Piccoli crimini coniugali

Film 2017 | Drammatico +13 85 min.

Anno2017
GenereDrammatico
ProduzioneItalia
Durata85 minuti
Al cinema10 sale cinematografiche
Regia diAlex Infascelli
AttoriSergio Castellitto, Margherita Buy .
Uscitagiovedì 6 aprile 2017
DistribuzioneKoch Media
RatingConsigli per la visione di bambini e ragazzi: +13
MYmonetro 2,63 su 19 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di Alex Infascelli. Un film con Sergio Castellitto, Margherita Buy. Genere Drammatico - Italia, 2017, durata 85 minuti. Uscita cinema giovedì 6 aprile 2017 distribuito da Koch Media. Oggi al cinema in 10 sale cinematografiche Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 - MYmonetro 2,63 su 19 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Un uomo perde la memoria. La moglie cerca di riportare a galla il passato ma le cose non vanno come previsto. In Italia al Box Office Piccoli crimini coniugali ha incassato 271 mila euro .

Consigliato nì!
2,63/5
MYMOVIES 3,00
CRITICA 2,70
PUBBLICO 2,19
CONSIGLIATO NÌ

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Un film sulla necessità di rischiare, con due interpreti straordinari.
Recensione di Paola Casella
venerdì 24 marzo 2017
Recensione di Paola Casella
venerdì 24 marzo 2017

Elia, autore di gialli di successo, torna a casa dopo un incidente domestico del quale non ricorda nulla. Per la verità Elia sembra non ricordare nulla in generale, neppure i molti anni trascorsi con la moglie, che lo accompagna al rientro nel loro algido appartamento coniugale. Sarà lei, che rimarrà senza nome, ad aiutarlo a ricomporre i pezzi del passato, forse dandogli l'occasione di reinventarsi, e di essere un marito migliore. Difficile raccontare la trama di Piccoli crimini coniugali senza rivelare nulla dei numerosi rivolgimenti della storia, che vede due coniugi dissezionare il loro matrimonio, a volte con tenerezza, più spesso con crudeltà, riproducendo le dinamiche che hanno caratterizzato tutta la loro relazione come un gioco al massacro. Dinamiche quantomai riconoscibili da molte coppie di lungo corso: rimpianti, rinfacci, nostalgia degli inizi, frustrazioni, delusioni, rivincite.

Piccoli crimini coniugali rientra nel filone di quel cinema borghese girato fra quattro mura in cui si parla fino allo sfinimento.

Il regista Alex Infascelli ha evidentemente studiato il Kubrick di Eyes Wide Shut e tutto il cinema scandinavo, da Bergman in giù, ma l'impostazione del suo film resta profondamente francese, anche perché è basata sul romanzo di Eric-Emmanuel Schmitt da cui è stata tratta una pièce rappresentata in molti Paesi. La sceneggiatura, firmata da Francesca Manieri e dallo stesso Infascelli, sconta un'aderenza troppo stretta al testo: dialoghi profondi, ma anche profondamente letterari, messi in bocca a due attori pur bravissimi come Sergio Castellitto e Margherita Buy sottolineando la finzione scenica e allontanando lo spettatore dal gorgo emotivo di certe conversazioni coniugali. Se è vero che Elia ha costruito la sua carriera sulle frasi fatte, è anche vero che nel dialogo coniugale c'è maggiore spontaneità, minore controllo della vis retorica.

Sul movimento Infascelli, in veste di regista e montatore, ha lavorato molto, talvolta per sottrarre la sua coppia alla claustrofobia della casa-forziere in cui è incastonata, altre volte per accentuare quella stessa claustrofobia, costringendo i suoi attori in corridoi angusti, per poi spingerli sull'orlo di una scalinata ritorta che piacerebbe a Brian De Palma. La splendida fotografia di Arnaldo Catinari fa più che il suo dovere, e le note e i rumori di sottofondo, più martellanti della gragnuola di aggressioni verbali fra i coniugi, portano molte firme: oltre a Infascelli, David Nerattini alle musiche, Gaetano Carito e Pier Paolo Merafino al suono in presa diretta.

Piccoli crimini coniugali è un film sulla necessità di rischiare, e se da un lato Infascelli si espone in prima persona, accentrando su di sé gran parte del lavoro creativo, dall'altro non riesce ad uscire dalle convenzioni di quel kammerspiel che, da Chi ha paura di Virginia Wolf? fino a Carnage, sono già ben codificate. Sarebbe stato più impavido e innovativo trasformare quella crisi coniugale in un thriller tout court, attenendosi alle regole del genere (come fece Hitchcock ne Il delitto perfetto, per fare un esempio illustre) che Infascelli ha già dimostrato di saper maneggiare. Invece anche la violenza, fisica e verbale, rimane eccessivamente misurata, nonostante sia la storia stessa a suggerire che, quando quella violenza entra in una coppia, non fa prigionieri. In sintesi, Piccoli crimini coniugali è troppo educato ed elegante perché il sangue possa scorrere davvero.

Straordinari invece Castellitto e Buy, capaci di spremere l'ironia contenuta nel testo a loro disposizione, di mostrarsi fragili e incattiviti, fisicamente presenti ed emotivamente latitanti. È un privilegio assistere alla prova attoriale di due veterani del cinema italiano che hanno raffinato il loro talento fino a renderlo un distillato puro che va giù come un vodka martini molto secco ma con un'oliva sull'orlo, sempre pronta a rimanerti nella strozza.

