Fabrizio De André - Principe libero

Film 2018 | Biografico +13 193 min.

Anno2018
GenereBiografico
ProduzioneItalia
Durata193 minuti
Regia diLuca Facchini
AttoriLuca Marinelli, Ennio Fantastichini, Valentina Bellè, Elena Radonicich, Matteo Martari Davide Iacopini.
Uscitamartedì 23 gennaio 2018
TagDa vedere 2018
DistribuzioneNexo Digital
RatingConsigli per la visione di bambini e ragazzi: +13
MYmonetro 3,18 su -1 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di Luca Facchini. Un film Da vedere 2018 con Luca Marinelli, Ennio Fantastichini, Valentina Bellè, Elena Radonicich, Matteo Martari. Cast completo Genere Biografico - Italia, 2018, durata 193 minuti. Uscita cinema martedì 23 gennaio 2018 distribuito da Nexo Digital. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 - MYmonetro 3,18 su -1 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Luca Marinelli è Fabrizio De André in un film biografico che esplora cronologicamente la vita del più grande poeta della musica italiana.

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Consigliato sì!
3,18/5
MYMOVIES 3,50
CRITICA N.D.
PUBBLICO 2,86
CONSIGLIATO SÌ
Una buona sintesi tra sfida del biopic di un artista complesso e esigenze della committenza televisiva.
Recensione di Raffaella Giancristofaro
lunedì 22 gennaio 2018
Recensione di Raffaella Giancristofaro
lunedì 22 gennaio 2018

Il 27 agosto 1979 Fabrizio De André e la sua compagna, la cantante Dori Ghezzi, vengono sequestrati nella loro tenuta agricola nei pressi di Tempio Pausania, in Sardegna. Verranno liberati quasi quattro mesi dopo. Da quel fatto si innesca un lungo flashback che racconta l'adolescenza e l'età adulta del cantautore, tra incontri, folgorazioni, vita privata e attività musicale, fino a tornare al rapimento e chiudersi sul matrimonio tra i due, nel 1989.

Comprimere la biografia di De André (1940-1999) nella misura di un lungometraggio (o miniserie in due puntate che dir si voglia, che uscirà nelle sale il 23 e 24 gennaio, poi in prima tv RAI il 13 e 14 febbraio) è impresa da far tremare le vene e i polsi: per l'enorme seguito, per non dire culto, che lo circonda, il fascino che emana dai suoi testi e dalla voce, l'appropriazione, l'interpretazione e la portata politica della sua opera anticonformista.

Ciononostante il film si prende il rischio di riassumerne formazione, esordi dei primi anni '60 e affermazione, fino alla preproduzione di "Le nuvole" (1990). Proprio dal booklet di quell'album arriva il titolo, principe libero, citazione del pirata inglese settecentesco Samuel Bellamy, riflesso dell'ossimoro di nascita borghese e idee anarchico pacifiste.

Supportata e supervisionata da Dori Ghezzi, la sceneggiatura di Giordano Meacci e Francesca Serafini (con la collaborazione del regista Luca Facchini), raggiunge un'accurata e accorata sintesi tra la sfida di restituire la complessità dell'uomo e dell'opera e le esigenze narrative della committenza televisiva. Già autori insieme a Claudio Caligari dello script di Non essere cattivo, da quest'ultimo diretto, Meacci e Serafini sono ammiratori dell'opera di De André (e autori di una raccolta di saggi, "La lingua cantata", in occasione del quale lo conobbero). La prima evidenza positiva è che le canzoni di De André trovano ampio spazio nella narrazione e la sostengono in senso puntuale, non pretestuoso né meramente illustrativo (operazione analoga a quella della biografia Dalida di Lisa Azuelos): come nel caso in cui "La canzone dell'amore" perduto marca la fine della relazione con la moglie Puny o "Se ti tagliassero a pezzetti" sancisce la solidità dell'amore per Dori (le due donne più importanti nella vita di De André, interpretate con risolutezza da Elena Radonicich e Valentina Bellè).

