Non sono un Assassino

Film 2019 | Thriller, +13 111 min.

Regia di Andrea Zaccariello. Un film con Riccardo Scamarcio, Alessio Boni, Edoardo Pesce, Claudia Gerini, Sarah Felberbaum. Cast completo Genere Thriller, - Italia, 2019, durata 111 minuti. Uscita cinema martedì 30 aprile 2019 distribuito da 01 Distribution. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 - MYmonetro 2,79 su 11 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Ultimo aggiornamento martedì 7 maggio 2019

Il vice questore Francesco Prencipe esce di casa per raggiungere il suo migliore amico, il giudice Giovanni Mastropaolo, che non vede da quasi due anni. Quella stessa mattina il giudice viene trovato morto. Il film ha ottenuto 1 candidatura ai Nastri d'Argento, In Italia al Box Office Non sono un Assassino ha incassato nelle prime 8 settimane di programmazione 614 mila euro e 429 mila euro nel primo weekend.

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Consigliato sì!
2,79/5
MYMOVIES 2,50
CRITICA 2,60
PUBBLICO 3,26
CONSIGLIATO SÌ
Un thriller sul lato più nero della coscienza, purtroppo non all'altezza delle ambizioni.
Recensione di Andrea Fornasiero
venerdì 19 aprile 2019
Recensione di Andrea Fornasiero
venerdì 19 aprile 2019

Francesco Prencipe è vicequestore e amico fraterno del giudice Giovanni Mastropaolo, oltre che dell'avvocato Giorgio, di ricca famiglia ma che ha smesso di esercitare dopo una delusione d'amore e una caduta nell'alcolismo. Quando il giudice Mastropaolo viene trovato ucciso, Francesco, che è l'ultimo ad averlo visto, è il principale indiziato dell'indagine. Lui si dichiara innocente e si affida per la propria difesa a Giorgio, inoltre cerca di ricongiungersi con la figlia, che non gli perdona di aver lasciato la famiglia per un'altra donna. Tutti, inclusi i colleghi in polizia, accusano Francesco di essere una persona orribile e solo Giorgio sembra essere dalla sua parte, anche se da ragazzini Francesco finì per escluderlo e preferirgli Giovanni come amico del cuore. I tre strinsero anche un misterioso patto: non aprire mai un cassetto segreto della scrivania di Giovanni, dove lui aveva nascosto qualcosa che non ha mai voluto rivelare.

Tra noir, mèlo e flashback da romanzo di formazione, Non sono un assassino di Andrea Zaccariello è un adattamento del romanzo omonimo di Francesco Caringella del 2014, che spreca un buon intreccio con una infelice sceneggiatura.

Non si contano infatti le battute che suonano improbabili, stentoree ma fasulle, nel film di Zaccariello, opera quarta di un regista che aveva esordito in ambito thriller e per cui Non sono un assassino dovrebbe costituire una sorta di ritorno alle origini. Ma proprio come nel film, i momenti peggiori arrivano ripensando alla giovinezza, dove le versioni dei protagonisti ancora studenti universitari sono davvero poco credibili. La colpa comunque non è solo loro, ma di tutto l'impianto della sceneggiatura che in un continuo gioco di flashback e flashforward agita le carte per nascondere il trucco. Il risultato però è più caotico che appassionante, tanto che alla fine il colpo di scena potrebbe funzionare meglio e invece risulta sommerso in un via vai di salti temporali. Si apprezza che il film cerchi di non essere didascalico riguardo i rivolgimenti della trama, ma lo è invece fin troppo sui sentimenti dei personaggi, giocandosi così malamente le carte migliori.

Ci sono poi scelte di direzioni degli attori a dir poco bizzarre, su tutte Claudia Gerini che recita un personaggio con poca voce, finendo per farla parlare un po' come Marlon Brando ne Il Padrino tanto che a guardarla si pensa le manchi un po' di cotone in bocca. Edoardo Pesce, impressionante in Dogman, cerca di imitare Toni Servillo e lo si guarda recitare continuando a pensare a chi somigli quella parlata, con l'effetto di portare lo spettatore fuori dal film. Senza contare che la sottotrama a lui dedicata, dove è stalker ventennale della sua amata, ha una risoluzione a dir poco discutibile (che oltretutto è l'ultimo dei troppi sottofinali). Per altro, dopo aver raggiunto una stazza massiccia per Garrone, che ora Pesce si stia già riducendo la dice lunghissima sulla monotonia dei ruoli che il cinema italiano offre ai suoi attori.

Riccardo Scamarcio e Alessio Boni sono poi scelti quasi in controcasting, con il primo che interpreta un personaggio deciso a sembrare trattenuto e contrito, mentre il secondo è segnato da una vecchiaia abbastanza impietosa che ne sminuisce il fascino senza dargli però carisma. Infine dei ruoli femminili è meglio tacere, visto che sono tutti ridotti ai minimi termini e con alcuni tra i dialoghi più sfortunati.

Ci sarebbero anche cose buone in Non sono un assassino, come la prima sequenza dove la cinepresa si sposta sul tetto di un palazzo e segue un inatteso ed acrobatico inseguimento, quasi a far sperare che si assisterà a un buon film di genere. Pure successivamente la messa in scena dimostra senso dello spazio e la capacità di accompagnare i personaggi nell'azione o di metterli in opposizione, inoltre le scene sono spesso riprese nei vari salti di montaggio ma riescono a essere riconoscibili prima di tutto per la loro atmosfera. Però non basta alla riuscita del film che risulta, in virtù di un cast sulla carta buono e di un intreccio davvero nero, come un'occasione mancata. Troppo dichiarato nelle proprie ambizioni di apologo sul Male (dove si parla varie volte del diavolo) e non abbastanza sottile nella scrittura per rendere inquietante questa oscurità di fondo.

