| Titolo originale | Touch of Evil |
| Anno | 1958 |
| Genere | Poliziesco, |
| Produzione | USA |
| Durata | 93 minuti |
| Al cinema | 4 sale cinematografiche |
| Regia di | Orson Welles |
| Attori | Janet Leigh, Charlton Heston, Marlene Dietrich, Orson Welles, Joseph Calleia Akim Tamiroff, Joanna Moore, Ray Collins, Dennis Weaver, Valentin de Vargas, Mort Mills, Victor Millan, Lalo Rios, Michael Sargent, Phil Harvey, Joi Lansing. |
| Uscita | lunedì 5 ottobre 2026 |
| Tag | Da vedere 1958 |
| Distribuzione | Cineteca di Bologna |
| Rating | Consigli per la visione di bambini e ragazzi: |
| MYmonetro | 3,93 su 9 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
|
Condividi
|
Ultimo aggiornamento lunedì 5 ottobre 2026
Il poliziotto messicano Vargas e l'ispettore americano Quinlan indagano sulla morte di un ricco proprietario terriero. Durante le indagini Vargas si rende conto che Quinlan arriva a falsificare le prove per far combaciare la realtà con le sue convinzioni. In Italia al Box Office L'infernale Quinlan ha incassato 422 mila euro .
L'infernale Quinlan è disponibile a Noleggio e in Digital Download
su TROVA STREAMING
e in DVD
e Blu-Ray
Compra subito
|
ASSOLUTAMENTE SÌ
|
In una cittadina al confine tra gli Stati Uniti e il Messico un'auto, con a bordo il ricco Rudy Linnekar e la sua compagna occasionale, viene fatta esplodere. Si trova a passare di lì Mike Vargas, poliziotto messicano in luna di miele con la moglie Susan che finisce con l'affiancarsi al capo della polizia locale Hank Quinlan, il quale ha già una sua idea precisa su chi possa essere il colpevole. La moglie di Vargas viene, non troppo velatamente, minacciata dal fratello di un detenuto al cui arresto il marito ha contribuito. Dal momento in cui il poliziotto messicano si accorge che il collega fabbrica prove per incastrare coloro che ritiene colpevoli, sia lui che la consorte sono in pericolo.
Tra i numerosi capolavori di Welles questo, anche se considerato non al top, è diventato un cult assoluto.
Il titolo italiano, come troppo spesso è capitato nella storia del cinema, focalizza sul protagonista mentre invece quello originale allarga il campo a una riflessione sul Male e le sue manifestazioni. In un'intervista ad André Bazin del 1958 Welles dichiarava di aver voluto rappresentare il suo "odio per l'abuso che la polizia fa del suo potere". La sua idea, partendo dal romanzo di Whit Masterson, era quella di mostrare un uomo che piegava il proprio ruolo alle proprie intuizioni andando oltre quella Legge che intendeva far rispettare. Tutto ciò in un contesto che, sul piano della realizzazione, si presentava finalmente con le giuste caratteristiche: la produzione era l'Universal, il budget era adeguato e le scelte stilistiche non erano dettate dalla necessità di trovare soluzioni all'ultimo momento. Tutto ciò fino a quando i produttori non videro la copia lavoro che considerarono in modo negativo perché troppo destabilizzante e barocca.
Quella che possiamo vedere oggi è la versione più vicina possibile a ciò che Welles voleva. Praticamente costretto a far passare Charlton Heston per un messicano, visto che era stato proprio l'attore (fan di Quarto Potere) a perorare la sua causa affinché gli venisse assegnata la regia, Welles lo rende credibile anche se lo sovrasta (non solo fisicamente) in tutte le scene in cui sono compresenti.
La loro contrapposizione è funzionale alla realizzazione di un film in cui le ottiche scelte, il piano sequenza di apertura entrato a buon diritto nella storia del cinema, il ritmo del montaggio unito alle dinamiche all'interno delle inquadrature (per citare solo alcune delle caratteristiche di narrazione) sono straordinari e si muovono nell'ottica wellesiana di sfruttare al massimo livello possibile le potenzialità del linguaggio cinematografico.
Questo però è anche un film fortemente politico. Welles era sempre stato un progressista e durante il New Deal aveva anche scritto qualche discorso per il presidente Roosevelt. Il suo stare dalla parte degli afroamericani lo aveva messo sotto la lente di ingrandimento dell'FBI diretta da Edgar Hoover. Ecco allora che, in un'America che ha visto la caccia alle streghe di Joe McCarthy, opera un intervento deciso sul romanzo di Masterson. Se sulle pagine i due rappresentavano la corruzione e la virtù, qui il discorso si fa più complesso e quindi ancor più radicale. "Quinlan è meglio di un poliziotto normale, cosa che non impedisce il fatto che sia odioso". Si può anzi dire che lo rende ancor più pericoloso perché più difficilmente attaccabile. Hank Quinlan, su cui pesa un passato da alcolista e la morte per strangolamento della moglie, è infatti convinto di essere intoccabile proprio perché ha risolto numerosi casi. Lo ha fatto intervenendo pesantemente in un lavoro difficile che, come gli ricorda Vargas: "È facile solo in uno Stato di polizia". È quello che, in una località di confine e con un'abbondante dose di razzismo nei confronti dei messicani (che Quinlan non si preoccupa di occultare) il comandante ha instaurato.
Il genere poliziesco messo nelle mani giuste (o comunque, i cosiddetti gialli se di qualità) è in grado di andare oltre il plot di base per rivelare aspetti, spesso oscuri, della società in cui sono ambientate le vicende. Quando a dirigere è un genio del cinema come Welles questi aspetti emergono prepotentemente sullo schermo e ci rimangono impressi. In questo caso grazie anche al volto devastato di un uomo. Però non di un mostro, come Orson teneva a sottolineare. Per questa ragione ancora più pericoloso.