Inoltre, in ossequio al titolo, il film si prende la libertà di usare anche quella musica che al momento della rappresentazione non è ancora stata scritta (come "Disamistade" durante la cattività sarda, dall'album testamento "Anime salve", del 1996, che il film per economia lascia fuori). Scelta apprezzabile, tesa, più che a ricostruire la genesi di album fondativi di immaginari transgenerazionali, a evidenziare le ricorrenze di un percorso, restituire il sapore degli ambienti (notevole la cura di costumi e décor), le fertili contaminazioni artistiche (in primis quella con Paolo Villaggio, amico e contraltare comico, interpretato da un ottimo Gianluca Gobbi).

Non mancano i passaggi salienti (la scoperta precoce, attraverso i testi sacri, del potere laicamente salvifico delle parole, l'influenza del poeta Riccardo Mannerini e di Luigi Tenco, Mina che lancia La canzone di Marinella a Canzonissima 1968, il live con la PFM del '79) ma non si cade mai, come spesso accade nel biopic musicale, nella prevedibile, meccanica ricostruzione cronologica di una carriera. La formula adottata è infatti una scelta documentata di episodi esemplificativi, montati con ritmo e coerenza a un ben temperato mix di registrazioni originali e nuove incisioni di Luca Marinelli, davvero sorprendenti per sicurezza. È lui la punta di diamante di un cast molto ben scelto e diretto con misura, che non rincorre la coincidenza fisionomica. Ed è sempre lui la possibilità d'essere di un film che rinuncia all'apologia, rielabora l'amore per il suo oggetto in nuove forme e cerca la propria strada nel suo avvicinarsi antimimetico e pragmatico a un artista che è stato preso molto sul serio dal proprio pubblico.

Grazie al metodo smitizzante di Marinelli e a uno script concentrato, emerge di De André anche il lato più paradossale, goliardico, di seduttore seriale - tramite l'invenzione "mussica", crasi di musica e del dialettale genovese "mussa", a indicare il sesso femminile e la narrazione spaccona, insomma la pratica artistica come leva dell'attrazione erotica; ma al tempo stesso anche le insicurezze: il terrore del palco, la perenne soggezione filiale al padre, l'insoddisfazione inquieta di sé, la dipendenza da fumo e alcol, il rapporto problematico con il figlio Cristiano. Forse eccessivo il peso narrativo accordato alla figura del padre Giuseppe (Ennio Fantastichini, strepitoso "volpone") e al sequestro, anche se comprensibilmente finalizzato a chiudere su una ricomposizione: l'aspirazione di De André a una "famiglia" sempre più ampia, che il totale sulla tavolata in Sardegna riunita per la nascita della figlia Luvi cattura in un'immagine abbastanza epocale per la fiction pubblica nostrana. Il coronamento privato della tensione di una vita a riconoscere, e riconoscersi in, un'unica comunità: quella umana, da "La ballata del Michè" a "Khorakhané".

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FABRIZIO DE ANDRÉ - PRINCIPE LIBERO
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RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
mercoledì 14 febbraio 2018
Rainbow238

Sono nato tra le braccia di De André.  Ancora prima di essere in grado di comprendere le sue canzoni, le cantavo e le recitavo, bambino, come apocrife preghiere. A 4 anni e mezzo immaginavo una Bocca di Rosa che spandeva petali di fiori e scaldava i cuori con l'Amore, un Andrea che raccoglieva violette, una Marinella che volava sopra una stella mossa dal vento.

mercoledì 24 gennaio 2018
Jack Cinema

Delusione. Un film concepito male. A parte la scarsa e forzata somiglianza fisica e timbrica, il film non rende giustizia ne' alla persona ne' all'artista. Chi si avvicinasse al personaggio seguendo la sceneggiatura ne avrebbe l'idea di un genio le cui opere scaturiscono quasi per caso, tra una scopata in un bordello, una scappata extraconiugale e una sbronza in qualche bar tra i carrugi.