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RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
lunedì 10 aprile 2017
Flaw54

Va bene portare il teatro al cinema, ma questo è troppo. Un' ora e venti di noia, di scene ripetute , di esplosioni preconfezionate. Gli attori saranno anche bravi, ma il tutto appare come un gioco artificioso, falso, privo di valide giustificazioni nella rappresentazione forzata di un matrimonio ormai in crisi. In questa realtà la noia domina, il mondo esterni non esiste e Castellitto [...] Vai alla recensione »

giovedì 13 aprile 2017
Flyanto

 Tratto dall'omonimo romanzo di Eric-Emmanuel Schmitt, "Piccoli Crimini Coniugali" racconta di una coppia di coniugi il cui marito, dopo un incidente domestico, ha perso completamente la memoria. La moglie cerca di fargliela ritornare aiutandolo piano piano nei ricordi ormai sepolti nella sua memoria e lentamente la situazione si sblocca portando alla luce verità e realtà [...] Vai alla recensione »

martedì 11 aprile 2017
patrizia

Sopra le righe anche i personaggi, peccato! 

mercoledì 12 aprile 2017
Alina

Un film borghese trattato in un modo tutt'altro che borghese. Bello, onesto, asciutto, radicale, necessario.  Con un ritmo serrato che lo fa volare. Fa persino sorridere, oltre che piangere. Alcune trovate da maestro. Per chi sente che abbia ancora un senso stare in coppia. O non ne abbia più uno. Finale aperto...allo sguardo del cuore di chi siede in sala. 

mercoledì 12 aprile 2017
Ale

Due attori meravigliosi per un film sui ruoli nell'amore. Dialoghi mai banali e regia impeccabile di Infascelli. Consigliato

domenica 9 aprile 2017
Ale app

Noia e banalità , in un film che sa rendere mediocri due tra i migliori attori del cinema italiano, fiumi di parole che pesano come macigni!

domenica 9 aprile 2017
Ale app

Si atteggiano a grandi intelletuali , ma in realtà è un'accozzaglia di banalità, noia allo stato puro .

domenica 9 aprile 2017
Sherman

Avendo letto il libro devo dire che si sono attenuti molto al testo. Attori fenomenali come al solito!! bella la parte del loro primo incontro. Mi aspettavo una casa più grande  Parte iniziale un po lentina ma vale la pena vederlo perchè il finale è molto bello

mercoledì 12 aprile 2017
Valerio Sivieri

Forzare i tempi e gli spazi del teatro al cinema rende un pessimo servizio ad entrambi, il film pur analizzando le dinamiche di coppia di un amore tossico e' lento, cupo,e la bravura degli attori non migliora la cosa. Fatto salvo che non si tratta di un blockbuster e questo ero nato, onestamente e' stato una delusione, lento, cupo e noioso.. Non consigliato

domenica 9 aprile 2017
Patti2

Attori bravissimi, ma film lento.....tutto in interno con i soli due protagonisti, con dialoghi surreali, non lo consiglierei----

sabato 8 aprile 2017
Bertuscia

Un film piatto, inutile, noioso, che sacrifica due ottimi attori ( in particolare Castellitto). Nonostante i dialoghi siano intelligenti, seppur poco credibili, manca completamente il coinvolgimento dello spettatore che è costretto a subire questa noia mortale per due ore!

STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
giovedì 6 aprile 2017
Roberto Nepoti
La Repubblica

Dopo il piano-sequenza di un'auto che attraversa l'Eur a Roma, i due protagonisti aprono una porta per "entrare" nel film; e, insieme, nell'appartamento dove questo si svolgerà per intero. Lui è Elia, scrittore di gialli che ha perduto la memoria in seguito a un incidente non chiaro; lei, innominata, è sua moglie, che all'inizio pare trepida e tutta preoccupata di fargli recuperare i ricordi.

venerdì 7 aprile 2017
Luca Pellegrini
Avvenire

Le prime immagini del film Piccoli crimini coniugali sono accompagnate da ritmi tribali che evocano una guerra vicina. Margherita Buy e Sergio Castellitto in macchina si avvicinano al luogo dove la battaglia avrà inizio, una villa sontuosa e oscura. Lui ha perso la memoria per un trauma, lei medita una resa dei conti. Una delle tante storie stile "guerre dei Roses", di matrimoni feroci che deflagrano [...] Vai alla recensione »

sabato 8 aprile 2017
Mariarosa Mancuso
Il Foglio

Scuola di recitazione "Se dico le battute più lentamente che posso, e scandisco ogni sillaba lasciando voragini tra una parola e l'altra, e sgrano tanto gli occhi, riuscirò a convincere gli spettatori che sono un grande attore?". Non convince gli spettatori che amano il cinema, e neppure i lettori che amano Eric-Emmanuel Schmitt, bravo scrittore francese innamorato delle storie (e questo, assieme al [...] Vai alla recensione »

giovedì 6 aprile 2017
Maurizio Acerbi
Il Giornale

Un giallista ha perso la memoria dopo un incidente domestico. la moglie, riaccompagnandolo a casa, prova a stimolarne i ricordi, cercando di trasformarlo in un uomo migliore. Prendete un testo teatrale e portatelo dentro a un film, con tutti i limiti di una simile operazione. Infascelli si limita ad assecondare l'estro dei due meravigliosi interpreti, senza mai catturare o appassionare.

giovedì 6 aprile 2017
Alessandra Levantesi
La Stampa

Basato sull'omonima pièce di Eric-Emmanuel Schmitt - autore di opere rappresentate in tutto il mondo che sono scritte con mano abile ma difficilmente vanno in profondità - Piccoli crimini coniugali risulta un elegante gioco al finto massacro, dove i colpi - anche quelli fisici, in testa - non lasciano un segno traumatico, semmai provvedono a mandare avanti il dialogo.

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