Titolo internazionale | A Bookshop in Paris |
Anno | 2021 |
Genere | Commedia, |
Produzione | Italia |
Durata | 98 minuti |
Regia di | Sergio Castellitto |
Attori | Sergio Castellitto, Bérénice Bejo, Matilda De Angelis, Clementino, Sandra Milo Alex Lutz, Nassim Si Ahmed, Domitilla D'Amico, Marie-Philomène Nga, Maxence Dinant, Bruno Gouery, Alessio Montagnani, Julie Ciccarelli. |
Uscita | giovedì 7 ottobre 2021 |
Distribuzione | 01 Distribution |
Rating | Consigli per la visione di bambini e ragazzi: |
MYmonetro | 2,63 su 11 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento venerdì 8 ottobre 2021
Una storia d'amore tratta da una sceneggiatura di Ettore Scola e Furio Scarpelli. Il film ha ottenuto 2 candidature e vinto un premio ai Nastri d'Argento, In Italia al Box Office Il materiale emotivo ha incassato 445 mila euro .
Passaggio in TV
il film è stato trasmesso venerdì 8 dicembre 2023 ore 21,20 su RAITRE
CONSIGLIATO NÌ
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Vincenzo vive fuori dal mondo, rintanato dentro la sua libreria parigina. Al piano di sopra, altrettanto fuori dal mondo, la figlia Albertine resta chiusa in un mutismo selettivo, da quando un incidente (che forse tanto casuale non è stato) l'ha confinata su una sedia a rotelle. Intorno a loro circola una piccola galleria di passanti più che di personaggi: gli infermieri Gerard e Colombe, un giovane prete, un clochard, un cleptomane letterario e Clemente, il ragazzo napoletano che porta a Vincenzo la colazione. Ma è solo quando l'attrice Yolande irrompe nella sua vita che Vincenzo si scuote dal proprio torpore esistenziale: Yolande è un fiume in piena, e tramite lei Vincenzo dovrà confrontarsi con quel "materiale emotivo" tanto a lungo trattenuto.
Tratto dal soggetto di Ettore Scola "Un drago a forma di nuvola" e dalla sceneggiatura che lo stesso Scola ne aveva ricavato insieme a sua figlia Silvia e a Furio Scarpelli, Il materiale emotivo è diventato una sceneggiatura firmata da Margaret Mazzantini e Sergio Castellitto, che dirige e interpreta il personaggio centrale di Vincenzo.
La coproduzione è italofrancese e gran parte del testo originale è recitato nella lingua d'oltralpe, mentre l'ambientazione è una Parigi che sembra uscita da un libro di illustrazioni.
La letteratura è al centro della storia, soprattutto in quanto fuga dal reale: Vincenzo cita Wilde e Hemingway, Goethe e Boris Vian, Yourcenair e Dostoevsky, e legge Calvino e Cervantes alla figlia che si chiama Albertine come il personaggio elusivo e misterioso che attraversa tutta la "Recherche" proustiana, dando corpo (letterario) all'inafferrabile e all'inconoscibile. E il teatro è al centro della vita scombinata di Yolande, ma è anche la cifra stilistica di un film che si conferma rappresentazione da palcoscenico con la chiusura del sipario finale. Ci sono anche gli easter egg dedicati al cinema: la voce di Jeanne Moreau nella raffinata colonna sonora, il poster di Le notti bianche nella libreria di Vincenzo, l'insegna stradale dedicata a Serge Reggiani.
Il rischio è quello che Il materiale emotivo sia vissuto dagli spettatori come un esercizio di stile, poiché questa finzione manifesta e questa impollinazione incrociata fra letteratura e teatro confina la cinematografia all'interno di una componente formale che lascia poco spazio a quel "materiale emotivo" (che peraltro lo stesso Vincenzo definisce "un ossimoro") evocato fin dal titolo. Se da un lato l'esperimento linguistico di Castellitto dimostra coraggio, così come sono coraggiose alcune sue scelte registiche, dal piano sequenza iniziale alle scene oniriche che riguardano Albertine, dall'altro finisce per rendere eccessivamente finzionali anche le irruzioni di Yolande, che ha il bel viso intenso di Bérénice Bejo, e le fughe all'esterno della donna insieme a Vincenzo.
Allo stesso modo l'impronta letteraria dei dialoghi li rende innaturali al punto da non lasciare spazio ai sentimenti reali che a poco a poco crescono dentro Vincenzo, e neppure la recitazione di Castellitto, sempre ad un livello elevato, riesce a smarcarsi dai canoni formali imposti da una sceneggiatura e da una messinscena che, nel raccontare un uomo ingabbiato dalle parole scritte, alla fine intrappolano anche il suo anelito di libertà. Allo stesso modo alcune sottolineature registiche - il 360° intorno ai personaggi, la fotografia delle macchine da autoscontro - rischiano di risultare più retoriche che poetiche. Il materiale emotivo dovrebbe essere un'ode alla capacità di lasciarsi (di nuovo) andare alle emozioni, e invece rimane confinato nella sua finzione a oltranza: una finzione elegante e curata che però lascia poco spazio agli squarci di verità che dovrebbero costituirne la rivelazione essenziale.
