Dall'alto di una fredda torre

Film 2023 | Drammatico, +13 90 min.

Anno2023
GenereDrammatico,
ProduzioneItalia
Durata90 minuti
Al cinema28 sale cinematografiche
Regia diFrancesco Frangipane
AttoriEdoardo Pesce, Vanessa Scalera, Anna Bonaiuto, Giorgio Colangeli, Elena Radonicich Massimiliano Benvenuto.
Uscitagiovedì 13 giugno 2024
DistribuzioneLucky Red
RatingConsigli per la visione di bambini e ragazzi: +13
MYmonetro 2,47 su 10 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di Francesco Frangipane. Un film con Edoardo Pesce, Vanessa Scalera, Anna Bonaiuto, Giorgio Colangeli, Elena Radonicich. Cast completo Genere Drammatico, - Italia, 2023, durata 90 minuti. Uscita cinema giovedì 13 giugno 2024 distribuito da Lucky Red. Oggi tra i film al cinema in 28 sale cinematografiche Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 - MYmonetro 2,47 su 10 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Ultimo aggiornamento venerdì 7 giugno 2024

Una famiglia è riunita attorno alla tavola a mangiare: padre, madre e i due figli, Elena e Antonio. Una normalità presto spezzata da una terribile scoperta. In Italia al Box Office Dall'alto di una fredda torre ha incassato 23,8 mila euro .

Consigliato nì!
2,47/5
MYMOVIES 2,50
CRITICA 2,41
PUBBLICO 2,50
CONSIGLIATO NÌ
La piéce teatrale diventa un film ma il passaggio non si completa del tutto e lascia troppe domande inevase.
Recensione di Paola Casella
venerdì 27 ottobre 2023
Recensione di Paola Casella
venerdì 27 ottobre 2023

Elena e Antonio sono gemelli cresciuti all'interno di una sorta di cellula invisibile che li contiene entrambi. Anzi, la cellula si allarga solo a contenere anche Michela e Giovanni, i loro genitori. Quel nucleo a quattro ride e scherza a tavola, mescola affetto e ironia, battute e frecciate. Ma Michela e Giovanni soffrono di una malattia genetica che intacca i tessuti midollari e che li ha colpiti entrambi, quasi a rafforzare il loro legame simbiotico, parallelo a quello fra i loro figli. Sarebbe dunque perfettamente simmetrico se i figli potessero, donando il loro midollo, salvare entrambi i genitori. E invece solo Elena risulta compatibile, rompendo quella simmetria che caratterizza la famiglia da sempre e che allo stesso tempo la loro forza e il loro limite. Dunque lei, e suo fratello, sono costretti a scegliere quale genitore salvare: una decisione disumana che la scienza li invita a compiere nel nome del giuramento di Ippocrate, secondo cui se anche una sola vita può essere salvata, è nostro dovere salvarla.

Dall'alto di una fredda torre è la trasposizione cinematografica della pièce teatrale scritta da Filippo Gili e diretta in palcoscenico da Francesco Frangipane, ed entrambi conservano i rispettivi ruoli anche nella realizzazione del film.

Tuttavia il passaggio al grande schermo sconta un impianto che non solo rimane fortemente teatrale ma in qualche modo si congela nella premessa, senza riuscire veramente a declinarsi in tutte le sfumature di quella che è La scelta di Sophie al contrario, e altrettanto devastante.

Il quartetto di interpreti è eccellente: Vanessa Scalera ed Edoardo Pesce nei panni di Elena e Antonio caratterizzano bene i loro personaggi - lei vulcanica e rabbiosa, lui schivo e solitario - nonché l'interazione fisica ed emotiva del loro rapporto, che ha ancora qualcosa di profondamente infantile e persino di paraincestuoso: di qui la preoccupazione della madre nell'immaginarli insieme. Anche Anna Bonaiuto e Giorgio Colangeli sono perfetti nei ruoli di Michela e Giovanni: lei più sarcastica ed egoriferita, lui più morbido e gentile.

Il problema è che questi personaggi non sanno dove andare, e non perché si trovino di fatto in un cul de sac emotivo, ma perché i movimenti interni a quel dilemma dilaniante non sono realmente sviscerati, e anche la conclusione resta sospesa in quella nebbia che apre e chiude la narrazione.

Tutto rimane nella fase iniziale del postulato, contrariamente a quanto succede nell'episodio iniziale de I peggiori giorni, che è di grana ben più grossa e ha ben altri intenti narrativi, ma mostra comunque un ventaglio di reazioni più ampio.

Dall'alto di una fredda torre resta invece uno spartito con poche note che si mantiene indefinito, così come indefinita appare la "sottotrama" che vede Dario, il cavallo di Antonio, uscire dal recinto e perdersi nelle campagne umbre in cui è ambientata la storia, senza un vero perché e senza una direzione.