mercoledì 24 gennaio 2018
kimkiduk

Film interessantissimo, fatto molto bene e che ha rappresentato il più grande cantautore/poeta italiano, senza ombra di dubbio, dall'infanzia alla fama. Personalmente ho scoperto un Faber diverso da come lo immaginavo, ma non sono un curioso di gossip quindi molte notizie le ho scoperte dal film. Quello che affascina è la Genova nei suoi caruggi e la grande presenza in quegli anni [...] Vai alla recensione »

mercoledì 14 febbraio 2018
M.Raffy

Ricostruire le vicende di un personaggio come Fabrizio De Andrè era una vera sfida, ma questo film l'ha vinta restituendo l'immagine di un artista unico, cantautore e poeta, ma anche un uomo non comune, calato nella realtà del suo tempo e capace di descriverla in parole e in musica. Un uomo del quale vengono mostrate le fragilità, il suo non voler essere un personaggio [...] Vai alla recensione »

mercoledì 24 gennaio 2018
Maria

Il film fa emergere, del nostro amato Fabrizio, più la dolcezza, la fragilità, i dubbi che l'aspetto trasgressivo che ha connotato buona parte della sua vita e dei suoi testi giovanili. Si tratta, credo, di una scelta precisa forse legata anche al mezzo televisivo(il film nasce infatti come fiction Rai): ma ottiene lo scopo di scavare in profondità nel personaggio ed arricchirlo.

mercoledì 24 gennaio 2018
BobDex

Non era facile raccontare la storia di Faber, uno degli artisti più contorti dell'intero panorama musicale Italiano e non solo. La scelta di Marinelli è perfetta, e francamente non si comprendono le pre-critiche per la sua dizione poco Genovese, scaturite tra l'altro dalla visione di un breve trailer. Marinelli interpreta tutte le facce dell'artista: dalla sua genialità sommessa, alla sua intima paura [...] Vai alla recensione »

lunedì 5 febbraio 2018
Dani

Più volte ho pensato :" ok ora mi alzo e vado via ...basta !!! Pessimo film , attore principale con una vaga e forzata assomiglianza di De Andrè, nessun fascino nessun carisma....una perfetta fiction all'italiana pagata non poco al cinema !!! Sono rimasta invece particolarmente colpita dall'interprete di Luigi Tenco ! Bravissimo !! Ecco lui ha dimostrato d'essere e di poter trasmettere emozioni !! [...] Vai alla recensione »

sabato 17 febbraio 2018
zurpuffa

Mi sono fatta forza e mi sono costretta a vedere qusto Biopic su Fabrizio De Andrè, da cui non mi aspettavo niente di buono; ciononostante il film è andato ben oltre le mie peggiori aspettative. Sorvolo sulla prestazione di Luca Marinelli, ottimo attore da commedia, ma assolutamente fuori parte; sorvolo sul suo accento romanesco, se ne è già discusso abbastanza, dico solo [...] Vai alla recensione »

giovedì 15 febbraio 2018
no_data

Deludente e scadente film su Fabrizio De Andrè .Un'occasione mancata per fare un bel film sulla Genova degli anni 50 e 60 , per Facchini ridotta a salotti e bordelli e nient'altro...De André anarchico trasformato in un ragazzino insicuro e figlio di papà...le canzoni scelte nemche le più belle,mancano quelle dell'impegno politico quelle sugli impiccati , sui drogati , sui suicidi sulle puttane .

giovedì 15 febbraio 2018
no_data

film deludente, per chi si aspettava forse un miracolo, ma Facchini non solo non riesce a resciucitare Fabrizio, ma nemmeno a farci ricordare chi era . Un 'occasione sprecata, poi, di farci conoscere, quella Genova degli anni 60 , quei ladri quelle puttane della città vecchia , una Genova che invece Facchini restringe a qualche bordello e qualche solotto bene .

mercoledì 14 febbraio 2018
Vittorio

Concordo pienamente con il commento " Il principe incompleto" di Jack cinema. Basandomi sulla visione della prima parte non posso non considerare riduttiva, incompleta e a tratti fuorviante la descrizione di un personaggio di tale complessità. A mio avviso é un film che non doveva essere girato, almeno per ora.  