Un poliziotto messicano, Vargas, affianca un ispettore americano, Quinlan, nelle indagini sull'uccisione di un ricco proprietario terriero. Ben presto Vargas scopre che Quinlan ha un'idea tutta sua della giustizia e che non esita a falsificare le prove pur di far combaciare la realtà con le sue convinzioni. La verità alla fine trionfa, ma non senza difficoltà. Da un "giallo" di Whit Masterson. Questo titolo è diventato, nel tempo, un vero culto per gli appassionati. Pur non essendo considerato una delle opere fondamentali del regista, contiene alcune soluzioni di linguaggio richiamate anche nelle scuole di cinema. Molto citato è il piano sequenza di dodici minuti dell'inizio. E anche le acrobazie di Charlton Heston nel finale quando pedina Quinlan cercando di registrare la sua voce per incastrarlo. L'aneddotica racconta di Marlene Dietrich, che non era prevista nella sceneggiatura, in visita casuale sul set, inserita estemporaneamente nella parte della zingara. La produzione impose al regista alcune scelte non gradite. Welles disse: "mi hanno dato Heston, biondo di un metro e novanta, per fare un poliziotto messicano". Nel 2001 il film è stato rimasterizzato e ricomposto nella colonna sonora. È stato distribuito nel grande circuito in edizione originale sottotitolato. Il pubblico, soprattutto giovane, ha risposto bene.
Mike Vargas, un funzionario del governo messicano, sta attraversando il confine con gli Stati Uniti per recarsi in viaggio di nozze con la giovane moglie Susan; all'improvviso una bomba esplode all'interno di una Cadillac, uccidendo due persone. Vargas decide di interrompere la luna di miele per occuparsi delle indagini sull'attentato, ma dovrà scontrarsi con il capitano della polizia Hank Quinlan.
A dieci anni di distanza da Macbeth, nel 1958 Orson Welles è stato richiamato a Hollywood per dirigere il suo ultimo film americano, L'infernale Quinlan. Basato sul romanzo Contro tutti di Whit Masterson (pseudonimo di Robert Wade e William Miller), riadattato dallo stesso Welles, L'infernale Quinlan fu pesantemente rimaneggiato in fase di post-produzione dalla Universal, che lo distribuì come un b-movie tagliando venti minuti di pellicola e introducendo nuove scene girate da Harry Keller. Quarant'anni più tardi, nel 1998, il film è stato restaurato da Walter Murch, che lo ha riportato alla sua versione integrale di 112 minuti, secondo quanto prevedeva il montaggio originale di Welles. Il risultato complessivo è uno dei capolavori assoluti del regista di Quarto potere: un vertiginoso dramma poliziesco dagli echi shakespeariani, oltre che una delle opere più suggestive e geniali nella storia del cinema.
Il film si apre con un magistrale piano-sequenza della durata di oltre tre minuti, concluso dall'esplosione della Cadillac: un incipit ormai celeberrimo, che costituisce l'apice del virtuosismo registico di Welles. Il suo stile esasperatamente barocco trova in Touch of Evil la più compiuta espressione: grandangoli, distorsione delle immagini, uso frequentissimo della profondità di campo. Scenario della vicenda è Tijuana, un'immaginaria cittadina al confine fra Stati Uniti e Messico (ricostruita a Venice, in California): una sorta di no man's land in cui il confine fra legalità e crimine si fa così labile da svanire del tutto. La suggestiva fotografia in bianco e nero di Russell Metty contribuisce a creare un clima inesorabilmente sinistro, accentuato dall'ambientazione notturna della storia. Più che per l'intreccio da tipico hard-boiled, il film si imprime nella memoria proprio per la sua atmosfera minacciosa e ossessiva, sottolineata dalla vorticosa regia di Welles e dalla colonna sonora di Henry Mancini.
La struttura drammaturgica della pellicola è costruita attorno al feroce conflitto fra i due antagonisti: l'integerrimo funzionario Ramon Miguel Vargas, interpretato da Charlton Heston (truccato come un messicano), e Hank Quinlan, capitano della polizia obeso e claudicante, consacrato da Orson Welles fra i più straordinari personaggi del cinema noir. Con il suo Quinlan, Welles ci regala un villain a dir poco memorabile: un uomo senza scrupoli che agisce al di sopra della legge per servire la legge, poliziotto e criminale al tempo stesso. Hank Quinlan, perfetta incarnazione della natura ambigua del Male, domina lo schermo con la sua figura imponente ed il viso tumefatto, finendo per rubare la scena al vero protagonista. Al loro fianco, una galleria di riuscitissimi comprimari: Janet Leigh è Susan, la moglie di Vargas, Akim Tamiroff il boss della malavita Joe Grandi, mentre Marlene Dietrich veste i panni della misteriosa chiromante Tanya. Nel cast, si segnalano anche i brevi camei di Joseph Cotten, Mercedes McCambridge e Zsa Zsa Gabor.
Divergenze professionali tra due poliziotti di stampo opposto: Vargas (Charlton Heston), messicano della Commissione panamericana antidroga, e Jack Quinlan, americano dalla dubbia moralità, sospettato di usare la legge a modo suo. Durante il viaggio di nozze del primo insieme alla moglie, succederà di tutto: minacce, colluttazioni, sospetti.
Il riesame e il controllo editoriale dei contenuti del presente sito sono affidati al team di MYmovies e al direttore responsabile.
Per contatti, scrivere al seguente indirizzo email: live@mymovies.it