Anche il rapporto fra la dottoressa che ha invitato i due fratelli a compiere la loro scelta e sua madre resta appena abbozzato. Se il tema è da tragedia greca, il film non ha la forza o l'audacia drammaturgica dei testi dei tragediografi ellenici o il pathos straziante di William Styron, preferendo un andamento sussurrato che alla fine lascia troppe domande inevase.

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FOCUS
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mercoledì 12 giugno 2024
Luigi Coluccio

“Può Dio costruire una trappola da cui nemmeno lui riuscirebbe a scappare?” – è così che i rabbi delle yeshivah ebraiche lavoravano di decervellamento per creare esercizi retorici sempre più intricati e involuti. Questo appena riportato è il “paradosso di onnipotenza” su cui secoli fa si è buttato sopra Saadia Gaon, quello che andiamo a citare adesso ne è la versione secolare e drammaturgica: “Se dovessi salvare solo uno dei tuoi genitori, chi sceglieresti, mamma o papà?”. È una delle prime riflessioni a boccia ferma e a testa in subbuglio che puntellano Dall’alto di una fredda torre. Ed è lì che staremo autoreclusi fino a che non troveremo la diabolica soluzione, paralizzati dalla nebbia e strattonati dal vento.

Non è un pamphlet né una tragedia contemporanea né un’operetta moraleggiante, Dall’altro di una fredda torre. O meglio, prende a spizzichi e bocconi da tutti questi esercizi retorici, come i rabbi per creare le loro trappole dialettiche, e innalza un personale orizzonte riflessivo. Che non comincia certo adesso: il film in uscita giovedì 13 giugno per Lucky Red (prodotto dalla stessa casa di Occhipinti in collaborazione con Sky Cinema e Rai Cinema, sostenuto dal Mic – Direzione Generale Cinema e Audiovisivo), è sì l’esordio alla regia di Francesco Frangipane, scritto da Francesco Gili e interpretato da Edoardo Pesce e Vanessa Scalera, ma è soprattutto la chiusura di un cerchio spettacolare partito anni fa con la teatrale “Trilogia di Mezzanotte” a firma sempre del duo Frangipane-Gili.

“Prima di andar via”, “Dall’alto di una fredda torre” e “L’ora accanto” sono i capitoli che a partire dal 2011 hanno battuto il tempo del Teatro Argot Studio di Roma, casa e spazio di Frangipane e Gili (il primo ne è anche direttore assieme a Tiziano Panici), ma anche di Scalera, Giorgio Colangeli e Massimiliano Benvenuto, materiale umano-attoriale già protagonista della trilogia, come Anna Bonaiuto era presente in "Giusto la fine del mondo" di Frangipane. Famiglie che cercano di stare assieme come di disunirsi, scelte imponderabili, destini già truccati ancora prima di mettersi a giocare – questa la penna di Gili; tavoli a cui sedersi o attorno ai quali vagare, kammerspiel dell’anima, luci che tagliano la scena e i corpi – questo l’occhio di Frangipane.

Il proscenio teatrale è il riflesso speculare dello schermo cinematografico, così Gili negli anni adatta alcuni suoi lavori in pellicole indipendenti, Frangipane scrive per Marco Risi. Ma Gili dice di voler fare grandi film da grandi opere teatrali, Frangipane oltre a lavorare in tv e su alcuni doc porta a teatro testi da grande schermo (“7 anni”) o quasi (il citato e dolaniano "Giusto la fine del mondo", ma prima e sopratutto Jean-Luc Lagarce). Così arriva il culmine-climax di "Dall’alto di una fredda torre", innalzato sul parterre attoriale composto in prima seduta da Pesce e Scalera (il primo da vedere proprio negli stessi giorni anche in El Paraíso di Enrico Maria Artale, la seconda reduce dall’ennesima stagione di successo di Imma Tataranni su Rai 1 e al cinema con Palazzina Laf di Riondino), Colangeli, Bonaiuto, Benvenuto ed Elena Radonicich, presentato all’ultima Festa del Cinema di Roma dove ha raccolto il premio per miglior opera prima italiana assegnato dall’associazione “Amici di Luciano Sovena”.

Ci sono l’impianto teatrale e il simbolismo cinematografico, ma prima di ogni cosa c’è il quesito iniziale: chi butteresti dalla torre, mamma o papà? È la scelta abissale a cui devono – devono per forza? –  dare una risposta i fratelli gemelli Antonio (Pesce) ed Elena (Scalera), quando due medici (Benvenuto e Radonicich) li informano che le analisi degli anziani ma vitali genitori Giovanni (Colangeli) e Michela (Bonaiuto) hanno riscontrato la presenza di una malattia rarissima che per puro caso ha colpito entrambi i coniugi. Solo il trapianto di midollo può salvarli, solo Elena è donatrice sana e solo una volta può essere compiuta l’operazione. Se Dio riesce a scappare dalla trappola da lui stesso costruita, allora forse anche Antonio ed Elena possono trovare la risposta.

STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
domenica 16 giugno 2024
Michele Anselmi
Close-up

Ma come parlano? "Non muovere neanche una molecola" grida il padre alla figlia durante un pranzo piuttosto vivace. "Cazzi loro" dice una dottoressa esperta in trapianti parlando di due pazienti. "La noia è una buona causa per morire?" si chiedono a letto due anziani coniugi. Francamente ciò che a teatro può funzionare, pure dentro una recitazione naturalistica, rischia di non funzionare al cinema. Vai alla recensione »

sabato 15 giugno 2024
Enrico Danesi
Giornale di Brescia

Non sempre una pièce che funziona in scena replica gli effetti nel passaggio sul set. È il caso di «Dall'alto di una fredda torre», buon esemplare di teatro contemporaneo, che il drammaturgo Filippo Gili e il regista Francesco Frangipane hanno tradotto per il cinema, cimentandosi il primo come sceneggiatore, il secondo dietro la macchina da presa. In una cittadina umbra, i gemelli Elena (Vanessa Scalera) [...] Vai alla recensione »

sabato 15 giugno 2024
Mariarosa Mancuso
Il Foglio

Vuoi più bene al papà o alla mamma? II giochino con cui gli adulti crudeli tormentano i bambini ha una versione per grandi. Se adesso entrasse un terrorista e ti dicesse di scegliere: "dimmi se sparare al papà o alla mamma, sennò uccido tutti", cosa risponderesti? La figlia Vanessa ScaIera pone la questione a tavola, presenti mamma Anna Bonaiuto, papà Giorgio Colangeli e fratello Edoardo Pesce.

giovedì 13 giugno 2024
Giulia Lucchini
La Rivista del Cinematografo

Nessuno spoiler perché la storia è già nel titolo. (Chi buttereste) Dall'alto di una fredda torre?: questa la domanda che tormenterà due fratelli gemelli, interpretati da Vanessa Scalera e Edoardo Pesce, costretti a scegliere chi salvare tra la madre (Anna Bonaiuto) e il padre (Giorgio Colangeli) e chi invece metaforicamente buttare giù dalla torre.

giovedì 13 giugno 2024
Alessio Baronci
Sentieri Selvaggi

Si sceglie nomi, spazi importanti per il suo esordio nella fiction Francesco Frangipane, autore teatrale, sceneggiatore per Marco Risi, che nel trasporre al cinema la pièce Dall'alto di una fredda torre, che il regista ha già diretto per il teatro, di fatto svela tutti i debiti che l'opera ha con certi sguardi autoriali. Prime tra tutte, ovviamente, le atmosfere glaciali, moraleggianti, di certo cinema [...] Vai alla recensione »

giovedì 13 giugno 2024
Pedro Armocida
Il Giornale

Chi salveresti tra tuo padre e tua madre se, per questioni mediche, fosse possibile scegliere solo uno da curare? E' la domanda che l'opera prima di Frangipane pone allo spettatore attraverso i personaggi di due figli, interpretati con adesione da Pesce e Scalera. Il film non dà risposte, ma delinea i complessi equilibri di una famiglia rimanendo un po' troppo in superficie, vittima dei suoi stessi [...] Vai alla recensione »

martedì 11 giugno 2024
Ilaria Feole
Film TV

«A chi vuoi più bene tu: papà o mamma?/Mamma mia che stress! Che imbarazzo!/Come si fa a non capire che è una domanda del.../ deleteria, che da sola può segnare una svolta/L'inizio dei dubbi, dei sensi di colpa». Così cantava Daniele Silvestri, e del sadico giochino proposto incongruamente a tanti bimbi, l'opera prima di Francesco Frangipane sembra la versione adulta e melodrammatica: due fratelli [...] Vai alla recensione »

venerdì 10 novembre 2023
Raffaele Meale
Quinlan

In principio era il verbo? No, a meno che non si tratti del testo teatrale scritto da Filippo Gili (che torna in veste di sceneggiatore). In principio semmai era la nebbia, l'elemento simbolico scelto da Gili e Francesco Frangipane, regista tanto sul palcoscenico quanto dietro la videocamera, per mostrare il dubbio che lacera due dei quattro protagonisti del film: Elena e Antonio sono sorella e fratello, [...] Vai alla recensione »

martedì 31 ottobre 2023
Jacopo Russo
Asbury Movies

"Chi butteresti giù dalla torre tra...": sarà capitato a tutti, almeno una volta nella vita, di aver fatto questo giochetto a eliminazione simpaticamente scomodo. È ciò che succede nell'opera prima da regista di Francesco Frangipane, inizialmente per scherzo nel primo pranzo familiare cui assistiamo. Quello che sembrava però un tranquillo desinare tra genitori e figli si rivela un presagio di ciò che [...] Vai alla recensione »

NEWS
TRAILER
martedì 28 maggio 2024
 

Regia di Francesco Frangipane. Un film con Anna Bonaiuto, Giorgio Colangeli, Edoardo Pesce, Vanessa Scalera. Da giovedì 13 giugno al cinema. Guarda il trailer »

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