Il cinema si è applicato a tutti gli scenari, tutti i momenti storici: i personaggi, le guerre, le rivoluzioni e gli eroi, i buoni e i cattivi, l'arco lungo e completo della vicenda umana, dalla storia antica ai giorni nostri. Certo, il cinema ricorre alle licenze, legittimamente, e non si fa problemi ad essere manicheo, ma sappiamo che la verità assoluta non la racconta nessuno, forse perché non esiste. C'è lo strumento potente del documentario, ma poi devi vedere qual è la fonte. Le narrazioni della stessa vicenda, vista da punti cardinali diversi, magari da est e da ovest, possono mostrare "verità" diverse, accettate secondo convenienza. Ma dove il cinema prevale, ed è imbattibile è nell'applicare un modello, una storia privata, al contesto storico. L'avventura di Rossella O'Hara, giusto un esempio, spiega la guerra civile americana con maggiore efficacia di tutte le rappresentazioni della saggistica. Ne fa una sintesi umana. Questa premessa per arrivare a oggi, a settant'anni dal quel 2 giugno del 1946, quando il popolo votò il referendum e l'Italia divenne una repubblica. È una delle date fondamentali della storia moderna del Paese.


