lunga 127 ore per Danny Boyle.
Standing ovation per Ken Loach.
Si riformerà il team creativo e finanziario di The Millionaire.
Kate Winslet incoronata regina dei Golden Globes.
Reduce dal successo di Toronto, Danny Boyle racconta a Roma il suo millionaire.
Cosa succederebbe all'umanità se il sole dovesse scomparire? È il tema esplorato da Danny Boyle nel suo ultimo film,...
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