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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
lunedì 6 maggio 2019
loland10

“Non sono un assassino” è il quarto lungometraggio del regista di Sassuolo Andrea Zaccariello. In un cinema italiano propenso alla facile commedia senza succo ecco qualche pellicola che cerca di farsi strada. Tratto dal libro omonimo di Francesco Caringella, il regista emiliano propende a scombinarci le carte, giocando sui volti, le fatture, i ricordi e le amicizie.

FOCUS
FOCUS
martedì 30 aprile 2019
Paola Casella

Sempre più spesso il cinema italiano si appoggia a romanzi di sicuro richiamo e di comprovato successo editoriale, in particolare quando si tratta di noir o thriller dall'architettura narrativa ben definita. L'esempio più recente è Non sono un assassino di Andrea Zaccariello, basato sul romanzo omonimo di Francesco Caringella: la storia di tre uomini - un vice questore, un giudice e un avvocato - amici fin dall'adolescenza, anche se prenderanno strade diverse, per ritrovarsi di nuovo insieme di fronte ad un crocevia giudiziario. Il vice questore (interpretato da Riccardo Scamarcio) verrà infatti accusato dell'assassinio del giudice (Alessio Boni) e difeso dall'avvocato (Edoardo Pesce), ricreando in età adulta quell'antico triangolo adolescenziale.

Di recente numerosi noir/thriller hanno preso spunto dalla letteratura, da Dolceroma, basato su un romanzo di Pino Corrias, a La ragazza nella nebbia (il cui autore, Donato Carrisi, ne ha anche diretto l'adattamento cinematografico), che aveva protagonista proprio Alessio Boni, o Pericle il Nero, scritto da Giuseppe Ferrandino, il cui ruolo del titolo era interpretato proprio da Riccardo Scamarcio.

Tornando un po' più indietro nel tempo, Il passato è una terra straniera di Gianrico Carofiglio, Almost Blue di Carlo Lucarelli o Come Dio comanda di Niccolò Ammaniti hanno ispirato i film omonimi di Daniele Vicari, Alex Infascelli e Gabriele Salvatores: quest'ultimo si era appoggiato ad Ammaniti anche per Io non ho paura, e avrebbe scelto Grazia Varesani per Quo vadis, baby?.

Anche il film e la serie Romanzo criminale nascono dal best seller di Giancarlo De Cataldo, così come il film e la serie Gomorra prendono le mosse dal saggio di Roberto Saviano. Infine la letteratura straniera ha fatto da base per alcuni recenti noir cinematografici italiani, basti pensare a I nostri ragazzi di Herman Koch o Il capitale umano Stephen Amidon.

Perché partire da un romanzo per raccontare al cinema una storia noir? In parte perché molti dei titoli citati avevano già riscosso un buon successo in libreria e avrebbero suscitato un minimo di attesa, una volta adattati per il grande schermo. Ma la ragione più profonda è che un noir ben scritto fornisce al regista e agli sceneggiatori un'ossatura solida che il regista può limitarsi a seguire "alla lettera", come è stato il caso di La ragazza nella nebbia di Carrisi, o scardinarla, sbizzarrendosi in flashback e flash forward, come ha fatto Zaccariello in Non sono un assassino.

Se la struttura è concepita come un congegno ad orologeria, come lo è quella del romanzo di Caringella, "terrà" anche se riassemblata seguendo una narrazione cinematografica più spregiudicata e una sceneggiatura più attenta ad evidenziare aspetti legati alla psicologia dei personaggi che a rispettare la sequenza degli eventi. Sta in questo la libertà dell'autore: prendere una narrazione ben definita e giocarci, inserendo elementi visivi e scelte di montaggio che ne modificano l'impianto senza alterarne il senso e le dinamiche essenziali. E spesso (anche se non sempre) è proprio la disinvoltura con cui un autore si riappropria del testo scritto a fare - cinematograficamente - la differenza.

STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
martedì 7 maggio 2019
Roselina Salemi
Tu Style

In una Puglia senza sale e senza trulli, il vicequestore Francesco Prencipe (Riccardo Scamarcio) parte all'alba per incontrare il giudice Mastropaolo (Alessio Boni), suo vecchio amico, combattente contro le mafie. Il colloquio dura poco. Il giorno dopo il giudice viene trovato morto: un colpo alla testa. Prencipe è l'unico sospettato. Ha avuto l'occasione e forse ha anche un movente.

NEWS
VIDEO RECENSIONE
venerdì 3 maggio 2019
A cura della redazione

Francesco Prencipe è vicequestore e amico del giudice Giovanni Mastropaolo, oltre che dell'avvocato Giorgio, che ha smesso di esercitare dopo una caduta nell'alcolismo. Quando il giudice Mastropaolo viene trovato ucciso, Francesco, che è l'ultimo ad averlo [...]

TRAILER
martedì 9 aprile 2019
 

Il vice questore Francesco Prencipe esce di casa per raggiungere il suo migliore amico, il giudice Giovanni Mastropaolo, che non vede da quasi due anni. Due ore di macchina per un colloquio di poche parole.

POSTER
lunedì 25 marzo 2019
 

Il vice questore Francesco Prencipe esce di casa per raggiungere il suo migliore amico, il giudice Giovanni Mastropaolo, che non vede da quasi due anni. Due ore di macchina per un colloquio di poche parole.

NEWS
lunedì 26 novembre 2018
 

Il vice questore Francesco Prencipe esce di casa per raggiungere il suo migliore amico, il giudice Giovanni Mastropaolo, che non vede da quasi due anni. Due ore di macchina per un colloquio di poche parole.

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