mercoledì 21 marzo 2018
no_data

ripensandoci , magari questo film di Facchini ha l'intenzione di smitizzare la figura di De Andrè come personaggio "diverso" : forse sono "diversi" i personaggi delle sue canzoni ma non detto che la poetica di De André rifletta la sua vita privata, che forse , almeno agli inizi era effettivamente quella di un giovane rampollo dell'alta borghesia di Genova che faceva esattamente tutto quello che i [...] Vai alla recensione »

giovedì 15 marzo 2018
Giuseppe.61

Deludente e per nulla costruttivo. De Andre' è un altra storia. ci hanno voluto far vedere il peggio dell'artista, ammesso che sia tutto vero la questione sta nel fatto che Faber da fastidio al potere credetemi, non si può raccontare una storia di un anarchico in prima serata. leggeva moltissimo quattro, cinque ore al giorno, nello sceneggiato passa per un ubriacone il vero [...] Vai alla recensione »

martedì 27 febbraio 2018
Onufrio

Apprezzabile l'impegno e la dedizione degli attori, ma racchiudere De Andrè attraverso una fiction risulta limitato e banale. Non traspare la vera essenza del cantautore, nè dell'uomo. Costantemente col bicchiere in mano e con la sigaretta tra le dita, si dà più risalto ai vizi che alle virtù dell'artista genovese che tanto ha dato alla musica italiana [...] Vai alla recensione »

domenica 18 febbraio 2018
brata

Sono un fan di Fabrizio da quando compravo i suoi dischi di nascosto perchè a casa non si poteva ascoltare "quella roba la". Il film racconta in maniera romanzata alcuni episodi della breve vita di Faber ma, a mio avviso, questo non è un male.  Come non è male che il filo conduttore di tutta la storia sia il sequestro.

giovedì 25 gennaio 2018
marykioto

Con questo film, il buon Marinelli si è guadagnato un posto in paradiso. che dolcezza, che delicatezza, che bellezza. un film che è una poesia, che sfata anche il preconcetto "fiction". se proprio devo trovare dei difetti: 1. avrei messo un po piu di leggerezza riducendo il momento sequestro e sul rapporto col padre 2. o c'è un errore o ho capito male io: nel [...] Vai alla recensione »

mercoledì 24 gennaio 2018
han-solo

ma in sostanza ce l'hanno fatta.L'uso della musica un po' in originale un po' reinterpretata, è ottimo.Valentina mi ha ispirato molta simpatia per una Dory Ghezzi che, la vera, non ho mai amato.Difetto pesante è la mancanza di "genovesità", fra cui, gravissimo, Gobbi che interpreta Villaggio con accento che a me è parso vagamente toscano. Comunque assente l'humour genovese.

domenica 28 gennaio 2018
mari66

Film molto lungo, ma che scorre. Giusto omaggio ad un genio della poesia e della canzone italiana. Ottimi attori. Sardegna meravigliosa, ti fa venire voglia di scappare dallo squallore e dalla mediocrità. Da vedere, se possibile al cinema, tutto di seguito, lasciandosi andare alla musica, ai colori ed alle emozioni di tutte le nostre vite. 

Frasi
Te non ti canterei mai… perché quando scrivo le persone le cambio
e te non ti cambierei mai!
Una frase di Fabrizio De André (Luca Marinelli)
dal film Fabrizio De André - Principe libero - a cura di Di Sarno Maria
NEWS
VIDEO RECENSIONE
martedì 30 gennaio 2018
 

Il 27 agosto 1979 Fabrizio De André e la sua compagna, la cantante Dori Ghezzi, vengono sequestrati nella loro tenuta agricola nei pressi di Tempio Pausania, in Sardegna. Verranno liberati quasi quattro mesi dopo.

BOX OFFICE
giovedì 25 gennaio 2018
Andrea Chirichelli

Fabrizio De Andrè - Principe libero tocca i 700mila euro in due giorni e conferma il grande amore del pubblico italiano per un cantautore scomparso troppo presto. Ben quattro film italiani nelle prime cinque posizioni della top ten, dopo una lunga egemonia [...]

BOX OFFICE
mercoledì 24 gennaio 2018
Andrea Chirichelli

Era da un po' che non commentavamo i successi di Nexo Digital e dei suoi documentari ed ecco che è arrivato il successo di Fabrizio de Andrè - Principe libero che ieri ha esordito portando a casa ben 333mila euro, ottenendo nettamente il primo posto [...]

VIDEO
lunedì 22 gennaio 2018
 

La vita di uno dei più grandi poeti della musica italiana. Fin dall'adolescenza Fabrizio dimostra la sua curiosità speciale, il suo ardore di vita. Sempre in opposizione all'autorità, in famiglia e a scuola, Fabrizio sviluppa presto una grande sensibilità [...]

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