IL MATERIALE EMOTIVO disponibile in DVD o BluRay |
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Non posso dire che non mi sia piaciuto. Non mi ha catturato del tutto forse perché è un film complesso dove i sentimenti ci sono, ma è stata un'impresa ardua renderli manifesti al pubblico. Sembra una fiaba ma non lo è, però è raccontata come una fiaba e ciò non contribuisce a fare apprezzare appieno i sentimenti dei personaggi.  [...] Vai alla recensione »
E' materiale il rapporto tra Vincenzo ed Albertine, c'è ben poco di veramente emotivo all'inizio del film: senso del dovere, senso di protezione, letture che esimono dalle parole proprie che possano stabilire un ponte. L'emozione la porta Yolande, sia per Vincenzo che per Albertine. Ma quanto c'è di reale nel personaggio di Yolande? Quanto una sua effimera comparsa [...] Vai alla recensione »
Se ricordo bene, questo è il primo film, fra quelli da me commentati, al quale assegno cinque stelle. Ne sono entusiasta, direi che "i am falled in love", che me ne sono innamorato. L'ambientazione scelta per le riprese è quanto di più poetico si potesse desiderare. La regia regala inquadrature fantastiche, arricchite da una tavolozza di colori che ne esalta i particolari. [...] Vai alla recensione »
Un prodotto fatto benino, senza infamia e senza lode. Scola però è un'altra cosa.
Film vuoto, scontato, sopra le righe. Capace di depauperare una recitazione strutturata come quella di Castellitto. Mi meraviglio anche come la De Angelis abbia scelto di partecipare ad una sceneggiatura così imbarazzante. Diverse incongruenze nella trama, cose buttate lì così, come il prete che va nella libreria di Vincenzo a comprare un libro, poi lo si ritrova in un'altra [...] Vai alla recensione »
Cosa dovrebbe essere il materiale emotivo? È, forse, quel complesso di eventi e sentimenti che provocano le emozioni che devono essere riversate in un'opera, trovare sfogo in una attività che ripeta, come in un riflesso, quelle emozioni e, pertanto, permearsi di quelle impressioni e trasmetterle rielaborate, attraverso l'opera o l'attività, ad un pubblico.
Cos'è un sipario, a conti fatti? Si potrebbe perfino ridurre a questa domanda il senso de Il materiale emotivo, la nuova regia di Sergio Castellitto, come d'abitudine assistito in fase di scrittura dalla moglie e sodale Margaret Mazzantini. Si inaugura infatti con un sipario rosso la settima avventura dietro la macchina da presa dell'attore romano, e con lo stesso sipario si chiude.
Vincenzo vive rintanato nella sua libreria parigina, mentre, al piano di sopra, troviamo la figlia Albertine, chiusa in un mutismo selettivo dopo un incidente. Un giorno, entra la strampalata attrice Yolande, simil Amélie (ma basta). Saprà risvegliare i due dal loro torpore? E meno male che una delle protagoniste non parla, perché la verbosità di un film «intellettuale», ricco di esagerate citazioni [...] Vai alla recensione »
Bisogna cominciare da lontano, quando Ettore Scola scrive una sceneggiatura con Furio Scarpelli e la figlia Silvia Scola dal titolo Un drago a forma di nuvola. Che poi diventa un fumetto, senza mai diventare un film. Anche perché nel frattempo Scola è scomparso, se mai avesse voluto realizzarlo. Qualche anno fa Sergio Castellitto riceve quell' ipotesi di sceneggiatura, decide di rimetterci le mani, [...] Vai alla recensione »
Parigi, interno bottega: «Così lei vive circondato dai libri? Non si sente come un morto che cammina?». «Al contrario, questi libri mi tengono vivo, la letteratura ci rende eterni, l' attualità uccide». Ci sono Boris Vian e Oscar Wilde, Goethe e Cervantes, ma non ci sono più le stagioni dell' amore nella vita di Vincenzo, chiuso nella sua libreria piena di volumi rari.
C'è l'ombra di Ettore Scola in Il materiale emotivo. Innanzitutto l'ispirazione è già diretta. Il film infatti è tratto da un suo soggetto, Un drago a forma di nuvola, e la sceneggiatura scritta dallo stesso regista assieme alla figlia Silvia e a Furio Scarpelli. Ma l'omaggio non finisce qui. Castellitto guarda al cinema di Scola, da cui era stato diretto in Concorrenza sleale e La famiglia, anche [...] Vai alla recensione »
Va bene, lo si è capito. Questo film che Castellitto ha tratto con devozione quasi filiale da Un drago a forma di nuvola, una sceneggiatura di Scola (scritta con la figlia e con Furio Scarpelli), già tradotta a fumetti da Ivo Milazzo nel 2014 e qui rielaborata dalla moglie Margaret Mazzantini, si offre subito come uno spazio sospeso, non a caso aperto e chiuso da un sipario teatrale.
In effetti "Il materiale emotivo" è un ossimoro, come fa notare il protagonista del film Sergio Castellitto, pure regista e sceneggiatore insieme alla moglie Margaret Mazzantini. Dopo un passaggio al Bif&st di Bari, lo si potrà vedere nelle sale dal 7 ottobre, targato Rodeo Drive e 01- Distribution; e chissà se il pubblico raccoglierà l'invito che viene da questa storia sommessa e soave, originariamente [...] Vai alla recensione »
Tratto da un soggetto di Ettore Scola (scritto insieme a Furio Scarpelli e Silvia Scola), Un drago a forma di nuvola, e sceneggiato da Margaret Mazzantini, il nuovo film di Sergio Castellitto, il settimo da lui diretto, è una favola teatrale piena di Materiale Emotivo. Protagonista è un libraio (lo stesso Castellitto) che vive rintanato nella sua libreria, circondato da vecchi tomi e prigioniero dei [...] Vai alla recensione »
Parigi. L'arte. Il teatro. Il fascino di una vecchia libreria. Le carte in regola per un'ambientazione perfetta ci sono tutte. E infatti, già in apertura, sembra proprio una piccola scenografia teatrale il set del lungometraggio Il materiale emotivo, ultima fatica di Sergio Castellitto nonché film d'apertura al Bif&st 2021. Tale lungometraggio, tra l'altro, ha anche una genesi molto particolare, che [...] Vai alla recensione »